sabato 2 luglio 2011

Profughi? Da solo nessuno può farcela

Il direttore di Caritas Ambrosiana e delegato regionale delle Caritas lombarde, don Roberto Davanzo, invita a guardare oltre l’emergenza e a sostenere l’impegno per un’accoglienza di qualità.

Sono già 1700 i profughi trasferiti in Lombardia da Lampedusa. Altri ne arriveranno nei prossimi mesi. Ma per affrontare l’emergenza, occorre che tutti si rimbocchino le maniche. Caritas Ambrosiana, insieme con le Caritas della Lombardia, ha collaborato con le istituzioni, sin dall’inizio, per offrire un’accoglienza dignitosa ai migranti. Per questo non si è limitata a dare vitto e alloggio, ma nelle strutture che gestisce, ha offerto ascolto, organizzato corsi di alfabetizzazione, fornito assistenza legale agli ospiti. Lo ha fatto anche grazie all’impegno fondamentale dei volontari. Ora lancia un appello a tutte le forze vive della società. «Occorre un salto di qualità e un rinnovato impegno – dichiara il direttore don Roberto Davanzo –. Da solo nessuno può farcela. Nemmeno una grande organizzazione come la Caritas Ambrosiana».
Nel frattempo, per far fronte alle necessità dei nuovi ospiti l’ente ecclesiale ha deciso di lanciare una raccolta fondi per l’acquisto di generi di prima necessità, che si aggiungono ai quelli già garantiti dalle istituzioni. Si possono scegliere di donare tre diversi kit di prodotti per l’igiene personale: il kit uomo (15 euro), il kit donna (18 euro), il kit bambino (35 euro). Il materiale sarà raccolto in un magazzino che è stato individuato proprio in occasione di questa iniziativa e da qui inviato alle strutture di accoglienza. Contemporaneamente, tuttavia, Caritas Ambrosiana invita le parrocchie e le comunità locali a organizzare iniziative che vadano oltre l’offerta di vitto e alloggio, mettendo a disposizione tutta la propria esperienza. Iniziative sempre più necessarie a più tre mesi dai primi arrivi in Lombardia. «Il solo modo per evitare l’esplodere di tensioni che un’accoglienza di basso profilo potrebbe invece scatenare», osserva don Davanzo. Dalla metà di aprile, infatti, centinaia di volontari e decine di operatori sono mobilitati.
Oggi l’intervento si sviluppa su più piani. Attraverso la propria rete territoriale, Caritas Ambrosiana raccoglie e distribuisce aiuti di prima necessità, organizza attività sociali e ricreative, ricerca tra cooperative, parrocchie, associazioni di volontariato posti letto che si aggiungono a quelli offerti dai centri di accoglienza per richiedenti asilo gestiti direttamente dal sistema Caritas e aperti sin dai primi giorni. I posti vengono segnalati alle Prefetture, titolari della gestione delle accoglienze. Nei centri Caritas oltre al vitto e all’alloggio, gli ospiti ricevono un primo orientamento sui diritti e doveri previsti dalla normativa italiana per richiedenti asilo e hanno l’opportunità di seguire corsi d’italiano. Fondamentale è il contributo delle Caritas parrocchiali. Questo impegno ha già fatto sbocciare in tutta la diocesi tante piccole grandi storie di solidarietà È il caso, ad esempio, della parrocchia della Beata Vergine Assunta a Ballabio. In questo piccolo borgo, il parroco ha aperto le porte di un appartamento di proprietà della parrocchia ad una coppia di nigeriani. I volontari del centro di ascolto li hanno aiutati a presentare la domanda di asilo in Questura, a prenotare le visite mediche e ora li seguono passo dopo passo.
Le strutture Caritas o legate alla Caritas che attualmente stanno accogliendo profughi sono: i centri già predisposti per accogliere richiedenti asilo, quello di via Conciliazione a Varese (12 posti) e Casa Itaca di Rho (3 posti); il centro per gravi emarginati ed ex detenuti Casa Onesimo a Busto Arsizio (3 posti), il pensionato Sant’Ambrogio di Magenta (40 posti), il pensionato Botticelli a Lissone (14 posti), la casa Don Mezzanotti a Sesto San Giovanni (15 posti), la casa del COE a Barzio (16 posti), la Casa del Giovane di Milano (18 posti), Casa Jobel a Brugherio (4 posti), Casa Agorà ad Abbiategrasso (5 posti) e gli appartamenti per le accoglienze di nuclei familiari messi a disposizione in particolare dalle parrocchie Pentecoste di Milano (2 famiglie) e Beata Vergine Assunta di Ballabio (1 famiglia) nonché dalla stessa Caritas diocesana e dalla cooperativa Intrecci (2 famiglie).
Per sostenere concretamente i progetti di Caritas Ambrosiana puoi effettuare una donazione nei
seguenti modi:
  • donazione diretta presso l'Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari d’ufficio)
  • conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
  • conto corrente bancario presso l'ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN: IT16 P 03512 01602 000000000578
  • tramite carte di credito telefonando al numero 02.76.037.324 in orari di ufficio (vedi sopra) o collegandosi al sito www.caritas.it
  • Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): “Profughi, tempo di accogliere”

