Visualizzazione post con etichetta Sicurezza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Sicurezza. Mostra tutti i post

lunedì 20 gennaio 2014

Auditorium "fuorilegge"?

Riportiamo il testo dell'interrogazione consiluare presentata dai nostri Consiglieri Comunali di "Insieme per Merate", relativa alle certificazioni per l'utilizzo e l'agibilità del nuovo auditorium di Palazzo Tettamanti

Merate 27 Dicembre 2013

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa alle certificazioni per l’Auditorium comunale

Premesso che:
  • il 7 dicembre u.s. è stato inaugurato l’Auditorium comunale, interno al palazzo Tettamanti
  • Codesta Amministrazione ha affermato di avere a cuore, giustamente, i problemi connessi alla sicurezza delle persone in occasione di manifestazioni nel territorio comunale tanto da non avere concesso deroghe, ad esempio, riguardo alla Festa di Cicognola ed alla Manifestazione della Pro Loco nel parco di Villa Cedri
  • l’Auditorium è definibile locale di pubblico spettacolo e, perciò, sottoposto a normative specifiche
  • il “Verbale della Commissione Comunale di Vigilanza Locali di Pubblico Spettacolo” riunitasi il 22.11.2013 non ha espresso parere tecnico sul progetto
gli interroganti chiedono di:
  • sapere se è stato ottemperato quanto previsto per un locale di pubblico spettacolo come descritto dal sito comunale, alla rubrica Sportello Unico delle Attività Produttive, voce “Requisiti” e cioè se sono state acquisite le seguenti autorizzazioni: a) Certificato di Agibilità ai sensi dell’Art. 24 del Testo Unico Edilizia n. 301/2001 con relative dichiarazioni di conformità degli impianti; b) Collaudo statico delle strutture; c) Certificato di Prevenzione Incendi rilasciato dal Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco con relative Certificazioni di resistenza al fuoco dei materiali; d) Parere della Commissione Provinciale di Vigilanza e conseguente Licenza di Agibilità dei locali interessati ai sensi dell’Art. 80 del R.D. 773/1931; e) Relazioni e Certificazioni in materia di impatto acustico; f) Sorvegliabilità dei locali posti su due livelli come accertata dalla Polizia Locale
  • sapere se è stato adeguata la documentazione,in materia di sicurezza, della Sede Comunale (DUVRI, piano di evacuazione, ecc) a seguito dell’inizio dell’attività dell’Auditorium
  • sapere se è stato definito il Responsabile della Sicurezza dell’Auditorium
  • visionare i documenti relativi a quanto sopra - visionare l’ eventuale “Deroga” che consenta lo svolgimento delle attività nell’Auditorium e sapere se siano previsti provvedimenti surrogatori di sicurezza “attiva”, quali, ad esempio la presenza operativa di Vigili del Fuoco, durante tali attività.
Per la presente non è richiesta risposta scritta.

Ringraziamo e salutiamo distintamente

I Consiglieri del Gruppo Consiliare di "Insieme per Merate"
Gabriella Mauri, Achille Panzeri, Ernesto Passoni,
Cesare Perego e Roberto Riva

domenica 4 novembre 2012

Polizia Locale e ronde padane

Alla nostra interrogazione sul Servizio di Polizia Locale, il Sindaco ha risposto ponendosi sulla difensiva e rammaricandosi che l'organico della Polizia Locale in Gestione Associata, è carente di tre persone, per motivi vari. I cinque Comuni associati, quindi, non possono contare su venti Agenti, ma su diciassette.
In ogni caso il Sindaco ha asserito che la Gestione Associata ha determinato una maggiore presenza di Polizia Locale a Merate. Facendo qualche calcolo ciò non risulta:
Prima della gestione associata allargata a Merate Paderno, Robbiate ed i due Verderio (con 15.728 abitanti) contavano su 8 vigili, quindi uno ogni 1966 abitanti; Merate (14.943 abitanti) contava su 12 Vigili in organico, quindi uno ogni 1.245 abitanti. A gestione associata allargata a Merate (metà 2011), i cinque Comuni (30.671 abitanti) contano, in organico, su 20 Vigili, quindi uno ogni 1.534 abitanti; la contingente minore disponibilità peggiora ulteriormente la situazione. I numeri parlano chiaro, mediamente la presenza della Polizia Locale, a Merate è diminuita.
Ciò non significa che la Gestione Associata sia negativa in sè; tutto quanto va verso servizi associati fra i Comuni è positivo, ma tale è la realtà. Ovviamente, in tale situazione, il Sindaco non ha potuto rispondere alla interrogazione che chiedeva se l'Amministrazione avesse intenzione di potenziare il presidio, specialmente nelle ore notturne: ne è evidente l' impossibilità.
Nessuna paura, però, perché non abbiamo perso le speranze circa un maggiore controllo del territorio: il Giornale di Merate assicura che l'anno prossimo il Sindaco andrà a Roma Ladrona, quale Parlamentare, per difendere gli interessi di Merate ed allora avremo l'agognato Commissariato della Polizia di Stato.
Nel frattempo speriamo che organizzi qualche ronda padana: ci sono legioni di volontari, in camicia verde, pronti all'appello.

Ernesto Passoni
Consigliere Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"

giovedì 25 ottobre 2012

Viabilità, il Sindaco sbaglia strada

Nella Commissione Urbanistica del 24 0ttobre 2012  sono state discusse quattro interrogazioni presentate dai noi Consiglieri Comunali di “Insieme per Merate” sul tema della viabilità.
La prima riguarda la sistemazione di via Enrico Forlanini a Novate, una questione che si trascina da anni senza venirne fuori, perché la strada è privata, cioè ogni frontista è proprietario di una porzione di strada in fregio alla sua proprietà. In tale situazione il Comune non è legittimato a spendere per la manutenzione. Per ovviare a tale impossibilità con l'interrogazione si chiede se non sia possibile trasformarla in pubblica. L'Assessore ai Lavori Pubblici Massimo Panzeri ha risposto affermando che la strada possiede i tre requisiti necessari alla trasformabilità in pubblica: collettività di persone che utilizzano la strada, utilizzo duraturo nel tempo (nella fattispecie dal 1954) e collegamento della stessa ad altre strade pubbliche. La questione verrà affrontata in un prossimo Consiglio Comunale sotto forma di Delibera per l'acquisizione della strada da parte del Comune. Noi Consiglieri di “Insieme per Merate” ci siamo dichiarati soddisfatto della risposta.
La seconda riguarda la viabilità in via Monte Grappa a Sartirana per la quale si chiede di approfittare della costruzione di due villette, poste al limitare della strada, acquisendo una striscia di terreno utile alla formazione di un marciapiede che, all'altezza dell'attraversamento pedonale del Careggio, consenta di creare continuità con quello posto ad est della via. Tale opera avrebbe potuto costituire il primo tratto di un futuro marciapiede prolungato sino a via Resegone. In tale ipotesi via Monte Grappa, insieme alle vie Resegone e Santa Caterina da Siena, sarebbe stata dotata di un percorso pedonale protetto sino all'entrata di Villa dei Cedri. Sempre l'Assessore Massimo Panzeri ha risposto che l'ostacolo è stato il rifiuto di uno dei due proprietari interessati di vendere la striscia di terreno interessata; ciò avrebbe costretto il Comune a provvedere all'esproprio. Avremmo preferito che il Comune avesse adottato tale provvedimento, perché si è persa una occasione utile alla sicurezza dei pedoni, su una strada che è stata interessata da incidenti mortali. Data, comunque, l'esauriente risposta dell'Assessore, come Gruppo Consiliare di "Insieme per Merate" ci siamo dichiarati soddisfatti.
La terza riguarda la viabilità nelle vie Montello e Berla, diventate a senso unico permanente, per le quali chiediamo che la suddetta limitazione sia limitata alle ore di entrata degli alunni del plesso scolastico. La risposta del Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani non è stata ritenuta soddisfacente, per cui l'interrogazione sarà portata in un prossimo Consiglio Comunale.
La quarta riguarda la razionalizzazione delle fermate delle autocorriere in piazza Italia ed area Cazzaniga. Anche qui la risposta del Sindaco non è stata ritenuta soddisfacente per cui l'interrogazione seguirà la stessa sorte della precedente.
Le ultime due interrogazioni verranno approfondite sul blog dopo il Consiglio Comunale in cui verranno portate.

