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venerdì 13 maggio 2011

Si è riunita la Commissione Urbanistica: ecco come è andata

Lunedì si è riunita la Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio. Propongo una  sintesi dell’incontro in base ai punti all’ordine del giorno.

1. Lettura ed approvazione verbali della seduta precedente
I verbali non erano pronti. Verranno presentati durante la prossima Commissione, insieme a quelli della seduta del 9 maggio. Speriamo siamo pronti…

2. Aggiornamento appalto lavori di allargamento via Promessi Sposi
I lavori erano stati affidati alla “Colombo Strade” che aveva offerto un ribasso d’asta addirittura del 33%. L’intervento stava procedendo in anticipo e il 23 marzo è giunta in Municipio la richiesta del pagamento del 1° SAL (Stato Avanzamento Lavori) per un importo di 70.000 euro, ma il giorno seguente, il 24 marzo, è stata comunicata la rinuncia alla commessa per la messa in liquidazione dell’azienda. Il contratto verrà quindi risolto e si provvederà ad incamerare la fideiussione versata come garanzia. Verrà indetta pertanto una nuova gara. L’opera, una volta ripresa, terminerà probabilmente con tre o quattro mesi di ritardo rispetto al termine di novembre previsto.

3. Ipotesi acquisizione immobile a Pagnano
La precedente Amministrazione pensava di acquisire un immobile da destinare ad ambulatorio medico nell’ambito della lottizzazione in corso tra via Aldo Moro e via Bellavista. La nuova Giunta però non intende dare seguito all’iniziativa. I locali hanno una dimensione di 50-60 metri quadrati, 25 dei quali servono per lo studio medico ed i servizi igienici. Rimarrebbe quindi un ambiente troppo ridotto per poter realizzare anche una sala polifunzionale. L’ubicazione inoltre è ritenuta poco funzionale: il Consigliere Comunale referente dei Comitati di Frazione avrebbe eseguito un sondaggio verbale in base al quale i residenti si sarebbero detti contrari perché preferisco la soluzione di adesso in centro, ma non sono stati forniti i numeri delle persone interpellate e nemmeno la percentuale dei risultati. Anche volendo poi mancano inoltre i soldi per una eventuale acquisizione dello stabile. Durante la precedente legislatura si era parlato di inserire la cessione degli spazi a rustico, che poi sarebbero stati sistemati a carico del Comune, in scomputo oneri, ma nella convenzione, trattandosi di edilizia convenzionata, non c’è traccia della proposta. Ritengo che la nuova Amministrazione non si sia interessata della questione, se non quando era troppo tardi, perché l’argomento è stato proposto dagli abitanti di Pagano nell’ultima assemblea pubblica della Giunta nella frazione. Il Sindaco nel rispondere alla gente ha dimostrato in quell’occasione di non sapere quello di cui stava parlando. Adesso ogni pretesto è buono per cercare di nascondere che questa Amministrazione non si è fatta carico del problema.

4. Presentazione bando per concorso idee
Si chiama "Meratemen tre" (???) e riguarda un concorso di idee per giovani archietti per la sistemazione dell’area che dall’Osservatorio all’ospedale fino a nord del centro commerciale Auchan. Per i premi e i gettoni di presenza per i componenti della giuria sono stati riservati 12.000 euro. Il comparto comprende anche la Cittadella della Salute per la quale bisogna coinvolgere anche l’ASL e l’Azienda Ospedaliera. Ci si dovrà rivolgere anche a operatori privati per reperire le risorse necessarie. A mio avviso bisognerebbe concordare le varie fasi anche le Amministrazioni limitrofe, specie per la Cittadella della Salute. In caso di trattative con la Regione per possibili finanziamenti si avrebbe maggior forza politica e contrattuale a presentarsi come territorio compatto invece che come singolo Comune.

5. Aggiornamento stato di avanzamento PGT
La situazione del Piano di Governo del Territorio, che ha subito radicali aggiustamenti anche su pressioni del nostro Gruppo,  verrà illustrata alla prossima riunione, fissata probabilmente al 20 maggio.

6. Proposta Piano Attuativo industriale P.A. 2/3 - Via Bergamo
Si tratta di un’area con la possibili edificatoria di 34.000 metri quadrati di SPL (Superficie Lorda di Pavimentazione), ma ne verranno realizzati su richiesta dei lottizzanti solo 24.000. Altri 3.400 verranno ceduti come standard. Ho manifestato perplessità soprattutto per quanto riguarda la viabilità di servizio al comparto. Anche gli Assessori ai Lavori Pubblici Massimo Panzeri e all’Urbanistica Andrea Valli hanno sollevato dubbi in merito. C’è però urgenza di ultimare l’iter entro settembre, altrimenti l’operazione resta bloccata fino all’approvazione del nuovo PGT e in passato questo ha determinato la rinuncia di possibili persone interessate. La pratica era ferma da tempo in attesa dell’approvazione della Fase 2 del PTCP il Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale che ha individuato a Brugarolo uno dei poli industriali provinciali. La precedente Amministrazione Comunale si era rivolta alla Provincia durante la scorsa legislatura per chiedere come comportarsi nel frattempo e per sollecitare la possibilità di sfruttare la capacità insediativi ma non sono mai giunte risposte. La nuova Amministrazione Provinciale invece in tre giorni ha risolto tutto, senza porre alcun vincolo e senza chiedere approfondimenti né valutare nulla circa la viabilità. Dal nostro Comune infatti hanno presentato una richiesta il 7 marzo e la risposta è arrivata l’11 marzo.