venerdì 1 luglio 2011

Uffici provinciali decentrati: non ci guadagna nessuno

Gli uffici provinciali decentrati a Merate sono stati aperti venerdì 1° luglio presso il Municipio di Piazza degli Eroi 3; saranno operativi uno sportello operativo con protocollo integrato, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 12,00 ed un servizio di difesa civica territoriale su appuntamento; un ufficio sarà a disposizione degli Assessori provinciali per incontri ed appuntamenti.
Ribadisco il mio tifo per l’abolizione delle Province, grazie alla quale, a regime, si stima un risparmio di almeno 10 miliardi di Euro/anno ad avvenuta eliminazione dell’apparato politico ed assorbimento del personale in dipartimenti decentrati della Regione di competenza.
Il mio giudizio è prevenuto, ma non capisco quale vantaggio possa dare al cittadino l’istituzione di tali uffici.
Ne analizzo, ora, i singoli utilizzi sulla base dei comunicati ufficiali:
  1. Lo stesso portale del sito della Provincia di Lecco, alla voce “Posta elettronica certificata” riporta che “L’utilizzo della posta elettronica certificata e della firma digitale risponde ad esigenze di semplificazione della Pubblica Amministrazione secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità, previsti dalla nuova normativa”. Non si capisce, quindi la necessità di un doppione cartaceo che costringe almeno un operatore a spostarsi da Lecco a Merate due volte alla settimana per un servizio che, la Provincia stessa afferma essere fattibile telematicamente.
  2. La “Difesa Civica territoriale”, come prevista dalla Legge 42 del 26.03.2010, può surrogare la difesa civica comunale, mediante Protocollo d’intesa fra Provincia e Comune. Nella fattispecie, quindi, non si capisce la necessità di una tale surroga visto che il sito comunale, peraltro poco affidabile, non riporta la cessazione della difesa civica comunale esistente. Rimane l’ipotesi di servizio per gli altri Comuni del Meratese, ma dai documenti non risulta, visto che l’accordo è stato stipulato fra Provincia e Merate.
  3. La necessità di incontri od appuntamenti con gli Assessori provinciali non richiede certo l’esistenza di uffici, peraltro sottoutilizzati per gli scopi di cui ai punti precedenti.
Ragionando con il principio della sobrietà e della minimizzazione dei costi, ci si chiede, perché, se le necessità di cui sopra fossero, per assurdo, acclarate, non si è effettuata una razionalizzazione accorpando, in spazi comunali, l’altra emanazione provinciale costituita dal “Centro per l’Impiego” di via Statale 11, in località Ceppo. Ciò avrebbe determinato la cessazione dei costi di affitto da parte della Provincia nei confronti del privato; se tali spazi non fossero stati disponibili in Palazzo Tettamanti si sarebbe potuto valutare la struttura, già utilizzata per anagrafe e servizi socioculturali, sita nel Parco di Villa Confalonieri.
Non comprendo la ratio del decentramento in oggetto e non so se sia stata preceduta o meno da un’analisi dei bisogni e delle necessità.
Confido nel carattere sperimentale dell’iniziativa.

