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sabato 30 luglio 2011

In difesa del ruolo del Comuni nei Parchi e nelle Aree protette

Ecco l’Ordine del Giorno presentato lo scorso lunedì e discusso ieri in Consiglio Comunale a Osnago per la difesa del ruolo dei Comuni nei Parchi e nelle Aree Protette lombarde. La nuova Legge Regionale sui Parchi è stata approvata. Il Coordinamento associazioni parchi lombardi ha sollevato nei mesi scorsi quattro questioni rispetto al progetto di legge regionale sui parchi. Due di queste questioni hanno trovato sostanziale accoglimento nella delibera approvata ieri dal Consiglio Regionale.
  • Una corregge la possibilità di estendere le deroghe per la realizzazione di opere pubbliche (oggi prevista solo per le opere comprese nella legislazione nazionale) anche a quelle inserite nella programmazione regionale.
  • L’altra correzione si riferisce alla possibilità di manomettere i confini dei parchi. Secondo il progetto di legge presentato originariamente, gli ambiti urbanizzati o produttivi interni ai parchi avrebbero potuto essere tolti dai parchi e rimesse sul mercato, col risultato di dare mano libera a nuove cementificazioni.
Restano però altri due punti sui quali permane un dissenso
  • Il primo riguarda la volontà della Regione Lombardia di procedere allo scioglimento dei consorzi per dar luogo a non meglio precisati Enti Pubblici. In verità i consorzi dei parchi sono già enti pubblici (sono enti pubblici territoriali) e, secondo anche autorevoli giuristi, non dovrebbero essere sottoposti ad alcun scioglimento.
  • L’ultima questione concerne la nomina di rappresentanti regionali nei Consigli di Gestione dei parchi perché la Regione toglie spazio ai comuni e invade un ambito, quello amministrativo, che non è di sua competenza.
Con questo OdG intendiamo sollecitare la Regione – visto che esiste un impegno approvato in Consiglio Regionale di rivedere la normativa nel giro di sei mesi – a correggere i punti critici nell’ottica di promuovere lo sviluppo sostenibile del territorio che può partire dalle esperienze già acquisite nei Parchi e di mantenere un forte controllo dei Comuni sui Parchi.

Paolo Strina
Sindaco di Osnago

ORDINE DEL GIORNO
PER LA DIFESA DEL RUOLO DEI COMUNI NEI PARCHI
E NELLE AREE PROTETTE LOMBARDE

IL CONSIGLIO COMUNALE
premesso
  • che le aree protette, nello scenario globale, sono l’elemento fondamentale per la conservazione della biodiversità e per uno sviluppo sostenibile dei territori
  • che le competenze e le esperienze maturate nella gestione dei parchi potrebbero guidare approcci innovativi con il coinvolgimento permanente delle comunità locali per passare dalla semplice tutela a modelli di sviluppo del territorio più sostenibili nel lungo periodo
considerato
  • che l’attuale “modello lombardo” dei parchi istituito con la L.R. n. 86 del 1983, ha saputo fino ad oggi fare storia a livello nazionale e anche sovranazionale, grazie anche al ruolo fondamentale da sempre riconosciuto ai Comuni, veri protagonisti della governance territoriale locale
  • che il cosiddetto “modello lombardo” ha quindi anticipato le ragioni federaliste, sviluppando il principio di sussidiarietà su cui si basano la Costituzione Italiana, lo Statuto Lombardo e le politiche regionali
  • che il 70% delle risorse economiche dei parchi lombardi deriva dalla contribuzione degli Enti Locali che ne fanno parte e che in essi si riconoscono
vista
  • la deliberazione n. 54 del 28 settembre 2010 “Ordine del giorno concernente il Programma Regionale di Sviluppo della IX Legislatura: Centralità dei Comuni nella governance dei Parchi Lombardi” con cui il Consiglio Regionale della Lombardia all’unanimità impegnava la Giunta Regionale a: riconoscere, nel compimento dell’azione di semplificazione e riordino normativo a livello regionale in richiamo al Piano Regionale di Sviluppo, la centralità dei Comuni nella governance dei parchi lombardi, coerentemente con la legislazione statale di principio, promuovendone il protagonismo ed assicurando loro un ruolo determinante e non minoritario; garantire, a tutela del territorio, la salvaguardia della consistenza attuale delle aree protette lombarde ed il mantenimento del compito di pianificazione territoriale e paesaggistica delle aree in esso contenute
  • la discussione del Progetto di Legge di modifica della legge regionale 30 novembre 1983, n. 86 (Piano generale delle aree regionali protette. Norme per l’istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali, nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale) e la decisione di discutere e approvare in tempi rapidi (grazie alla rinuncia ad ogni forma di ostruzionismo da parte delle minoranze ed al contingentamento dei tempi di discussione) il prossimo 28 luglio 2011 le modifiche alla Legge allo scopo di ottemperare quanto disposto dalla Finanziaria 2010, vale a dire la soppressione dei Consorzi di Gestione entro il 31 dicembre di quest’anno
  • l’impegno condiviso a rivedere nel giro di sei mesi la Legge al fine di migliorarne i punti critici
CHIEDE
  • che venga mantenuto un ruolo forte e decisivo dei Comuni nella gestione delle aree protette e nelle decisioni che riguardano i propri territori, modificando in questo senso il Progetto di Legge in esame
  • la rinuncia all’idea di centralismo regionale nella gestione delle aree protette riconoscendo invece un rafforzamento del ruolo di Comuni e Province, in una vera strategia di sussidiarietà
  • che nella revisione della Legge vengano considerati come prioritari la promozione dello sviluppo sostenibile del territorio che può partire dalle esperienze già acquisite nei Parchi
  • che la definizione di aree protette non segni un netto distacco tra la gestione del territorio all’interno dei Parchi e quello all’esterno, in particolare studiando la possibilità di una gradualità della tutela nelle zone immediatamente esterne ai Parchi
  • che venga promosso il collegamento tra le diverse aree protette mediante corridoi ecologici, di cui un esempio potrebbe essere nella nostra zona l’istituzione del PLIS (Parco Locale di Interesse Sovracomunale) del San Genesio, area verde che consentirebbe la saldatura del Parco del Curone con il Parco del Monte Barro e con il Parco Adda Nord
IMPEGNA
Il Sindaco ad inviare copia dell’ordine del giorno al Presidente del Consiglio Regionale, al Presidente di
Regione Lombardia, al Presidente della VIII Commissione e a Capigruppo Consiliari in Regione.

venerdì 29 aprile 2011

Ordine del Giorno contro ogni guerra e oppressione dei popoli

Il Gruppo di Maggioranza di Osnago "Progetto Osnago" ha presentato in Consiglio un Ordine del Giorno sulla guerra in Libia. Questo Ordine del Giorno vuole essere anche modo per ricordare Vittorio Arrigoni, operatore umanitario vittima inerme della violenza e della guerra.