Ernesto Passoni
Consigliere Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"

lunedì 8 ottobre 2012

Dove è finito il marciapiede in via Monte Grappa?

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata quest'oggi, lunedì, dai nostri Consiglieri di di "Insieme per Merate" circala sicurezza pedonale di via Monte Grappa.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate – relativa ad opere su via Monte Grappa

Premesso che
  • in via Monte Grappa è stata rilasciata (pratica 11037 del 29.05.’12) l’ Autorizzazione Paesaggistica, relativa alla “posa di recinzione su muretto in calcestruzzo esistente e pavimentazione ingresso ed area di parcheggio esterna”
  • nella precedente Consigliatura si rimandò detta autorizzazione in attesa di accordi con la Proprietà per la cessione di una striscia di terreno finalizzata alla formazione di un tratto di marciapiede in fregio al terreno interessato
  • detto marciapiede avrebbe, tramite attraversamento pedonale, creato continuità con il marciapiede sul lato est del tratto nord di via Monte Grappa
  • esso avrebbe costituito un primo tratto di un futuro marciapiede su via Monte Grappa nord, per congiungersi a quelli delle vie Resegone e S. Caterina, sino allo sbocco sulla stessa via Monte Grappa di fronte all'entrata di Villa Cedri
  • esso sarebbe stato coerente con il PGTU che prevede la pedonabilità protetta per tutta la via Monte Grappa
l' interrogante chiede di sapere perché: 
  • non si è dato seguito a quanto sopra auspicato
Ringraziando, saluto distintamente
Merate, 08/10/2012

Ernesto Passoni
per il Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”

mercoledì 11 aprile 2012

I Sindaci contro la nomina del nuovo Prefetto "sospettato" di contatti con la mafia

Sono diversi i Sindaci di differente estrazione politica della provincia di Lecco che hanno sottoscritto un documento che hanno consegnato in Prefettura e che vede come destinatario il Ministro dell'Interno per chiedere che il nuovo Prefetto di Lecco Paolo Maddaloni non venga confermato nell'incarico.
Il PD lecchgese ha sostenuto questa importante azione che ha carattere amministrativo, dato che molti degli aderenti sono Amministratori locali del Partito Democratico. In una situazione come quella attuale così delicata e complessa per il nostro territorio, che ha registrato e continuamente registra episodi di infiltrazione mafiosa, la nomina a Prefetto di Lecco di Paolo Maddaloni, rinviato a giudizio per fatti illeciti dalla direzione distrettuale antimafia di Napoli, è inopportuna e politicamente grave. Come Partito Democratico abbiamo già sollevato il problema nelle opportune sedi attraverso l’intervento immediato dei nostri Parlamentari, il Senatore Antonio Rusconi e l'Onorevole. Lucia Codurelli.
Rispetto le Istituzioni che sono tenute ad applicare le regole senza ledere i diritti di chicchessia, ma quando le Istituzioni godono di un qualche grado di discrezionalità, non possono sottrarsi al dovere di esercitare responsabilmente questo loro potere. Questo episodio rivela, come minimo, la sottovalutazione della situazione. Ci auguiamo come PD che il Ministro riveda la decisione anche a fronte di questa partecipazione così ampia.
Hanno fino ad oggi firmato l'appello: Virginio Brivio Sindaco di Lecco, Adele Gatti di Airuno, Alessandro Origo di Verderio Inferiore, Alessandro Salvioni di Robbiate, Andrea Ambrogio Robbiani di Merate, Andrea Ferrari di Barzio, Antonio Colombo di Casatenovo, Carlo Colombo di Annone di Brianza, Carmelo La Mancusa di Santa Maria Hoè, Cristina Bartesaghi di Abbadia Lariana, Dorina Zucchi di Olgiate Molgora, Ernesto Longhi di Valgreghentino, Gian Mario Fragomeli di Cassago, Giancarlo Aldeghi di Barzanò, Gilberto Fumagalli di Calco, Giovanna De Capitani di Cernusco Lombardone, Giovanni Codega di Malgrate, Giuseppe Conti di Garlate, Guido Agostoni di Pasturo, Livio Bonacina di Galbiate, Marco Panzeri di Rovagnate, Marco Rusconi di Valmadrera, Paola Panzeri di Perego, Paolo Strina di Osnago, Renato Ghezzi di Viganò, Riccardo Mariani di Mandello del Lario, Roberto Paolo Ferrari di Oggiono, Rocco Briganti di Olginate, Sandro Capra di Montevecchia, Stefano Fumagalli di Lomagna, Ugo Panzeri di Brivio e Valter Motta di Paderno d’Adda.
"Esprimiamo la nostra preoccupazione per la nomina a Prefetto di Lecco del dott. Paolino Maddaloni", c'è scritto nella lettera. "Già Prefetto di Frosinone il suo nome appare nelle indagini (anche se non risulta indagato) condotte dalla DDA di Napoli relative allo scioglimento del Consiglio Comunale Capasenna (Caserta) provocato dall’allora vicesindaco Michele Zagaria anche in collegamento con il clan camorristico dei casalesi: inoltre il dott. Maddaloni è anche a giudizio davanti al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (Caserta) per il reato di turbativa d'asta relativo all'appalto per le centraline per la misurazione della qualità dell'aria a Caserta. Al di là della presunzione di innocenza sino a sentenza che vale per ogni cittadino indagato, chiediamo al Ministro dell’Interno di valutare con maggior prudenza l’opportunità di tale nomina che sarebbe meglio avvenisse solo a completo chiarimento dei fatti addebitati al dott. Maddaloni. In un momento difficile per il nostro Paese è necessario che i servitori delle Istituzioni siano non solo integerrimi ma che non vi siano elementi che possano far dubitare l’opinione pubblica della loro integrità morale".

