lunedì 12 settembre 2011

I partiti sono vittime della dieriva che hanno imboccato

Ci permettiamo di pubblicare la lettera che Paolo Felice Colombo, Coordinatore comunale di Merate del PdL, ha invitato agli altri Coordinatori, per annunciare l'intenzione di dimettersi. Propone alcuni riflessioni interessanti per tutti e non solamente per chi fa riferimento al Centrodestra

Cari Coordinatori PDL,
sono il coordinatore comunale nominato di Merate (LC) e con la presente intendo rimettere irrevocabilmente il mandato conferitomi con la nomina da parte dei miei amici coordinatori provinciali. Ho 48 anni e sono libero professionista, sposato e padre di 4 figli.
A suo tempo accettai la nomina perché intravedevo in questo Partito una concreta possibilità di crescita e di sviluppo per il nostro Paese e per le comunità locali; ritenevo possibile che, con una tal maggioranza parlamentare, finalmente l'Italia potesse svoltare verso quelle riforme che abbiamo tanto atteso e che andassero incontro alle esigenze che i nostri elettori (del nord, in particolar modo...) non erano più disposti ad attendere: reale federalismo, semplificazione, sviluppo, lotta agli sprerchi, equità intragenerazionale, cessazione dei privilegi, contrasto alla burocrazia che fagocita le nostre imprese, tassazione più equilibrata e ancora, sostegno della famiglia fondata sul matrimonio tra un uomo e una donna, quoziente familiare, libertà di educazione, sussidiarietà, effettiva parità scolastica, conciliazione dei tempi casa-lavoro, ecc., ecc....
Ho intravisto la possibilità che il Partito si desse finalmente (dopo 15 anni) una vera forma di democrazia interna, che superasse i personalismi e quella sorta di movimentismo che il Presidente Berlusconi ha sempre auspicato come metodo di lavoro, attendevo i congressi locali, provinciali, regionali e nazionali come metodo principe per eleggere i rappresentanti politici, dando così importanza agli aderenti di base; ho visto con favore la nomina (benché anche questa dall'alto...) del Segretario Alfano alla guida politica del Partito e ho letto con grande piacere la sua volontà di procedere con le 'primarie' a tutti i livelli per la scelta dei vari rappresentanti da portare ai congressi; ho visto il Partito imboccare per qualche istante una via virtuosa...
Poi sono giunti questi ultimi mesi di calvario: lasciando da parte i problemi del Presidente Berlusconi (che hanno comunque pesato in modo decisivo sull'esito negativo delle ultime elezioni locali, almeno nel mio territorio...), ci siamo visti infliggere una serie di manovre economiche che sono andate in direzione diametralmente opposta alla politica propugnata in tutti gli anni scorsi e che hanno colpito le categorie più fragili del nostro Paese senza dare alcun impulso alla crescita economica ed imprenditoriale. Si è andati a raschiare il fondo di un barile da anni vuoto, cercando nuove categorie da colpire, tagliando i trasferimenti verso gli enti locali indistintamente tra quelli virtuosi e quelli spendaccioni, causando l'incremento dei costi dei servizi pubblici (es. i trasporti) che inevitabilmente si sono ripercossi sulle famiglie e sulle fasce sociali deboli e favorendo in tal modo l'annichilimento del cosiddetto 'ceto medio' che  è grave; il bacino elettorale privilegiato a cui prestare la massima attenzione, lasciando di fatto intatti tutti i privilegi della classe politica e dei boiardi di Stato.
Dulcis in fundo la manovra del mese scorso, ma in special modo la sua gestione da parte del Governo, la giudico frutto di un dilettantismo e di una approssimazione a dir poco imbarazzanti: e non serve che il Ministro Tremonti ci venga a raccontare che in 4 giorni si possono commettere errori! Altro che errori! Qui siamo all'improvvisazione pura! E ogni giorno ne abbiamo la prova.
