giovedì 27 gennaio 2011

Smog: la Brianza è la zona più inquinata

L'aria del Meratese è più inquinata di quella di Milano, Monza e Brescia

Monza batte tutti i capoluoghi lombardi quanto a giornate di superamento della soglia di 50 microgrammi/mc per le polveri sottili nel corso del 2010: 92 le giornate irrespirabili nel capoluogo brianzolo, contro le 35 tollerate stando ai parametri europei. Dopo di lei Brescia (89 giornate) e Milano (87). Quest'ultima è "fuori", sia pur di poco, anche per l'altro parametro relativo alle polveri: quello della concentrazione media annua, che per la centralina di via Senato ha fatto segnare una media, calcolata su tutti i giorni di corretto funzionamento delle centraline, pari a 40,6 microgrammi/mc, contro un valore tollerato di 40. A Monza la media si ferma poco sotto, a 40,4, mentre Brescia è sotto per un pelo, a 39 microgrammi/mc. Degli altri capoluoghi, vanno male Mantova, Bergamo e Lodi quanto a giornate di superamento, superiori alle 70, un po' meglio Pavia, mentre un'aria migliore è quella che soffia ai piedi delle Prealpi, a Varese, Como e Lecco, con valori medi accettabili e un numero di superamenti contenuto, sebbene superiore al valore tollerato. Diversa però la situazione del Meratese dove i superamenti sono stati 90 con una concentrazione medie di 40 microgrammi, più che Milano, Monza e Brescia.  Decisamente migliore la situazione a Sondrio, città che nel 2010 ha respirato un'aria abbastanza buona, con una concentrazione media di polveri pari a 25,1 microgrammi/mc, superando solo 31 volte il valore di 50, nonostante la grande diffusione di stufe e caminetti a legna nel fondovalle valtellinese: dopo il traffico, sono questi i maggiori accusati come fonte di inquinamento da polveri sottili. Non si classifica Cremona, città in cui le centraline ARPA sono da tempo fuori servizio.
Siamo fuori legge anche quest'anno, dunque, anche se con valori decisamente più bassi degli anni trascorsi. E' il caso di essere ottimisti, dunque, e di sperare che nel 2011 ci metteremo in regola con i parametri europei? Purtroppo no. In parte, è vero, il risultato fa parte di una tendenza positiva che dura da anni, ma il 2010 è stato un anno anomalo dal punto di vista climatico: tutti i mesi dell'anno infatti sono stati caratterizzati da precipitazioni abbondanti e frequenti, con una piovosità molto più alta della media e il frequente ingresso nel catino padano di perturbazioni capaci di rimescolare l'aria e diluire gli inquinanti. Non è quindi davvero il caso di fare previsioni sul futuro basandosi sui risultati del 2010. Dovremo convivere ancora a lungo con l'inquinamento delle città, visto che le politiche antismog restano sulla carta, poco o per nulla applicate e fatte rispettare.
"La progressiva e lenta diminuzione dell'inquinamento da polveri sottili che si registra è dovuta ai minor inquinamento delle automobili e dei camion nuovi piuttosto che alle politiche introdotte dalla Regione Lombardia e dalle singole amministrazioni comunali – accusa Andrea Poggio, vicedirettore nazionale di Legambiente - Le politiche regionali più incisive, infatti, sono state sostanzialmente boicottate dai comuni e dalle categorie economiche coinvolte. Due esempi tra i tanti: i comuni che hanno effettuato controlli e corrisposto multe per i veicoli diesel euro 0, euro 1 e euro 2 che nonostante i divieti continuano a circolare sono stati solo 2 in tutta la Provincia di Milano. Il programma di applicazione di filtri anti particolato per i camion più vecchi ha avuto decine di migliaia di "prenotazioni" degli incentivi regionali ma solo alcune migliaia di applicazioni (stimiano non più di 5 mila su 150.000 camion ultra inquinanti in circolazione). E' comprensibile quindi che non si riesca a rientrare nei limiti di qualità dell'aria previsti dalla Direttiva Europea e che, di conseguenza, l'Europa ci faccia pagare una salata multa. Una multa, purtroppo, che pagheremo noi cittadini con le nostre tasse: inquinati prima e tartassati dopo!"
La situazione è destinata a migliorare molto poco anche per i previsti aumenti di traffico, visto che la Regione sta programmando e mettendo in cantiere il raddoppio della rete autostradale lombarda: dalla Broni-Mortara alla Brebemi, dalla Pedemontana alla TEM e alla Cremona-Mantova, è chiaro a tutti dove verranno investite le risorse nel prossimo decennio: non certo nel potenziamento e nell'estensione del trasporto pubblico e della logistica ferroviaria delle merci! Gli aumenti di traffico stradale sulle nuove autostrade potrebbero addirittura vanificare i benefici che in questi anni sono avvenuti grazie alla sostituzione del parco circolante di auto e TIR.
“Quello che chiediamo, in primo luogo all'Assessore regionale Raffaeòe Cattaneo, è di dotare la Lombardia di un programma di potenziamento del trasporto pubblico di ambizioni europee – dichiara Damiano Di Simine, presidente di Legambiente Lombardia – in questo momento ci stiamo indebitando per fare nuove autostrade: ma è davvero questa la priorità per la nostra regione? Noi diciamo di no: nel confronto con le altre regioni europee, la Lombardia non tiene sul fronte del trasporto pubblico, in primis ferroviario. Per recuperare competitività dobbiamo almeno raddoppiare il numero di viaggiatori che scelgono il trasporto pubblico, anche a costo di rinunciare ad investimenti autostradali davvero inopportuni!"


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