Ernesto Passoni

Le regole valgono per molti ma non per tutti, a Merate solo per pochi

La verità è finalmente venuta a galla. La regole, se ci sono, valgono solo per pochi, per gli altri una deroga si può pure fare. Ebbene sì, proprio lui, il nostro Vicesindaco che nelle ultime settimane non aveva perso tempo a dare dell'irresponsabile a Giacomo Ventrice, che aveva bollato come una pagliacciata la colorita protesta messa in atto dai membri della Pro Loco; proprio lui che aveva tuonato "le regole sono uguali per tutti"! Massimiliano Vivenzio: "il Comune non è servo" ecco che candidamente dalle colonne della stampa locale ammette di aver fatto un'eccezione per gli amici di Sartirana. Un'eccezione, intendiamoci, da tutti gradita perchè i volontari vanno sempre aiutati come giustamente ha ricordato il buon Fusi; ma un'eccezione, nel panorama delle mille deroghe concesse, che evidenzia ancor di più il gravissimo errore commesso nella vicenda Proloco. Andiamo per gradi:
  • Flori@cultura persone previste dallo stesso assessorato oltre 5000 autorizzata in deroga
  • Notte Bianca persone annunciate a consuntivo oltre 20000 autorizzata in deroga
  • 150 anni Unità d'Italia risotto in piazza autorizzato in deroga
  • Festa di Sartirana persone presenti oltre 2000 autorizzata in deroga (con fuochi artificiali compresi!!!)
  • Proloco Merate concerto persone previste 2000 soppresso per motivi di sicurezza
Forse la paura vera dell'amministrazione non erano le folle oceaniche (???) che si potevano muovere per la Proloco ma, piuttosto, la difficoltà di avere una Proloco seria e funzionante che mostrasse, con il suo operato, l'immobilismo glaciale dell'attuale amministrazione. I fatti parlano chiaro, più di tutte le interviste strumentali rilasciate sinora, più di tutti i proclama degli assessori, più di tutti i giri per i negozi a dare spiegazioni inverosimili scaricando le colpe su chi lavora; insomma i fatti dimostrano che si sarebbe fatta una più bella figura ad ammettere gli errori piuttosto di affermare che "la volontà di un singolo (Ventrice) danneggia tutta la Città". Ma in che paese viviamo? Di certo non nel millantato mondo delle regole....


Speriamobene

giovedì 30 giugno 2011

Una Provincia (in)utile

Lunedì a palazzo, al grido dello slogan “una Provincia utile” utilizzato durante la campagna elettorale che ha visto Daniele Nava vittorioso, sono stati inaugurati in pompa magna i “nuovi uffici decentrati”. Che altro non sono che lo “sportello informativo con protocollo integrato” - leggasi protocollo!!! -, la “difesa civica territoriale periodico (punto di riferimento per le funzioni di garanzia, tutela e promozione dei diritti dei cittadini previste dalla legge)” - leggasi difensore civico provinciale - e "un ufficio a disposizione degli assessori per programmare incontri e appuntamenti" - leggasi segreteria-. Cioè si prende due giorni a settimane il personale che di solito lavora a Lecco, lo si sposta a Merate, si occupa un ufficio solo per archiviare le pratiche, garantire un servizio che è un doppione del difensore civico municipale e fare attività di mera agenda, questa è la realtà. Nell’era informatica dove si potrebbero accettare e inviare gli incartamenti in forma telematica o nel peggiore dei casi incaricare i messi comunali che un giorno sì e un giorno sì vanno in capoluogo si è pensato a tutto ciò!!! E poi quanta gente ha mai avuto bisogno di andare in Provincia alzi la mano. Anche la giunta cattocomunista del Giovanbattista Albani aveva pensato a qualcosa del genere, ma lui aveva in mente uno sportello di supporto alla popolazione dove svolgere di tutto e di più, non questa miseria ideata dai pidiel-leghisti che altro non è che fumo negli occhi, naturalmente a spese di Pantalone, cioè di noi cittadini somaripagateletasseetacete...Viva il federalismo padano, che moltiplica uffici su uffici e sprechi su sprechi.

R.I.