7. Risposta interrogazione Gruppo Consiliare "Insieme per Merate", relativa a Pozzo di Brugarolo
Ho presentato l’interrogazione perché ho rilevato delle discrepanze tra quanto era indicato dalla Delibera di Giunta e l’atto notarile. Effettivamente è stato confermato che c’è stato un errore di trascrizione e che si dovrà procedere a un nuovo atto corretto. L’Assessore all’Ambiente Massimiliano Vivenzio mi ha ringraziato per essermi accorto dell’errore che avrebbe potuto cagionare danni all’Amministrazione Comunale. Mi chiedo come sia possibile che nessuno si sia accorto di nulla, né chi ha firmato, né chi ha preparato la documentazione, né chi doveva controllarla. Spesso l’attuale Maggioranza rimprovera a quella precedente di aver condotto accordi verbali senza scriverli ufficialmente, ma forse è peggio scriverli sbagliati. Sull’intera faccenda rimango dell’idea che si poteva ottenere di più dallo sfruttamento del pozzo concesso alla “Fomas” e che era opportuno attuare quando concordato in precedenza, cioè la ristrutturazione dell’ex Cse, indipendentemente dal tragitto del cavidotto.

Roberto Riva
Consigliere Comunale di "Insieme per Merate"

lunedì 28 marzo 2011

Ride bene chi ride ultimo, ma in questo caso piangiamo tutti

"Vorrei rivendicare, anche a nome della sezione di Merate che mi onoro di rappresentare, che i metodi utilizzati dagli amministratori della Lega Nord presso il comune di Merate sono svolti all'insegna della correttezza e con l'unico scopo di tutelare i nostri cittadini, garantendo loro un esborso minore di soldi pubblici (e pertanto dei cittadini Meratesi) a parità di standard qualitativi". Si esprimeva così il Segretario della Sezione locale della Nord Alessandro Zanini per rispondere alle lamentele del nostro Consigliere Comunale Giovanni Battista Albani sull’affidamento dei lavori di sistemazione di via Promessi Sposi a Pagnano. Alla gara di appalto non furono invitate le imprese della zona e venne vinta dalla “Colombo Strada” di Monza. Ebbene la “Colombo Strade” è fallita. Ci spiace specialmente per i dipendenti che sono rimasti senza impiego. Ma ci chiediamo a questo punto dove siano l’”esborso minore di soldi pubblici” e gli “standard qualitativi” esaltati da Alessandro Zanini. Se un’impresa fallisce non è colpa di nessuno, anzi qui è colpa del Patto di Stabilità e del Governo a parole federalista che però continua a penalizzare i Comuni virtuosi che non possono pagare i lavori eseguiti anche se ci sono i soldi. Questo però dovrebbe insegnare al giovane e inesperto Segretario della Lega Nord di Merate un po’ più di prudenza e pazienza e a non trarre conclusioni affrettate. Ride bene chi ride ultimo, ma in questo caso piangiamo tutti: i lavoratori della “Colombo Strade” per primi, i residenti di Pagnano e i Meratesi che non sanno quando la sistemazione della strada verrà completata e non possono prevedere quanto costerà.

Insieme per Merate

venerdì 17 dicembre 2010

La trave e la pagliuzza

Ho letto l'articolo di Merateonline sulle rimostranze di Giovanni Battista Albani in merito agli appalti per il ciclopedonale di via Promessi Sposi. Non entro nel merito della procedura di affidametno dell'appalto, perchè non conosco l'iter..
Dico solo che è vergognoso che il Comune debba ora spendere dei soldi per quella ciclopedonale, quando la "Todini" (l'impresa appaltatrice del raddobbio) avrebbe fatto gratis il lavoro. Il Comune nella veste dell'assessore Ernesto Passoni ha rifiutato la proposta. E' una cosa nota a tanti e mi stupisce che Giovanni Battista Albani faccia le pulci proprio per questo appalto.
E' meglio stendere un velo pietoso su tutta la faccenda raddoppio, soprattutto se si confronta quello che non ha fatto la precedente Amministrazione di Merate rispetto a quanto invece hanno chiesto e ottenuto gli altri Comuni limitrofi. Basta fare un giro a Olgiate, dalle parti del nuovo parcheggio a est del ponte di Bianca e guardare la loro ciclopedonale, illuminata coi Led. Confrontate cosa è cambiato a Olgiate col raddoppio rispetto a Merate.
A Pagnano hanno fatto un sottopasso che si allaga ogni tre per due, la via Monte Rosa che va bene come autodromo, rifatta senza illuminazione, nonostante siano dieci anni che i residenti la chiedono, via Monte Bianco in condizioni pietose e senza illuminazione... E Via Calendone? Quanto volte ho chiesto di far alzare la quota della sede stradale per evitare l'allagamento, quando la Molgora esonda. Per non parlare della situazione alla Roncaglia, con i proprietari dei terreni che temono di avere i campi contaminati da chissà cosa.
La precedente amministrazione, facendo da scaricabarile l'un l'altro, ha lasciato i proprietari abbandonati a se stessi. Nessuno del Comune ha risposto alle loro richieste di aiuto
E' vergognoso!

