sabato 5 marzo 2011

Un'ordinanza d'antiquariato

Sul sito del Comune di Merate è riportata una comunicazione del Sindaco relativa al Carnevale, con la seguente proibizione: "Non è consentito l'utilizzo delle bombolette spray, contenenti clorofluorocarburi che emettono sostanze schiumogene e filanti di qualsiasi tipo".
Poiché l'utilizzo dei clorofluorocarburi, da disperdere nell'atmosfera, è proibito da vent'anni, in seguito agli accordi del Protocollo di Montreal, non esistono più in commercio bombolette spray contenenti tali sostanze, peraltro sostituite, da idrocarburi gas/liquidi. La comunicazione, quindi, diventa equivoca, perchè interpretandola alla lettera, permetterebbe l'utilizzo di bombolette contenenti, inevitabilmente, altri propellenti; nella sostanza, invece, si intende proibire lo sporcamento mediante il versamento di schiume.


Ernesto Passoni

Lago di Sartirana: un disastro ecologico annunciato

Apprendiamo dalle cronache locali che le professoresse universitarie del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e Territorio della Bicocca hanno chiesto al Corpo Forestale dello Stato di verificare la regolarità dei lavori di sagomatura e apertura nuovi canali nel canneto del lago di Sartirana. Seri dubbi sull’intervento erano già stati avanzati anche dai “Insieme per Merate” che ha presentato un’interrogazione. Prima ancora erano stati Consiglieri Comunali di Maggioranza a esporre critiche su tutto il nuovo Piano di Gestione del SIC di Sartirana. Non ci volevano degli esperti per capire il disastro che si stava compiendo, ma il Signor Sindaco Andrea Robbiani come al solito ha tirato dritto per la sua strada senza dare ascolto a nessuno. E il risultato purtroppo è sotto gli occhi di tutti. Chi è venuto prima, non importa se di Destra, Centro o Sinistra, ha sempre mantenuto un atteggiamento di estrema cautela verso il lago di Sartirana, anche a costo di peccare di immobilismo, perché tutti sono sempre stati consapevoli che alcuni danni ambientali sono difficili da riparare. Invece lui per fare la figura del primo della classe si è mosso come un elefante nella cristalleria. “La natura farà il suo corso” ha tranquillizzato l’Assessore all’Ambiente Massimiliano Vivenzio. E’ vero, ma quando ci impiegherà “madre terra” a rimediare ad una devastazione che poteva essere evitata con un po’ di accortezza e pazienza? E a quale prezzo? E soprattutto perchè tutto questo?

Bloggers

Incrocio più sicuro

Ma il verde dura poco

C’è occorso quasi un anno buono, ma un ringraziamento all’Assessore ai Lavori Pubblici Massimo Panzeri è doveroso. Questa settimana gli attraversamenti pedonali all’incrocio tra delle vie Giuseppe Verdi - Filippo Turati - Alcide De Gasperi - Trieste sono stati resi più sicuri. Quando passano le persone le automobili hanno il rosso per il nuovo dispositivo di semaforo a chiamata per i passanti. Il sistema è predisposto anche per il segnale acustico per gli ipovedenti. La soluzione dovrebbe impedire che si verifichino altri pericolosi incidenti con cittadini investiti dalle macchine in transito come più volte abbiamo spiegato. Adesso bisogna soltanto regolare i tempi di durata del verde per i pedoni. Dura appena dieci secondi che sono troppo pochi per consentire ai genitori che accompagnano i bambini per mano e agli anziani di ultimare l’attraversamento prima che scatti ancora il rosso. E’ importante farlo subito, già lunedì, perché da lì passano il piedibus, gli ospiti della casa di riposo, gli studenti delle superiori e i ragazzini che vanno all’oratorio e quelli che si recano in piscina.

Insieme per Merate

Federalismo fiscale: saranno i sindaci a mettere le mani in tasca ai cittadini

Una delle ipocrisie del decreto sul fisco comunale è la fissazione al 7,6 per mille dell’aliquota di equilibrio della futura Imposta municipale propria (Imu)