Ercole Redaelli
Segretario  provinciale del PD lecchese

giovedì 29 marzo 2012

Seconda grida manzoniana

Clicca sulla tabella per ingrandirla e leggere i dati sull'andamento dei reati
L'Ordine del Giorno, presentato dalla Lega Nord per l'Indipendenza della Padania ed approvato, con qualche emendamento, dal Consiglio Comunale di Merate il 29 novembre 2007 chiedeva al Governo:
  • "uno stanziamento straordinario di fondi adeguato per la realizzazione di un Commissariato di Pubblica Sicurezza da ubicare nell'area meratese, a seguito di un esame dell'esistente e mirato ad individuare immobili da rendere idonei"
  • "risorse per il potenziamento dell' organico dell' Arma dei Carabinieri attualmente operanti nell'ambito territoriale del meratese e del casatese
chiedeva, altresì, al Prefetto della Provincia di Lecco di:
  • "inoltrare la domanda, per l'istituzione di un Commissariato della Polizia di Stato, al Ministero dell'Interno
Pare che le suddette richieste siano finite in qualche polveroso cassetto; non so se il Comune di Merate abbia mai avuto una risposta, pur negativa. Conosco in quale condizione economica versano le Forze dell'Ordine, specialmente dopo i tagli del Governo Berlusconi Bossi e manifestatasi clamorosamente con impossibilità economica per la manutenzione e problemi per l'acquisto di benzina.
Nel Consiglio Comunale del 20 marzo 2012 è stato presentato dalla Maggioranza un altro Ordine del Giorno, che ripropone le stesse considerazioni con ancora maggiore genericità. L'aspetto che più mi lascia sconcertato in queste azioni amministrative è l' esposizione puramente qualitativa e per sentito dire, senza lo straccio di una quantificazione del fenomeno; mi domando perché il Comune non chiede alla Prefettura l'andamento della criminalità negli ultimi anni nel nostro territorio al fine di effettuare un ragionamento mirato.
Mi sono chiesto perché il precedente O.d.G. sia rimasto lettera morta e, forse, la risposta si trova nella tabella allegata, riferita al 2010 del Ministero degli Interni, da cui si evince che la situazione della criminalità in Provincia di Lecco è grave (33 delitti per mille abitanti), ma meno rispetto a quella italiana (43) e lombarda (52); la Provincia di Lecco ha più criminalità solo di quelle di Como (29) e Sondrio (28).
E' chiaro che di fronte a tali dati anche una Regione Lombardia autonoma, nella gestione delle Forze dell'Ordine, con risorse limitate, debba tener conto delle priorità, mirando ad aree di maggiore criminalità, cioè a quelle maggiormente urbanizzate (Milano e Brescia).
Temo, quindi , che anche questo O.d.G. rimarrà lettera morta
Singolare il fatto che la Lega Nord per l’Indipendenza della Padania avanzi questi O.d.G. quando è all’opposizione del Governo nazionale.


Ernesto Passoni

giovedì 22 marzo 2012

Le camice verdi della Guardia padana si sono sbiadite al sol dell'avvenir

Riportiamo l'editoriale a firma di Claudio Brambilla pubblicato su Merateonline circa la discussione sulla sicurezza all'ordine del giorno dell'ultima Assise di Consiglio Comunale.

Per comprendere meglio i termini della discussione sarebbe bastato che un consigliere comunale qualsiasi avesse posto questa semplice domanda: "Signor Sindaco, ci precisa quanti reati sono stati scoperti e perseguiti grazie al sistema di videosorveglianza"?
Invece la discussione in aula a Merate ha viaggiato sui temi del federalismo mai nato, del commissariato di polizia che tanto era ovvio fosse solo una boutade elettorale della Lega e sull'osservazione o meno (temiamo meno) dei monitor da parte di vigili urbani e carabinieri.
Qualcosa però sappiamo. Ad esempio che l'intera rete di videosorveglianza non è abilitata a rilevare infrazioni al codice della strada. Bene. Poi che molte telecamere sono obsolete quindi rimandano immagini sgranate e quasi inutili in notturna. Molto bene. Infine che non c'è una persona che sta lì, davanti ai monitor a osservare, ma semmai si potranno rivedere le immagini in caso di necessità, sempre che non siano state (le immagini) cancellate in automatico. Benissimo. A questo proposito ci torna alla mente una notizia di molti anni fa, l'inseguimento e la cattura di un ragazzo in fuga, da parte dei carabinieri avvenuta proprio sotto la torre. Il ragazzo era stato accusato di rapina a Carnate avvenuta però pochi minuti prima. Troppo pochi per essere già a Merate. Le telecamere avrebbero potuto stabilire senza ombra di dubbio l'orario, magari evitando al giovane 3 mesi di galera, ma nessuno chiese i filmati né, evidentemente quel sabato alle 13,20 qualcuno era davanti ai monitor. E al processo, concluso con l'assoluzione per non aver commesso il fatto, l'allora comandante Alfiniti a domanda rispose di non ricordare se quel giorno le telecamere fossero funzionanti oppure no.
Erano in funzione, invece, e sono servite per identificare l'autore della rapina a un'anziana residente in città, in via F.lli Cernuschi. Erano cieche durante le nottate brave di luglio e agosto quando per documentare ciò che stava accadendo in Piazza degli Eroi, sorvegliata da ben quattro occhi elettronici, ci sono voluti i filmati amatoriali, consegnati ai carabinieri. C'è da credere che, di notte, nessuno osservi i monitor. Sono state utili nel "fotografare" alcuni incidenti consentendo così a chi di dovere, ricostruzioni precise. Del tutto inutili come deterrente contro gli assalti della malavita. A memoria non si ricorda un ladro preso grazie alle immagini di una telecamera. Per tutto ciò Andrea Robbiani avrebbe dovuto soffermarsi a lungo sulla reale utilità di questi oggetti che, di sicuro, violano quotidianamente la privacy delle persone per bene mentre raramente penalizzano quelle per male. Invece ha preferito indugiare sui grandi temi, senza peraltro avere l'onestà intellettuale di ammettere che la sceneggiata del 2007 con la trasferta romana negli uffici del mistero dell'interno e relativo contorno di strette di mano fotografate ad arte era soltanto tale. Ovvero una sceneggiata. Cui ora cerca, il Sindaco, di opporre la pietosa bugia che sotto i 50-60mila abitanti il ministero non concede commissariati. Fosse vero avrebbe potuto risparmiarsi il viaggio a Roma. Ci sarebbe da aggiungere anche la seconda sceneggiata, anche in questo caso, con contorno di foto e dichiarazioni rutilanti, sulla tenenza dei carabinieri a Barzanò. Era vincere facile, scrivere che non se ne sarebbe fatto nulla. Disfattisti, sinistrosi. E giù insulti del tipo ulivoonline (querelato). Il tempo è un giudice imparziale. E, infatti, della tenenza non se ne parla più. Ecco, la discussione sulla sicurezza, con queste oneste premesse e un filo di spiegazione avrebbe potuto tornare davvero utile. Invece, per dirla con Giovanni Battista Albani "sono (state) solo parole al vento". Una indecorosa farsa mentre la malavita, pur senza gesti clamorosi, impazza rapinando gente per strada e in macchina, farmacisti, benzinai e saccheggiando senza sosta case, negozi, uffici e imprese. Una cosa però davvero inedita Robbiani l'ha detta: "con la videosorveglianza si rafforza la sicurezza senza che i cittadini debbano scendere in strada.....". Ma come e la guardia padana? E le camice verdi? E le ronde?

