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lunedì 18 giugno 2012

Mancano soldi per i servizi, ma la Regione investe nel mattone

Sulla Cittadella della Salute di Merate e sugli interventi edilizi dell’Asl di Lecco si continuano a scrivere fiumi di parole. Da quanto capisco io, ci sono tre fatti:
  • La Regione Lombardia non paga ai Comuni alcuni milioni di servizi sociali già effettuati da almeno due anni, costringendo i Comuni a fare da soggetti anticipatori. Il Comune di Olgiate Molgora lo fa per circa 150 mila euro!
  • La Regione Lombardia dice che non ha soldi da investire in una risonanza magnetica al San Leopoldo Mandic. I pazienti sono costretti ad utilizzare un camion attrezzato come avviene nelle città africane!
  • La Regione Lombardia non istituisce il fondo per la non autosufficienza per disabili ed anziani perché non ha soldi. Istituisce, però, vaucher di pochi euro rispetto alle spese per le famiglie numerose che cambiano continuamente tipologia di sussidio ogni anno (un anno gli anziani in RSA, un per le attività sportive dei figli, ecc) non tenendo conto che chi ha tre o quattro figli deve costantemente sopravvivere!
 Improvvisamente, poi, la Regione trova i soldi per intervenire con lavori edilizi laddove esisterebbe già un progetto del Comune di Merate per la Cittadella della Salute. Si sarebbero trovati i soldi per tacitare l’Azienda Ospedaliera e si autorizzerebbe l’Asl di Lecco a spendere “risparmi” per più di un milione di euro!
Io spero che questi soldi non vengano dai tagli dei servizi che avvengono continuamente in nome dello spendere meno (prima le vaccinazioni ed adesso i consultori)!
In una intervista al sito Lombardiasociale, l’Assessore regionale Giulio Boscagli ha dichiarato che i Comuni sono liberi (!!!) di scegliere: o privatizzano i servizi, possibilmente al potente monopolio delle cooperative, oppure non riceveranno soldi. Bene, sappia Giulio Boscagli ed accoliti che, sull’utilizzo della palazzina di Novate per fare il Distretto sanitario di Merate, è libero di scegliere: o paga l’affitto, non simbolico, previsto dalle tabelle dell’Agenzia delle Entrate oppure, meglio ancora, lo compri a valori di mercato.
Se c’è qualche Comune che è talmente ricco da fare un regalo alla Regione, magari non pagando le quote di solidarietà a Retesalute, lo dica apertamente ed i suoi cittadini sapranno giudicare anche alla luce delle tariffe dei Tributi Locali. Poiché, con la legge regionale 31/97 il ruolo dei Comuni in campo socio sanitario è ridotto a qualche documento sistematicamente ignorato, occorre non regalare nulla a chi dice che non ha soldi e poi, magicamente, li trova per investire nel mattone od in appalti di attrezzature.


Ambrogio Sala
Assessore ai Servizia alla Persona di Olgiate Molgora

mercoledì 4 aprile 2012

La Regione vuole svendere le strutture sanitare che appartengono alla comunità

La Regione Lombardia, in questi giorni ha presentato un disegno di legge denominato “CresciLombardia” in cui all’articolo 20 stabilisce norme sulla gestione e le eventuali alienazioni dei patrimoni delle strutture sanitarie (ospedali, ASL, poliambulatori, centri psichiatrici). In buona sostanza vuole mano libera per vendere queste proprietà che sono in gran parte frutto delle eredità di privati e di impegni (mutui e fideiussioni) degli enti locali, non appartengono quindi solo alla Regione Lombardia ma a tutta la comunità.
Basta entrare nei presidi ospedalieri di Bellano e Merate e nel vecchio ospedale di Lecco per leggere sulle pareti i nomi dei benefattori e dei Comuni donatori. Da quando la Regione ha centralizzato la gestione delle strutture sanitarie escludendo i Comuni e le comunità locali dalla programmazione sanitaria le donazioni sono quasi sparite. Non è una scelta che riguarda solo gli ospedali, ma anche gli ex Enti Morali. Fa parte dell’ansia di Roberto Formigoni di tappare buchi che una eccessiva apertura di ospedali e centri residenziali ha creato e non ha soldi per investire sulla sanità moderna, cioè sulla medicina territoriale.
Quindi la Regione non può decidere da sola sul destino dei patrimoni di ospedali e Asl. Per questo ogni scelta relativa alla loro alienazione o dismissione deve essere compiuta con il coinvolgimento delle direzioni delle Asl e dei Comuni, oltre che della Terza commissione sanità.
Il Gruppo Regionale del P.D., ha chiesto che l’articolo 20 sia stralciato dal progetto di legge e che la norma sia trattata in un altro progetto ad hoc e questo solo dopo essere stata discussa nelle commissioni competenti, prima fra tutte la Terza, come non è accaduto fino ad oggi.


Ambrogio Sala
Coordinatore del Forum Sanità e Sociale
Federazione Provinciale PD Lecco

venerdì 30 marzo 2012

Più risorse per la medicina territoriale e il settore sociale

In occasione dell’approvazione del Piano di Zona dei Servizi Sociali 2012-2014, mercoledì 28 marzo, prendendo spunto da quanto comunicato nella riunione sui servizi sociali e sul Patto della Salute organizzata dall’ANCI che ha visto la presenza di Giamo Bazzoni, responsabile regionale e nazionale del settore welfare dell’associazione dei Comuni, ho presentato il seguente ordine del giorno:

L’Assemblea Distrettuale di Merate, preso atto che
  • in Conferenza Stato Regioni e unificata è stata siglata una intesa in cui, per il 2012, la nostra Regione riceverà 341 milioni di euro in più per il Fondo Sanitario Regionale,
  • la finalizzazione dell’integrazione è relativa al rafforzamento dell’intervento sulla cronicità e la non autosufficienza,
chiede
alla Regione Lombardia di istituire un Fondo Socio Sanitario per la Cronicità e la Non Autosufficienza che possa essere strumento di prevenzione nei confronti della non autosufficienza (sviluppo del CREG, ad esempio) e di contenimento dell’uso delle strutture residenziali (sviluppo della domiciliari età, dei centri diurni e del sostegno alle famiglie).