Ordine del Giorno contro ogni guerra
e oppressione dei popoli

Il Consiglio Comunale premesso che
  • in Medio Oriente e in nord Africa è in corso da mesi un movimento di rivolta verso regimi che opprimono i propri popoli
  • il movimento di protesta ha caratteri comuni di ribellione per la negazione delle libertà di espressione che vige in quei paesi ma assume inevitabilmente aspetti peculiari in ogni paese
  • in Libia la rivolta ha assunto nei fatti la forma di una guerra civile a fronte delle forti repressioni di ogni forma di dissenso scatenate dal regime
  • la guerra sta costringendo migliaia di persone provenienti da diversi Paesi africani che lavoravano in Libia a fuggire dalle proprie case e rifugiarsi in altri paesi compresa l’Italia
  • l’ONU con deliberazione 1973 sulla guerra libica ha indicato due obiettivi principali: l'immediato cessate il fuoco e la fine delle violenze contro i civili
  • alcune nazioni tra cui l’Italia riunite nella cosiddetta “coalizione dei volenterosi” si sono assunte il compito di dare attuazione alla suddetta risoluzione tramite azioni militari attuando inizialmente bombardamenti contro obiettivi militari del regime di Gheddafi al fine di dare attuazione alla cosiddetta “no fly zone”
  • nelle settimane successive sono seguite azioni sempre meno coerenti con il mandato ricevuto sino a delineare un vero e proprio intervento militare a favore di una delle parti in confitto
  • il conflitto è in una fase di stallo caratterizzato da un numero crescente di vittime tra cui molti civili inermi a causa dei bombardamenti della coalizione internazionale e dell’assedio cui le forze governative sottopongono città e comunità impiegando contro la popolazione cecchini e armi bandite dalle convenzioni internazionali
considerato che
  • qualunque iniziativa intrapresa in nome dell’ONU deve essere coerente con gli obiettivi del mandato, ovvero deve spegnere l'incendio e non alimentarlo ulteriormente, deve proteggere i civili e non esporli a una nuova spirale della violenza
  • gli stati che si sono assunti la responsabilità di intervenire militarmente non possono permettersi di perseguire obiettivi diversi e devono agire con mezzi e azioni coerenti sotto il "coordinamento politico" dell'Onu previsto dalla Risoluzione 1973: è innegabile invece che alcune nazioni si siano prodigate nell’azione militare soprattutto allo scopo di ricavare vantaggi, per esempio il futuro controllo delle risorse energetiche libiche
  • la Carta dell'Onu autorizza missioni militari (art. 42), non qualsiasi missione militare
  • da tempo la comunità internazionale avrebbe dovuto intervenire in difesa dei diritti umani, mettendo in campo gli strumenti della politica e della diplomazia
  • il principio della “responsabilità di proteggere”, in discussione nelle sedi internazionali, prevede anche azioni anche militari contro gli stati e i regimi che minacciano la propria popolazione o parte di essa, al fine di prevenire la diffusione della violenza e violazioni massicce dei diritti umani, ma va applicato in modo non arbitrario, e soprattutto con una regia esercitata da organismi internazionali legittimati a questa funzione
  • la Costituzione italiana stabilisce all’art. 11: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla liberta degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo"
  • l'iniziativa militare contro Gheddafi è stata assunta in fretta da un gruppo di paesi che hanno fatto addirittura a gara per stabilire chi bombardava per primo, che non ha nemmeno una strategia comune, che non ha un chiaro comando unificato ma solo una forma di coordinamento, con una coalizione internazionale che si incrina ai primi colpi e che deve già rispondere alla pesante accusa di essere andata oltre il mandato ricevuto
  • ad attuare le risoluzioni ONU dovrebbe essere un dispositivo politico, diplomatico, civile e militare sotto il completo controllo dell'Onu: quel dispositivo non esiste perché le grandi potenze hanno sempre impedito all'Onu di attuare quanto previsto dall'art. 43 della sua Carta e di adempiere al suo mandato attraverso la costruzione di un vero e proprio sistema di sicurezza comune globale, che non è più rinviabile
  • l'Italia ha un solo grande interesse e una sola grande missione da compiere: fermare l'escalation della violenza, togliere rapidamente la parola alle armi e ridare la parola alla politica, promuovere il negoziato politico a tutti i livelli per trovare una soluzione pacifica e sostenibile. L'Italia deve diventare il crocevia dell'impegno europeo e internazionale per la pace e la sicurezza umana nel Mediterraneo
  • va favorita ogni soluzione che mantenga l’unità della nazione libica contro ogni progetto di balcanizzazione della situazione al fine di favorire la spartizione delle risorse energetiche del sottosuolo di quel paese
  • va ribadita la netta condanna del regime dispotico di Gheddafi e le gravi complicità di natura anche economica che hanno caratterizzato la relazione tra il governo italiano e quel regime a cui era stato affidata la repressione e il contenimento manu militari del flusso di profughi verso il nostro paese
chiede che
  • il Comune si faccia portavoce nei confronti del Governo nazionale della richiesta di far tacere le armi per far riprendere immediatamente il dialogo tra le parti anche attraverso l’invio di ispettori delle Nazioni Unite e di osservatori indipendenti della comunità internazionale
  • che il Governo italiano si impegni per l’apertura immediata di un corridoio umanitario per dividere i contendenti e portare assistenza alla popolazione libica duramente colpita dal conflitto
  • il Governo si impegni affinchè a tutti i richiedenti asilo provenienti dalla Libia o dai paesi limitrofi sia data assistenza e siano assicurati tutti i diritti, conformemente alle normative nazionali e internazionali in materia
  • il Comune perseveri nella sua opera di educazione alla pace e alla solidarietà facendosi promotore, all’interno del Comitato Lecchese per la Pace e la Cooperazione tra i Popoli, di iniziative politiche e culturali in tal senso

mercoledì 6 aprile 2011

Le nostre osservazioni al Regolamento per la somministrazione di bevande e alimenti

Pubblichiamo le osservazioni presentate a suo tempo dal nostro Capogruppo Consiliare di "Insieme per Merate" Cesare Perego sulla proposta del nuovo Regolamento per l'esercizio dell'attività di somministrazione di bevande e alimenti che dovrebbe venire approvato nel corso del prossimo Consiglio Comunale. Sono state sostanzialmente tutte accolte. Questo indica che quando viene concessa la possibilità e si chiede loro di collaborare, i nostri Consiglieri Comunali son ben lieti di offrire il loro contributo costruttivo indipendentemente dalla lista di appartenenza. Tutto ciò si traduce in un servizio migliore per tutti ed in regole condivise.


Insieme per Merate


Merate 10 gennaio 2011


Alla c.a Egr Assessore Commercio
Comune di Merate
Avv Giuseppe Procopio

Osservazioni al “Regolamento per l’esercizio delle attività di somministrazione alimenti e bevande ed altri esercizi pubblici ed attività similari”

Di seguito le osservazioni richieste da sua gradita del 5 novembre scorso sul testo consegnatoci nell’incontro del giorno 11 ottobre 2010. Ricordo che oltre le singole osservazioni di seguito elencate , la maggiore nostra preoccupazione sta in quanto indicato nel punto 24 e cioè la presenza di molteplici punti del testo in cui l’azione di promozione di un sistema capace di sostenere l’attività commerciale sia resa opaca dalla presenza di eccessiva contrattualizzazione.
  1. E stato chiesto parere all’Associazione dei Commercianti e dei Consumatori?
  2. Perché alla 4 riga del documento si dice che la revisione del documento avviene in Giunta sentita l’apposita Commissione Comunale che nel Regolamento ex Art. 2 viene eliminata? L’Arti. 78 del Testo Unico (Legge regionale 2 febbraio 2010) dice che “la commissione di cui al comma 1 è nominata dal comune; i criteri di designazione, di rappresentanza,di durata in carica e di funzionamento della commissione sono stabiliti dal comune, sentiti i soggetti di cui al comma 1”. Dove descrivere questi elementi se non nel Regolamento oggetto di modifiche?
  3. Art. 2 - Finalità: punto d) aggiungere dopo consumatori  “i cittadini” (si parla di quiete!)
  4. Art. 3 Perché sono comprese nelle attività similari alla somministrazione quelle citate anche quando non c’è possibilità di consumo sul posto? Art. 64 del TU citato definisce cosa si intenda per somministrazione al pubblico di alimenti e bevande solo la vendita per consumo sul posto
  5. Art. 3 Perché si inseriscono internet point e telefonia in organismo dedicato alla regolamentazione di altra natura?
  6. Alla fine aggiungere “che rimangono norme superiori di riferimento vincolistico
  7. Art. 5 Modificare “qualsiasi" con "qualunque”gradazione
  8. Art. 6 comma 2  “In ragione del migliore servizio da rendere al consumatore” non è chiaro criterio,è discrezionale, da dove esce la valutazione dimensionale?
  9. Art. 10 comma 5 Come si possono applicare le disposizioni dell’Art. 10 che parla di localizzazione ai soggetti che attivano esercizi di somministrazionenon soggetti a localizzazione? Cosa si intendeva?
  10. Art.11 Aggiungere anche le società di fatto
  11. Art. 13 "L’istanza può essere presentata direttamente” non deve, visto che c’è altra possibilità
  12. Art. 19 Il comma 2 da leggere con il comma 3: il vincolo posto all’esercente è senza senso.Si impone entro un anno di aver soddisfatto sui locali le richiesta quando ha tempo due anni per iniziare l’attività. Sarebbe meglio dire “entro tot mesi dall’apertura
  13. Art. 21 Trasferimento comma 2, troppo lento il processo, dare certezza che la verifica delle condizioni di sicurezza e sorvegliabilità da parte degli organi competenti avvenga in tempo certo
  14. Art. 23 Sette giorni, tutti i termini giornalieri sono da rivedere, comma 6
  15. Art. 24 comma 5 Ttre giorni sono un periodo temporale inapplicabile
  16. Le condizioni di sub ingresso sono non semplificative
  17. Art. 26 revoca delle autorizzazioni sostituire la sospensione con la diffida
  18. Art. 32 abbinamento chiede separazione con che significato?
  19. Art. 36 comma 3 Pensare alle manifestazioni considerate localmente “storiche”(vedi discussione in conferenza del 11 ottobre scorso)
  20. Art. 37 Sottopone a vincolo di localizzazione le attività produttive che vorrebbero insediarsi in ambiti urbanisticamente individuati come residenziali, “corre la necessità di garantire equilibrato” è esclusione a priori soggetta a discrezionalità di un funzionario. Esistono strumenti più appropriati per garantire tutela degli aspetti sensibili (usare orari e norme igienico sanitarie)
  21. Art. 39 Quale ragione per inclusione dei soggetti telefonia e internet point?
  22. Art. 41 comma 2.17 Come è possibile chiedere al gestore di assicurarsi la prova alcolemica?
  23. Art. 41 cap 5 punto 5.5 Si tratta di Art. 5
  24. Art. 46 Esprime la retroattività con tempi imposti può essere cassata dal TAR.
  25. Eccesso di contrattualizzazione, non c’è vera liberalizzazione, consigliamo prudente revisione degli aspetti discrezionali (moltissimi) presenti nel testo
Cesare Perego
Capogruppo Consiliare
di "Insieme per Merate"