Marisa Viganò

mercoledì 17 novembre 2010

Raddoppio ferroviario: adesso bisogna fare rispettare gli accordi assunti da RFI

Non capisco perché Lanfranco Consonni (vedi il suo commento in calce all'intervento "Raddoppio ferroviario (in)finito" [clicca sui testi evidenziati in grassetto per accedere ai riferimenti])accusi l'ex Sindaco Giovanni Battista Albani di morbidezza sui lavori del raddoppio ferroviario. La precedente Amministrazione ha assunto l'incarico quando la Conferenza di Servizio fra i Comuni interessati e Rete Ferroviaria Italiana (RFI) aveva codificato gli interventi da effettuare; si dovrebbe sapere che quanto ivi scritto è come se fosse scolpito sulla pietra. Peraltro stiamo vedendo che la disattesa dell'accordo di programma ad esempio sulla desemaforizzazione di Cernusco Lombardone sta paralizzando la soluzione del problema oltre che il traffico. Ne sanno qualcosa a Olgiate Molgora dove non lo hanno sottoscritto, con un posizione dura, ritrovandosi con il raddoppio non interrato e che taglia il paese a metà. Il Comune Merate ha cercato di migliorare il migliorabile arrivando ad ottenere vantaggiosi interventi, purché non aumentassero le spese e che riporto di seguito:
  1. Eliminare la chicane del sovrappasso ferroviario di via Monte Rosa al versante sud della Roncaglia con il pericolo che qualche auto prendesse la tangente ed entrasse nelle stanze della cascina Folla e villetta attigua. Ciò non fu facile da ottenere, perché la posizione di RFI era che l'eliminazione dei tornanti avrebbe determinato una pendenza superiore a quella stabilita dalle norme; insistemmo per uno studio più accurato ottenendo la configurazione attuale con una pendenza al limite di accettabilità.
  2. Non era stato previsto il ripristino della continuità del sentiero a Pianezzo da Pagnano, partendo da via Lunga: ciò ha richiesto la realizzazione di un ponte sul Molgora (non previsto) e di un sottopasso ferroviario, ancora in alto mare, perché non agibile.
  3. Non era stata prevista una pista ciclopedonale per il collegamento Pagnano - Stazione di Cernusco a partire da via Promessi Sposi, con la costruzione di un secondo ponte sul Molgora
  4. Sfiorando la deroga alle normative ferroviarie si è ottenuto di non abbattere un ripostiglio in muratura a servizio di una casa e prossimo alla fascia di rispetto dei binari.
  5. E' stato impossibile eliminare la residuata strada del Calendone, trasformandone il sedime in terra cotivabile per problemi burocratici connessi con l' eventuale alienazione al Privato da parte del Comune. Sarebbe auspicabile che l' attuale Amministrazione lo facesse.
  6. Il ripristino della morfologia dei terreni ed, in particolare, della Roncaglia è scritto nei documenti della Conferenza dei Servizi per cui RFI è tenuta a completarlo
  7. E' stato chiesto ed ottenuto di smussare una curva a gomito del Molgora e di eliminare un impedimento sul letto del torrente
  8. E' stato chiesto che il sottoferrovia, spesso allagato, fosse corredato di segnaletica verticale per pericolo di inondazione della strada (non apposta), di semafori (poco visibili; non si sa se funzionanti ed in base a quali "input"); peraltro sembra che l'acqua che allagò il sottoferrovia, a ferragosto, provenisse dall'ex depuratore del Ceppo: bisogna verificarlo per eliminare la causa prima. Non mi pare siano stati effettuati interventi a seguito dell'allagamento e dell' interrogazione di "Insieme per Merate".
  9. E' prevista la piantumazione per mitigare l'impatto visivo delle barriere fonoassorbenti. 
Gli interventi 2) e 3 sono stati "barattati" con la non realizzazione del marciapiede sud della sottovia da via Promessi Sposi al Nibbio.
Il tutto è stato ottenuto, sudando le fatidiche sette camicie e con travasi di bile, mediante incontri, verbali e lettere. Lanfranco dovrebbe saperlo! Ora è inutile fare piagnistei e lamentazioni; bisogna che l'Amministrazione comunale prenda in mano le carte ed una penna, spulci gli interventi pattuiti scrivendo accanto: fatto, non fatto. I nostri Consiglieri dovrebbero stimolare l'Amministrazione in tal senso!