Dopo il tagli del fondo nazionale per la non autosufficienza che ammontava a 400 milioni a livello nazionale, mi sembrava molto utile chiedere, come suggeriva Bazzoni, l’istituzione di un fondo analogo a livello regionale usando i trasferimenti maggiori alle Regioni previsti dal Patto della Salute.
L’obiettivo è cominciare a spostare risorse sulla medicina territoriale (Assistenza Domiciliare Integrata, CREG per i cronici, ad esempio), sul settore sociosanitario (CDI per anziani, CCD e CSE per i disabili) e sociale (SAD, sostegno economico alle famiglie, vaucher per le badanti).
Già in passato i Comuni, i Sindacati Pensionati, le associazioni dei disabili avevano chiesto alla Regione Lombardia di istituire il Fondo per le non autosufficienze ottenendo risposte negative per mancanza di fondi. Ora la Regione Lombardia non ha più alibi perché, oltretutto c’è una indicazione ministeriale.
Per ragioni procedurali, l’approvazione è stata rimandata alla prossima seduta dell’Assemblea Distrettuale.
Il Presidente del Distretto porterà l’ordine del giorno anche in Consiglio di Rappresentanza Provinciale.

Ambrogio Sala
Assessore ai Servizi Sociali
di Olgiate Molgora

giovedì 1 marzo 2012

Sanità in Lombardia: trasparenza a senso unico

Nel 75% dei casi i cittadini pagano le prestazioni più di quanto realmente costano

Le nuove regole del settore sanitario e sociosanitario della Regione Lombardia per il 2012 prevedono che, a partire da oggi, 1 marzo 2012, ci sia un'"operazione trasparenza" sulle prestazioni sanitarie. In pratica dovrebbe essere fatto conoscere ai cittadini il costo sociale dei loro esami o visite. In realtà il cittadino riceverà le informazioni annunciate solo quando si tratta di prestazioni per le quali paga in ticket una somma inferiore al costo dell’esame. In pratica, però, per il 75% dei casi il cittadino paga una prestazione di più di quanto effettivamente costa.
La tabella sotto riportata dimostra, concretamente, cosa succede.

(Costo SSN = Costo per il Sistema Sanitario Nazionale; Ticket Regionale = Importo del ticket della Regione; Ticket Nazionale = Importo del Ticket Nazionale; Costo Cittadino = Il costo del ticket che paga il cittadino, dato da quello regionale + quello nazionale)
Questa tabella è un esempio della realtà. Due terzi delle prestazioni danno un “reddito” alla Regione, oltre ad essere completamente a carico ei cittadini.
Quindi i Lombardi, oltre al ticket, pagano addizionali e tasse.
Il P.D. chiede che nella ricevuta rilasciata venga sempre indicato il costo della prestazione, anche quando il costo è inferiore a quanto pagato dal cittadino sommando i tickets regionali e nazionali.
Solo così ci sarà trasparenza vera e tutti sapranno e capiranno.

Ambrogio Sala
Coordinatore del Forum Sanità e Sociale del PD

venerdì 17 febbraio 2012

Da PdL e Lega una legge che aumenta i costi sociosanitari per le famiglie

Un Consiglio regionale irregolarmente fatto proseguire oltre l’orario di convocazione, (cioè le 24 di martedì 14 febbraio) da un atto unilaterale del presidente che ha ignorato il regolamento pur di consentire alla maggioranza di fare un colpo di mano, ha portato alla introduzione di un vero e proprio nuovo ticket familiare con la denominazione di copartecipazione alla spesa sanitaria regionale. Le opposizioni hanno abbandonato l’Aula per protesta. E’ ciò che è accaduto nella notte tra martedì 14 e mercoledì 15 febbraio, al Pirellone.
La maggioranza ha voluto dare una prova muscolare soprattutto per dimostrare a se stessa di esistere ancora. E per riuscirci, continua Spreafico, ha fatto un intreccio reciprocamente ricattatorio tra due leggi, una di stampo elettorale e propagandistico voluta dalla Lega per restringere la possibilità di esercitare alcune professioni commerciali agli stranieri, violando le norme europee sulla libera concorrenza e la costituzione sull’uguaglianza dei cittadini (la cosiddetta legge Harlem), l’altra voluta dalla maggioranza del Pdl che introduce la sperimentazione in 15 comuni, scelti dalla Giunta, della copartecipazione dei cittadini e dei comuni stessi alla copertura della spesa sanitaria.
Una legge di principio pericolosa che da una parte ammette per la prima volta l’esistenza di un sistema sanitario regionale in squilibrio finanziario e dall’altra chiama a farsene carico famiglie ed enti locali. Tutto questo in un quadro nazionale di riferimento che sta cambiando e che porta la Lombardia al tavolo con il Governo indebolita perché già disposta a far pagare ai cittadini più soldi.
In questo senso come Pd abbiamo avanzato inutilmente la proposta di rinviare decisioni così importanti e non urgenti su un tema che dovrà essere riaffrontato. Sbagliata anche la decisione di regionalizzare le Asp più importanti perché è un altro passo verso la centralizzazione e l’esclusione del territorio.

Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza
del Consiglio regionale

venerdì 27 gennaio 2012

Politiche sociali: la Regione taglia ai Comuni il 50% delle risorse

La Regione Lombardia, con propria delibera di Giunta, ha ripartito le risorse ricevute dallo Stato del Fondo Nazionale delle Politiche Sociali per il 2011. Il fondo assegnato alla Lombardia per l’anno 2011 è stato di 25.296.642,37 euro contro i 53.801.546,15 euro del 2010. C’è stata una diminuzione di 28.504.903,78 euro, pari ad un meno 52,98%. La Regione ha trattenuto per sé per progetti che ritiene innovativi 5.296.642,37 euro pari al 20,94%. L’anno passato aveva trattenuto 9.801.546,15 pari al 18,22%.
Come ben si comprende la Regione si trattiene il 2,72% in più rispetto al 2010 ai Comuni associati. Aggrava ulteriormente la situazione sul territorio.
Infatti ecco il riparto che avviene tra i Distretti dell’ASL (Provincia) di Lecco:
Clicca sull'immagine per ingrandire la tabella
I tagli sono evidenti: c’è un dimezzamento rispetto al 2010 e di due terzi rispetto al 2008.
Inoltre vengono assegnati con un anno di ritardo ai Comuni associati e sovente costringono coloro che gestiscono i servizi a chiedere anticipazioni alle banche pagandole profumatamente. Ovviamente gli interessi li pagano, in prima istanza, i Comuni ed, in seconda istanza, gli utenti che vedono diminuiti i livelli di assistenza.
In un momento di crisi sociale e di recessione le famiglie andrebbero aiutate con servizi e sostegno economico.
La Regione con cipiglio “ideologico” continua a sostituirsi ai Comuni, con buoni e vaucher, che poi si dimostrano di poco impatto sulla generalità di chi ha diritto a particolari prestazioni.
La mia sensazione è che, giocando sul taglio statale, la Regione intenda “concentrare” in poche strutture di servizio, ufficialmente cooperative od onlus, che sono state, in passato, anche uno strumento di raccolta del consenso politico. Questa operazione “schiaccia” anche le piccole strutture assistenziali soprattutto del privato sociale che nelle singole comunità ci sono. Un processo analogo sta avvenendo per le RSA e le RSD.
Ecco come descrive garbatamente il fenomeno un documento del novembre 2011 prodotto da CGIL-CISL-UIL e Forum del Terzo Settore della Provincia di Monza e Brianza:
“Le realtà più piccole dell’associazionismo, poco dotate di risorse economiche ed organizzative, ma non meno rappresentative della realtà e dei bisogni territoriali, faticano a tenere l’impegno oneroso ai tavoli di partecipazione.”
Concludo con le parole di una lettera del 25.1.2012 che l’ANCI Lombardia ha scritto alla Commissione Sanità del Consiglio Regionale: “E’ certo che l’ulteriore contrazione del trasferimento di risorse per le politiche sociali, che si aggiunge ai pesanti tagli imposti dalla manovra annunciati per il 2012 ai Comuni, e la forte crisi economica e sociale che, di fatto,investe sempre più ampie categorie di cittadini, porteranno in modo ancora significativo alla non sostenibilità degli attuali servizi sociali”.