domenica 27 marzo 2011

Per una provincia denuclearizzata

Ecco il testo la mozione che presenteremo domani, lunedì, in Provincia, a firma dei Capigruppo delle Minoranze, che richiede al Consiglio Provinciale di esprimersi in modo chiaro e univoco nei confronti dell'energia nucleare, impegnando Presidente e Giunta a contrastare qualsivoglia ipotesi di allocazione di impianti sul territorio provinciale e regionale. Nei prossimi giorni trasmetteremo la mozione anche ai Capigruppo di Maggioranza, con l'auspicio di un'adesione unitaria delle diverse forze politiche su un tema di tale importanza, tornato alla ribalta dopo i tragici fatti di cronaca delle ultime settimane.

Alessandro Pozzi
per conto dei Capigruppo
di Sinistra e Libertà, PD, Azione Positiva e IdV

Al presidente della Giunta provinciale, Daniele Nava
Al Presidente del consiglio provinciale, Carlo Malugani

Il Consigliglio Provinciale di Lecco Premesso che
  • l’avvio, negli anni ’40, negli Stati Uniti, della produzione di energia elettrica da fonte nucleare fu autorizzata sulla base della speranza, poi rivelatasi infondata, che il problema della messa in sicurezza delle scorie nucleari sarebbe stato risolto in breve tempo e che il processo di fissione sarebbe stato facilmente controllabile grazie alla tecnologia;
  • viceversa, a tutt’oggi, non vi è alcuna soluzione al problema delle scorie nucleari, che restano radioattive per decine e decine di migliaia di anni, determinando la necessità di militarizzare per il medesimo tempo i siti di stoccaggio ai fini di impedirne l’accesso;
  • nelle normali condizioni di funzionamento di una centrale nucleare vi sono continui rilasci di sostanze radioattive in atmosfera, nell’acqua e nel terreno, cosicché nel raggio di diversi chilometri attorno alla centrale i livelli di radioattività in aria, in acqua e nel suolo sono significativamente più alti del normale fondo;
  • non esiste una soglia al di sotto della quale le radiazioni emesse dalle sostanze radioattive non producano effetti sulla salute, e che pertanto la popolazione che vive nel raggio di qualche chilometro attorno ad una centrale nucleare è esposta a livelli di radiazioni ionizzanti che statisticamente provocano tumori in misura significativamente superiore alla media;
  • i rischi di incidenti anche gravi nelle centrali nucleari sono tutt’altro che trascurabili, come dimostrano i casi del 1979 negli Stati Uniti a Three Miles Island, nel 1986 in Ucraina a Chernobyl o, infine, a Fukushima in Giappone;
  • a seguito della drammatica vicenda che ha colpito la centrale nucleare di Fukushima in Giappone, la Germania, uno dei Paesi europei con il maggior numero di impianti nucleari (17), ha annunciato di sospendere l’attività delle 7 centrali antecedenti al 1990 e oltre che l’abbandono dell’energia atomica nei prossimi vent’anni;
  • l’illusione che ogni ipotesi di rischio sia prevedibile e prevenibile si è infranta sulla dura realtà e solo un processo “intrinsecamente sicuro” potrebbe garantire la sicurezza assoluta;
  • anche la terza generazione di centrali nucleari non è “intrinsecamente sicura” e pertanto sarebbe soggetta alla stessa situazione di pericolo delle attuali centrali;
Premesso altresì che:
  • attualmente la capacità elettrica installata in Italia, pari a 88.300 MW, eccede di molto la richiesta di consumo, che è attestata attorno a 55.600 MW, e non vi è dunque nessuna carenza di energia elettrica al punto che molte centrali a olio combustibile sono ferme;
  • la realizzazione del piano nucleare del Governo Berlusconi, fatta salva la moratoria di un anno recentemente annunciata dal Ministro Romani, porterebbe a realizzare 13 centrali con una copertura del 4% del fabbisogno di energia stimato e solamente a partire dal 2030;
  • il combustibile per il funzionamento delle centrali nucleari dovrebbe essere acquistato dai pochi Paesi in cui si trova e, quindi, vi sarebbe in ogni caso una dipendenza per gli approvvigionamenti;
  • una seria iniziativa pluriennale di investimenti nel campo dell’edilizia per il miglioramento della qualità energetica e per una migliore efficienza energetica degli edifici, comporterebbe una riduzione di oltre il 10 % del fabbisogno energetico già a partire dai prossimi anni e rilancerebbe un settore giunto ad un livello di crisi forse irreversibile;
  • lo sviluppo di un Piano nazionale per le fonti rinnovabili porterebbe a coprire oltre il 20% del fabbisogno di energia, creando contemporaneamente decine di migliaia posti di lavoro e porterebbe l’Italia all’avanguardia nel settore;
Valuitato che:
  • la legge n.99 del 23 Luglio 2009 (ex ddl sviluppo) e la conversione in legge del DL 105/2010 (decreto sblocca-reti) hanno impresso una netta accelerazione verso il ritorno del nucleare in Italia, prevedendo l’adozione di decreti legislativi finalizzati alla localizzazione degli impianti e dei sistemi di stoccaggio e deposito dei rifiuti radioattivi (ora temporaneamente congelati dalla moratoria annunciata dal Consiglio dei Ministri);
  • contrariamente alla scelta centralistica sostenuta dal governo Berlusconi, una recente sentenza della Corte Costituzionale considera obbligatoria l’espressione del parere delle regioni in merito alla scelta di realizzare impianti nucleari;
  • solamente 7 Regioni, tra cui la Regione Lombardia, non si sono ancora formalmente espresse contro l’allocazione di impianti nucleari sul proprio territorio;
  • in Regione Lombardia vivono milioni di persone concentrate in un ambito territoriale di poche decine di chilometri di raggio;
  • nella nostra Regione si trova una parte preponderante dell’intera struttura produttiva del Paese;
  • un incidente rilevante potrebbe comportare la necessità di evacuare gran parte del territorio lombardo,
  • spostando milioni di persone e bloccando gran parte dell’attività produttiva nazionale;
Considerato che:
  • sulla base delle recenti dichiarazioni del Ministro allo Sviluppo Economico Paolo Romani (comunque precedenti al disastro accorso presso i reattori della centrale di Fukushima) riprese poi dal Governatore della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, si ipotizza che almeno una delle centrali nucleari previste in Italia potrebbe essere impiantata sul territorio lombardo, a nord di Milano;
  • il territorio della provincia di Lecco nel recente passato è stato oggetto di tentativi, da parte di aziende private, di installazione di impianti connessi alla produzione energetica (si pensi al progetto di centrale a Cassago Brianza o al più recente caso del pozzo petrolifero nel Parco del Curone e all’ipotesi di costruzione di un impianto in località Sernovella a Paderno d’Adda);
  • l’azienda di servizi di pubblica utilità A2A, società che gestisce gli inceneritori di Bergamo e Acerra, oltre a numerose altre attività legate al campo energetico, anche attraverso la multiutility lariana Acsm- Agam Spa, di cui detiene il 21,9% delle azioni, ha dimostrato interesse nella costruzione di una cordata, alternativa all’Enel, si è detta pronta a “giocare la partita del nucleare” (Corriere della Sera, 27 Dicembre 2009);
  • le verifiche effettuate nel territorio provinciale hanno dimostrato l’impossibilità pratica di realizzare centrali di dimensioni medio-grandi;
  • la provincia di Lecco garantisce già la copertura di significative quantità di energia grazie ai numerosi impianti idroelettrici e al termovalorizzatore di Valmadrera;
  • il territorio provinciale è interessato da importanti fenomeni di inquinamento atmosferico che richiederebbero investimenti importanti per l’eliminazione o il miglioramento di fonti di emissione esistenti, in particolare attraverso la riduzione dei consumi energetici;
  • la costruzione di centrali nucleari sul territorio della Provincia di Lecco comporterebbe un danno economico di rilevanti dimensioni, soprattutto per i settori agroalimentare e turistico, le cui eccellenze, oggi fase di rilancio, verrebbero fortemente danneggiate dall’ipotesi di costruzione di siti nucleari;
  • molte amministrazioni comunali del territorio e la stessa Provincia di Lecco promuovono da tempo investimenti nel campo dell’efficienza energetica e della produzione di energia da fonti rinnovabili, compatibili con l’ambiente;
  • il Piano Energetico Provinciale, approvato senza opposizioni dal Consiglio provinciale di Lecco prende atto dell’oggettiva impossibilità di costruire impianti energetici di taglio medio-grande nel territorio provinciale;
Dichiara:
  1. insostenibile e sbagliata la scelta di un ritorno al nucleare quale fonte di energia per il futuro dell’Italia;
  2. incompatibile con l’ambiente e la sicurezza dei cittadini la realizzazione di impianti nucleari in Lombardia;
  3. l’indisponibilità a collaborare alla collocazione sul territorio provinciale di impianti energetici da fonte nucleare;
  4. l’opposizione alla eventuale costruzione in provincia di Lecco ed in Lombardia di qualsiasi tipo di impianto connesso all’attività di produzione di energia da fonte nucleare;
Sollecita:
  • l’adozione di un piano energetico nazionale basato soprattutto sul risparmio, l’efficienza, la riduzione degli sprechi e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, anche come strumento di rilancio dell’occupazione;
Impegna il Presidente della Provincia di Lecco e la Giunta:
  1. a contrastare qualsivoglia ipotesi di allocazione di impianti finalizzati alla produzione di energia da fonte nucleare o di altri impianti a servizio di questa tecnologia, su tutto il territorio della Provincia di Lecco;
  2. a chiedere alla regione Lombardia, annoverata tra le 7 Regioni che non si sono ancora espresse nel merito, l’assunzione di una delibera che esprima una chiara ed assoluta indisponibilità ad ospitare centrali nucleari sul territorio regionale;
  3. a trasmettere questa mozione al Governo italiano per esprimere la totale contrarietà della Provincia di Lecco al riavvio in Italia della politica nucleare, già bocciata nel 1987 dal voto di decine di milioni di cittadini italiani.
Lecco, 25 Marzo 2011
Alessandro Pozzi – capogruppo Sinistra e Libertà
Italo Bruseghini – capogruppo Partito Democratico
Rocco Cardamone – capogruppo Azione Positiva
Giancarlo Valsecchi – capogruppo Italia dei Valori