Ernesto Passoni

mercoledì 20 ottobre 2010

La variante della 342dir nella Valle della Molgora, un tracciato da cancellare

Mi fa piacere osservare che la vostra attenzione è rivolta anche al tracciato alternativo alla 342dir. Non è una novità che, sin dal 1997, contestiamo questa variante stradale, all'epoca chiamata "Strada dei Sindaci". Sia l'ex sindaco Giovanni Battista Albani, sia Tino Passoni, così come Lanfranco Consonni e molti altri, sono a conoscenza delle battaglie e di tutte le osservazioni ufficiali, regolarmente protocollate, che in tutti questi anni ho inoltrato ai vari livelli isituzionali a nome del Comitato 342dir. Istanze che, purtroppo, hanno avuto esito negativo. E' inutile che elenchi le date e i riferimenti, perchè i documenti sono agli atti e sono conosciuti dai precedenti amministratori comunali.
So che il primo commento che farete è che sono direttamente interessata dalla variante della 342dir, essendo la mia abitazione posizionate all'imbocco dell'ipotetica galleria, o, come meglio credete, nel luogo ideale dove mettere un distributore di benzina, come beffardamente mi suggerivate quando si affrontava l'argomento... Ovviamente, chi ha potere politico decisionale si guarda bene dal far passare una tangenziale dal suo orticello. A volte, chi ha un incarico istituzionale non approfitta delle opportunità, anche economiche, che, in determinate circostanze, vengono offerte per risolvere i problemi viabilistici.. Il raddoppio ferroviario ne è un esempio... Ma tralasciamo questo aspetto.
Preferisco puntualizzare i rischi che deriverebbero dalla realizzazione della variante stradale prevista negli strumenti urbanisitici, approfittando dell'esperienza del raddoppio ferroviario, che, tra l'altro, dista solo poche decine di metri. Sarebbe bene che parlaste con chi ha vissuto in prima persona questa esperienza, con chi è stato espropriato (e non è ancora stato risarcito), con chi ha subito i danni alle abitazioni situate lungo il tracciato della ferrovia. Soprattutto parlate con chi teme che il suo terreno sia stato contaminato da tutto quello che la "Perego Holding" può averci occultato (clicca sui testi evidenziati in grasseto e in colore diverso per accedere ai riferimenti approfondimenti)... Con chi ha visto perdere di valore il suo immobile.. In questo caso non ero direttamente interessata, non avevo proprietà direttamente coinvolte... Purtuttavia, come si suol dire, ci ho messo la faccia, oltre che il tempo e le spese, per la salvaguardia del territorio. Perchè l'hai fatto, direte voi.. forse per supplire alle mancanze di chi aveva l'obbligo istituzionale di farlo...
Detto questo, ritorniamo all'oggetto di discussione.
Mi permetto di allegare alcune osservazioni relative alla famosa "riga" tracciata sulle tavole della VAS, preliminare al PGT , riga ripresa dal PRG e a sua volta diciamo "imposta" dal PTCP, Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale. Mi fa piacere che l'Ing. Ernesto Passoni, al punto 6 delle sue osservazioni, abbia evidenziato a proposito della variante alla 342dir: "Essa, inoltre, andrebbe ad attraversare, in trincea o in galleria, la valle del Molgora in una zona di pregio, parte della quale è stata inserita nel Parco Regionale di Montevecchia". Aggiungo, da parte mia, che il tracciato ipotizzato contrasta anche con le norme tecniche, non solo perchè inserito nelle aree a rischio di esondazione del torrente Molgora, ben evidenziate nello stralcio allegato -OssVas- (clicca sul tsto evidenziato in grassetto per accedere al documento) ma anche con la (figura 107 della VAS) fattibilità geologica -V. Estratto della Carta di fattibilità geologica per le azioni di piano (fonte: Studio Geologico Comunale, marzo 2010),  in quanto l'area interessata rientra nella classe 4 rossa a cui si aggiungano anche i vincoli di captazione idrica come da ripetute osservazioni inoltrate negli scorsi anni all'Amministrzione Comunale di Merate.
E tutto questo comporta rischi ben più gravi ai residenti o agli immobili che rientrano nell'area interessata dal tracciato.
Auspicando che quanto sopra sia tenuto in debita considerazione nell'ambito della discussione del PGT, cordialmente saluto

Marisa Viganò

martedì 28 settembre 2010

In Commissione le nostre interrogazioni e il Pgt

Mercoledì 6 ottobre alle ore 18 presso la sede Municipale, è convocata la Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio per discutere il seguente ordine del giorno:
  1. lettura ed approvazione verbale seduta precedente;
  2. risposta interrogazione Gruppo Consiliare Insieme per Merate relativa a “pozzo di Brugarolo;
  3. risposta interrogazione Gruppo Consiliare Insieme per Merate relativa a “esondazioni Torrente Molgora”;
  4. proseguimento lavori relativi all’aggiornamento sullo stato di avanzamento lavori Pgt
John Patrick Tomalino
Presidente della Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio

domenica 19 settembre 2010

Sottopasso di Pagnano sott'acqua: un rischio per la popolazione

Pubblichiamo il testo dell'interrogazione depositata dal nostro Capogruppo Cesare Perego sui recenti allagamenti causati dal torrente Molgora che ha rotto gli argini ed è tracimato, con particolare riferimento alla situazione di Pagnano, dove appena piove più del normale il nuovo sottopasso in località Nibbio si allaga.

(Il sottopasso di Pagnano allagato; clicca sull'immagine per ingrandirla)

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione - a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio comunale e delle Commissioni Cconsiliari” del Comune di Merate - relativa alle esondazioni del Torrente Molgora.

Premesso che:
  • nel “Rapporto Ambientale Preliminare” - all’interno del Documento di Piano di Governo del Territorio del Comune di Merate presentato nel luglio 2010 per l’adozione - viene riportato a pag.41 che nell’anno 2007 è stato approntato un “Progetto di riqualificazione ambientale del Torrente Molgora;
  • tale Progetto, oltre ad uno scopo di riqualificazione ambientale, intende anche intervenire per “la formazione di aree di esondazione per diminuire il carico idraulico durante le alluvioni”.
Premesso, inoltre, che:

come riportato nel documento stesso: “Gli ambiti di dissesto in generale non interferiscono con le zone abitate, ad eccezione di alcuni punti lungo il Torrente Molgora in cui sono localizzati alcuni pozzi, una cabina del metano e l’impianto di depurazione comunale in disuso. I sopralluoghi effettuati durante i periodi di precipitazioni intense hanno permesso di identificare i tratti dove si ha il fenomeno dell’esondazione in corrispondenza di alcuni punti critici ove la sezione di deflusso si restringe (vedi figure 26‐29)”.