Ambrogio Sala
Assessore ai Servizi alla Persona
di Olgiate Molgora

lunedì 23 gennaio 2012

Il mistero della Cittadella della salute

La "Cittadella della Salute" di Merate resta, dal punto di vista dei contenuti, per me, un mistero. Da qualche anno si discute di milioni per edificare (una ventina), sapendo che I Comuni non hanno fondi per un simile investimento. Da quel che appare, la Regione "benedice", ma non stanzia fondi.
I privati, giustamente dal loro punto di vista, stanno cercando di capire quale forma di "guadagno" potrà venire loro (gestione parcheggi, negozi, taxi, ad esempio). Pensare di chiedere soldi agli altri Comuni, in un momento in cui, oltretutto, tra un anno saranno tutti soggetti al Patto di Stabilità, è, a mio avviso un po' fantasioso. Neanche chiedere ai Comuni proprietari dell'immobile Eco Sistem di Novate mettere a disposizione i soldi di una vendita, è reggibile perché non risolutivo senza l'intervento della Regione e dei privati. La Regione, oltretutto, non versa il 50% della spesa delle RSA (parte sanitaria) e alle RSA non rimborserà questa quota relativa agli ospiti temporaneamente ricoverati in ospedali. Il primo effetto sarà un aumento delle rette.
Si è fatto un concorso di idee, ma quali sono i servizi sociali e sanitari che lì dentro troveranno spazio? Il Comune di Merate non ne ha mai discusso né nell'Assemblea Distrettuale e, neppure, nella conferenza dei Sindaci del Meratese.
Alla luce del mutato orientamento regionale sulla medicina territoriale, quale è il "motore" che dovrebbe animare concretamente questo spazio? Quali servizi sarebbero di pertinenza comunale e quali intercomunali? Quali servizi regionali o statali ci saranno (la nostra ASL riuscirà a mantenere la propria autonomia?). I medici di famiglia di Merate riusciranno ad associarsi per fare un CREG o altri servizi per i propri assistiti?
Questi sono i "nodi" da sciogliere. Si tratta di capire se lo facciamo insieme (ASL, Comune di Merate e quelli del Distretto) oppure se si va in ordine sparso come ora.
Ai cittadini, provati da una cura da "cavallo" come quella delle ultime quattro manovre governative, non solo non capirebbero, ma ci chiederebbero, giustamente, perché investire soldi in un progetto che difficilmente si farà e di cui, oggi, non si hanno chiari i contenuti.

Ambrogio Sala
Assessore ai Servizi alla Persona
di Olgiate Molgora

martedì 17 gennaio 2012

Il ruolo degli ospedali dell'Azienda ospedaliera lecchese

La Federazione del PD di Lecco organizza a Merate un incontro sul tema “La sanità lecchese, il ruolo dell'Azienda ospedaliere e dei suoi ospedali". L'incontro si svolge venerdì 20 gennaio alle ore 21 in Sala civica a Merate. Si confrontano i responsabili del Partito Democratico e quelli dell'organizzazione sanitaria provinciale. Intervengono il Consigliere Regionale Carlo Spreafico dell'Ufficio di Presidenza del Consiglio Regionale, il Sindaco di Lecco Virginio Brivio, l'Assessore ai Servizi Sociali di Olgiate Molgora Ambrogio Sala responsabile del Forum Sanità del PD e il dottor Mauro Lovisari Direttore generale dell'Azienda ospedaliera della Provincia di Lecco. Confidiamo in un'ampia partecipazione data l'importanza dell'argomento e invitiamo ad esetendere a più persone possibili l'invito.