martedì 1 marzo 2011

Parcehggi in centro: Sindaco e Giunta ascoltino i cittadini

Pubblichiamo il testo della proposta di Ordine del Giorno del Consiglio Comunale depositata quest'oggi dal nostro Capogruppo Cesare Perego per chiedere al Sindaco e alla Giunta di rivedere il nuovo piano tariffario della sosta. L'OdG fa seguito alla petizione promossa dal Gruppo di "Insieme per Merate" in collaborazione con il Circolo del PD di Merate

Alla c.a. del Sindaco di Merate
Sig. Ambrogio Andrea Robbiani

Con la presente siamo a sottoporLe richiesta di integrare gli argomenti del prossimo Consiglio Comunale con la seguente proposta di delibera: Ordine del Giorno relativo alla revisione della Delibera di Giunta n°. 157 del 29/11/2011

Il Consiglio Comunale premesso che
  • con Delibera di Giunta 157 del 29.11.2010, sono state aumentate le tariffe dei parcheggi pubblici e delle aree di sosta di una parte del centro storico
  • le tariffe oraria delle aree di sosta di Piazza Giulio Prinetti e via Papa Giovanni XXIII appaiono eccessive e penalizzanti per gli utenti dei negozi delle zone attigue
  • il provvedimento sopprime la prima ora gratuita del parcheggio di via Cornaggia, spingendo gli automobilisti alla ricerca di stalli in fregio alle strade del centro
considerato
  • che la nuova regolamentazione ha animato un ampio dibattito da parte dei cittadini residenti , dei commercianti del centro e dei loro clienti
  • che diversi rappresentanti dei commercianti hanno pubblicamente espresso la necessità di procedere ad una revisione dei contenuti della delibera in quanto disincentiva l’arrivo in centro di molti clienti per i quali la sosta incide in modo sproporzionato sul costo dell’acquisto realizzato
  • che tale richiesta di confronto è funzionale al miglioramento della viabilità del centro della città
preso atto
chiede che

il Sindaco e la Giunta accogliendo l’invito dei cittadini, si impegnino a rivedere le tariffe della Delibera 157 in vigore dal 01/01/2011 , chiedendo i pareri della competente Commissione Consiliare e delle Rappresentanze dei Commercianti

Gruppo Consiliare
"Insieme per Merate"

martedì 22 febbraio 2011

La carica dei mille contro la stangata sulla sosta

La petizione promossa dal Gruppo Consiliare “Insieme per Merate” e dal Circolo del PD di Merate, per chiedere la sospensione dell'adeguamento del piano tariffario dei parcheggi a pagamento nel centro storico, è definitivamente chiusa. E’ stata firmata 1.031 cittadini. A queste firme si devono aggiungere le 60 raccolte online per un totale di 1.091 firme. La petizione adesso verrà portata in Consiglio Comunale sotto forma di un ordine del giorno che chiede alla Giunta di rivedere i nuovi prezzi della sosta stabiliti dalla Delibera n° 157 del 29/11/2010 ed entrati in vigore con l’Ordinanza n° 66 del 31/12/2010. Confidiamo che anche i Consiglieri Comunali di Maggioranza facciano la loro parte senza nascondersi dietro a scuse formali, in modo che alle parole rilasciate agli Organi di informazione locale facciano seguire scelte concrete attraverso l’adesione alla proposta del Gruppo Consiliare di “Insieme per Merate”. Sarebbe anche un bel segnale di "distensione" per stabilire finalmente rapporti di collaborazione reale.

Insieme per Merate

domenica 20 febbraio 2011

Altre firme contro la "rapina" delle strisce blu

I cartelli che indicano la sosta a pagamento sono sbagliati. Gli automobilisti multati potrebbero  contestare le sanzioni.

Grazie all’aiuto di alcuni commercianti ci sono stati altri moduli firmati di adesione alla petizione contro l’aumento delle tariffe dei parcheggi a pagamento. I fogli contengono più di 70 sottoscrizioni e si aggiugno alle 969 già conteggiate. Oltre mille cittadini hanno così sostenuto l’iniziativa del Gruppo di “Insieme per Merate” e del Circolo del PD di Merate per chiedere al Sindaco di “congelare” ogni rincaro e di affrontare l’importante provvedimento con tutti gli interessati. Le firme verranno presto depositate in Comune insieme ad una proposta di ordine del giorno da discutere in Consiglio Comunale in maniera tale che tutti i Consiglieri Comunali si assumano la responsabilità davanti alla popolazione di esprimere se sono d’accordo con la scelta portata avanti dal Sindaco oppure se, come hanno comunicato agli Organi di informazione locale, sono disponibili ad un confronto e ad una rivalutazione della questione, che presenta anche alcuni dubbi sulle modalità di applicazione. Gli spazi delimitati dalle strisce blu infatti non sono supportate da idonea segnaletica verticale, cioè dai cartelli stradali, che indicano ancora solo la “P” di parcheggio, senza specificare l’obbligo di pagare né riportare le tariffe. Questo potrebbe dare origine a dubbi e creare confusione, ma potrebbe portare anche a contestazioni da parte degli automobilisti multati. Ma anche se non sono state ancora elevate contravvenzioni questo dimostra il modo di fare frettoloso e raffazzonato dell'attuale Amministrazione, alla faccia dell'"anno di buon governo"... Ogni volta che intervengono sulla viabilità sbagliano qualcosa.