Ricordando che:
  • in conseguenza delle recenti forti precipitazioni del mese di agosto 2010 si sono verificati importanti fenomeni di esondazione del torrente Molgora che hanno interessato diverse zone del territorio comunale;
  • particolare situazione di gravità si è verificata nella Frazione di Pagnano dove il sottopasso ferroviario è risultato allagato per l’intera sua altezza, superiore a 3 metri;
  • l’altezza raggiunta dall’acqua ha superato il livello di posizionamento dei quadri elettrici atti a comandare sia il sistema di pompe che la segnaletica di allarme (semaforo), rendendoli, pertanto, nell’emergenza, non funzionanti.
Facendo osservare che:
  • quanto accaduto nel mese di agosto nel sottopasso di Pagnano dimostra che questo punto della viabilità meratese presenta un elevato rischio per i cittadini che si trovassero a transitare nel corso di piogge torrenziali;
  • l’attuale sistema semaforico di avviso della pericolosità è insufficiente poiché la sua presenza non ha l’impatto visivo necessario ad avvisare gli automobilisti, tant’è che molti dei fruitori abituali del sottopasso non ne avevano notato la presenza (ed a maggior ragione si può dire degli occasionali utilizzatori del sottopasso);
  • che la posizione dei quadri elettrici è, nell’evidenza dei fatti, troppo bassa e richiede una diversa collocazione;
gli interroganti chiedono:
  • di conoscere, con adeguata documentazione, lo stato di esecuzione di quanto previsto dal Progetto di riqualificazione del Torrente Molgora del marzo 2007, in particolare per quanto riguarda il fenomeno delle esondazioni;
  • di sapere l’entità della spesa ad oggi effettuata in relazione all’ammontare preventivato in Bilancio per gli interventi previsti dal progetto in oggetto;
  • di mettere in atto un migliore sistema di segnalazione di pericolo in caso di esondazione;
  • di intraprendere opportune e tempestive azioni per mettere in sicurezza il sottopasso, spostando ad altezza più elevata i quadri elettrici, precisando la tempistica di intervento.
Per la presente interrogazione non è richiesta risposta scritta.

Ringraziando, salutiamo distintamente

Il Gruppo Consiliare di Insieme per Merate
Cesare Perego, Giovanni Battista Albani, Gabriella Mauri,
Achille Panzeri e Roberto Riva

lunedì 14 giugno 2010

Frazione di seria A e centro di serie B

Merate non è Pagnano e la sicurezza di alunni e pedoni della frazione dove vive il Sindaco forse non vale quella di coloro che abitano in centro. Altrimenti non si spiega perché davanti alle elementari della Frazione che ha l’onore di ospitare l’abitazione del Signor Andrea Robbiani è stato posto il divieto di transito in corrispondenza dell’orario di ingresso a scuola oppure perché in una via con due marciapiedi sono stati posizionati dossi e zebre rialzate che finiscono in mezzo al nulla, mentre nei paraggi del “Frisia” o dell’oratorio maschile il codice della strada viene abrogato, con macchine in sosta selvaggia ovunque che non si può nemmeno camminare sul marciapiede. In piazza Italia invece se è difficile per gli automobilisti uscire dai parcheggi figuriamoci per i pedoni attraversare la strada. Grazie a quello che all’epoca era l’Assessore ai Lavori pubblici Andrea Massironi la viabilità in quel punto è penosa e pericolosa perché non si vede nulla da dove arrivano le macchine. Ma forse il Sindaco non vede. E' troppo impegnato a scovare i vucumprà e importunare gli ambulanti di colore... Qualcuno dirà: “ma anche quelli che c’erano prima non hanno fatto nulla”. E’ vero ed di fatti hanno perso. Adesso spetta a chi ha vinto governare, decidere e dimostrare che in campagna elettorale non ha parlato a vanvera come purtroppo sembrerebbe. Troppo comodo scaricare sempre il barile e cercare il confronto con il passato. Quando si amministra non vale la regola “mal comune mezzo gaudio”, perché il mal comune lo pagano i cittadini (capito presunti Ercole, Novatex, Arcangelo e soci, che non siamo così scemi?).

C.Bo.

martedì 11 maggio 2010

Dossi in via don Arnaboldi "avenue": l'avvertimento della Prefettura

(clicca sull'immagine per leggere il verbale della Prefettura)

Vi ricordate la vicenda dei dossi di via don Arnaboldi "avenue" (clicca sul testo evidenziato per leggere l'interrogazione che il gruppo di Insieme per Merate avave presentato sulla questione)? Ma sì, quelli verdi padani, spuntati come funghi in una strada che ha marciapiedi da una parte e dall'altra? Ecco, proprio quelli travestiti da passaggi pedonali rialzati. Uno si trova davanti alla casa del Sindaco e permette ai passanti di attraversare la strada per andare nei... campi.
Ebbene, la Prefettura di Lecco ha divulgato alle Amministrazioni comunali e ai corpi di Polizia locale una nota che dice che si sta facendo un "utilizzo indiscriminato" dei dissuasori di velocità, sostiene che occorre un'ordinanza per motivare la loro installazione e invita a rispettare le indicazioni di legge circa conformazioni, misure, ecc... Il documento avvisa anche che in caso di incidenti la reponsabilità ricade su chi ne ha disposto la collocazione o non li ha rimossi. Purtroppo l'Amministrazione comunale di Merate vanta già un triste precedente con un maxirisarcimento alla vittima di un incidente stradale a causa delle condizioni non ottimali dell'asfalto.