Il Gruppo di Insieme per Merate

lunedì 16 gennaio 2012

Il San Leopoldo Mandic è strategico per l'Azienda Ospedaliera

Dieci anni fa cominciò, con capofila la stessa Regione Lombardia, una campagna contro i piccoli e medi ospedali. Nella nostra Provincia nel mirino furono due presidi ospedalieri: Merate e Bellano. Si mobilitarono in prima persona i vertici politici locali di Forza Italia, Giulio Boscagli e Bruno Colombo, che fecero da “artiglieria pesante” a sostegno delle “operazioni di strangolamento” dell’allora Direttore Generale, Roberto Rotasperti.
Agli inizi del 2002 si cominciarono a mobilitare i Sindaci del Centrosinistra, poi i cittadini che formarono un Comitato che raccolse quasi 30 mila firme a sostegno del San Leopoldo Mandic. Vi furono ordini del giorno nei Consigli Comunali ed assemblee nei nostri Comuni. Il primo incontro pubblico fu organizzato dall’Ulivo Meratese e vedeva come oratori Virginio Brivio ed il sottoscritto Ambrogio Sala. Il culmine della partecipazione dei cittadini fu una fiaccolata a Merate il 7 giugno 2002 con un lungo corteo che partì dall’ospedale ed arrivò nella piazza sotto la Torre. Aderirono cittadini e operatori della sanità di ogni colore politico. Nel Comitato c’era un leghista molto conosciuto (Silvio Mandelli ndr) che, poi, venne messo ai margini del suo partito. Ci fu un consigliere comunale di Forza Italia, primario (Roberto Zagni ndr) al San Leopoldo Mandic, che fece appendere uno striscione in difesa dello spedale sul balconcino del suo reparto.
Nel mirino furono il ridimensionamento drastico dell’innovazione tecnologica e della formazione del personale. Si spostarono servizi. Si spostò gran parte del servizio amministrativo.
La manovra regionale provocò ovunque una vasta mobilitazione popolare che costrinse la Regione a fare un passo indietro, ma i segni ci sono ancora: la capacità di attrazione del Mandic era, allora, del 30%, ora è scesa al 22%. L’operazione di accentramento a Lecco non riuscì. I dati, anche qui, parlano da soli: la capacità di attrazione del Manzoni era, allora, del 20% ed è rimasta anche nel 2010 del 20%, nonostante l’ospedale nuovo, il trasferimento da Bellano della riabilitazione cardiologica e l’istituzione del reparto di cardiochirurgia.
Apro una parentesi per segnalare che i Consigli Comunali del Meratese approvarono in massa un ordine del giorno proposto dall’Amministrazione Provinciale, allora di centrosinistra, per l’istituzione della cardiochirurgia a Lecco!
In questi dieci anni tutti, o quasi, hanno compreso che la posizione geografica strategica del Mandic, unita alle capacità di chi vi lavora, sono essenziali per la sopravvivenza dell’Azienda Ospedaliera Provinciale.
Merate sta reggendo, sia pure con qualche lieve perdita, all’apertura del nuovo ospedale di Vimercate.
Però non bisogna abbassare la guardia. Infatti nelle scorse settimane a Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera di Vimercate è stato nominato il dr Pietro Caltagirone, già Direttore Generale della nostra Azienda Ospedaliera. Tutti coloro che si occupano di sanità sanno chi è e sanno delle sue capacità di intervenire quando ve ne è la necessità.
Ricordo solamente tre episodi:
  • lo “smontaggio” dell’illusione dell’Hospital Service, carrozzone tipo vecchia IRI, dimostrandone la costosità;
  • la dimostrazione che l’ospedale di Bellano non era il “buco nero” della sanità lecchese;
  • l’inizio concreto della ristrutturazione del Mandic sulla base dei fondi dell’edilizia sanitaria stanziati, alla fine degli anni novanta, dal Governo di Romano Prodi.
Per concludere vorrei focalizzare alcuni obiettivi che abbiamo da conquistare per il nostro ospedale:
  • mantenimento del ruolo di ospedale di base per acuti;
  • ruolo fondamentale per l’autonomia territoriale dell’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco;
  • attuazione del Protocollo tra ASL, Azienda Ospedaliera e INRCA per l’apertura della Pneumologia a Merate;
  • rafforzamento dell’autonomia, pur nell’ambito della programmazione aziendale, ed istituzione di due dipartimenti gestionali locali;
  • investimenti tecnologici ed ammodernamento degli esistenti (risonanza magnetica, ad esempio);
  • specialistica ambulatoriale (ruolo medici di base, Poliambulatorio forte all’INRCA per il Casatese e decentramento punti prelievo);
In tempi di crisi e di recessione, qualcuno dirà: ma come fa ad intervenire la Regione dopo i tagli? In tempi difficili le istituzioni e, quindi, anche la Regione, deve autoriformarsi tagliando, ad esempio, propri Enti (oggi si chiamano liberalizzazioni), i “Pirellini, molti direttori, pagatissimi, nelle aziende sanitarie.

Ambrogio Sala
Assessore ai Servizia alla Persona
di Olgiate Molgora

sabato 26 novembre 2011

L'ospedale di Merate è un presidio fondamentale per il territorio

Il Consigliere Segretario dell’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale, Carlo Spreafico (Pd), è intervenuto lo scorso 21 novembre all’inaugurazione del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale “San Leopoldo Mandic” di Merate (Lecco).“La cerimonia - ha dichiarato- va ben oltre il significato dell’ammodernamento tecnologico e della creazione di sale all’avanguardia nell’Ospedale “San Leopoldo Mandic” di Merate. L’inaugurazione del nuovo blocco operatorio sancisce, una volta di più, il torto di tutti coloro che in questi anni hanno continuato a non credere nella possibilità dello sviluppo del presidio ospedaliero lecchese. Il “Mandic” di Merate, come sostengo da tempo – ha proseguito Spreafico- si conferma invece un presidio fondamentale per il territorio e perdere questa struttura avrebbe voluto dire compromettere la capacità di risposte ai bisogni dei cittadini, “indebolendo” anche l’Ospedale di Lecco. Ora bisogna sfruttarne le grandi potenzialità con un accordo organico per la ricerca utilizzando la collaborazione dell’Inrca di Casatenovo per favorire lo sviluppo di un polo meratese di ricerca e cura all’altezza della domanda di salute della provincia lecchese

Consigliere segretario dell’Ufficio di Presidenza
del Consiglio regionale

martedì 22 novembre 2011

Ospedali: tagliato un reparto su dieci. Meno posti letto ma arrivano nuovi ticket

In tempi di crisi la Lombardia non può più permettersi di avere un primario per soli 30 letti. Gli incarichi dirigenziali si sono moltiplicati negli anni, spesso per non far litigare sulle nomine l'università e gli ospedali. Così adesso il Pirellone dice basta: e nelle linee guida per il 2012 impone il taglio del 10 per cento delle unità ospedaliere. Si tratterà, in pratica, di ridurre il numero dei reparti, con accorpamenti che fanno presagire anche la perdita di posti letto per i malati.
Soprattutto nei poli universitari, i posti al vertice che possono superare i 100 mila euro l'anno si sono spesso sdoppiati, con la nomina di un primario ospedaliero e di uno universitario. [...]
Saranno chiesti nuovi sacrifici anche ai pazienti. Le linee guida del Pirellone, discusse ieri in commissione Sanità, prevedono l'introduzione di un ticket (presumibilmente da 66 euro) per interventi come la cataratta e il tunnel carpale, finora gratuiti. Per fare ingoiare il rospo, la Regione farà scrivere sulle cartelle cliniche e sui referti medici il costo per le casse pubbliche di ogni singola prestazione. La speranza è che di fronte ai 500 euro e più spesi dal Pirellone per una Tac, i 66 euro sborsati di tasca propria per il ticket diventino accettabili. Per i familiari a carico dei titolari di pensione sociale sarà, invece, estesa l'esenzione dal ticket.
L'assessore Luciano Bresciani ammette: «Stiamo attraversando una fase economicamente delicatissima, ma non ci sottraiamo alle responsabilità di governare con trasparenza. E lo facciamo tagliando gli sprechi senza intaccare la qualità delle cure». I soldi a disposizione del Pirellone per la Sanità passano dai 17 miliardi e 187 milioni di euro del 2011 ai 17 miliardi e 450 nel 2012 (più 1,5%, al di sotto della crescita dell'inflazione). «L'obiettivo delle nuove regole in discussione è "più territorio, meno ospedale". Andiamo avanti con l'innovativa modalità di presa in carico dei malati cronici (con il Cronic Related Group ) e la creazione di posti letto per i malati non gravi - spiega Bresciani -. In più sono previste sperimentazioni di forme associative di medici di famiglia che lavoreranno insieme con gli specialisti per fornire prestazioni di primo livello e consulti mirati».
Ma il consigliere regionale del Pd, Alessandro Alfieri, è preoccupato: «Il rischio è che si facciano pagare sempre di più le prestazioni sanitarie ai cittadini lombardi come per gli interventi di cataratta e di tunnel carpale. È una scelta che preoccupa ancora di più in vista della possibile introduzione di nuovi ticket sui ricoveri, dovuta ai tagli di 8 miliardi al fondo sanitario nazionale per il 2013 e il 2014 contenuti nella manovra estiva varata dal governo Berlusconi-Bossi». Stretta anche sulle assunzioni: «Il rischio è di non garantire - insiste Alfieri - l'inserimento di giovani medici».