Insieme per Merate

sabato 12 febbraio 2011

Mille firme contro la rapina dei parcheggi a pagamento

La petizione promossa dal Gruppo Consiliare “Insieme per Merate” e dal Circolo del PD di Merate, per chiedere la sospensione dell'adeguamento del piano tariffario dei parcheggi a pagamento nel centro storico, approvato con la Deliberazione n° 157 del 29/11/2010 ed attuato con l’Ordinanza n° 66 del 31/12/2010, è stata firmata da 909 cittadini. A queste firme si affiancano le 60 sottoscrizioni raccolte online per complessive 969 firme. E’ un risultato soddisfacente perché ottenuto in sole due mattinate di raccolta-firme con un gazebo in piazza Giulio Prinetti. Determinante è stato l’aiuto e il sostegno di alcuni esercenti. Il messaggio che i cittadini hanno voluto indirizzare al Sindaco Andrea Robbiani è chiaro: il costo della sosta in centro è ritenuto troppo oneroso e spropositato. Il Gruppo Consiliare di “Insieme per Merate” intende presentare in Consiglio Comunale una istanza di revisione del provvedimento. Confidiamo anche nel sostegno degli Assessori e dei Consiglieri Comunali di Maggioranza che, attraverso gli Organi di informazione locale, si sono già detti disponibili ad un confronto e ad una rivalutazione della questione.


Per il Gruppo Consiliare di “Insieme per Merate”
il Capogruppo Cesare Perego
il Coordinatore Riccardo Brivio

lunedì 31 gennaio 2011

Più di 500 firme contro il caro-sosta

Domenica mattina in piazza Prinetti è proseguita la raccolta di firme per chiedere al Sindaco di sospendere l’aumento delle tariffe dei parcheggi a pagamento per elaborare un piano complessivo della sosta. Le sottoscrizioni alla petizione elaborata dal nostro Gruppo Consiliare di “Insieme per Merate” e dal Circolo del PD di Merate sono arrivate adesso a quota 530. Non è un risultato di poco conto poiché le firme sono state raccolte in poche ore con due gazebo e un volantinaggio al mercato. Devono inoltre essere riconsegnati diversi moduli. Hanno condiviso l’iniziativa anche “Spini”, la farmacia “Griffini” , e il negozio di abbigliamento "Original Marines" presso cui è ancora possibile firmare. E’ inoltre disponibile la petizione online. Nei prossimi giorni si provvederà ad effettuare il conteggi definitivio e a protocollare la petizione presso l’Amministrazione Comunale.


Insieme per Merate

sabato 29 gennaio 2011

Non giocarti il futuro

Una proposta interessante, su cui vale certamente la pena riflettere, anche per Merate

Al sig. Sindaco
Al sig. Presidente del Consiglio Comunale
Ai sigg. Capigruppo consiliari
Ai sigg. Consiglieri Comunali
del Comune di Lecco

Abbiamo avuto notizia che tra gli argomenti che il Consiglio Comunale dovrà affrontare vi sarà anche quello della regolamentazione delle sale giochi. E' nostra opinione che questo sia un argomento molto importante che ha una forte rilevanza non solo e non tanto commerciale, quanto piuttosto sociale ed educativa. Infatti la forte crescita del denaro investito nei giochi aumenta la necessità di tutelare le persone più deboli e più esposte agli effetti negativi della frequentazione delle sale giochi, in particolare giovanissimi e anziani, che spesso non hanno strumenti per difendersi dalla proliferazione di pratiche a volte sconfinanti con la patologia. Nello stesso tempo le sentenze sul fenomeno dell'infiltrazione ndranghetista a Lecco hanno dimostrato un forte interessamento delle organizzazioni criminali. Per questo pensiamo che sia necessario al più presto intervenire con regole restrittive da inserire nel Regolamento che dovrà essere approvato. Con questa finalità vi alleghiamo una proposta di ordine del Giorno che sottoponiamo alla Vs attenzione e che speriamo possa essere sottoposta, tramite Voi, all'attenzione del Consiglio Comunale. Siamo chiaramente disponibili ad illustrare anche direttamente le nostre proposte.
Distinti saluti,


Oggetto: Proposta di Ordine del giorno per la disciplina delle sale giochi

Il Consiglio Comunale premesso che:
Il periodo di profonda crisi economica attuale può spingere a tentare, in mancanza di prospettive, la fortuna al gioco, creando nel tempo una vera e propria dipendenza, con ricadute negative per la collettività: ad esempio, il rischio di impoverimento in particolare gravante sulle fasce deboli, la distorsione dell'economia verso consumi aleatori, i fortissimi interessi delle associazioni criminali (come l'inchiesta sulla 'Ndrangheta lecchese “Oversize” ha recentemente dimostrato, parlando persino di “quasi monopolio” in fatto di videopoker). I dati statistici nazionali rivelano una crescita, negli ultimi mesi, del numero di giocate e delle somme investite in giochi d'azzardo. L'incremento costante di denaro speso dagli italiani in giochi d'azzardo legali è stato stimato essere di oltre il 14% solo nell'ultimo anno (si è passati da circa 47 a 54 miliardi di euro spesi rispettivamente nel 2008 e nel 2009). La percentuale della diffusione del G.a.p. (gioco d'azzardo patologico) – secondo inchieste recenti - si attesta su un preoccupante 3%. Gli operatori commerciali sono indotti dal mercato all'apertura di locali destinati esclusivamente al gioco.

Ritenuto:
necessario dotare anche il Comune di Lecco di un apposito Regolamento che vincoli e limiti fortemente tale fenomeno in diffusione; in modo da garantire trasparenza e piena legalità, dissuadendo così il gioco e nello stesso tempo rendendo obbligatoria una forma di pubblicità riguardo la pericolosità di assuefazione ed abuso

Visto
che già altri Comuni “virtuosi” hanno adottato regolamenti con una normativa ispirata alle predette finalità ( es. Comuni di Tradate, Collesalvetti, Samarate, Firenze, Fiorenzuola,Empoli);