R.I.

martedì 23 febbraio 2010

Giro dell'oca a Pagnano, ma nessuno si lamenta

Da qualche settimana è stata installata una segnaletica provvisoria a Pagnano, in zona Ceppo, che avvisa dell'interruzione al traffico di via San Remigio per alcuni lavori.Occorre quindi effettuare un vero e proprio giro dell'oca per raggiungere il sottopassaggio del Nibbio e recarsi alla stazione di Cernusco Lombardone, utilizzando via Promessi Sposi, percorribile con un doppio senso alternato regolato con semafori anche questi provvisori. Alcuni cartelli avvisano della deviazione, sebbene quelli posti in fondo alla discesa di via Ceppo alla confluenza con le vie Po e Promessi Sposi stessa generano piuttosto confusione, specialmente per chi non è pratico dei luoghi. Inoltre alcuni cartelli, come quello di diviesto a salire da via Ceppo, sono divelti, mentre quelli permanenti, che dovrebbero essere oscurati proprio per la presenza di quelli provvisori, fanno ancora bella mostra, causando ulteriori equivoci. Lamentiamo anche il fatto che non sono stati divulgati alcuna ordinanza e neppure avvisi per la modifica temporanea della viabilità, che poi tanto temporanea non è visto che sono ormai trascorse alcune settimane. Un tempo qualcuno dei residenti della zona si sarebbe lamentato pubblicamente dell'Amministrazione comunale per denunciare i disagi degli abitanti del luogo e degli automobilisti di passaggio, ma adesso invece tace e finge di nulla... A volte basta poco per mettere a tace il senso critico.

venerdì 15 gennaio 2010

Un'interrogazione su via don Arnaboldi "avenue"

In settimana è stata presentata un'interrogazione consiliare sulla questione degli ormai noti dossi in via don Arnaboldi "avenue". Ecco il testo integrale.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate – relativa alla installazione di cinque passaggi pedonali in via Arnaboldi.

Premesso che:
  • In via Arnaboldi sono stati realizzati cinque pseudodossi/passaggi pedonali rialzati a distanza di circa 100 m l’uno dall’altro
  • Lo scopo dell’intervento è di moderare la velocità con un massimo di 30 km/h
  • Scopo surrettizio è un plurimo e pleonastico attraversamento pedonale.
  • I suddetti elementi non possono classificarsi dossi di rallentamento della velocità, in quanto di altezza superiore ai 7 cm, limite massimo previsto dall’ Art. 179, Comma 6, del Regolamento di attuazione del Codice della Strada (DPR 495/92) e come ribadito dalla Nota del Ministero dei Lavori Pubblici/Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale – Protocollo 2867/2001
  • La segnaletica apposta indica detti elementi quali attraversamenti pedonali rialzati

gli interroganti chiedono:
  • Di visionare gli Atti Amministrativi relativi all ‘intervento di cui all’oggetto
  • Di conoscerne le motivazioni tecniche di opportunità o necessità che il Comune adduce
  • Di sapere perché il Comune, in mancanza di certezza normativa si assume la responsabilità di eventuali inconvenienti che abbiano a verificarsi per effetto dell’intervento, come evidenziato nella Nota Ministeriale di cui sopra
  • Di sapere perché il Comune non ha realizzato più idonee e normate piattaforme rallenta traffico, come previsto dal vigente PGTU
Per la presente non è richiesta risposta scritta. Ringraziando, salutiamo distintamente

Gruppo consiliare di Insieme per Merate
Giovanni Battista Albani, Grabriella Mauri,
Roberto Riva, Achille Panzeri, Cesare Perego

lunedì 28 dicembre 2009

Ancora sui dossi: paese che vai, Lega che trovi

Torniamo sulla questione dei dossi di Arnaboldi "Avenue" riprendendo uno scritto, scovato dal nostro Ernesto Tino Passoni, tratto dal forum ufficiale del movimento dei Giovani padani, intitolato emblematicamente "I dossi irregolari", a firma del candidato sindaco del Carroccio a Ivrea Alessandro Giglio Vinna e del segretario cittadino Fabio Ferraccioni. Ci sarebbe quasi da ridere se non mettesse in evidenza la cattiva amministrazione perpetrata dalle Giunte verdi-azzurre e le discrepanze degli uomini del Centrodestra che governano le nostre città... Leggere per credere.