Simona Ravizza

Il Sindaco di partito

A dispetto delle cassandre  che nei mesi scorsi hanno cercato di adombrare il futuro del nostro ospedale, quest’oggi si sono inaugurate le nuove sale operatorie, alla  presenza di Roberto Formigoni,  presidente della Regione Lombardia , accompagnato dagli assessori Boscagli e Bresciani.  Una inaugurazione davvero  sentita, partecipata e caratterizzata dal fatto che le sale operatorie sono già funzionanti. Infatti,  dopo la cerimonia abbiamo potuto effettuare una breve visita del blocco operatorio che era in funzione  e posso dire di essere rimasto davvero colpito dalla qualità dei macchinari. Posso affermare con assoluta certezza che a Merate in questo momento abbiamo un blocco operatorio fra i più avanzati del mondo.  Il nostro ospedale è in buone mani: il dott. Lovisari,  che da inizio anno ha preso in mano le redini dell’azienda ospedaliera provinciale  sta veramente rilanciando  la nostra struttura e posso garantire che quest’oggi non va considerato come un punto di arrivo ma come un punto di partenza. L’ospedale continuerà a progredire, a migliorare per essere sempre più competitivo e sinergico con le altre realtà  del territorio e perché no,   strizzando l’occhio al progetto della Città della Salute!”. Così scrive il Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani sul sito internet del Comune Merate News. Tralasciando il fatto che le sale operatorie non funzionano a pieno regime e che il progetto concluso è stato avviato ben prima delle sua elezioni e della scalata delle camice verdi ai posti di comando, viene da chiedersi se ci è o ci fa… Dove sono finiti i leghisti della fiaccolata degli anni ‘90 contro l’accorpamento del Mandic all’Azienda Ospedaliera di Lecco, quelli che sostenevano il Comitato civico di difesa del nostro ospedale contro il rischio della chiusura, quelli che poco prima delle elezioni firmavano la petizione per sostenerne il rilancio??? Dovrebbe sapere benissimo quali sono i termini della questione e che la sanità non è tema banale: dove sono ad esempio i medici, gli infermieri e il personale in numero adeguato? oppure dove sta la maggiore autonomia del Mandic? … Con le sue affermazioni di propaganda Andrea Robbiani si conferma ancora una volta uomo di apparato più che rappresentante di tutti i cittadini: deve a tutti i costi sostenere gli “uomini di potere” della Lega Nord, dal consigliere regionale Stefano Galli al Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Mauro Lovisari. Lega Nord di lotta o di governo? Andrea Robbiani indubbiamente ha scelto: Sindaco di partito.

Max

lunedì 14 novembre 2011

Sosteniamo le cure domiciliari

Proponiamo un articolo tratto da Merateonline.it che riporta un tema molto importante

Questa mattina (venerdì) i volontari della Fabio Sassi di Merate nella hall dell'ospedale Mandic hanno raccolto le firme per la sensibilizzazione sui diritti e sui bisogni dei malati inguaribili e delle loro famiglie. Quest'anno l'iniziativa, attivata da 68 associazioni No profit, è volta a sostenere l'importanza delle cure in casa.
"Le cure palliative a casa" si legge sul sito ufficiale "sono preferite da molti malati, sono possibili, consentono un uso appropriato delle risorse pubbliche e devono quindi poter crescere. Però assistere al domicilio il proprio congiunto, benché con il supporto dell'équipe curante e l'appoggio dei volontari, costituisce per la famiglia un impegno assai rilevante che si fa via via più intenso con il progredire della malattia. Ecco perchè queste famiglie hanno bisogno di una dote economica che le aiuti. Da qui l'avvio della raccolta firme per valorizzare la famiglia che decide di prendersi cura del malato inguaribile a casa per chiedere, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al Ministro della Salute e ai Presidenti delle Giunte Regionali, l'istituzione di un bonus mensile che renda attuabile questa coraggiosa scelta".
Questa giornata, tradizionalmente definita come l'estate di San Martino, è stata scelta ad hoc per le cure palliative perchè si riallaccia alla leggenda di Martino, giovane soldato di Pannonia, che più di 1.500 anni fa, per aiutare un vecchio sfinito dalla stanchezza e dal freddo, gli offrì metà del suo mantello tagliandolo con la spada. Dopo quest'atto di spontanea generosità all'improvviso il tempo mutò, il cielo si schiarì e l'aria si fece incredibilmente mite: era l'Estate di S. Martino.
Il termine palliativo poi, ha la sua radice etimologica proprio nel latino "pallium" = mantello e il senso di coprire, avvolgere, proteggere (come in un mantello) è quello che più si avvicina al significato che si vuole attribuire al termine palliativo.

S.V.

giovedì 25 agosto 2011

I leghisti dalla memoria corta

Riproponiamo un editoriale a firma Claudio Brambilla di Merateonline.it che risale a luglio 2002. Come forse alcuni ricorderanno all'epoca c'era il rischio dello smantellamento dell'Ospedale di Merate. Per impedire l'operazione e che il San Leopoldo Mandic finesse nelle mani di un gruppo di industriali vicini al Centrodestra, nacque il Comitato civico di salvaguradia del San Leopoldo Mandic, che raccolse decine di migliaia di firme e ottenne che la vicenda venisse discussa in Consiglio Regionale. Inizialmente sembrava che la Lega Nord fosse intenzionata a sottoscrivere le richieste del Comitato, ma con un colpo di scema il Consigliere Stefano Galli durante la riunione del Consiglio Regionale tirò fuori dal cilindro una mozione unitaria della Maggioranza... L'editoriale ripercorre queste vicende e mosta come effettivamente la Lega Nord e il PdL abbiano "difeso" il nostro Ospedale... E poi hanno il coraggio di appendere manifesti per spacciarsi come paladini del territorio...