Claudio Brambilla

lunedì 6 febbraio 2012

Interrogazione sulla nuova segnaletica stradale a Brugarolo

Pubblichiamo l'interrogazione presentata dal nostro Consigliere Comunale di "Insieme per Merate" Roberto Riva circa la segnaletica stradale a Brugarolo.


Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa alla segnaletica stradale a Brugarolo

Premesso che:
  • nel settembre 2011,è state rifatta la segnaletiche orizzontali in Via XXV Aprile;
  • sono trascorsi diversi mesi dall’intervento;
  • la segnaletica è difforme rispetto a quella precedentemente esistente;
  • in precedenza sulla curva con via Gramsci,dalla Caserma dei Carabinieri verso Via XXV Aprile era presente una linea continua;
  • in precedenza,sulla curva con via Gramsci, da Via XXV Aprile verso i Carabinieri era presente una linea tratteggiata;
  • allo stato attuale entrambe le linee risultano tratteggiate;
  • sulla curva con via Gramsci, dalla Caserma dei Carabinieri verso via XXV Aprile, è presente un cartello che impone la svolta a destra
L'interrogante chiede di conoscere:
  • le ragioni per le quali la segnaletica, non è stata ripristinata in maniera conforme alla precedente;
  • se la segnaletica è stata eseguita secondo quanto effettivamente indicato dall’Amministrazione;
  • quale ufficio comunale ha deciso le modifiche apportate;
  • se sono state verificate la regolare esecuzione del progetto e la conformità;
  • se vi è coerenza tra la segnaletica verticale e quella orizzontale;
  • se, in caso di incidente, esistono rischi di responsabilità per l’Amministrazione.
Ringrazia e saluta distintamente


Roberto Riva
Consigliere Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"

sabato 4 febbraio 2012

Democrazia padana

Esercitare i propri diritti dovrebbe essere pratica comune e tutelata in un paese democratico e civile. Essere privati di questa opportunità, sotto l’occhio poco vigile e passivo di alcuni esponenti delle forze dell’ordine è pratica quotidiana nella Repubblica delle Banane.
Questa sera in Sala Ticozzi a Lecco era previsto l’arrivo di Roberto Maroni, fresco ex ministro degli Interni della quarta legislatura Berlusconi e novello baluardo di legalità e democrazia. Secessionista a giorni alterni, è stato dipinto negli ultimi anni dalle cronache giornalistiche come baluardo antimafia, nonostante il salvataggio di Nicola Cosentino o l’appoggio del suo partito di riferimento a misure come lo scudo fiscale, permettendo il rientro dall’estero di capitali illeciti.
L’ultima volta che arrivò in città fu sgomberata e transennata le piazza più grande del centro cittadino. Questa sera, nonostante non ricopra più cariche pubbliche, si è comunque contato un numero di appartenenti alle forze dell’ordine ben al di sopra di quante ce ne si possa aspettare in situazioni del genere.
Armati di voce, un volantino e uno striscione, ci siamo recati fuori dalla sala. A vigilare e a fare filtro all’entrata, oltre a esponenti delle forze dell’ordine, anche qualche “guardia padana” le quali si sono concesse addirittura lo sfizio di pronunciare frasi del tipo “O li fate spostare voi, o chiamo fuori gli altri e ci pensiamo noi” (riferito alle forze dell’ordine) seguito da qualche militonto che al grido di “abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore” auspicavano il nostro allontanamento, in barba ai diritti sanciti in Costituzione.
Addirittura qualcuno si è permesso di minacciare “Io ti conosco a te, ti ho già visto a Varenna, stai attento” fra l’indifferenza generalizzata di chi dovrebbe tutelare il cittadino ed invece pensa a tutt’altro.
Alle 21.30 circa arriva il codazzo di macchine (3) e da quella centrale scende il “Bobo nazionale”. Tentiamo di avvicinarci ma subito veniamo accerchiati e spintonati (addirittura avvolti in uno striscione portato da alcuni Giovani Padani) e fra gomitate e spintoni, riusciamo solo a urlare qualche frase all’ex Ministro che, sorridente, si infila nella sala.
Ci allontaniamo, quindi, convinti che la serata fosse finita li.
E invece?
Alle 23.00 circa torniamo fuori dalla sala e notando il deflusso delle persone decidiamo di fermarci per provare a riavvicinarlo. Subito gli animi, però, si fanno molto più tesi. Sarà che qualcuno ha mal digerito il volantino o lo striscione, sarà lo spirito fondamentalmente fascistoide di alcuni esponenti del Carroccio, che veniamo subito circondati dal servizio d’ordine il quale, spintonando e sgomitando, ci impedisce di camminare in libertà. Addirittura alcuni utilizzano le aste delle bandiere per darcele in testa. Un ragazzo, da lontano, ci lancia contro una palla di ghiaccio raccolto ai bordi della strada. Altri invece creano un cordone e, insultando (“Sei un coglione!”), continuano minacciosi a spingerci e a venirci addosso (cercando di strapparci di mano le videocamere e mettendo le mani in faccia). Un signore di mezza età, addirittura, rivolge insulti sessisti assolutamente non riportabili nei confronti di due ragazze presenti.
E le forze dell’ordine, in tutto questo? Alcuni erano ancora all’interno della sala, altri si sono fatti beatamente gli affari loro davanti alle porte, incuranti della violenza verbale e fisica a cui eravamo sottoposti. Fra Polizia di Stato, Digos e Carabinieri ne abbiamo contati una decina: solo due di questi hanno fatto qualcosa per evitare che fossimo linciati da un’orda impazzita di invasati.
W la Padania e la Democrazia!

giovedì 2 febbraio 2012

Gli "angeli bianchi" della neve

E’ arrivata una buona nevicata per la felicità dei bambini e molti studenti che avranno modo di una vacanza attiva, ed anche di tutti noi che ci auspicavamo un inverno almeno con un po’ di neve, ma come sempre, quando arriva la neve, ci si auspica che se ne vada quanto prima, almeno dalle strade e dai camminamenti.
Non sfugge la condizione di emergenza nella quale districarsi e continuare a muoverci garantendo la necessaria sicurezza a tutti i cittadini, questo fatto impone comportamenti individuali virtuosi e di grande attenzione e responsabilità in particolare per le persone anziane e maggiormente in difficoltà motorie.
Sia pure con alcuni ritardi nelle viuzze più piccole ed anche nei quartieri alti, dove la neve è anche più copiosa, la pulizia delle strade nella città di Lecco, è risultata accettabile, la viabilità sia pure logicamente ridotta funziona, molti luoghi pubblici INPS, Poste, ed anche l’Ospedale sono agevolmente raggiungibili
L’allarme che vogliamo lanciare è riferito alle condizioni di permanente pericolo dovuto alla mancata pulizia di molti marciapiedi e di camminamenti destinati ai pedoni.
Questa grave situazione, se non rimossa con tempestività potrà causare maggiori disagi e condizionamenti per la sicurezza e la incolumità dei cittadini, dato che, nei prossimi giorni si prospettano ulteriori abbassamenti delle temperature, con la formazione di lastre di ghiaccio.
L’appello che ci sentiamo di lanciare è quindi rivolto a tutti i cittadini, in particolare i più giovani che sono in condizioni di maggiore forza e agilità, non soltanto nell’aiutare persone più in difficoltà a loro chiediamo uno sforzo straordinario, in queste condizioni abbiamo bisogno di molti “Angeli bianchi”, perché si impegnino ad arrivare laddove nessuna Amministrazione comunale è in grado di fare… con un badile in mano spalare la neve non solo fuori di “casa propria, ma anche un po’ più in là”.
Questo invito ovviamente è esteso a tutti i commercianti, gli albergatori e ristoratori lecchesi, dove stiamo constatato pessime condizioni di accesso anche nei loro stessi locali pubblici.
Un dato positivo, l’abbiamo rilevato proprio al Pronto Soccorso dell’Ospedale di Lecco, dove in questi primi due giorni si sono rivolti loro meno pazienti che in situazioni di normalità, questo a testimonianza della maggiore prevenzione e cura in particolare degli anziani che sono giustamente rimasti al sicuro in casa loro.
Abbiamo rilevato tuttavia alcune persone, in prevalenza anziani attivi “Angeli bianchi con la barba”
a dare una mano e pulire i marciapiedi della nostra città e garantire con il loro esempio un senso civico, un’azione virtuosa sicuramente necessaria e confortante.