Abbiamo promesso atti concreti, battaglie vere per la “gente vera”, che vive veramente Ivrea, abbiamo promesso di impegnarci fin da subito per questa campagna elettorale e oltre nel nostro Progetto “Lega con Ivrea”. Abbiamo promesso che gireremo la città e raccoglieremo segnalazioni sulla mala-gestione di questa nostra Ivrea. Ed eccoci al primo capitolo: siamo stati letteralmente sommersi dalle proteste degli eporediesi contro i “dossi irregolari” che devastano la viabilità di Ivrea. Ivrea è una città con già enormi problemi di viabilità, sia dal punto di vista del traffico, sia dal punto di vista della manutenzione stradale. Girare per Ivrea è un continuo slalom fra buche e rattoppi stradali; come se non bastasse l’attuale amministrazione comunale durante la passata legislatura ha deciso di immettere nella circolazione stradale altri “ostacoli” in mezzo alla strada. Veri e propri scalini di varie misure creano danno gli automobilisti e naturalmente i più danneggiati sono senza dubbio chi vive nei circondari di queste “montagne stradali” ed è inevitabilmente costretto a passarci sopra, quindi un atto amministrativo (l’installazione dei dossi atta a rallentare chi va troppo forte in macchina) fatto in favore principalmente di chi risiede in quelle zone si è trasformato in un gran pasticcio che ha recato danno proprio a chi doveva recare vantaggio. Chi conosce bene Ivrea sa che stiamo parlando innanzitutto di via Burolo e di via San Giovanni Bosco, anche se queste “montagnole” sono disseminate un po’ in tutta Ivrea; e chi come noi conosce bene la nostra città sa che quelle due vie sono usate dagli eporediesi per “tagliare il traffico”, quindi oltre il danno la beffa, la scelta è fra rovinarsi di volta in volta la macchina o mettersi in coda e allungare il tempo in cui si sta in macchina di venti minuti o più. Stiamo parlando di “dossi” alti il doppio o più del doppio del consentito, andare piano non serve, il danno si crea comunque; passare ai 30 all’ora, la velocità imposta dai cartelli stradali è comunque pericoloso per le autovetture. Per non parlare dell’immensa, ironica e senz’altro poco documentata informazione che il Comune ha avuto nell’applicare questo tipo di strumento. Iniziamo dalla legge. L’art. 42 del Codice della strada in riferimento a questo tipo di rallentamenti è chiaro: “per limiti di velocita' pari o inferiori a 30 km/h larghezza non inferiore a 120 cm e altezza non superiore a 7 cm”. Ora noi non vogliamo sostituirci ai nobili pensatori che hanno interpretato questa legge però a nostro avviso i 30 Km all’ora a cui fa riferimento la legge sono ampiamente e abbondantemente superati dai dossi citati sopra. Potremmo citarvi l’intera legge per far accapponare ai cittadini la pelle in riferimento a come questa sia stata applicata, preferiamo però porre un fondamentale interrogativo agli eporediesi svelando alcune curiosità a cui il Comune dovrà rispondere. Se si può trovare una giustificazione a questo mezzo di tutela del cittadino, come si può spiegare una segnalazione così inefficace e pericolosa di questi mezzi? Se il rallentatore dovrebbe essere disposto in base alla velocità di percorrimento di una strada, come può essere utilizzato allo stesso modo, con la stessa altezza sia su una strada come via Burolo che sul nostro Lungo Dora senza discriminazione alcuna? Come possono questi dossi essere segnalati come tali dai cartelli stradali come in via San Giovanni Bosco, e poi essere identificati nella stessa Via Burolo come “serie attraversamenti pedonali in rilievo”. Cosa distingue questi strumenti l’ uno dall’altro? L’altezza sicuramente no visto che si aggirano tutti tra i 14 ed i 18 cm. Allora magari una zona residenziali a cui i “dossi” non stavano bene? Oppure un modo per aggirare una legge che regolamenta questo tipo di strumenti? Le domande potrebbero essere tante… Le risposte si spera che arriveranno. Da un cittadino che per essere tutelato da sano, ma che quando si ammala o sta male deve essere sottoposto alla tortura dei dossi nel trasporto in ambulanza. Siamo arrivati a ubicare i dossi in strade dove il passaggio della Polizia è obbligatorio. Siamo arrivati a ubicare i dossi nelle strade di maggior scorrimento ad Ivrea. Pensiamo a tutelare la velocità su strade dove alle 17.00 del pomeriggio si è intasati dal traffico pomeridiano. Cos’è? L’ennesimo gioco politico di una città che deve “apparire”? Non è il momento di fare veramente qualcosa per Ivrea, invece di giocarci come un Monopoli d turno: “Dove costruiamo il dosso oggi? Dove mettiamo le pattuglie di polizia la notte?” Girate per Ivrea di notte, gentile Amministrazione, girate per le strade e iniziate a capire di cosa ha veramente bisogno Ivrea. Che è tutto, tranne la voglia di giocare a “evita il posto di blocco”, che non ha fatto che creare una rete di sms tra tutti i ragazzi di Ivrea con punti di informazione sui “blocchi”. La Lega si chiede: perché il Comune ha voluto questo scempio? Chi li ha progettati? Proponiamo a tutti i cittadini che fossero interessati, di contattarci per mobilitarci tutti assieme e chiedere il ritorno ad una situazione di normalità e legalità. Uniamoci e iniziamo a cambiare la nostra città dalle piccole cose, chiediamo il rispetto delle normative dagli enti pubblici, chiediamo ai cittadini di Ivrea di diventare con noi, con la Lega “controllori” della nostra città. Solo con un rapporto più stretto fra organi e cittadini e con un ritorno della politica locale a tematiche veramente di interesse pubblico si può dare “una sveglia” alla sonnacchiosa politica eporediese, a nostro parere, troppo impegnata ad auto-lodarsi e troppo poco impegnata nei problemi veri della gente. Questo è un esempio di politica fra la gente e per la gente che la Lega Nord propone per questa città durante questa campagna elettorale e in futuro.

giovedì 17 dicembre 2009

Arnaboldi "avenue" e la magia dei dossi che diventano attraversamenti pedonali

Narrano le cronache medioevali che, di venerdì, qualche prelato, per tacitare i morsi della fame e quelli più crudi della coscienza, usasse la formula "Ego te baptizo piscem" per trasformare la carne in pesce. Analogamente i cinque dossi, in rigoroso verde padano, di Arnaboldi avenue, non essendo a norma in quanto tali, sono stati trasformati in altrettanti attraversamenti pedonali con dovizia di segnaletica verticale ed orizzontale. In effetti è necessario che la gran folla di pedoni che si aggira per il luogo possa utilizzare i cinque passaggi pedonali, distanziati di cento metri l'uno dall'altro, per passare dal prato di Vizzago alle abitazioni e viceversa.