Lupi esalta la mozione regionale della maggioranza. Borsani invece azzera l`anatomia patologica del Mandic

La sindrome "AP" ha colpito ancora. Nelle stesse ore in cui l`on.Maurizio Lupi regalava insulti al Comitato di difesa del Mandic colpevole di non aver esultato per la mozione approvata dalla maggioranza in Consiglio regionale, l`assessore alla sanità del Pirellone Carlo Borsani faceva sapere che "AP", ossia Anatomia Patologica deve essere trasferita a Lecco, come disposto dal Direttore generale dell`azienda ospedaliera Roberto Rotasperti. Il povero Lupi evidentemente non era stato accorrentato dal collega di schieramento Borsani e così intervenendo su un settimanale locale aveva esaltato la mozione presentata da Forza Italia e Lega Nord, approvata anche da Ccd-Cdu e Alleanza Nazionale sulla quale si impegnava la Giunta regionale a mantenere tutte le funzioni e le attività attualmente esercitate, ad assicurare le sostituzioni del personale, a completare gli investimenti immobiliari e ad incrementare quelli tecnologici. L`Anatomia Patologica è una delle attività tuttora in essere presso il Mandic anche se con delibera 541 dell`11 aprile scorso Rotasperti ne ha disposto la chiusura e il trasferimento al Manzoni di Lecco. Era stata quella l`occasione in cui si era manifestata per la prima volta la sindrome "AP". Il giorno precedente la diffusione della delibera 541, il 10 aprile, il sindaco di Merate Dario Perego aveva solennemente assicurato che mai e poi mai l`Anatomia meratese sarebbe stata smantellata. Dopo aver appreso la decisione di Rotasperti e superato il comprensibile choc Perego aveva firmato proprio con Lupi una dura lettera di protesta che si concludeva con l`invito rivolto al top manager lecchese di ritirare la delibera. Cosa mai avvenuta. Il resto è cronaca recente. A giugno Lega, Ulivo e Rifondazione hanno presentato al Consiglio regionale una mozione che ricalca i contenuti della petizione promossa dal Comitato civico e sottoscritta da 30mila cittadini. Ma in aula Stefano Galli ha ritirato la firma su quel documento apponendola sotto un altro, predisposto da Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia. Accusato di "tradimento" Galli si è giustificato dicendo di aver "usato" il Comitato per costringere i suoi alleati ad approvare un testo sostanzialmente analogo. E difatti la mozione del 18 giugno, richiamata da Lupi nella lettera al settimanale cittadino, contiene proprio i punti fondanti della petizione. Forte di tutto ciò il parlamentare azzurro ha accusato il Comitato di fare "cagnara e sceneggiate massmediatiche", come l`operazione Tg3 al Mandic, anziché gioire con lui per il documento regionale e collaborare al varo della Fondazione. Purtroppo, come dicevamo, Lupi non sapeva ciò che stava facendo Borsani e, come Perego prima di lui, è stato colpito dalla sindrome "AP" rimediando una figuraccia invereconda. La situazione vera, del resto, non si presta affatto ad ottimismi di sorta. Oggi 3 luglio, Giovanni Crema, dirigente di Chirurgia 1 va in ferie, ma non tornerà più in corsia perché ha scelto il pensionamento. E la sua sostituzione non è stata autorizzata. Analogo discorso vale per l`Ortopedia, diretta dal dottor Manganini fino a settembre, poi, allo stato attuale, senza dirigente. La Cardiologia è priva di "primario" da 18 mesi mentre l`Endoscopia da diverse settimane lavora solo grazie al dirigente di struttura semplice Carlo Borsa e la sua ottima ma esigua equipe. Quando Borsa è assente il servizio chiude ad eccezione delle urgenze assicurate da Ezio sacchi. Solo qualche esempio giusto per dimostrare che l`Onorevole deve frequentare poco il Mandic. Quanto alla Fondazione non c`è molto da dire: com`è tradizione di Merate dal 1832 tutti coloro che intendono aiutare l`ospedale possono effettuare donazioni mobiliari o immobiliari. Senza clamori né foto sui giornali. Se gli industriali sono i mecenati descritti, versino qualche milione (di lire o di euro facessero loro) all`ospedale chiedendo magari l`iscrizione del proprio nome sulle tavole di marmo. Se invece vogliono gestire in tutto o in parte il Mandic allora c`è il sospetto concreto che sia per guadagnarci, non certo per ripianare ogni anno qualche miliardo di lire di perdite. Ma come abbiamo già detto, c`è un solo modo per portare in utile il bilancio dell`ospedale: smantellare i reparti emergenziali. Eventualità da nemmeno prendere in considerazione. Lo ha già detto Rotasperti trovandoci del tutto d`accordo con lui: la Fondazione è una strada impercorribile. E poi i privati sarebbero in minoranza, l`altra quota di perdita dovrebbero accollarsela i Comuni. Impossibile.Ma tornando alla lettera dell`onorevole di Baggio, c`è un particolare che egli dimentica clamorosamente: che se si è arrivati a quella mozione, a quel 18 giugno 2002, lo si deve al lavoro incessante e faticoso dei membri del Comitato civico, quelle stesse persone che secondo Lupi "fanno solo cagnara". Dimenticando il particolare crolla tutto il resto.No, non è questa la strada da percorrere se davvero si vuole unire le forze a tutto vantaggio dell`ospedale cittadino. Questa è la strada dello scontro politico. Ma di chi intende la politica soltanto sono come un veicolo per fare carriera.