I numeri forniti dal Governo e contenuti nel decreto e nella relazione tecnica che lo accompagna non sono coerenti con l’aliquota indicata. Eccone la dimostrazione.
La base imponibile dell’Imu (valore degli immobili diversi dalle prime case) è pari a 1.669 miliardi di euro, come risulta dalla relazione tecnica allegata al decreto (fonte Agenzia del territorio). Da essa vanno tolti gli immobili delle Onlus e degli enti religiosi, che nella prima versione del decreto erano inclusi nella base imponibile. Il valore di questi è valutabile in 84 miliardi di euro (fonte Ifel Anci). Quindi, la base imponibile dell’Imu è pari a 1.669 meno 84 uguale 1.585 miliardi. Il gettito obiettivo dell’Imu deve essere pari a 11,57 miliardi di euro, sempre secondo le stime del Governo. Questo ammontare è calcolato sotto il vincolo di invarianza finanziaria delle spese e delle entrate dei Comuni.
A formare il gettito dell’Imu concorre, per una parte, la quota di base imponibile ad aliquota piena (7,6 per mille) e, per l’altra parte, la restante base imponibile ad aliquota dimezzata, destinata agli immobili in affitto (3,8 per mille).
Il valore degli immobili dati in affitto dalle sole persone fisiche è pari a 350 miliardi (fonte Agenzia del territorio). Quindi, il gettito ricavabile da questa quota di base imponibile è pari a 350 miliardi per 0,0038 uguale 1,33 miliardi. Restano 1.585 meno 350 uguale 1.235 miliardi di base imponibile ad aliquota piena. Il gettito ricavabile è pari a 1.235 per 0,0076 uguale 9,386 miliardi. Sommando 9,386 più 1,33 si ottiene un gettito di 10,716 miliardi, inferiore di più di 800 milioni al gettito obiettivo.
In realtà, è facile calcolare che per raggiungere il gettito obiettivo, con la ripartizione della base imponibile in 1.235 miliardi ad aliquota piena e 350 ad aliquota agevolata, è necessaria un’aliquota dell’8,2 per mille.
Non è finita…Il decreto infatti introduce la “cedolare secca”, che sarebbe meglio chiamare imposta sostitutiva sui redditi da locazione immobiliare ad uso abitativo. Il Governo stima nella sua relazione tecnica un aumento del 35% in due anni di immobili ad uso abitativo oggi dichiarati a disposizione, ma che domani emergeranno in chiaro come affittati (e copre con questo gettito ipotetico le perdite legate alla cedolare secca). Se queste stime fossero corrette, si dovrebbe coerentemente tenere conto che da qui al 2014, anno di introduzione della nuova Imu, la quota di base imponibile ad aliquota agevolata crescerà. Se supponiamo che la crescita sia del 35%, la base imponibile ad aliquota agevolata non sarà più 350, ma 472,5 miliardi. La base imponibile ad aliquota piena si ridurrà quindi a 1.112,5 miliardi. Con lo stesso procedimento di sopra, è facile vedere che l’aliquota di equilibrio in questo caso diventa l’8,5 per mille.
Insomma: usando i dati che il Governo espone in relazione tecnica emerge che l’aliquota del 7,6 per mille, come aliquota che mette tutto in equilibrio, è sicuramente sottostimata. Se, poi, il Governo avesse ragione sull’emersione di “nero” conseguente alla cedolare secca, l’aliquota media dell’Imu sarà l’8,5 per mille. Saranno i Comuni, e non il Governo, a dover dare la cattiva notizia: la forchetta di “autonomia” che il decreto concede ai Comuni è di 0,3 punti, quindi l’aliquota effettiva dell’Imu potrà variare da 4,6 a 10,6 per mille. Ma, al di là del “gioco del cerino” politico, forse non hanno tutti i torti le associazioni imprenditoriali che, avendo fatto un po’ di conti negli ultimi giorni, cominciano a temere un tendenziale raddoppio dell’Ici attualmente pagata sugli immobili ad uso produttivo.

venerdì 4 marzo 2011

Ignorate le richieste dei pendolari: altri aumenti del 20% ma senza nuovi servizi

Gli aumenti tariffari dovrebbero andare pari passo con i benefici, ma la Regione fa le medie del pollo di Trilussa...