Ciliegina sulla torta le ultime dichiarazioni del Segretario Politico Alfano a riguardo dell'inutilità delle primarie per individuare il candidato Premier del 2013 e la riconferma del Presidente Berlusconi a prossimo candidato. Queste dichiarazioni, confermate ieri, mi hanno fatto prendere la decisione di dimettermi dall'incarico di coordinatore comunale nominato. Ma quale Berlusconi! Possibile che non capiate che è tempo di cambiare?! Ma non parlate con la gente?! E le primarie? Dove sono finite? Varranno solo per i coordinatori comunali e provinciali, mentre per i grandi Capi la nomina sarà diretta?
Mi spiace, ma ho la netta sensazione che questo Partito sia irriformabile, pur se in molti sono animati dalle migliori intenzioni: credo che sia giunto il momento di ripensare la politica in modo diverso da come lo è stata in questi ultimi 20anni. E' giunto il momento di cambiare strada e di cambiare 'mezzo di trasporto' perché il sentiero imboccato agli inizi non ci ha portati alla destinazione sperata e il motore del nostro 'veicolo' è ormai logoro e ansimante, non ha più slancio.
Il nostro Paese, è sotto gli occhi di tutti, è vittima di sé stesso e delle sue contraddizioni e i Partiti, come li conosciamo oggi, anch'essi sono vittime di loro stessi e della deriva che hanno imboccato, dalla quale non hanno la forza di uscire.
Caro Segretario Alfano, questo non è più il mio Partito! Non è più il Partito nel quale io mi possa riconoscere e nel quale possa riporre la fiducia nella possibilità di dare sviluppo e crescita alle famiglie, alle imprese e ai corpi intermedi di questo nostro Paese!
Mi spiace, ci avevo creduto veramente!
Lascio pertanto, senza alcun astio, lo spazio a coloro che ancora hanno un briciolo di fiducia che almeno una parte di quanto ci attendevamo di vedersi compiere potrà ancora essere attuata da questo Partito.
Chissà se ci incontreremo in un altro luogo, magari dove il personalismo della politica sia marginale, dove il 'culto' del Grande Capo sia un ricordo, dove i candidati Premier abbiano 40anni, dove nei periodi di crisi si cerchi il dialogo con le opposizioni, dove gli schieramenti non siano più mutuati dalla contrapposizione ma dalla tensione all'unità e alla crescita del Paese, dove gli eletti non abbiano a cuore la propria poltrona ma siano disposti a spendersi per un paio di mandati e poi ritornare nella società civile, dove gli amministratori locali siano valorizzati e sostenuti, dove la moralità (non il moralismo) degli eletti discenda da un ideale e non dagli affari, dove si combattano gli sprechi e il federalismo sia realmente compiuto senza sotterfugi, dove la lotta contro i privilegi sia efficace e non solo di facciata, dove gli elettori possano scegliere direttamente i propri rappresentanti e non votare una li sta compilata al chiuso di una stanza, magari modificata all'ultimo minuto per inserirvi qualche amica o parente, e dove gli ideali che ci hanno mossi in questi anni possano sperare ancora di essere portati a compimento...
Io nel frattempo tornerò nella società civile, al mio lavoro, alla mia famiglia, in attesa di un luogo del genere.
Ciao.

Paolo F. Colombo

2 commenti:

  1. Colombo è una persona seria e onesta. Mi meraviglio solo che ci abbia impiegato così tanto a capirla e mi meraviglio che tutti gli altri serie e onesti del pdl non ci siano ancora arrivati.

    RispondiElimina
  2. Adesso che la barca affonda i ciellini vogliono saltare sulle scialuppe prima del naufragio. Dov'erano quando Berlusca faceva i suoi interessi, si sollazzava con le ragazze di facili costumei, mandava a rotoli il paese? Comodo dissociarci adesso!!!

    RispondiElimina

I commenti prima della pubblicazione verranno vagliati dagli amministratori del blog. Si raccomanda l'educazione e la sintesi.