Delibera
di appriovare le seguenti linee di indirizzo per il Regolamento Comunale per l'apertura e la gestione delle sale da gioco:
  • L'apertura di sale giochi non potrà essere autorizzata ad una distanza inferiore a metri 1.000 da asili, scuole di ogni ordine e grado, ospedali e Asl, parchi pubblici, centri educativi e culturali (biblioteche su tutti), luoghi di culto, centri di recupero, case di cura, case di riposo, sedi operative di associazioni di volontariato, altre sale giochi. Inoltre i locali per sale giochi non potranno essere ubicati in edifici notificati o vincolati, né sottostanti a civili abitazioni e alle loro pertinenze. L’installazione degli apparecchi è consentita esclusivamente all’interno dell’esercizio di sala giochi.
  • Gli apparecchi “da intrattenimento” (dalle slot machine alle videolotterie ai flipper) non potranno essere installati in esercizi che si trovino all'interno di luoghi di cura, scuole di ogni ordine e grado, impianti sportivi e nelle pertinenze di edifici di culto.
  • Per gli esercizi di sala giochi, ancorché autorizzati alla somministrazione di alimenti e bevande, non è consentito il rilascio di autorizzazioni per occupazione suolo pubblico, nè altresì è consentito l’utilizzo di aree esterne, anche se private, per l’installazione dei giochi. La somministrazione in aree private esterne all’esercizio (es. cortili privati) è consentita solo nel caso che dette aree non siano prospicienti a strade o altre aree pubbliche e comunque nel rispetto della superficie massima da destinare all’attività di somministrazione.
  • E’ fatto divieto per i titolari di sale giochi di pubblicizzare l’attività con insegne, cartelli o altro, utilizzando il termine “casinò”, “slot machine” o termini che richiamino i giochi d’azzardo. All'esterno della sala giochi il titolare non potrà esporre insegne che pubblicizzino l'attività secondaria e complementare di somministrazione e neppure il materiale pubblicitario dei produttori e/o distributori di alimenti e/o bevande.
  • Nelle sale giochi e nei locali dove sono allestiti gli apparecchi, dovrà essere esposta in luogo visibile la tabella dei giochi proibiti e la tariffa di ciascun gioco presente; all'interno dovrà essere esposto un cartello che indichi il divieto di utilizzo ai minori di 18 anni. L’ingresso e la permanenza nelle sale giochi sono comunque vietati ai minori di 18 anni.
  • I titolari di sale giochi dovranno apporre agli ingressi e all’interno dei locali, secondo le indicazioni dell’Amministrazione Comunale, locandine/manifesti che indichino la pericolosità di assuefazione e abuso e alcuni numeri di pubblica utilità relativi alla problematica del gioco d’azzardo patologico nonché predisporre una idonea sorveglianza.
  • I titolari di sale giochi dovranno esporre il cartello indicante gli orari dell’esercizio in modo visibile dall’esterno; rispettare gli orari stabiliti dal Comune per la sala giochi, cessando contestualmente anche l’attività di somministrazione. I videogiochi di cui all'art. 10 comma 6 del del TULPS possono essere utilizzati dalle ore 13.00 alle ore 23.00. Dopo tale orario devono inderogabilmente essere disattivati.
  • I videogiochi di cui all'art. 10 comma 6 del del TULPS devono essere posizionati a vista ed in prossimità del banco di somministrazione, con il divieto di creare, a mezzo di pannellature, separazioni interne che impediscano il controllo diretto da parte dell'esercente sugli utenti autorizzati all'utilizzo degli stessi.
  • Nelle sale giochi dove viene esercitata anche l'attività secondaria e complementare di somministrazione alimenti e bevande, il titolare dovrà esporre in modo ben visibile all'interno del locale un cartello dal quale si evinca che la somministrazione è consentita ai soli soggetti che usufruiscono della sala giochi.
  • E' condizione necessaria per l'apertura di tutte le sale giochi avere la dotazione minima di parcheggi prevista dallo strumento urbanistico vigente e comunque senza nessuna possibilità di monetizzazione.
  • Previsione, in caso di inosservanza delle norme regolamentari ispirate alle predette linee di indirizzo per i gestori di sanzioni nella misura massima prevista dalla normativa vigente.

mercoledì 26 gennaio 2011

412 firme contro l'aumento dei costi dei parcheggi a pagamento in centro

Durante il mercato di martedì è proseguita la raccolta firme alla petizione per domandare di sospendere i rincari delle tariffe dei posteggi a pagamento in centro. Siamo arrivati in tutto a 412 sottoscrizioni. Nei prossimi giorni continueremo a raccoglierne altre, anche tra i residenti delle frazioni, che sono coloro che rischiano di venire più penalizzati dagli aumenti dovendo loro utilizzare le auto per raggiungere Merate. Chiediamo non solo ai sostenitori, ai simpatizzanti e agli iscritti del Circolo locale del PD, ma anche e soprattutto a tutti coloro che ritengono esagerato e poco ponderato di dare una mano diffondendo la petizione e sollecitando le persone ad aderire all’iniziativa sfruttando anche l’opportunità della petizione online al seguente link: http://www.sign4rights.it/petizioni/DICIAMO-BASTA-ALLA-RAPINA-DELLE-STRISCE-BLU.

Insieme per Merate

sabato 22 gennaio 2011

316 volte "no" all'aumento del costo dei parcheggi a pagamento

Oggi pomeriggio abbiamo raccolto 316 firme alla nostra petizione per chiedere al Sindaco di tornare sui suoi passi e cancellare gli aumenti delle tariffe dei parcheggi a pagamento. Siamo soddisfatti perché sostanzialmente si tratta del lavoro di appena mezza giornata. Hanno firmato anche alcuni commercianti che si sono offerti di dare una mano a diffondere le nostre istante e raccogliere adesioni.  Continueremo anche nelle prossime settimana, a partire da martedì durante lo svolgimento del mercato e poi recandoci nelle frazioni. Ricordiamo inoltre che tutti possono farsi promotori dell’iniziativa scaricando i moduli e il materiale informativo (clicca sui testi sottolineati ed evidenziati in grassetto per accedere direttamente alle pagine indicate) in modo da diffonderlo a familiari, amici e colleghi. E’ possibile firmare la petizione anche online al link http://www.sign4rights.it/petizioni/DICIAMO-BASTA-ALLA-RAPINA-DELLE-STRISCE-BLU.
Abbiamo approfittato del gazebo anche per mostrare alcune tavole del nuovo Piano di Goveno del Territorio visto che da parte dell’Amministrazione Comunale non è stato fatto niente per coinvolgere la cittadinanza e rendere conto delle scelte che si stanno ipotizzando.
Molte persone hanno espresso critiche all’attuale Giunta, in particolare ad Andrea Robbiani. Anche alcuni che lo hanno votato  hanno manifestato pentimento perché speravano in un cambiamento, che c’è stato ma in  negativo. Lo percepiscono come distante dalla popolazione, come un burocrate che amministra dall’alto del suo ruolo e del suo ufficio senza premurarsi di ascoltare coloro che lo hanno leetto e nel nome dei quali dovrebbe governare. Si reputa un manager d’azienda, che deve decidere secondo quello che lui ritiene giusto. In base a questo principio tutti devono adeguarsi e il dissenso, anche se consentito, non viene tenuto in considerazione. Tra tre anni e mezzo, al prossimo rinnovo del Consiglio Comunale, che per lui è assimilabile a un’assembla di azionisti priva di significato, gli elettori lo giudicheranno. Ma Merate non è una SpA della quale lui è l’azionista di maggioranza o l’amministratore delegato.  Merate è una comunità E poi s i cittadini non possono partecipare alle decisioni e non vengono messi a conoscenza delle scelte che strumenti avranno per esprimere una valutazione?
Al di là del risultato delle prime firme raccolte, che giudichiamo positivo, siamo quindi contenti anche perchè abbiamo avuto modo di incontrare tanti meratesi, di sentire il loro parere, di accogliere le loro sollecitazioni e di cogliere il loro malessere.
Ringraziamo tutti i nostri volontari che si sono resi disponibili a stare in piazza a presidiare il gazebo nonostante il freddo veramente pungente.

Il Gruppo di "Insieme per Merate"

martedì 18 gennaio 2011

Fermiano insieme la "rapina" delle strisce blu

Il Gruppo Consiliare di “Insieme per Merate” e il Circolo del PD di Merate promuovono una campagna contro il recente adeguamento delle tariffe dei parcheggi a pagamento in centro e l’estensione degli spazi per la sosta delimitati dalla strisce blu in via Papa Giovanni XXIII. Chiediamo al Sindaco ed alla Giunta di sospendere temporaneamente il provvedimento per discutere con gli interessati e nelle sedi opportuno questa decisione, per arrivare anche a formulare un piano organico dei posteggi pubblici su cui basarsi prima di formulare scelte estemporanee e di dubbia utilità. Per questo abbiamo avviato una petizione popolare. Sabato 22 e domenica 23 saremo in piazza per raccogliere le firme e per distribuire volantini e manifesti che spiegano il senso dell‘iniziativa. Non abbiamo ancora ottenuto le necessarie autorizzazioni necessarie, ma nel caso sorgano problemi burocratici troveremo soluzioni alternative. La petizione è disponibile fin da subito anche online all’indirizzo http://www.sign4rights.it/petizioni/DICIAMO-BASTA-ALLA-RAPINA-DELLE-STRISCE-BLU. Vista l’importanza dell’argomento confidiamo nell'aiuto di tutti per diffondere la notizia e per il buon esito dell'iniziativa. Ognuno può contribuire a raccogliere le firme presso parenti, amici, vicini di casa e conoscenti scardicando gli appositi moduli che poi possono essere riconsegnati nel fine settimana, oppure invitando la gente in piazza o divulgando la possibilità della sottoscrizione in rete. Cin contiamo.

Il Gruppo di "Insieme per Merate"


Al Signor Sindaco
del Comune di Merate
Andrea Ambrogio Robbiani

e p.c.
Agli Assessori della Giunta Comunale
del Comune di Merate
ed Al Capogruppo
del Gruppo Consiliare“Robbiani Sindaco”
Ernesto Sellitto

OGGETTO: Petizione promossa dal Gruppo Consiliare “Insieme per Merate” e dal Circolo del PD di Merate per domandare la sospensione dell'adeguamento del piano tariffario dei parcheggi nel centro storico (Art. 14, Comma 3 dello Statuto Comunale).