Riduzione dei costi della politica: alcune proposte concrete

Una mozione passata martedì all’unanimità in Consiglio regionale apre la strada alla discussione in Regione di un progetto di legge volto a ridurre i costi della politica. Il voto dell’aula è avvenuto nel giorno in cui il PD ha presentato, con la firma di tutti e ventidue i propri consiglieri, un testo di modifica delle leggi che regolano il trattamento economico dei consiglieri che con soli tre articoli mira a far risparmiare alle casse regionali circa cinque milioni di euro l’anno.
Il primo punto previsto dal PD è la cancellazione del vitalizio del Consigliere regionale, come già fatto da altre Regioni italiane. Il vitalizio è oggi strutturato su un impianto di carattere retributivo e attinge da un fondo a cui oggi la Regione contribuisce con 3,5 milioni di risorse proprie, destinati a crescere negli anni se non si riformerà il sistema.
Il PD prevede che in futuro si possano istituire solo forme assicurative o forme di previdenza integrative con il sistema contributivo e senza oneri per la Regione.
Il secondo punto è la riduzione, nell’ordine del 60%, dell’indennità di fine mandato. La proposta prevede di passare da 12 a 5 mensilità per ogni legislatura compiuta dal Consigliere, con un tetto di 10 mensilità anche se il mandato superasse le due legislature, mentre con l’attuale regime chi ha svolto 4 o più legislature ha diritto ad un’indennità di fine mandato di 4 o più annualità.
Il terzo punto è il taglio del 10% delle indennità dei Consiglieri regionali (circa 950 euro lorde), che segue il taglio del 10% della diaria in vigore dal primo gennaio del 2011 per effetto del taglio effettuato dal Parlamento.
Il consigliere segretario e componente dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale Carlo Spreafico, che lo scorso autunno aveva già promosso la discussione in Ufficio di Presidenza dichiara: ”Senza demagogia e falso populismo penso che sia eticamente e praticamente necessario dare il buon esempio, proprio a partire dalla Lombardia e dai suoi Consiglieri regionali, per cercare di ridurre i costi della politica in un momento come quello attuale in cui, per il perdurare della crisi economica, molte famiglie e pensionati fanno fatica a tirare alla fine del mese”.
“Ricordo – continua – che già dal mese di gennaio abbiamo provveduto ad un taglio di 500,00 euro mensili della diaria dei consiglieri e che ora stiamo studiando le modalità concrete per rivedere il futuro sistema del vitalizio al quale hanno diritto gli ex consiglieri regionali che hanno compiuto il sessantesimo anno d’età. Credo si possa sostituire l’attuale norma, troppo costosa, con l’introduzione di un sistema di previdenza integrativa su base volontaria, come avviene per altre categorie professionali. Ci sono però – conclude Spreafico – anche ben altri costi della macchina regionale a cui si deve mettere mano, a partire dal numero dei dirigenti, alla revisione dei trattamenti economici più elevati ed alla razionalizzazione di alcune società partecipate da Regione Lombardia, molte delle quali inutili e troppo costose.”

mercoledì 29 giugno 2011

L'Assessore all'Istruzione rimandato a settembre dai genitori e dagli insegnanti

Giovedì 23 giugno 2011 alle ore 20:45 si è tenuto l'ultimo Consiglio d'Istituto per l'anno scolastico 2010-2011. All'ordine del giorno:
  1. Lettura ed approvazione del verbale della seduta precedente (18 aprile 2011)
  2. Ipotesi di Protocollo d'Intesa Diritto allo Studio: intervento Assessore Emilio Zanmarchi
  3. Variazioni di bilancio
  4. Stato di attuazione del Programma Annuale al 30/06/2011 - relazione attivita` negoziale (art. 35 DM 44/2001) - Situazione finanziaria
  5. Assicurazione alunni a.s. 11/12
  6. Monitoraggio P.O.F. (Piano Offerta Formativa ndr)10/11
  7. P.O.F. a.s. 2011/12
  8. Richiesta uso locali scolastici (palestre)
  9. Utilizzo cortile Manzoni per camminata del 23/10/11
  10. Organizzazione a.s. 2011/12
  11. Richiesta uscite settembre scuole Primarie di Sartirana e via Montello
  12. Varie ed eventuali.
Causa impegno inderogabile l'Assessore Emilio Zanmarchi non era presente (e ti pareva... ndr).
L'ipotesi di Protocollo d'Intesa Diritto allo Studio e stato approvato ma con qualche astensione arrivata sia dai noi genitori che dagli insegnanti (clicca sulle parole evidenziate in grassetto e sottolineate per leggere l'articolo pubblicato da Il Giorno). Il voto è stato favorevole in quanto il documento è stato preparato insieme dalla Scuola e dall’Amministrazione Comunale e quindi è frutto di un percorso condiviso. Le astensioni sono state il segnale che né noi genitori né gli insegnanti avevamo avuto modo di visionarlo prima dei lavori di quella sera. Proprio per questo motivo su proposta del VicePresidente Paolo Panzeri (approvata all’unanimità dal Consiglio) al documento è stata aggiunta una nota con la quale il Consiglio di Istituto precisa che si riserverà, se ritenuto necessario, di chiedere all’Amministrazione Comunale eventuali modifiche al testo.
Il Consiglio ha quindi approvato il P.O.F. per l'anno scolastico 2011/12.
In chiusura dei lavori il Dirigente Angelo Colombo, che sarà in pensione dal 1 settembre, ha rivolto al Consiglio un piccolo saluto. Il Presidente del Consiglio d'Istituto Ennio Airoldi ha quindi portato il saluto del Consiglio al dott. Colombo.