Il 2 marzo scorso si è tenuta, presso la Regione Lombardia, la prevista riunione del Tavolo TPL (Trasporto Pubblico Locale) che aveva all’ordine del giorno la definizione degli indicatori in base ai quali “collegare il riconoscimento dell’ulteriore aumenti tariffario” previsto per maggio, come previsto dalla delibera regionale del 29 dicembre scorso.
Innanzitutto, abbiamo ancora dovuto una volta constatare il precario stato del monitoraggio, da parte della Regione e degli Enti Locali, del sistema complessivo del trasporto pubblico locale che si traduce in una base dati che non può certo definirsi rappresentativa e sufficiente per decidere su aumenti tariffari così rilevanti, e al tempo stesso da premiare i Gestori di TPL. Se, infatti, per quanto riguarda il servizio ferroviario esiste una qualche base statistica su ritardi e cancellazioni, sul resto del TPL domina il buio assoluto, nonostante i contratti di servizio siano farciti di norme e regole per la raccolta per la trasmissione dei dati di monitoraggio del servizio. Uno scenario talmente frustrante da farci rimpiangere il “vecchio” algoritmo tariffario, il quale almeno contemplava anche il grado di soddisfazione degli utenti. Probabilmente, visti gli esiti disastrosi della sua prima (e forse ultima) applicazione (con due parametri nulli e due negativi), l’Assessore Raffaele Cattaneo ambisce a far approdare gli aumenti in lidi più sicuri. Ed è un fatto che, sebbene manchino meno di due mesi alla fatidica data, ancora non si siano stabilite le regole del gioco, anzi, si brancoli nel buio se l’assessore dichiara che “non esiste alcuna proposta regionale”, tanto da ipotizzare un rinvio dell’applicazione degli aumenti. Ma ogni pendolare sa che l’andamento dei treni è stagionale, e che due o tre mesi di rilevazione non dicono nulla, esattamente come una rondine non fa primavera, come è comprovato dall’andamento disastroso degli scorsi mesi di novembre e dicembre.
Ma vi è un ulteriore elemento che denota quanto si stia navigando a vista nel governo del sistema del TPL, e cioè di quanto non si esiti a rimettere sfacciatamente in discussione obiettivi e propositi pomposamente dichiarati in tempi recenti e non sospetti con il famoso “Patto TPL”. In esso, infatti, è stato stabilito, mediante il meccanismo di adeguamento automatico delle tariffe, un preciso rapporto tra qualità, quantità e tariffe, che, a fronte di un incremento complessivo cumulato delle tariffe dal 2010 al 2015, al netto dell’inflazione, pari al 20%, avrebbe dovuto garantire il raggiungimento dei seguenti obiettivi:
  • Integrazione tariffaria regionale “vera” entro il 2010
  • Velocità commerciale: +10% (entro 2011)
  • Puntualità a 5 minuti: +8 punti percentuali
  • Soppressioni: -90%
  • Riduzione età parco mezzi: -40%
  • Nuovi servizi: 189 milioni, e +20% treni*km.
Quindi, gli aumenti tariffari che ora si prospettano, di misura guarda caso pari proprio a quel 20%, dovrebbero, per coerenza, essere paragonabili con tali obiettivi. Invece, alla riunione sono stati proposti degli indicatori che non si avvicinano nemmeno lontanamente a quelli sopra riportati. Non solo, per quanto riguarda la puntualità sono state enunciate delle modalità di calcolo differenti da quelle utilizzate a riferimento nel Patto e non facilmente confrontabili con il dato storico, rendendo così difficoltoso fare dei paragoni.
Il nostro pensiero è che la qualità del servizio non è fatta solo di numeri in quanto, con medie troppo simili a quelle di Trilussa, non spiegano compiutamente il disagio del viaggiare quotidianamente sui nostri treni e autobus, ma rientra in una concezione ben più ampia e globale, investendo tutti gli aspetti del servizio. Non si possono, ad esempio, trascurare la pulizia e la climatizzazione, il sistema delle informazioni, la rete di vendita dei titoli di viaggio, il sistema sanzionatorio che non deve essere vessatorio nei confronti di chi è in buona fede, la presa in carico delle richieste e delle proposte degli utenti in termini di orari, l’ampliamento delle fasce orarie del servizio, l’accessibilità e fruibilità dei mezzi di trasporto pubblico, la dignitosità e fruibilità delle stazioni e delle fermate, l’affollamento, la velocità commerciale e altro ancora. Non da ultimo, la revisione del sistema dei bonus e delle penali e il diritto di ottenere risposte esaurienti e documentate tanto dai gestori, quanto dall’Ente regolatore, in merito a tutto ciò che non funziona e alle richieste degli utenti, la disponibilità dei dati di dettaglio sul servizio programmato e a consuntivo, nonché sui costi, sui ricavi e sui passeggeri trasportati.
Su questi temi, e altro ancora, sono attese risposte concrete e nei fatti dagli 8.500 firmatari della petizione al Presidente Roberto Formigoni, chiamato, in virtù di tale carica, anche a svolgere anche la funzione di garante nei confronti di pendolari e utenti del trasporto pubblico lombardo, degli impegni presi nei loro confronti dalla dalla Regione. Rinnoviamo pertanto l’appello di cittadini che chiedono di potergli consegnare le firme della petizione e che, nei fatti, continua ad essere ignorato.