Sergio Fenaroli
Presidente di Federconsumatori Lecco

Il "Grande fratello" è cieco

Pubblichiamo l'interrogazione presentata dal nostro Consigliere Comunale Capogruppo di "Insieme per Merate" Cesare Perego sul sistema di videosorveglianza.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione - a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate relativa agli impianti di videosorveglianza presenti sul territorio del Comune di Merate.

Premesso che:
  • Alcuni cittadini ci hanno segnalato la comparsa su organi di stampa di notizia riguardante il non funzionamento di parte dell’ impianto di videosorveglianza installato su viale Giuseppe Verdi.
gli interroganti chiedono :
  • Se tale notizia corrisponda al vero
  • In caso affermativo, quale sia lo stato di funzionamento degli apparecchi presenti in viale Verdi, e quante telecamere siano fuori uso
  • Chi sia incaricato oggi di fare manutenzione programmata su tale impianto e se sia l’unico incaricato a svolgere tale compito sull’intero complesso della videosorveglianza a Merate
  • Con quale frequenza viene effettuata la verifica del funzionamento delle telecamere esistenti
  • Quando è scaduto il contratto di manutenzione in essere ed in quale data sia stato rinnovato o assegnato a nuovo soggetto
  • A quanto assomma la cifra di tale appalto e di quello precedente
  • Quando entrerà in funzione il nuovo impianto di videosorveglianza per l’ area Cazzaniga ,oggetto di vostre dichiarazioni nel corso degli ultimi consigli comunali
  • Quale altre zone di Merate, oggi non coperte da questi impianti vi è stata sollecitato finora da parte dei cittadini essere necessario mettere in sicurezza utilizzando impianti di videosorveglianza.
Per la presente interrogazione è richiesta risposta scritta.

Ringraziando, salutiamo distintamente

Cesare Perego
Capogruppo Consiliare di "Insieme per Merate"

giovedì 12 gennaio 2012

I vigili del fuoco sono stati lasciati a terra

Pubblichiamo l'interrogazione presentata in data ordierna dall'Onorevole Lucia Codurelli al Ministro dell'Interno sui tagli ai Vigili del Fuoco che non consentono ai Pompieri Volontari di Merate di sostiture l'autoscala che si è rotta durante un intervento.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE

Si apprende dalla stampa locale che il distaccamento dei Vigili del Fuoco di Merate (Lecco) si trova ad operare privo di un’autoscala. Il mezzo in questione nel corso di un intervento effettuato a Lecco si è rotto e il Ministero dell’Interno non ha concesso l’autorizzazione necessaria per la riparazione.
Per la riparazione del mezzo, che ha più di 30 anni, sono necessari circa 40 mila euro, per l’acquisto di una nuova autoscala occorrerebbero circa 300 mila euro, per l’acquisto di un mezzo usato ne basterebbero circa 50 mila euro.
Nel corso degli ultimi mesi gli incendi ai tetti nel Meratese sono aumentati (gli incendi ai tetti sono ormai una delle principali cause di intervento dei vigili del fuoco nel periodo autunnale e invernale) e i Vigili del Fuoco locali sono intervenuti senza l’ausilio dell’autoscala ma con altri mezzi a disposizione (semplici scale), o sono rimasti in attesa che da Lecco arrivasse l’autoscala.
E’ risaputo che spegnere un incendio al tetto senza poter contare sull’autoscala risulta più pericoloso, ma anche meno efficace.
I sindaci del territorio (Robbiate, Osnago, Casatenovo, ecc.) a fronte di tale grave mancanza hanno “provocatoriamente” dichiarato di essere disposti a stanziare le risorse per permettere ai vigili del fuoco di Merate di poter contare su una nuova autoscala.
Per questo chi chiede se non ritenga ingiusto che ancora una volta, per una mancanza dello Stato, siano le amministrazioni locali, già gravate dai tagli dello stato centrale e dai limiti imposti dal patto di stabilità, a farsi carico della sicurezza dei cittadini; se non ritenga doveroso stanziare le risorse dovute per l’acquisto dell’autoscale considerando che già il servizio essenziale dei vigili del fuoco è di natura volontaria e non grava sul bilancio del dicastero dell’Interno;

mercoledì 4 gennaio 2012

La manutenzione del... rosso

Riceviamo e pubblichiamo

E’ da mesi, mesi, non giorni, non settimane, mesi!!!, che i semafori all’incrocio tra le vie Trieste-Giuseppe Verdi-Filippo Turati-Alcide De Gasperi non funzionano. Alcune lampade che servono quando sì è in mezzo all’intersezione sono bruciate. Se c’è qualcuno della Polizia Locale o dell’Ufficio Tecnico per favore batta un colpo e intervenga!!! Assessore ai Lavori Pubblici dove sei finito?!? Assessore alla Ricreazione Giuseppe Procopio il tempo delle vacanze è finito: Lei che abita lì vicino si è accorto diq uello che succede sotto casa Sua?!? Per cortesia può fare qualcosa?!? Stiamo parlando di luci, dovrebbe essere semplice svitare una lampadina e non credo costi poi tanto... Dove sono finiti i pidielpadani dell’amministrazione del fare, della Merate “vivibile… sicura”, della “gestione del quotidiano”, del “nel centro come nelle frazioni porremo attenzione agli aspetti della sicurezza, cura, pulizia e manutenzione ordinaria del verde, delle strade, dei marciapiedi, della pubblica illuminazione” (citazioni tratte dal programma elettorale di Andrea Robbiani Sindaco di Merate).. Qui non solo non c’è “manutenzione del verde” ma neanche la manutenzione del semaforo rosso!