tratto dal blog della
Componente genitori del Consiglio di Istituto ICS Merate
(i commenti tra parentesi con la nota ndr sono dei curatori del nostro blog)

martedì 28 giugno 2011

Hanno rubato una delibera

Chiamate i carabinieri!!! Hanno rubato una delibera dal sito internet verde padano dell’Amministrazione Comunale verdeacquadirose. Riguardava una convenzione o qualcosa del genere per la condivisione o qualcosa del genere di un dipendente pubblico o qualcosa del genere con un paesone della provincia di Monza-Brianza governato dai leghistipidielciellini. Ma il borgomastro è stato sfiduciato da due terzi dei consiglieri (motivo: "l’impossibilità di dialogo", guarda caso, deve essere un vizio di famiglia), è arrivato il Commissario e l’accordo è sfumato. E con l’accordo si è vaporizzata anche la deliberazione. Chi la trova è pregato di restituirla a chi di dovere, se invece qualcheduno se l’è intascata faccia il favore di ritirarla fuori. Oppure me la sono sognata di notte, ma in tanti hanno notato la lacuna... magari è stata un'allucinazione collettiva.

Marco Airoldi

Votare contro non costa nulla, ma la musica cambia per i premi agli amici di partito

Finché votare contro non costa nulla si può fare, ma quando significa mettere in discussione emolumenti agli amici di partito la musica cambia

Ho letto con interesse su Merateonline la presa di posizione dell'Assessore Andrea Massironi sul bilancio di Lario Reti Holding e di Idrolario. Se le cose stanno come afferma - immagino sia così visto il voto contrario espresso dal Sindaco di Merate - mi chiedo come mai non si sia provveduto ancora a fare quanto di dovere, cioè una formale denuncia agli organi competenti passando dalle parole ai fatti.
Nell'intervista l'assessore afferma, di sfuggita, che la proposta di assegnare un premio ai membri del CDA è stata accolta e deliberata, mi chiedo se, come a me risulta, sia stata accolta e deliberata anche dal Sindaco di Merate Andrea Robbiani.
In questo caso è abbastanza curiosa la circostanza di un sindaco che boccia il bilancio di una società e poi approva un premio per gli amministratori che hanno realizzato quello stesso bilancio. Come si spiega questa circostanza? Forse con il fatto che finché votare contro non costa nulla si può fare, ma quando significa mettere in discussione emolumenti agli amici di partito la musica cambia?

Roberto Riva
Consigliere Comunale di "Insieme per Merate"

lunedì 27 giugno 2011

Crisi: è il momento di affrontare il problema con politiche industriali, investimenti e riforme