Comitato pendolari Milano-Lecco, Comitato pendolari Mandello, Comitato pendolari Calolziocorte-Valle S. Martino, Comitato MMML (Milano-Monza-Molteno-Lecco, Comitato Pendolari Bergamaschi CPB, Comitato pendolari Rovato-Chiari-Rovato, Comitato pendolari LeNord Milano-Asso, Comitato pendolari Merate, Comitato InOrario Milano-Mantova, Comitato Milano-Mortara, Comitato pendolari Tortona, Comitato Milano-Varese, Comitato Milano-Seregno, Comitato Pendolari Metropolitani, Legambiente Lombardia

Lavori (in)finiti

Una osservazione da utente della strada: chi passa da via XXV Aprile a Brugarolo  non si accorge che i lavori sono finiti. Provenendo da Brugarolo e andando verso via Bergamo le auto invadono la corsia opposta per evitare le buche creando qualche problemino di viabilità (in perfetto stile viale Lombardia, per intenderci). Qualche sprovveduto potrebbe pensare che la decisione di far passare di lì l'elettrodotto sia stata presa per motivi che nulla concernono l'utilità pubblica e che i disagi conseguenti non siano stati molto ponderati. Non sono il primo a segnalarlo e ieri mattina ero tentato di fare una foto quando un camion e un’auto quasi si sono urtati frontalmente.

Edoardo Zerbi

giovedì 3 marzo 2011

Fondo solidarietà al lavoro: nessun assistenzialismo, ma solo dignità e un impiego

Dalla Caritas Ambrosiana replicano alle assurde esternazioni dell'Assessore provinciale al Lavoro Fabio Dadati

In questi giorni sono state riportate dai giornali alcune dichiarazioni dell’assessore al Lavoro della Provincia di Lecco, Fabio Dadati, che sollevano critiche sulle finalità del “Fondo Solidarietà al Lavoro”. Quelle osservazioni ci sorprendono. Riteniamo pertanto necessario precisare alcuni aspetti di questa iniziativa che a quanto pare non sono stati compresi.
Come è nato
L’iniziativa del “Fondo Solidarietà al lavoro” di Lecco, che vede coinvolta Caritas Ambrosiana nella promozione, insieme alle parrocchie della città e al Consorzio Consolida, è nata per rispondere alle numerose segnalazioni delle persone che a causa degli effetti della crisi economica si sono trovate senza lavoro. È un’iniziativa, “nata dal basso” e dalla cosiddetta società civile e religiosa, sollecita dall’appello del prevosto di Lecco, monsignor Franco Cecchin durante la giornata di San Niccolò. Appello che ha avuto l’effetto di far convergere in un comune sforzo, tante energie messe in campo dalle comunità parrocchiali che qui come in altri territori sentono di esprimere il loro essere Chiesa, facendosi carico responsabilmente dei problemi di chi ha bisogno.
Come funziona
Il Fondo segue modalità di intervento diverse da iniziative di sostengo già presenti e permette di integrare le opportunità di risposta ai numerosi bisogni che, purtroppo, permangono nonostante i segnali timidi di ripresa economica. Non è, dunque, una proposta alternativa, ma integrativa, ad esempio alle borse sociali di lavoro promosse dalla Provincia. Lungi dall’essere un’iniziativa assistenziale, riteniamo sia una forma di aiuto innovativo maturato all’interno del percorso del Fondo Famiglia Lavoro della Diocesi e che va nella direzione del lavoro e della dignità della persona. Precisiamo, infatti, che Il Fondo Solidarietà al Lavoro, offrirà vere e proprie assunzioni, non borse lavoro, che sono uno strumento di formazione e di professionalizzazione. Oltre al fatto di avere un posto di lavoro, ciò consentirà alle persone di godere di maggiori tutele. Riceveranno, ad esempio, i contributi previdenziali, potranno ottenere assegni familiari, al termine del contratto di lavoro (da 6 a 12 mesi) potranno ricevere un’indennità di disoccupazione, infine molte persone che si sono trovate senza lavoro ad un passo dalla pensione, potranno maturare i requisiti per accedervi. Ad offrire questi posti saranno le cooperative sociali. Riteniamo quanto mai opportuno il loro coinvolgimento e infondato il timore che qualche disoccupato possa occupare il posto di qualche disabile, come è stato paventato. Come è noto, infatti, la legge stabilisce che all’interno delle cooperative venga rispettato un preciso rapporto tra la quota di lavoratori classificabili come “svantaggiati” e quelli classificati come “normodotati”. Se aumentarono questi ultimi, potranno aumentare i secondi. Siamo dunque lieti che le cooperative sociali del territorio abbiano voluto aderire a questo progetto dimostrando il loro senso di responsabilità in un momento difficile per la comunità e dando prova di essere capaci di farsi protagoniste anche di nuove forme di welfare.
Funzione pedagogica
Infine vogliamo ribadire che questa iniziativa ha anche un valore pedagogico, finalità più volte richiamata dallo stesso cardinale Tettamanzi. Il Fondo potrà, infatti, essere alimentato dai singoli cittadini e dalle comunità parrocchiali in modo continuo. Sarà dunque un’occasione per educarsi tutti al senso di responsabilità che dobbiamo avere nei confronti di chi si trova in una situazione di difficoltà e sarà un’opportunità per esprimere quella sussidiarietà orizzontale che tante volte invochiamo.
I partner
Il ruolo della Fondazione della Provincia di Lecco garantisce il monitoraggio e il supporto tecnico fondamentale per la riuscita dell’iniziativa e non da ultimo, come già noto anche un importante contributo economico. Anche il significativo contributo del Comuni di Lecco è garanzia di partecipazione e rispettosa collaborazione.
Auspichiamo, quindi, che l’iniziativa prosegua senza polemiche inutili e con il contributo di tutti quelli che vorranno migliorarne e moltiplicarne le varie forme di aiuto.