Un cittadino

giovedì 15 dicembre 2011

Furti in abitazione: sono aumentati del 51%

Ieri (mercoledì) nel tardo pomeriggio in Comune a Merate la Conferenza dei Sindaci del Meratese ha incontro il Prefetto Marco Valentini (clicca sul testo evidenziato in grassetto e sottolineato per leggere il comunicato della Prefettura) accompagnato da alcuni funzionari e dal Comandante provinciale dei Carabinieri Ten. Col. Marco Riscaldati, in risposta ad una richiesta inviata dai Sindaci della zona tramite il Sindacodi Merate Andrea Robbiani in relazione all’aumento dei furti in abitazioni nel territorio meratese.
Il Prefetto ha sottolineato che per eventi/numero di abitanti la Provincia di Lecco si colloca al 12° posto su scala nazionale: peraltro, nei primi dodici posti sono presenti altra 5 province della Lombardia, segnale di una specificità territoriale che va interpretata al fine di predisporre le più idonee misure di contrasto.
Il Prefetto ha sottolineato che – pur partendo da dati bassi rispetto ad altre zone della Brianza – v’è stato quest’anno un incremento dei reati nel nostro territorio, che può essere così sintetizzato:
  • Aumento dei reati totali del 12% (contro il 2% del resto della Provincia) nei 17 Comuni del Meratese
  • In particolare aumento del 21% dei furti (+9% nel resto della Provincia) e in particolare dei furti in abitazione, passati da 283 a 429 (+51%)
  • I dati dei furti – 39 episodi mensili in media nel totale dei 17 Comuni – includono non solo i furti effettivamente commessi ma anche i tentativi di furto.
Il dato è particolarmente cresciuto negli ultimi mesi, a partire dall’estate.
La Prefettura sta mappando da tempo i fenomeni per creare una sorta di cartina delle zone più a rischio dal punto di vista geografico incrociati con i dati temporali (giorno/ora) al fine di predisporre adeguati controlli nelle zone più esposte al fenomeno dei furti: questa attività di georeferenziazione e di analisi criminale è parte del Patto per la Sicurezza siglato lo scorso 18 aprile. E’ importante che i cittadini collaborino avvisando prontamente le Forze dell’Ordine, in modo da fare opera di prevenzione e poter mappare più accuratamente il territorio. Il Prefetto ha sottolineato che in abitazioni dove c’è stato un tentativo di furto, il fenomeno tende a ripetersi per la presenza di ladri che individuano di volta in volta le zone ritenute più adatte.
Sul fronte della prevenzione i Sindaci hanno informato il prefetto del lavoro per estendere le convenzioni di Polizia Locale: oltre alla convezione già attiva tra Robbiate, Merate, i due Verderio e Paderno, la convenzione tra Osnago e Lomagna verrà estesa a Cernusco Lombardone e Montevecchia mentre verrà istituita una nuova convenzione tra Brivio, Airuno e Imbersago. Il Prefetto ha apprezzato lo sforzo, sottolineando che l’aggregazione è importante per supportare il lavoro dei Carabinieri, pur contando la nostra zona una presenza di vigili già più alta che nel resto della provincia.
E’ stato deciso di costituire un gruppo di lavoro congiunto con il Comando provinciale dei Carabinieri per definire dove posizionare videocamere di ultima generazione di tipo adatto a interfacciarsi con i Carabinieri in un’ottica di difesa complessiva del territorio, anziché agire singolarmente comune per comune. I Carabinieri daranno indicazioni dei punti di passaggio da sorvegliare (in particolare le vie di fuga utilizzate dai ladri su provinciali o intercomunali), i Comuni si impegneranno a destinare le risorse in essere – non si può contare in questo momento su fondi regionali per la sicurezza, che non sono disponibili – a questo progetto, con l’intenzione di associarsi per bandire un’unica gara che consenta un’omogeneità di soluzioni tecnologiche e un risparmio economico complessivo.

Paolo Strina
Presidente della Conferenza dei Sindaci del Meratese
per i sindaci di Airuno, Brivio, Calco, Cernusco Lombardone, Imbersago, Lomagna, Merate, Montevecchia, Olgiate Molgora, Osnago, Paderno d’Adda, Perego, Robbiate, Rovagnate, Santa Maria Hoè, Verderio Inferiore, Verderio Superiore

mercoledì 14 dicembre 2011

La sicurezza dei cittadini è un diritto reale, non per raccogliere voti

I tagli ai Comuni e il mancato rafforzamento dei presidi sul territorio certo non aiutano a tenere sotto controllo l'ondata di criminalità che in questo ultimo periodo ha segnato fortemente il nostro territorio. Per questo ho presentato oggi un'interrogazione al Ministro dell'Interno.
Le esperienze attivate dai patti per la sicurezza, firmato anche a Lecco, sono senz'altro da sostenere e incoraggiare perché dimostrano che un'azione sinergica fra gli enti senz'altro migliora qualitativamente l'azione di presidio e di prevenzione sul territorio rispondendo in modo ottimale alle esigenze dei cittadini, ma e necessario che questa collaborazione sia comunque supportata dalla messa in atto di nuove misure economiche che prevedano lo stanziamento di fondi per un consistente aumento del personale oltre che per il rafforzamento dei presidi territoriali. Indispensabile ed urgente che tutti i soggetti istituzionali debbano essere coinvolti per evitare sovrapposizione e confusioni di ruoli costruendo un sistema integrato di sicurezza, che funzioni sul modello dei Patti per la Sicurezza dal Governo Prodi
Dopo le numerose e infruttuose sollecitazioni al precedente Governo, spero che la voce dei nostri sindaci venga ascoltata, i cittadini giustamente si aspettano che i Comuni, già in forte difficoltà , sono loro a reperire fondi per assicurare un controllo proficuo del territorio. I furti che in queste ultime settimane hanno fortemente interessato i nostri comuni, spaventano ed esasperano i cittadini che si rifanno ai propri amministratori per chiedere di mettere un argine a quanto succede.
La sicurezza dei cittadini è un diritto che molto spesso viene usato come cassa di risonanza per raccogliere voti, ma poi nella realtà locale, in particolare per i numerosissimi tagli messi in atto in questi anni ai danni delle Forze dell'ordine, Polizia e Carabinieri, Comuni risulta ancora più evidente come sia difficile garantire la sicurezza.