Con Deliberazione n° 157 del 29/11/2010 intitolata “Adeguamento tariffe parcheggi pubblici comunali ed aree di sosta del centro cittadino”, la Giunta Comunale di Merate ha modificato le tariffe dei parcheggi a pagamento. Il provvedimento è divenuto operativo con successiva Ordinanza n° 66 del 31/12/2010 intitolata “Integrazione – istituzione stalli di sosta veicolare a pagamento – P.zza Prinetti/Via Papa Giovanni XXIII” a firma del Responsabile della Polizia Locale.
L'adeguamento dei costi ha comportato la soppressione della prima ora di sosta gratuita e la soppressione della sosta libera durante i fine settimana ed i festivi nel parcheggio di viale Carlo Cornaggia. Posteggiare costa adesso 1 euro da lunedì a venerdì e 0,50 euro il sabato e la domenica fin da subito. La Delibera ha determinato anche l'aumento delle tariffe nel centro storico: per lasciare l'auto in piazza Prinetti viene chiesto di pagare 0,50 euro per quindici minuti, il che significa 2 euro all'ora. Il provvedimento interessa anche via Papa Giovanni XXIII che, prima era invece disciplinata con il disco orario.
Per una città come Merate queste tariffe paiono eccessive. La gente potrebbe essere scoraggiata a venire in centro perché deve pagare più per il posto macchina che per bere un caffè o comperare il pane. Si rischia così di danneggiare il commercio locale, già in crisi per la difficile situazione economica. Inoltre così facendo di fatto è stata istituita una nuova tassa per i Cittadini sull'occupazione del suolo pubblico. Per scoraggiare gli automobilisti che non rispettano il disco orario, non si può punire tutti indiscriminatamente, ma è compito degli agenti della Polizia Locale controllare che vengano rispettate le regole e multare chi non le osserva.
I Firmatari della presente chiedono pertanto al Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani ed agli Assessori di tornare sui loro passi e di sospendere temporaneamente la Deliberazione n° 157 del 29/11/2010 e gli atti conseguenti. Prima di prendere ulteriori decisioni in materia occorre consultare i Rappresentanti di categoria e prestare maggiore attenzione alle esigenze della Popolazione. Sarebbe opportuno anche uniformare le tariffe degli altri posteggi, quello di viale Carlo Cornaggia, dell'Area Cazzaniga/P.zza Mons. Natale Basilico e di viale Giuseppe Garibaldi. Troppe differenze potrebbero confondere e disorientare gli utenti che, alla fine, potrebbero essere indotti a rinunciare a utilizzare le strutture indicate. Si potrebbe pensare anche all'istituzione di una tessera prepagata che vada bene e sia utilizzabile per tutti i parcheggi.
Invitiamo, infine, l'Amministrazione Comunale ad elaborare un "Piano dei parcheggi", riguardante il territorio municipale, da predisporre di concerto con tutti gli interessati, in particolare con gli Esercenti in modo di disporre di uno strumento programmatico che eviti interventi improvvisati ed estemporanei. L'argomento dovrebbe essere affrontato anche nelle sedi istituzionali opportune, quali la Commissione Ambiente e Territorio ed il Consiglio Comunale, in vista anche della discussione sul PGT e sul Piano dei Servizi che di esso è parte integrante.
Ringraziamo per l'attenzione, salutiamo distintamente.
  • Per scaricare i moduli della petizione clicca QUI...>>
  • Per scaricare i volantini dell'iniziativa clicca QUI...>>
  • Per accedere alla petizione online clicca QUI...>>

lunedì 17 gennaio 2011

La nostra proposta di Regolamento sul Funzionamento dei Comitati di Frazione



Il Gruppo Consiliare
di "Insieme per Merate"


REGOLAMENTO PER IL FUNZIONAMENTO
DEI COMITATI DI FRAZIONE

ART. 1
ISTITUZIONE

1. - Ai sensi dell’ art. 13 dello statuto Comunale sono istituiti i seguenti Comitati di Frazione quali organismi di partecipazione e consultazione:
  • Comitato di Frazione di Brugarolo;
  • Comitato di Frazione di Cassina;
  • Comitato di Frazione di Merate Centro;
  • Comitato di Frazione di Novate;
  • Comitato di Frazione di Pagnano – Cicognola;
  • Comitato di Frazione di Sartirana.
2. – Gli ambiti territoriali di competenza dei singoli Comitati di Frazione sono quelli indicati nella allegata planimetria.

ART. 2
COMPETENZE

1. - I Comitati di Frazione possono essere chiamati ad esprimere pareri sulle questioni attinenti la qualità della vita nella frazione dal punto di vista ambientale, sociale e culturale e sugli atti comunali di programmazione e pianificazione generale con particolare riguardo a:
  • bilanci preventivi e programmi di opere pubbliche;
  • piano governo del territorio e sue varianti;
  • strumenti urbanistici attuativi ricadenti nel territorio della Frazione;
  • piano urbano del traffico;
2. – I Comitati di Frazione hanno facoltà di formulare al Consiglio Comunale ed alla Giunta Comunale proposte atte a consentire la valorizzazione delle realtà sociali, culturali ed economiche e ambientali della propria Frazione, purchè tali proposte non siano in contrasto con le scelte programmatiche di carattere generale già approvate dal Consiglio Comunale e non siano lesive degli interessi delle altre frazioni.
3 – Ai Comitati di Frazione possono essere affidati lo studio e l'approfondimento di problemi di particolare rilievo, anche direttamente evidenziati dai cittadini.
4.- Gli organi comunali competenti hanno l'obbligo di pronunciarsi sulle risoluzioni proposte dai Comitati.

ART. 3 –
COMPOSIZIONE E NOMINA

1- Ogni Comitato di Frazione è presieduto dal Sindaco o Consigliere delegato ed è composto, oltre che dal Presidente, da 6 (sei) componenti residenti nelle frazioni non aventi la carica di Consigliere Comunale.
2. - I componenti di ciascun Comitato sono nominati dalla Giunta Comunale, sentita la Conferenza dei Capigruppo, su designazione dei capogruppo consiliari. Unitamente ai sei componenti titolari possono essere nominati componenti supplenti.
3- Tre componenti titolari e tre componenti supplenti di ciascun Comitato sono nominati su designazione dei capogruppo consiliari di minoranza.
4- La partecipazione ai Comitati di Frazione è gratuita e non dà diritto ad alcun gettone di presenza.

ART. 4
ORGANI DEL COMITATO DI FRAZIONE

1. – Il Presidente convoca e presiede il Comitato di Frazione e ne dirige i lavori.
2. – Il Vice Presidente è eletto tra i componenti titolari del Comitato nella prima seduta a maggioranza assoluta ed assume la presidenza in caso di assenza del Sindaco o Consigliere delegato.
3- Il Presidente nomina un Segretario anche al di fuori dei componenti del Comitato ed in tal caso privo del diritto di voto. Il Segretario redige il verbale delle riunioni e coadiuva il Presidente nell’ espletamento delle proprie attività.