150 anni dell'Unità d'Italia: un'occasione per riflettere sulla storia del nostro Paese

Clicca sulla foto per ingrandire la locandina
Vi invito all'iniziativa per le celebrazioni del 150° Anniversario dell'Unità d'Italia. E' promossa dal nostro Comitato e dalle Direzioni del Liceo scientifico "Maria Gaetano Agnesi" di Merate e l'Istituto superiore "Francesco Viganò" di Merate con il patrocinio delle Amministrazion150n i Comunali di Cernusco Lombardone e Osnago. Le serate si svolgeranno tutte presso l'aula magna degli Istituti "Viganò" e "Agnesi". Vi ringraziamo di quanto potrete fare per diffondere questa comunicazione.
Cordiali saluti

Domenico Basile

La memoria corta

Come profeta unto da Dio, perché vox populi vox Dei, la sua missione è quella di moralizzare ed educare i barbari della terra di Brianza che non conoscono le usanze raffinate delle razze nordiche direttamente discendenti dai celti precursori padani. Per questo presto emetterà altri editti per regolare e disciplinare la movimentazione delle genti e delle merci in quel di Merate: sensi obbligati, divieti, zone proibite al traffico… destinati a sollevare le proteste dei sudditi ingrati e ignoranti che non sanno godere della sua saggezza e lungimiranza. Perché a lui la fama e il consenso non interessano, di apparire antipatico non se ne cura, i volubili sentimenti terreni non gli si addicono. Però è meglio agire subito, in fretta, ha proferito,  in tre anni la plebe fa in tempo a dimenticare e la rabbia sopisce, così che al prossimo suffragium il volgo che lui onora di governare possa rinnovargli fede incondizionata.


Infiltrato

mercoledì 2 marzo 2011

La carnevalata di Brugarolo

Che l’attuale gestione dei Comitati di Frazione sia una pagliacciata lo sostengono in tanti  e da tanto tempo. Ma adesso c’è la riprova che si tratti per davvero di una carnevalata. In questi giorni alcuni partecipanti del Comitato di Brugarolo, gli stessi che sono stati visti distribuire i manifesti sull’”anno di buon governo della Lega Nord” (la mancanza di pudore nel prendere in giro la gente non ha limiti!!!) , stanno battendo a tappeto le cassette delle lettere per informare la popolazione residente della festa in maschera da loro organizzata per domenica. Ben venga, ciò che unisce e aggrega non guasta mai. Ma a ognuno il proprio compito. Dove sono stati quelli del Comitato di Brugarolo quando c’era da segnalare al Comune i disagi della posa dell’elettrodotto da 132.000 volt? E dove stavano quando sempre per i lavori dell’elettrodotto è stata istituita la deviazione in via Laghetto, assolutamente inadatta per sostituire via XXV Aprile? E adesso che via XXV Aprile è un colabrodo, che i residenti di via Laghetto hanno avviato una raccolta firme per denunciare che per quella strada passano troppe macchine, che da loro non c’è la navetta per il centro, che non ci sono pullman, che…? Dove sono? E’ evidente che così non va, ma al Sindaco fa comodo perché può fare proseliti senza rendere conto ai cittadini sulle necessità vere. Per questo non vuole approvare il regolamento proposto dal nostro Capogruppo Cesare Perego.