INTERROGAZIONE A RISPOSTA SCRITTA

La sicurezza è un diritto primario del cittadino pertanto appare necessario prevenire e contenere, insieme alla commissione dei reati e ai fenomeni criminali più gravi, tutti quegli eventi suscettibili di incidere sulla pacifica e ordinata vivibilità del territorio, sull’efficiente fruibilità degli spazi e dei servizi, oltre che sulla vita privata e la sicurezza dei propri beni; questi obiettivi possono essere conseguiti, in ragione della complessità delle azioni da porre in essere, solo attraverso l'azione integrata dei diversi livelli di governo e con la piena partecipazione degli attori del mondo sociale e produttivo, in un quadro di intelligente e fattiva collaborazione e nel rispetto dei reciproci ruoli; la Prefettura di Lecco, la Regione Lombardia , la Provincia di Lecco, il Comune capoluogo e i Comuni di Calolziocorte, Casatenovo, Mandello del Lario, Merate e Valmadrera, hanno dato vita ad una fattiva collaborazione con la sperimentazione di innovativi modelli di governo della sicurezza urbana capaci di integrare i necessari interventi per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica con le iniziative atte a promuovere la coesione sociale e a favorire la vivibilità del territorio e la qualità della vita, coniugando prevenzione, mediazione dei conflitti, controllo e repressione; la provincia di Lecco, storicamente caratterizzata da un ampio benessere economico e da una diffusione importante e capillare di strutture produttive, oggi attraversato pesantemente dalla crisi, può prestarsi a tentativi di infiltrazioni della criminalità organizzata, e pertanto anche in tale contesto si rende necessaria una più stringente collaborazione tra le Istituzioni statali e quelle locali al fine di prevenire l’inquinamento del tessuto economico e produttivo; l’andamento generale della delittuosità nella provincia ha seguito nell’ultimo anno una tendenza discendente, evidenziando tuttavia aree in controtendenza, caratterizzate da una specifica condizione geografica ovvero da una più significativa urbanizzazione, interessate soprattutto da fenomeni di criminalità predatoria di tipo pendolare, ragione per cui l’intensificazione della collaborazione, soprattutto tra comuni limitrofi e per il controllo delle vie di comunicazione, appare strumento utile e necessario; dall’analisi del territorio e dai dati relativi ai reati denunciati, emergono quali fenomeni delittuosi fonte di principale preoccupazione per la popolazione i furti in abitazione e le rapine, oltre all’abusivismo commerciale e agli atti di danneggiamento e vandalismo verso gli arredi urbani; on data 18 aprile u.s. il Prefetto di Lecco, il Presidente della Regione lombardia, il Presidente della Provincia ed i Sindaci dei Comuni di Lecco, Calolziocorte, Casatenovo, Mandello del Lario, Merate e Valmadrera, ciascuno in relazione alle proprie competenze e attribuzioni, hanno firmato un Patto per la Sicurezza, impegnandosi a promuovere azioni coordinate e integrate, volte a garantire le migliori condizioni di sicurezza e vivibilità nei rispettivi territori.
I “Patti per la sicurezza” - che si inseriscono nella cornice del Patto stipulato tra il Ministro dell’Interno e il Presidente dell’ANCI il 20 marzo 2007- rappresentano un efficace strumento di attuazione di modelli operativi capaci di stimolare e concretizzare la collaborazione tra i soggetti istituzionali garanti delle esigenze sopra enunciate, al fine di fornire ai cittadini risposte coerenti ed unitarie mediante un rafforzamento del rapporto collaborativo tra lo Stato e le istituzioni locali, nel quadro della sicurezza integrata. Un sistema integrato di sicurezza, infatti, appare lo strumento più idoneo per favorire il perseguimento di un’efficace azione di prevenzione.
Nonostante le azioni sinergiche messe in campo da Prefetto, Regione ed enti locali si registrano diversi episodi di microcriminalità: denunce di furti in casa a Montevecchia, Merate, Calco, Cernusco, Valgreghentino, Paderno D’Adda, a Verderio Superiore è stata potenziata la videosorveglianza in paese, ad Airuno sono aumentato i furti di autovetture. Il Casatese risulta ancora più esposto da sempre, visto la sua vicinanza con l’area del milanese. I residenti di detti comuni lamentano di vedere poche pattuglie delle forze dell’ordine in giro per le strade e chiedono un maggiore pattugliamento del territorio soprattutto la notte. Inoltre lamentano la risposte tardive agli interventi segnalati. Dopo le 19.30 gli agenti di polizia locale non sono più in servizio e per segnalare incidenti, truffe o altri presunti reati ci sono solo i carabinieri. I Sindaci del Meratese e in particolare del Casatese, zona con i dati statistici sulla criminalità più elevati, si sono mobilitati e negli ultimi 4 anni hanno scritto ai Ministri Amato prima (1 petizione) e Maroni poi (2 petizioni), per ottenere un potenziamento dei presidi esistenti. Il potenziamento della struttura di Casatenovo è stato iscritto a Bilancio dal Comune, nonostante i vincoli del patto di stabilità, ed è stato trasmesso all'Arma uno studio di fattibilità per l'approvazione, con previsione di ampliamento del fabbricato e con ulteriori potenzialità di espansione per consentire di ospitare più uomini. Nonostante i vincoli del patto di stabilità, i suddetti comuni sono riusciti a stanziare risorse per la sicurezza, naturalmente a scapito di altri interventi in altri settori, al fine di perseguire concretamente l'ampliamento della struttura esistente nel Casatese.
L’interrogante in diverse occasioni, e su sollecitazione dei Sindaci del territorio, attraverso atti di sindacato ispettivo ha chiesto la costituzione di un nuovo presidio di polizia nella Brianza lecchese ed il potenziamento delle forse dell’ordine per garantire l’ordine pubblico in una delle zone più esposte ad episodi di criminalità, perché limitrofa alla città di Milano; il Ministro dell’Interno interrogato all’epoca, l’on. Roberto Maroni, non ha accolto le richieste degli amministratori locali per il potenziamento più volte annunciato del presidio nel lecchese, ma in aprile ha sottoscritto un Protocollo per la gestione unificata in forma associata e coordinata del servizio di Polizia Locale fra i Comuni di Merate, Robbiate, Paderno D’Adda, Verderio Superiore e Verderio Inferiore. A distanza di sei mesi dalla sigla del Protocollo la situazione dal punto di vista della sicurezza nei suddetti comuni sembra essere addirittura peggiorata e con il periodo natalizio che sta per cominciare c’è il rischio che si intensifichino questi fenomeni. Le ultime manovre finanziarie varate dal Governo Berlusconi hanno ulteriormente inflitto pesanti tagli proprio al comparto delle forze dell’ordine, sia in termini di risorse umane che economiche; i comuni a fronte del patto di stabilità si trovano a dover sopperire con risorse tolte ad altri servizi primari al fine di poter garantire il minimo di sicurezza.
Quali nuove iniziative il Ministro intenda adottare al fine di garantire adeguate risorse al comparto sicurezza, il quale, provato da tagli continui e pesanti e da carenza di personale, nonostante un enorme sforzo operativo ed economico, non sempre riesce ad assicurare una totale copertura del territorio e se non ritenga di dovere dare un nuovo impulso alla programmazione e realizzazione fattiva dei Patti per la sicurezza con gli enti locali?

lunedì 12 dicembre 2011

Polizia locale: disastro annunciato!

Da tempo voci di corridoio davano come sempre più numerosi i dissidi tra l'Amministrazione, il corpo di Polizia Locale ed il suo Comandante; da tempo i cittadini avevano visto la qualità del servizio prestato in Città scemare clamorosamente; da tempo il rapporto del privato con il Responsabile di servizio era divenuto freddo ed impersonale... Insomma, l'aria della catastrofe era nota a tutti. Aggiungiamoci l'incapacità cronica del Sindaco Andrea Robbiani di portare a compimento con risultato positivo mediazioni e cambiamenti ed ecco che la frittata è fatta. Il rapporto di fiducia tra guida politica e funzionari di servizio era ormai logoro da tempo, ancor più accentuato dal motto "Che imparino a lavorare" proferito dal Borgomastro nei confronti della Polizia Locale.
Un'altra grande rivoluzione che doveva trascinare Merate nel Rinascimento che finisce nel cestino. Dopo la tanto millantata riorganizzazione dei servizi ed il fantomatico spoil system (i capi servizio prima denigrati ai tempi dell'opposizione oggi sono venerati); dopo la rivoluzione dei parcheggi che sta già mietendo le prime vittime tra i commercianti; dopo la grande e faraonica apertura dell'Area Cazzaniga ridotto a luogo più o meno disabitato...ecco lo sfascio del Consorzio di Polizia Locale. Di tutto ciò si avrà sicuramente memoria.
Speriamobene

mercoledì 2 novembre 2011

I furbetti del posteggio selvaggio che nessuno vuole vedere

Riceviamo e pubblichiamo

Buongiorno, sono ancora il cittadino che aveva già scritto al vostro bloog segnalando delle incongruenze relative alle multe dei divieti di sosta. Vi allego alcune fotografie scattate domenica 23/10/2011 alle ore 16,00.