Esiste la seguente nota del Ministero dei Lavori Pubblici/Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale, con rifermimento di protocollo 2867/2001 ed oggetto "Attraversamenti pedonali rialzati":

Si comunica che gli attraversamenti pedonali rialzati non possono essere classificati come dossi di rallentamento della velocità ai sensi dell'articolo 179 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del C.d.S., perché la loro geometria è diversa da quanto previsto dalla norma richiamata e non possono essere segnalati come rallentatori di velocità.
Le stesse opere si configurano quale modifica al profilo longitudinale di una strada e, per esse, non occorrono particolari autorizzazioni di questo ufficio, quanto piuttosto motivazioni tecniche di opportunità o necessità che lo stesso Ente (il Comune) può e deve valutare.
Tali opere possono essere eseguite dall' Ente proprietario della strada, utilizzando esclusivamente materiali previsti dalla vigente normativa e, garantendo, comunque, la percorribilità della strada, assumendosi la responsabilità di eventuali inconvenienti o danneggiamenti di veicoli che abbiano a verificarsi per effetto di tali modifiche.

Il Dirigente Tecnico Ing. Francesco Mazziotta

In buona sostanza, a causa della carenza di precisa normativa, il Ministero non dà autorizzazioni demandando all' Ente proprietario della strada di individuare le motivazioni ed assumendosene le responsabilità (sic!). Ci permettiamo di rilevare che eventuali inconvenienti potrebbero verificarsi soprattutto alle persone e non solo ai veicoli.

Ernesto Passoni

lunedì 14 dicembre 2009

Il raddoppio incompleto

Il lavori del raddoppio ferroviario della tratta Carnate - Airuno che hanno interessato e stanno interessando tutt'ora Merate, specialmente Pagnano, avrebbero dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2009 e quindi per la fine di quest'anno. Eppure all'appello mancano ancora molte opere che difficilmente potranno essere eseguite in appena due settimane, tenendo anche conto delle festività natalizie. Riportiamo di seguito una breve sintesi di quanto avrebbe dovuto essere realizzato e invece ancora manca all'appello.
  1. Il ponte è funzionale alla pista ciclopedonale per il collegamento Pagnano (rotonda vie Promessi Sposi e della Molgora/sottovia ferroviario del Nibbio) - Stazione di Cernusco. Mancano le rampe di salita/discesa.
  2. Costruzione di un ponte ciclopedonale (come sopra) sul torrente Molgora al km 18 circa (sotto il ristorante "Il Caminun") funzionale al ripristino del collegamento pedonale fra Pagnano (via Lunga) e Pianezzo. In tale ottica realizzazione di un sottopassaggio al km 18 + 294 m e di un cunicolo, a latere, per sottoservizi (fogna). Realizzazione di tratto fognario (D=30 cm) dal ponte alla ferrovia ed al pozzetto del collettore fognario intercomunale. Al ponte mancano le rampe di salita/discesa. Il sottopassaggio va sistemato quanto alla pedonabilità. Le opere fognarie non sono state realizzate.
  3. Le Ferrovie (RFI) hanno assunto in carico, come da loro regole, l’illuminazione delle sole sottovie (nella fattispecie il sottovia del Nibbio sopracitato); la realizzazione è stata effettuata dal Comune di Merate che ha richiesto, a fronte delle fatture, il rimborso. Per le sopravie, a sud e nord della Roncaglia, (vie Monte Rosa e Calendone) RFI ha solo predisposto i sottoservizi propedeutici all’ eventuale illuminazione, a carico del Comune.
Sono previste pure opere di mitigazione paesaggistica mediante piantumazioni di mascheramento delle barriere fonoassorbenti ed il ripristino delle aree a lato della ferrovia, già utilizzate per i cantieri. Da non sottovalutare neppure la questione degli indennizzi e degli espropri che devono ancora essere saldati.

Il gruppo di
Insieme per Merate

giovedì 10 dicembre 2009

Arnaboldi "avenue" in deroga al Codice della Strada

L’ Articolo 179, Comma 6, del Regolamento di attuazione del Codice della Strada (DPR 495/92, come modificato dal DPR 610/96) riporta le seguenti prescrizioni. I dossi artificiali sono costituiti da elementi in rilievo prefabbricati o da ondulazioni della pavimentazione a profilo convesso verso l’alto. In funzione dei limiti di velocità hanno le seguenti dimensioni:
  • larghezza non inferiore a 60 cm ed altezza non superiore a 3 cm, per limite di velocità non superiori a 50 km/h
  • larghezza non inferiore a 90 cm ed altezza non superiore a 5 cm, per limite di velocità non superiore a 40 km/h
  • larghezza non inferiore a 120 cm ed altezza non superiore a 7 cm, per limite di velocità non superiore a 30 km/h;
I primi due tipi devono essere realizzati in elementi modulari in gomma o plastica; il terso può essere realizzato anche in conglomerato.

Peccato che in via don Arnaboldi a Pagnano, dove vive il Sindaco, nonostante il limite di velocità sia di 30 km/h, siano stati realizzati 5 dossi in conglomerato per un tratto di 400 metri ed aventi l’altezza di più di 10 centimetri, il tutto in netto contrasto quindi con le norme sopra riportate.

Ernesto Passoni