Oggi 27 giugno ho partecipato al secondo incontro per la Bessel – Candy presso il Ministero dello Sviluppo Economico presieduto dal Dr. Castano, che ha visto la partecipazione dell’azienda, rappresentanze Sindacali e RSU, rappr. Regione Lombardia, Assessore di Prov. Lecco Dadati, sindaci di Perego e S. Maria Hoè, incontro aggiornato al 6 luglio p.v.
Il confronto è avvenuto sul documento dell’azienda che sostanzialmente conferma la chiusura di S.Maria con lo spostamento di qualche Unità a Brugherio e la controproposta del Sindacato che ha al proprio interno il mantenimento dell’unità produttiva accompagnata da una riorganizzazione radicale sostenuta da contratti di solidarietà e attraverso incentivi pubblici per rendere sostenibile il tutto.
A fronte di tale proposta si è reso necessario l’aggiornamento dell’incontro alla settimana prossima.
Dopo mesi di confronti e posizioni espresse a più livelli Istituzionali, Sindaci e non solo, è fondamentale capire come il territorio intenda muoversi a fronte della situazione della Bessel e non solo, se Lecco è Capitale della Manifattura come ben rappresentato ieri dal sole 24 ore, occorre con chiarezza dire se il territorio può sopportare questa chiusura e se i lavoratori e le lavoratrici troveranno uno sbocco. Per arrivare all’incontro del 6 è necessaria appunto una risposta da chi ha responsabilità Istituzionali e non solo, al fine di non lasciare la patata bollente solo ai comuni coinvolti e ai lavoratori. Per il Governo, di conseguenza la Regione e la Provincia, è giunta l’ora di affrontare il problema vero: politiche industriali, investimenti per uno sviluppo sostenibile e riforme più volte annunciate. Se manca ciò, ogni giorno diventa sempre più difficile pensare di vincere la sfida, in questo caso la non chiusura della Bessel.

domenica 26 giugno 2011

Ancora tagli alla scuola pubblica: 42 posti in meno tra bidelli, amministrativi e tacnici

Preoccupanti sono i pericoli a cui vengono chiaramente esposti i minori

Ancora 42 tagli nella scuola , questi posti saranno tagliati nell’organico di diritto del personale ATA (collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e tecnici) della provincia di Lecco. Questo è quanto è stato ufficializzato venerdì mattina dal Dott. Carnabuci Rosario nel corso dell’informativa alle Organizzazioni Sindacali a livello provinciale: in totale per l’anno scolastico 2011/12 saranno attribuiti nella provincia di Lecco 969 personale ATA a fronte di 1.011 dell’anno scolastico 2010/'11, anche Lombardia vengono tagliati ben 1756 posti
Forse è il caso di dire Basta!!!!!
All’incontro la Cisl Scuola ha fatto inserire a verbale la seguente dichiarazione: i dati degli organici consegnati non assicurano la regolarità del servizio scolastico con particolare attenzione all’apertura, alla vigilanza di tutti i presidi scolastici e alla presenza di personale per l’integrazione di alunni disabili e del funzionamento dei servizi tecnici-amministrativi. Preoccupanti sono i pericoli a cui vengono chiaramente esposti i minori (in alcune istituzioni scolastiche il n° dei plessi / sezioni staccate è superione al n° di collaboratori scolastici assegnati ”.
La Cisl Scuola ha inoltre chiesto un intervento straordinario del Dirigente Petralia perchè rappresenti ai livelli superiori la situazione drammatica delle Scuole Lecchesi.
Sembra evidente che oltre alla mobilità a cui sarà costretto il personale e alle mancate assunzioni al lavoro pure a fronte dell’importante aumento di alunni iscritti in Lombardia, l’obiettivo delle economie di bilancio centrate in massima parte nella scuola mette a fuoco lo scarso valore che il governo assegna alla scuola e al lavoro nella scuola di tutto il personale ATA.
Noi non smetteremo di ribadire che nessuna scuola potrebbe essere “scuola” senza l’apporto collaborativo del personale ATA che oltre a mettere in gioco specifiche professionalità nelle varie articolazioni in cui si struttura l’attività scolastica, costituiscono una risposta alle emergenze educative di cui oggi tanto si parla ma rispetto alle quali non si mostra ancora da parte del MIUR (Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca ndr), opportuna sensibilità.
Chiediamo con forza di rivendicare spazi di flessibilità per dare risposte ai bisogni del territorio e alle legittime attese di servizi pubblici rispondenti ai canoni di efficienza senza i quali non potrebbero assolvere alle loro funzioni quali la sicurezza e tranquillità delle famiglie che affidano alla scuola i loro figli.
E’ ora di dire basta ai tagli lineari e di intervenire là dove le risorse vengono sperperate.

Mario Rampello
Segretario generale Cisl Scuola di Lecco