ART. 5
FUNZIONAMENTO

1.- I Comitati svolgono la propria attività nel Palazzo Municipale o in altri locali messi a disposizione dal Comune.
2- Le sedute dei Comitati si intendono valide se intervengono almeno 4 (quattro) componenti (titolari o relativi supplenti).I componenti supplenti vengono computati al fine della verifica del numero legale solo in corrispondenza della assenza dei componenti titolari designati dal medesimo capogruppo consiliare. E’ a carico dei componenti titolari avvisare i componenti supplenti in caso di assenza o impedimento.
3- Il componente che, senza giustificato motivo, non interviene a n. 3 sedute consecutive, decade. In caso di decadenza o dimissioni di uno dei componenti, la surroga avviene con le stesse modalità della nomina.
4- La convocazione dei componenti titolari di ciascun Comitato avviene con avvisi consegnati al domicilio con anticipo di almeno tre giorni liberi prima della seduta ovvero, su richiesta degli interessati, mediante avviso trasmesso con posta elettronica.
5- Nell’ avviso di convocazione sono succintamente indicati gli oggetti inseriti all’ ordine del giorno.
6- Ogni richiesta di parere o collaborazione, formulata dagli Assessori e/o dalle Commissioni consiliari, può pervenire alla consulta solo tramite il Sindaco o suo delegato. Qualora un parere richiesto non dovesse essere reso nel termine di giorni 15 dalla relativa richiesta, si prescinde dallo stesso parere nel caso in cui il Comitato sia stato regolarmente convocato entro il termine anzidetto e per qualsiasi motivo non abbia reso il parere richiesto.
7- Le sedute dei Comitati di Frazione sono pubbliche ed i relativi avvisi di convocazione sono pubblicati all’ Albo Pretorio del Comune, sul sito internet comunale e nelle bacheche comunali.
8- Prima delle votazioni, i cittadini residenti nella frazione che assistono alle sedute dei Comitati di Frazione hanno facoltà di intervenire per esporre le proprie opinioni sugli argomenti oggetto della seduta, dietro autorizzazione del Presidente e secondo le modalità ed i tempi da questi stabiliti.

giovedì 16 dicembre 2010

Tagliare i fondi del 5 x 1.000 significa impedire ai cittadini di sostenere il volontariato

Il nostro Gruppo di “Insieme per Merate” in vista del prossimo Consiglio Comunale, come successo anche in altri paesi, ha presentato un Ordine del Giorno per chiedere al Governo di ripristinare i fondi da destinate all'istituto del “5 x 1.000” per il 2011, che, invece, con la normativa attualmente in vigore sono invece stati limitati a soli 100 milioni di euro. Questa scelta mette in crisi il settore del volontariato. Solo nel 2006 a Merate grazie alla scelta di 930 contribuenti sono stati devoluti al Terzo Settore quasi 30mila euro mentre quest'anno 26 enti cittadini, che operano nel settore sociale, sportivo e della ricerca hanno fatto affidamento sull'aiuto derivante dalla devoluzione della quota sul reddito.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Con la presente siamo a sottoporle richiesta di integrare gli argomenti del prossimo Consiglio Comunale del 20 dicembre con la seguente proposta di delibera:

OdG RELATIVO ALLA RICHIESTA DI IMPEGNO AL GOVERNO PER LA REINTRODUZIONE DEI FONDI PER IL 5 PER MILLE

Il Consiglio comunale, premesso che
  • il Parlamento ha licenziato il testo della nuova "legge per la stabilità" limitando a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011
  • questo significa non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del “5 x 1.000” con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato
  • si tratta di una riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti)
  • questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del Terzo Settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese: tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento
  • non è la prima volta, purtroppo, che si interviene, con tetti massimi di impegno, per limitare l'operatività del "5 x 1.000", uno strumento che, come poche altre misure di natura fiscale, ha dimostrato di riscuotere un gradimento molto alto dei cittadini italiani (nel 2008 lo hanno utilizzato 14,6 milioni di contribuenti) sin dalla sua prima applicazione
  • tagliare i fondi a disposizione del "5 x 1.000" significa quindi limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del Terzo Settore
Considerato che
il Governo ha accolto un Ordine del Giorno presentato dal Partito Democratico che impegna l’Esecutivo a inserire i fondi mancanti nel cosiddetto “decreto milleproroghe” da approvare prima di fine anno

Chiede che
il Governo si impegni a dare corso all’impegno, sia in presenza di continuità del quadro politico che nel caso l’Esecutivo sia dimissionario per le note vicende legate alla crisi della maggioranza in atto in queste settimane

Dispone
l’invio del presente Ordine del Giorno approvato al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento ed ai capigruppo consiliari di Camera e Senato

Merate, 12 dicembre 2010

Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego, Giovanni Battista Albani, Gabriella Mauri,
Achille Panzeri e Roberto Riva

venerdì 10 dicembre 2010

Il ripristino del 5 per mille è una battaglia di civiltà e libertà dei contribuenti

Pubblichiamo l’Ordine del Giorno che il Capogruppo di Maggioranza di Osnago Paolo Brivio ha presentato a nome del Gruppo consiliare Progetto Osnago in modo che venga discusso e votato nel prossimo Consiglio Comunale di venerdì 17 dicembre. La mobilitazione per il ripristino dei fondi del 5 per mille (ridotti da 400 a 100 milioni di €uro con la Legge di Stabilità 2011) è una battaglia di civiltà e a favore della libertà dei contribuenti di decidere la destinazione delle risorse. Riteniamo giusto sostenerla in modo da fare pressione sul Governo affinchè rimedi – come si è impegnato a fare – inserendo il ripristino dei fondi con il Decreto Milleproroghe di fine anno.


ORDINE DEL GIORNO RELATIVO ALLA RICHIESTA
DI IMPEGNO AL GOVERNO
PER LA REINTRODUZIONE DEI FONDI PER IL 5 PER MILLE


Il Consiglio Comunale, premesso che:
  • il Parlamento ha licenziato il testo della nuova "legge per la stabilità" limitando a 100 milioni di €uro i fondi da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011
  • questo significa non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del “5 x 1.000” con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato
  • si tratta di una riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti): tale ulteriore taglio si aggiunge a quelli effettuati ai fondi specifici per le politiche di welfare, al bilancio della cooperazione internazionale italiana, ai contributi alle istituzioni internazionali che si occupano di aiuti ai paesi in via di sviluppo e a quelli per la ricerca scientifica, universitaria e sanitaria
  • questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del Terzo Settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese: tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento
  • non è la prima volta, purtroppo, che si interviene, con tetti massimi di impegno, per limitare l'operatività del "5 x 1.000", uno strumento che, come poche altre misure di natura fiscale, ha dimostrato di riscuotere un gradimento molto alto dei cittadini italiani (nel 2008 lo hanno utilizzato 14,6 milioni di contribuenti) sin dalla sua prima applicazione
  • tagliare i fondi a disposizione del "5 x 1.000" significa quindi limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del Terzo Settore
Considerato  che:
il Governo ha accolto un Ordine del Giorno presentato dal Partito Democratico che impegna l’Esecutivo a inserire i fondi mancanti nel cosiddetto “decreto milleproroghe” da approvare prima di fine anno

Chiede che:
il Governo si impegni a dare corso all’impegno, sia in presenza di continuità del quadro politico che nel caso l’Esecutivo sia dimissionario per le note vicende legate alla crisi della maggioranza in atto in queste settimane

Dispone:
l’invio del presente Ordine del Giorno approvato al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento ed ai capigruppo consiliari di Camera e Senato 

mercoledì 20 ottobre 2010

Da Osnago avvertono: con il Pgt a rischio la bretella tra Cernusco e Merate

Pubblichiamo l'osservazione al Pgt formulata dall'Amministrazione comunale di Osnago che evidenzia come un intervento edilizio previsto dal Piano di Governo del Territorio potrebbe rendere impossibile costruire la bretellina di collegamento tra Cernusco e Merate.

Spett.le
COMUNE DI MERATE
Piazza degli Eroi n.3
23807 MERATE (LC)
Fax n. 039 9900683

OGGETTO: OSSERVAZIONE AL DOCUMENTO DI PIANO DEL P.G.T. UNITAMENTE AL RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE E ALLA SINTESI NON TECNICA DEL COMUNE DI MERATE

Facendo seguito alle Vs. note pervenute al ns. protocollo in data 30.7.2010 con il n. 9979 e in data 20.8.2010 con il n. 10683, con la presente si formula la seguente osservazione relativa all’ATR 5:
Esprimiamo forte perplessità in merito alla previsione di questo insediamento, perché renderebbe problematica la possibilità di realizzare la cosiddetta “bretellina” a scavalco dell’incrocio semaforico di Cernusco Lombardone  inserita nell’Accordo di Programma del 29.1.2009, sottoscritto dalla Provincia e dai Comuni del meratese relativo agli interventi sulla viabilità sovracomunale. Poiché l’Amministrazione Comunale di Merate ha più volte indicato come problematico l’asse di via Bergamo in quanto già carico di traffico l’edificabilità del comparto commerciale porterebbe un impatto negativo sulla viabilità dell’arteria, sulla quale già graveranno gli impatti dell’espansione della zona commerciale Auchan.
Si prega di prenderne atto nella predisposizione dei documenti finali e di dare riscontro alla presente.
Distinti saluti.

Paolo Strina
Sindaco di Osnago