Bloggers

Rifiuti: la regola delle 3 R

Riduco, Riuso, Riciclo: teniamo a mente la regola delle 3 R se vogliamo comportarci da cittadini attenti all’ambiente. Come dice un detto indiano “La Terra l’abbiamo avuta in prestito dai nostri figli”, quindi dobbiamo fare in modo che le risorse naturali possano rinnovarsi se vogliamo mantenere il nostra pianeta in buona salute.
La prima regola è ridurre la quantità di rifiuti. Come? Acquistando prodotti con poco imballaggio innanzitutto: meglio la verdura sfusa che confezionata in vaschetta (gli imballaggi costituiscono il 40% dei rifiuti), meglio fare attenzione a quanto si compra in modo che non scada e venga buttato via (troppo cibo finisce nel cassonetto: 20 milioni di tonnellate l’anno in Italia).
Poi occorre un po’ di fantasia e pensare al riuso degli oggetti: anzitutto riparandoli anziché acquistandone di nuovi, ma anche pensando a come utilizzarli per altre funzioni (chiedete ai nonni: una volta non si buttava via niente).
Infine il riciclo. C’è la raccolta differenziata porta a porta di umido e secco, ci sono le campane del vetro sul territorio, c’è un’efficiente isola ecologica in comune con Cernusco e la possibilità di smaltire senza sforzo i grandi elettrodomestici da buttare (con una semplice telefonata vengono prelevati sotto casa). Occorre che ognuno faccia il proprio dovere e che – senza timore – faccia presente ai vicini poco coscienziosi che è ora di cambiare: l’ambiente e il portafoglio ve ne saranno grati.

martedì 1 marzo 2011

Il malanimo "da ragionieri"

Nell’articolo “Danno erariale, denunciata l’amministrazione Albani” pubblicato sul Giornale di Merate di settimana scorsa si riporta l’intenzione della Giunta di Andrea Robbiani, di denunciare alla Corte dei Conti la decisione della Giunta che l’ha preceduta, di rendere il parcheggio di viale Carla Cornaggia gratuito per il periodo di due anni (2007-2008) in seguito al guasto della sbarra non riparato, che regolava afflusso degli automobilisti a questo parcheggio. In quel periodo, prolungandosi il ritardo nel completamento del parcheggio di via Don Cesare Cazzaniga, e rendendosi necessario intervenire per alleviare il collasso dei parcheggi nel centro di Merate , la Giunta di Giovanni Battista Albani decise di procedere in tal senso e rendere gratuito l’accesso al parcheggio.
Quello che fu allora  un intervento in a favore della cittadinanza per alleviare uno dei molteplici disagi provocati dal “cantiere eterno” viene ora utilizzato, dandogli una lettura “da ragioneri”. E’ vero che con la somma di 22.470 euro si possono fare interventi pregiati per il benessere dei cittadini quali le luminarie natalizie (vedi come operato negli anni 2009 e 2010 dall’attuale Giunta), ma l’utilità per la cittadinanza di tale decisione, era stata ribadita in diverse occasioni pubbliche da parte dell’allora Sindaco Battista Albani. La regolarità della decisione è fuori dubbio, l’atto formale che la sancisce è la probabile origine della contestazione attuale da parte dei nuovi governanti. Il vero significato di tale gesto però, presentato come atto dovuto dall’Assessore alla partita, cela invece un malanimo mai sopito, che è tempo venga responsabilmente superato e che nulla porta allo sviluppo della società di Merate.


Cesare Perego
Capogruppo Consiliare
di “Insieme per Merate”

Parcehggi in centro: Sindaco e Giunta ascoltino i cittadini

Pubblichiamo il testo della proposta di Ordine del Giorno del Consiglio Comunale depositata quest'oggi dal nostro Capogruppo Cesare Perego per chiedere al Sindaco e alla Giunta di rivedere il nuovo piano tariffario della sosta. L'OdG fa seguito alla petizione promossa dal Gruppo di "Insieme per Merate" in collaborazione con il Circolo del PD di Merate

Alla c.a. del Sindaco di Merate
Sig. Ambrogio Andrea Robbiani

Con la presente siamo a sottoporLe richiesta di integrare gli argomenti del prossimo Consiglio Comunale con la seguente proposta di delibera: Ordine del Giorno relativo alla revisione della Delibera di Giunta n°. 157 del 29/11/2011

Il Consiglio Comunale premesso che
  • con Delibera di Giunta 157 del 29.11.2010, sono state aumentate le tariffe dei parcheggi pubblici e delle aree di sosta di una parte del centro storico
  • le tariffe oraria delle aree di sosta di Piazza Giulio Prinetti e via Papa Giovanni XXIII appaiono eccessive e penalizzanti per gli utenti dei negozi delle zone attigue
  • il provvedimento sopprime la prima ora gratuita del parcheggio di via Cornaggia, spingendo gli automobilisti alla ricerca di stalli in fregio alle strade del centro
considerato
  • che la nuova regolamentazione ha animato un ampio dibattito da parte dei cittadini residenti , dei commercianti del centro e dei loro clienti
  • che diversi rappresentanti dei commercianti hanno pubblicamente espresso la necessità di procedere ad una revisione dei contenuti della delibera in quanto disincentiva l’arrivo in centro di molti clienti per i quali la sosta incide in modo sproporzionato sul costo dell’acquisto realizzato
  • che tale richiesta di confronto è funzionale al miglioramento della viabilità del centro della città
preso atto
chiede che

il Sindaco e la Giunta accogliendo l’invito dei cittadini, si impegnino a rivedere le tariffe della Delibera 157 in vigore dal 01/01/2011 , chiedendo i pareri della competente Commissione Consiliare e delle Rappresentanze dei Commercianti