 Come sempre si vede un'autovettura parcheggiata nell'area Cazzaniga sul passaggio pedonale. Non si può certo dire che l'autovettura e di qualche cliente dissattento, perchè riporta la pubblicità del locale che è stato recentemente inaugurato.
Probabilmente hanno dei permessi, non lo so. Se così fosse mi viene da pensare che gli uomini della Casta, oltre a riservarsi pass per posteggiare gratis in centro o senza limiti di disco orario, aiutano anche i parenti di ex Sindaci. Se invece non hanno ricevuto alcuna autorizzazione non si cpisce perchè nessuno veda mai niente o perchè i vigili chiudano gli occhi...
La sosta selvaggia a Merate e sintomo di malcostume, basta vedere le autovetture fuori dal Comune, con permesso comunale e quelle parcheggiate davanti all'ingresso, fuori dalle scrisce autorizzate negli spazi riservati alle moto...


Inoltre allego altra fotografia come i ragazzi utilizzano la parete per scalate in salita, posizione molto pericolosa.


Un cittadino

martedì 11 ottobre 2011

Perseguitare il povero piuttosto che la povertà non è né lungimirante né civile

Proponiamo una riflessione tratta dal sito Khorakhanè - a forza di essere vento che riguarda il giro di vite della Polizia Locale di Lecco (Amministrazione di Centrosinistra) contro gli ambulanti abusivi e i vucumprà. Offre spunti di dibattito anche per quello che sta succedendo a Merate con gli zingarelli o chi chiede l'elemosina al mercato. Buona lettura...

Dire, continuare a dire, che i ragazzi sul lungolago con la loro mercanzia sono venditori che fanno concorrenza sleale ai commercianti è nella logica, una palese bugia. Vendono cianfrusaglie anche i negozi del centro? E quando offrono portafogli e borsette “griffate” a 30 euro mi sembra palese che chi li compra sa già, prima, che sono tarocche, false firme, e che non sono le stesse dei negozi della creme cittadina.
Che spettacolo umanamente indecoroso perciò foto e dichiarazioni impettite di vigili e Assessore, che si vantano dell’ultima retata. Scandalizzati ed adirati di qualcosa che i venditori ambulanti senza permesso non hanno colpa. Le (forse) mancate vendite dei prodotti nei negozi cittadini.
Gli altri oggetti non sono nemmeno concorrenziali: cagnolini meccanici che scodinzolano, braccialetti portafortuna, ecc. ecc.
Qui più che l’offerta non concorrenziale e sleale, un poco come le fabbriche italiane che spostano la produzione in Cina e Romania, è che la domanda di questi prodotti illegali è alta. E l’ambulante senza permesso si adegua. Credo che per l’economia del territorio e generale però abbian fatto più danno la speculazione finanziaria, il “ciurlare nel manico” di molti, troppi, commercianti fin dai primi anni di introduzione dell’euro… I prezzi, al dettaglio, sono cresciuti così tanto che non sembra proprio casuale.
Almeno, dico io, il coraggio di ammettere che colpiscono il più debole, e lo colpiscono forte (denuncia, carcerazione nei lager Cie, espulsione…) perché ne va del loro consenso, per mascherare la loro impotenza a fare il resto.
Perseguitare il povero piuttosto che la povertà non è ne lungimirante ne civile.
Ed è così che in Italia (Lecco compresa), nel terzo millennio, nel paese della mafia, della corruzione, dell’evasione fiscale, delle speculazioni edilizie, dei morti sul lavoro, dei bambini che affogano nelle acque perché “clandestini”, dei lavoratori che perdono il posto, delle ditte non pagate dagli Enti locali, i problemi derivino prioritariamente dai venditori di borsette contraffatte. Questi sono i tumori da asportare. Queste le metastasi. Sacrosante panzane per allocchi. Per illudere i farlocchi che si sta combattendo per loro contro chissà quale piaga. Che si sta arginando chissà quale inondazione d’insicurezza.
Sei povero? Vendi le borsette contraffatte? Elemosini quattro soldi per strada? Affaracci tuoi. Qua stiamo a Lecco. Qua si riga dritto.
Infine una proposta di cui gli utili potrebbero in parte essere reinvestiti in progetti sociali.
I vigili e non solo loro, in borghese, al posto di fare da cecchini ai parcheggi o sul lungolago, li si faccia girare dentro e fuori i negozi del centro per verificare se vengono emessi sempre gli scontrini, perché il danno alla collettività, visti i conti, è senz’altro più evidente nel non farli nei bar che nei parcheggi o sul lungolago.

domenica 2 ottobre 2011

Sicurezza: cittadini di serie B

Riceviamo e pubblichiamo

Giovedì i ladri mi sono entrati nel giardino di casa. Grazie al cielo un vicino li ha visti e li ha mandati via. Abbiamo chiamato i carabinieri ma ci hanno messo ore a venire. Ho letto su Merateonline che oltre a me tante persone quella sera hanno subito furti Poi scopro che all’oratorio di Merate c’erano due pattuglie magari di più perché l’onorevole Maurizio Lupi e Magdi Allam stavano facendo festa con uno spettacolo teatrale per l’associazione Costruiamo il futuro. In sala c’era anche il comandante del carabinieri. Ma un cittadino vale di meno di un politico o di un giornalista di grido? I soldi li hanno, si prendano la scorta privata. Tanto se volevano fare un attentato lo facevano sicuro che non sono quattro carabinieri a poter fermare i terroristi. Forse però quei quattro carabinieri in giro per le strade avrebbero potuto impedire che i ladri mi venissero in casa o prenderli dopo.

Anonimo

martedì 6 settembre 2011

I vigili urbani dov'erano?

I vigili c’erano, ma quelli del fuoco, degli urbani nemmeno l’ombra. Domenica mattina, durante la parata dei pompieri tutti hanno notato l’assenza degli agenti della Polizia Locale. Per fortuna hanno ovviato i volontari della Protezione Civile che hanno provveduto a regolare il traffico e bloccare le macchine che altrimenti rischiavano di andare addosso al corteo. La scelta del Consorzio della Polizia Locale Intercomunale è stata giusta e l’abbiamo sostenuta. Il risultato di maggiore controllo del territorio e di più presenza dei vigili è però ben lungi dall’essere raggiunto. Merate sta diventando il fanalino di coda. Il Comando della Polizia Locale doveva rimanere dislocato a Merate, che è il Comune più grosso, ma il Sindaco Andrea Robbiani ha venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie.

Max