Claudio Brambilla

mercoledì 24 agosto 2011

I leghisti non si sono ancora accorti di essere al governo

I padani hanno appeso per Merate alcuni manifesti con il quale si accaparrano il merito dello stanziamento dei soldi per le attrezzature del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale di Merate. Alcune considerazioni in ordine sparso:
  • L’affissione è firmata dalla sola Lega Nord e non insieme al Popolo delle Libertà, come era già successo qualche tempo fa. E’ ormai evidente che l’alleanza di Centrodestra si sta sgretolando
  • Non è citato il nostro beneamato Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani. Certo, se fosse stato per lui i soldi per completare i lavori del lotto 2 sarebbero stati utilizzati per altro.
  • Si dice “peccato nessuno avesse pensato che senza le nuove attrezzature il nuovo blocco operatorio non avrebbe potuto funzionare”. Ma scusate, soffrono di amnesia? Chi è stato al governo della Regione fino a questo momento da dieci anni a questa parte?!? Le camice verdi forse non si sono accorte di essere insieme a Roberto Formigoni?!? E l’assessore alla Sanità non è forse della Lega Nord?!? E Stefano Galli non si occupa di sanità da anni?!? Allora tra quel “qualcuno” ci sono anche loro. forse era meglio tacere e lasciare solo l’impressione di essere incapaci a guidare la Lombardia piuttosto che vantarsi pubblicamente confermandolo il dubbio!!!

R.I.

lunedì 25 luglio 2011

In Lombardia si paga il ticket per favorire la sanità privata

Un Governo che spudoratamente dice di non aumentare le tasse, tutto bene, poi arriva la batosta più ingiusta e oscena, fatta pagare interamente ai cittadini onesti e che pagano le tasse anche per i tanti, tanti evasori. Evasori che il Governo se ne guarda bene da toccare. Ricordo che i tagli dei costi della politica, emendamenti presentati dalle opposizioni sono stati stracciati dal Governo.
Tra tutti gli aumenti ingiusti, i ticket, sono tra i più odiosi e mentre undici Regioni hanno detto no al Governo, Roberto Formigoni  ha messo tutta la regione nel caos. Disprezzo totale verso i cittadini, considerati come sudditi e non come cittadini che hanno diritto di accedere ad un servizio e inoltre ha dichiarato del falso, “il 70% dei lombardi non pagano, sono esenti”. La Lombardia non è la Regione più virtuosa d’Italia come continua a dire Formugoni, è una delle dieci che hanno i conti in ordine, tra queste è anche la sola che fa pagare ai propri cittadini sia il ticket sui farmaci, già dal 2003, che l’addizionale regionale Irpef.
Tra le Regioni a posto, solo due, Lombardia e Basilicata, hanno iniziato a far pagare il ticket di dieci euro da ieri, mentre tutte le altre lo hanno almeno sospeso. E’ chiara la scelta operata da Formigoni, avantaggiare la sanità privata a spese dei cittadini, una scelta vergognosa e interessata, vantaggi operati con le tasse pagate dagli onesti e sopratutto da quelli a reddito fisso, mentre non rispetta minimamente i tempi delle liste d’attesa, tempi memorabili per molti esami e in questo modo ha trovato la soluzione, alla faccia della virtuosità!

venerdì 8 luglio 2011

Tre milioni e mezzo di euro per il nuovo blocco operatorio dell'ospedale

Con un documento ufficiale, un decreto di Carlo Lucchina, Direttore Generale Sanità di Regione Lombardia, è stato approvato “il progetto di acquisto di apparecchiature tecnologiche per il nuovo blocco operatorio , la rianimazione generale ed il servizio di endoscopia presso il Presidio Ospedaliero di Merate” e un impegno di spesa di 3.500.000 euro. Si tratta della prima tranche di un finanziamento complessivo di oltre 6 milioni di euro che faranno delle nuove sale operatorie del Mandic un blocco chirurgico che non avrà nulla da invidiare al altre strutture sanitarie della Lombardia. E’ possibile che il saldo dell’investimento previsto sia acquisito dall’Azienda Ospedaliera entro il prossimo novembre.
Tutta la struttura operatoria dell’ospedale, come è noto, è collocata al sesto piano del Padiglione C , con sale chirurgiche dotate di tecnologia di ultima generazione (al top di gamma di mercato, come spiega il servizio aziendale di Ingegneria Clinica ).
Lampade scialitiche, ventilatori polmonari, sistemi ad alta definizione e all’avanguardia per la gestione delle immagini e per il monitoraggio del paziente : è solo una parte delle apparecchiature programmate, fra cui anche una piattaforma tecnologica integrata, destinata esclusivamente alla chirurgia laparoscopia, metodica mini invasiva in cui eccelle il team diretto da Pierluigi Carzaniga, direttore della Chirurgia del Mandic, ampiamente riconosciuta e apprezzata a livello nazionale.
A tutto ciò si aggiungono le apparecchiature per l’endoscopia, con nuovissime colonne endoscopiche, videogastroscopi e video colonscopi.
Il nuovo blocco operatorio di Merate sarà inaugurato verosimilmente il prossimo 10 ottobre alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio e del Presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni, oltre che degli assessori regionali alla Sanità e alla Famiglia, Luciano Bresciani e Giulio Boscagli.

Antonio Urti
Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
dell'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco

lunedì 13 giugno 2011

MeratemenTRE

Si è tenuta sabato 11 giugno 2011 in sala consiliare la presentazione del Concorso di Idee “MeratemenTRE” per la Cittadella della Salute. Presenti al tavolo dei relatori oltre al Sindaco Andrea Robbiani, al vicesindaco Massimiliano Vivenzio e all’assessore ai lavori pubblici Marco Panzeri (assente, come al solito, l’assessore Emilio Zanmarchi), il dottor Sesana in rappresentanza di Marco Votta direttore generale Asl e del dottor Mauro Lovisari direttore dell'Azienda ospedaliera della provincia di Lecco. Assenti ingiustificati tutti i sindaci dei comuni vicini (tranne Panzeri) invitati ad intervenire. Presenti per le minoranze Alco Castelli, Achille Panzeri e Battista Albani.
Il Sindaco Robbiani ha esordito definendo il concorso un piccolo passo per questa Amministrazione ma un grande passo per la città di Merate che da anni aspetta la soluzione dei problemi di viabilità e concentrazione dei vari servizi sanitari nell’area attorno all’ospedale Mandic. Ha quindi auspicato la collaborazione della ASL e dell’Azienda Ospedaliera nell’assecondare lo sforzo del Comune di Merate che mette a disposizione i terreni.
L’assessore Panzeri, responsabile del progetto, ha sottolineato come la modalità del concorso di idee fosse una novità per Merate, poco applicata se non nelle grandi città (es Torino). Si tratta di operare su tematiche non perfettamente definite per avere idee di fattibilità.
La cosa presenta indubbi vantaggi:
  • Garantisce la massima concorrenza
  • Lascia spazio ai giovani (potranno parteciparvi Architetti ed Ingegneri iscritti all’Albo da meno di 5 anni)
  • Lascia massima libertà perché non prevede alcun vincolo urbanistico
  • Ha un costo contenuto per l’Amministrazione che consiste praticamente solo nell’ammontare dei premi (13.000 €).
Ha aggiunto infine che si vedrà di coinvolgere nella giuria anche un membro delle opposizioni al momento non previsto.
Il dottor Lovisari ha sottolineato come la sua presenza e quella dell’ASL fossero indice della disponibilità a mettersi al servizio della popolazione del meratese utilizzatrice delle strutture sanitarie coinvolte. Ha ribadito la sua ferma convinzione che il Mandic è un sito di eccellenza con potenzialità inespresse. Qualcosa si sta già facendo (Pneumatologia e chirurgia toracica), riordino degli ingressi funzionante a breve; ma un riordino generale, quello che si farebbe con la Cittadella, è necessario.
Le sue uniche perplessità sono legate al rispetto degli equilibri economici e finanziari, che potrebbero essere risolti coinvolgendo investitori privati.
Il dottor Sesana ha definito la Cittadella della Salute una struttura essenziale per la città di Merate; non si è poi dilungato oltre condividendo tutto quello detto in precedenza da dottor Lovisari.
Molto scarso il pubblico presente oltre gli addetti ai lavori. Tra essi il rappresentante dei Confesercenti della Provincia di Lecco che per il finanziamento ha suggerito di ricorrere all’emissione di bondcomunali.