Gruppo Consiliare
"Insieme per Merate"

lunedì 28 febbraio 2011

Finanziamenti al Comprensivo di Merate: un piccolo, parziale ma significativo risultato

Il Ministero ha stanziato oltre 91mila euro straordinari ma ne deve ancora 40mila

Gent.me/mi genitori
sulla sempre aperta questione dello stato di sofferenza economica delle scuole pubbliche in generale ed in particolare di quelle del nostro territorio, il Coordinamento dei genitori dei Consigli di Istituto del meratese, del quale facciamo parte come genitori membri del Consiglio di Istituto (CdI) del nostro Comprensivo, ha emesso nell'ultimo fine-settimana un comunicato stampa.
Si tratta di un documento che fa seguito alle comunicazioni di rimborso che il MIUR (Ministero Istruzione Università e Ricerca) ha fatto pervenire agli Istituti scolastici del territorio e che sono state accertate per buona parte in chiusura dell'anno solare 2010. Il comunicato stampa ripercorre le tappe principali del percorso con il quale come genitori dei Consigli di Istituto ci siamo impegnati nella indispensabile opera di informazione e di sensibilizzazione del mondo genitoriale e dell'opinione pubblica sul tema della sofferenza economica. Ricordiamo in particolare l'incontro pubblico dello scorso 7 maggio a Robbiate e la mozione che ne era scaturita. Sulla quale grazie anche al vostro prezioso contributo avevamo raccolto le oltre 700 firme meratesi, confluite nelle oltre 4700 firme complessivamente raccolte sul territorio.
Diversi sono inoltre stati i Consigli Comunali che hanno discusso ed approvato la nostra mozione, così come significativo è stato il sostegno che hanno dato alla nostra iniziativa alcune associazioni di genitori, in particolare l'A.Ge Merate. Su Merate è doveroso ricordare e tributare un plauso all'azione informativa e di raccolta firme svolta dal gruppo Consiliare di minoranza di "Insieme per Merate", rafforzata da altre 700 adesioni. Vorremmo infine sottilineare l'attenzione che la nostra azione informativa ha suscitato nei politici del territorio ed in particolare del sen. Antonio Rusconi, che si è fatto carico di una interpellanza alla Commissione Istruzione del Senato sullo stato di sofferenza delle scuole del territorio provinciale ed in particolare del meratese. La nota di risposta che il MIUR ha fornito alla Commissione Istruzione del Senato è datata 1 febbraio 2011 ed ha i seguenti estremi: Interrogazione n. 3 - 01768.
Venendo infine alla realtà del nostro Istituto Comprensivo, i finanziamenti straordinari assegnati dal Ministero sono stati di oltre 91mila euro. Con questi finanziamenti, come recita il verbale del Consiglio di Istituto nel quale sono stati comunicati questi introiti, l'Istituto intende ripianare l'avanzo di amministrazione (che nel 2010 era cresciuto sino a circa 74.500 euro), facendo ripartire attività che erano state congelate o prudenzialmente rallentate. La rimanenza di 17mila euro sarà a parziale recupero degli credito ancora vantato nei confronti del ministero per il pagamento dei compensi accessori al personale.
Nel ribadire che la criticità di risorse (economiche e di personale) che interessa il nostro Istituto ne esce alleviata ma non completamente risolta (ad esempio il credito vantato nei confronti del Ministero è ancora di circa 40mila euro), desideriamo ritornarVi la nostra soddisfazione per questo piccolo, parziale ma comunque significativo risultato. Per il quale abbiamo lavorato in grande sinergia con il nostro Dirigente Scolastico e la nostra DSGA, che per quanto di loro competenza non hanno mai mancato di segnalare e di sottolinerare presso tutte le autorità competenti le difficoltà ed i problemi dovuti allo stato di sofferenza economica.


I genitori del Consiglio di Istituto dell'ICS di Merate
Isabella Mauri, Luisa Magni, Franca Rosa, Maria Rosa Panzera,
Ennio Airoldi, Michele Bossi, Davide Crippa, Paolo Panzeri

I vigili urbani fuori da scuola non ci sono mai, ma quando ci sono non cambia niente

... Pardon agenti della Polizia Locale


I vigili urbani, pardon agenti di Polizia Locale come si chiamano adesso se no si offendono, sono diventati merce rara, ma così rara che adesso non si vedono più nemmeno fuori dalle scuole, quando i bambini iniziano e finisco le lezioni. Evidentemente sono tutti presi a dare la caccia ai ladri, a garantire l’ordine pubblico ed a stanare gli automobilisti che hanno bevuto troppo o corrono in maniera eccessiva sulle nostre strade. Sarebbe desolante infatti scoprire che invece non si mettono più fuori dalle scuole perché sono impegnati a dare le multe in centro per divieto di sosta. Perché il primo ricordo che tutti hanno dei vigili, pardon agenti, è quella di loro che aiutano gli scolari ad attraversare la strada sulle strisce subito fuori da scuola mentre fermano le macchine per lasciarli passare. Ma anche quando ci sono fuori dalle scuole sono inutili. Se ne stanno al caldo sulla macchina, oppure guardano mestamente i genitori che parcheggiano ovunque e rischiano di stirare i bambini degli altri senza sentirsi in dovere di intervenire, o intrattengono pubbliche relazioni con le mamme. Non tutti ovviamente, ma alcuni sì. Va bene che tra poco cambierà il Comandante e si andrà sotto Robbiate, ma bisogna aspettare che arrivi un altro Comandante per aver vigili, pardon agenti, degni di tale nome che svolgano normalmente il loro compito? Signor Sindaco si svegli, la smetta di tormentare i vucumprà: a noi gente normale interessa che prima di tutto che nostri figli arrivino in classe sani e salvi. Per la caccia ai ladri, i controlli degli stranieri, le verifiche sui commercianti ci sono i Carabinieri, la Polizia, la Guardia Forestale, che hanno gli strumenti e la preparazione idonei per far bene il loro mestiere. Lei che parla sempre di sicurezza e legalità, non riesce ad assicurare i turni normali fuori da scuola, cosa ci viene a prendere in giro con l'idea dei pattigliamenti notturni?!?E' stato eletto da quasi due anni, la smetta di parlare tanto per far prendere fiato alla bocca e darsi le arie e sia dia da fare seriamente. Non è capace nenche di migliorare un servizio pubblico, cosa vuole cambiare Merate...


Infiltrato

domenica 27 febbraio 2011

Solidarietà alle insegnanti e agli insegnanti pubblici

Negli ultimi anni non mi sono occupato di Silvio Berlusconi, delle sue vicende personali, politiche e giudiziarie. Ritengo che i cittadini che l’hanno eletto debbano, da soli, capire la necessità che non è utile al Paese. Però, nei giorni scorsi, i telegiornali hanno riportato un’invettiva, anche un po’ delirante, contro gli insegnati della scuola pubblica che “inculcherebbero” valori esattamente contrari a quelle che vorrebbero le famiglie.
Come assessore all’istruzione sono esterrefatto. Nelle scuole dell’obbligo di Olgiate Molgora non mi risulta che nessuno abbia fatto lezioni di “bolscevismo” e nemmeno di “laicismo”. Nemmeno mi risulta nelle scuole pubbliche della Provincia di Lecco. Stessa percezione dalle pagine dei giornali nazionali. Vorrei con queste poche righe ringraziare gli insegnanti e le insegnanti delle scuole di Olgiate per il lavoro che svolgono con sapienza, dedizione ed amore verso i propri alunni. Non meritano gli insulti del Presidente del Consiglio. Penso in questo di rappresentare tutta la popolazione. Gli insegnanti, le maestre in particolare, hanno rappresentato in tutti i momenti della storia del nostro Paese un fattore di unità della Comunità locale smorzando gli “eccessi” che la politica è capace di produrre. Sono loro che, aldilà del colore della pelle, dei dialetti e delle culture, hanno insegnato ai nostri figli ed ai nostri nipoti a stare insieme e che, solo insieme, si risolvono i problemi. Invece di insultarli li dovremmo ringraziare! Badate che il rispetto reciproco è il biglietto da visita di tutte le scuole di Olgiate (materne paritarie comprese) e di un po’ tutto il Paese.
Vorrei, concludendo segnalare due contraddizioni che stanno nelle parole e nei comportamenti del Presidente del Consiglio:
  • Per allargare la sua maggioranza sta cercando di imbarcare Marco Pannella, noto anticlericale, sostenitore di cose che Silvio Berlusconi non vuole.
  • I suoi Governi hanno tagliato in Lombardia, dal 2008 al 2010 il 75% dei fondi alle scuole materne paritarie. Nel 2011 ha ulteriormente tagliato un altro 2%.
Ognuno tragga le sue conclusioni. La mia è la seguente: solidarietà ai nostri insegnati insultati ed aiuto agli alunni delle scuole paritarie a cui hanno tagliato risorse. Al momento del voto, quando ci sarà, certamente continuerò a non votarlo.

Ambrogio Sala
Assessore all’Istruzione
di Olgiate Molgora