Achille Panzeri
Consigliere Comunale di "Insieme per Merate"

martedì 17 maggio 2011

Sanità: manca il personale

Medici, odontoiatri, infermieri sotto la media nazionale. La Lombardia ha carenze strutturali per il personale sanitario rispetto alle altre regioni italiane, rese ancor più complicate dalla fuga di operatori sanitari da alcune strutture pubbliche, dai tagli sul personale atipico e dal blocco del turn over. Per correre ai ripari, di fronte ad una situazione che rischia di diventare, nei prossimi mesi, sempre più esplosiva e preoccupante e di abbattersi sulla qualità delle prestazioni e in ultimo sullo stato di salute della popolazione, il Pd ha presentato  Consiglio regionale una mozione che chiedeva alla Giunta di prevedere piani di assunzione adeguati a far fronte al turn over, oltre alla verifica della riorganizzazione del sistema per intensità di cura e in base ai modelli recentemente messi in campo. La maggioranza ha bocciato la mozione che avrebbe impegnato la Giunta concretamente ad intervenire presso il Governo per garantire il turn over e introdurre elementi di flessibilità e a ripensare ai cambiamenti avviati che non potranno che determinare un arretramento del sistema sociosanitario regionale nel suo complesso. Se non si ha il coraggio di guardare in faccia la realtà non affrontando le criticità del sistema si rischia seriamente di andare verso una crisi strutturale.


mercoledì 27 aprile 2011

Rilancio del Mandic: nuove sale operatorie, attrezzature e l'accordo con l'Inrca

I prossimi passaggi che segneranno il rilancio del Mandic: il completamento delle nuove sale operatorie, l’acquisizione di nuove attrezzature e tecnologie sanitarie e l’ipotesi di accordo che si sta discutendo con l’INRCA di Casatenovo.


Ampio apprezzamento reciproco per il confronto avviato fra il Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci e la Direzione Generale dell’Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco, nel corso di un incontro, mercoledì 20 aprile, nel tardo pomeriggio. Presente il Consiglio di Rappresentanza al completo, col Presidente Guido Agostoni Sindaco di Pasturo, Franca Colombo Sindaco di Barzanò, Ivano Donato Assessore di Lecco, Emilia Hoffer Assessore di Calolziocorte e Alessandro Salvioni Sindaco di Robbiate. Presenti anche i Presidenti dei Distretti di Bellano e Merate, rispettivamente Luisa Ongaro e Felice Baio.
Nel corso della riunione sono state affrontate, in particolare, alcune questioni relative alle prospettive dei tre Presidi Ospedalieri di Lecco, Merate e Bellano, e alle prestazioni specialistiche erogate presso i poliambulatori territoriali. Sottolineato, da parte dei sindaci, il valore di alcune attività – ritenute significative per il territorio – come l’Assistenza Domiciliare Integrata e le Cure Palliative, oppure la Terapia anticoagulante orale (TAO) , per le quali è stata chiesta una certa continuità e, se possibile, un potenziamento e un decentramento in sinergia con l’Azienda Sanitaria Locale e i medici di medicina generale. Richieste anche una serie di informazioni su strutture e servizi delicati come i due Pronti Soccorso di Lecco e di Merate e sulle liste d’attesa.
Mauro Lovisari , Direttore Generale dell’Azienda – affiancato nel corso dell’incontro da Patrizia Monti, Direttore Sanitario, e da Roberto Pinardi, Direttore Amministrativo - ha puntualmente risposto indicando gli obiettivi che intende perseguire e le azioni che sta ponendo in essere. Nel merito dei presidi ospedalieri, oltre alle ipotesi di potenziamento che interessano il Presidio lecchese, si è soffermato sui prossimi passaggi che segneranno il rilancio del Mandic: il richiamo del Direttore è stato, ad esempio, al completamento delle nuove sale operatorie, all’acquisizione di nuove attrezzature e tecnologie sanitarie, all’ipotesi di accordo che si sta discutendo con l’INRCA di Casatenovo.
Per quanto riguarda il Presidio riabilitativo di Bellano, Lovisari ha confermato l’intenzione di rendere operativi tutti e tre i piani, prevedendo l’attivazione di alcuni posti letto per l’assistenza di pazienti in fase post acuta e , grazie anche ad un accordo che si sta perfezionando con INAIL, di altri posti letto dedicati alla riabilitazione specifica degli infortunati sul lavoro : progetto molto apprezzato dai sindaci , insieme alle ipotesi di sviluppo per l’Ospedale di Lecco e di Merate.
“Ringrazio il dr. Lovisari ed i suoi collaboratori – ha detto il Presidente Guido Agostoni a nome anche degli altri Sindaci – per la disponibilità e la schiettezza del confronto. Mi auguro che su tali basi si possa continuare un dialogo proficuo condividendo l’obiettivo di una sanità sempre più di qualità in risposta ai bisogni dei nostri cittadini”.
“Confermo la mia particolare attenzione, come pure quella dei miei collaboratori – ha dichiarato Mauro Lovisari - alle istanze ed alle sollecitazioni dei Sindaci in quanto rappresentanti dei cittadini. Ritengo che questi incontri (oltre a quelli istituzionalmente previsti), per i quali opereremo in sinergia con l’ASL , possano avvenire periodicamente, almeno un paio di volte all’anno, o comunque quando se ne avvertisse la necessità”.

Antonio Urti
Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
dell'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco