sabato 9 ottobre 2010

I leghisti sull'Area Cazzaniga hanno il naso lungo e le gambe corte

Il Capogruppo dell'epoca della Lega Nord Bruno Mauri, suocero dell'attuale Sindaco Andrea Robbiani, ha votato favorevolmente il progetto di riqualificazione di piazza Monsignor Natale Basilico. Quelli del Carroccio sono responsabili come tutti dello scempio urbanistico, ma almeno quelli di "Insieme per Merate" hanno chiesto scusa e riconosciuto l'errore, mentre le Camicie verdi hanno la faccia tosta di sostenere che erano contrarie.

Il Segretario della Lega Nord della Sezione di Merate Alessandro Zanini ha diramato un comunicato sull’Area Cazzaniga in cui sostiene che il Movimento che rappresenta “ha avuto una posizione critica nei confronti di questa scelta urbanistica e non intende quindi celebrare il raggiungimento di questo traguardo in modo trionfalistico” (vedi La Provincia di Lecco del 7 ottobre a pagina 67 nella sezione delle lettere che anche loro che sono filo-padani si sono vergognati di pubblicare una simile castroneria in maggior evidenza). Gli consigliamo però di approfondire la storia locale (clicca sul testo evidenziato per conoscere la vicenda) alla quale il suo Partito dovrebbe tenere molto e di andarsi a rileggere i verbali delle diverse Commissioni e dei Consigli comunali in cui si è parlato della riqualificazione di piazza Monsignor Natale Basilico. Quelli del Carroccio infatti non si sono mai, mai, mai opposti al progetto dell’architetto Marco Casamonti voluto dall’ex Sindaco Dario Perego. Anzi. Durante la riunione di Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio del 18 aprile 1996 avente ad oggetto “Progetto di massima preliminare relativo alla sistemazione dell'area Mons. Basilico” il Capogruppo dell’epoca del Carroccio Bruno Mauri, suocero del presente Primo Cittadino Signor Andrea Robbiani (nda: come Umberto Bossi col Trota?), sostenne testualmente: “Il progetto è complessivamente buono; l'anfiteatro suscita perplessità a causa della profondità eccessiva; l'utilissimo parcheggio di via Rondinella, appena realizzato con un costo di 55 MLit, va mantenuto anche se mascherato con alberi per inserirlo nel progetto. Molta attenzione va posta ai costi”. Posizione ribadita nella successiva seduta di Consiglio comunale del 24 aprile in cui votò a favore dell’opera. Gli unici che votarono contro furono i Consiglieri di Minoranza Ernesto Passoni e Pier Paolo Arlati. Il Consigliere comunale di Maggioranza Lidia Zappa in segno di protesta e di contrarietà invece non si presentò proprio in aula. Quindi quelli della Lega Nord sono responsabili tanto quanto gli altri sul disastro dell’Area Cazzaniga. Con una differenza: Giovanni Battista Albani e Lanfranco Consonni che fanno parte o ne hanno fatto in passato del Gruppo di “Insieme per Merate” hanno almeno avuto l’umiltà di riconoscere l’errore e di dissociarsi dalle scelte compiute a vario titolo in passato. Le Camicie verdi “dure e pure” invece non solo non hanno mai domandato scusa ai Meratesi ma hanno pure la faccia tosta di sostenere che hanno avuto una posizione di dissenso su quel comparto. Ci sono due tipi di bugie: quelle dal naso lungo e quelle con le gambe corte... Le palle che ci propinano quelli della Lega sono talmente grosse che hanno sia le gambe corte che il naso lungo!!! E se è vero che certi attributi sono inversamente proporzionali alla prominenza del naso, allora il celodurismo sta per tramontare!!!


D.A.

La Festa del cioccolato amaro

Secondo la mappa che si può scaricare dal sito internet della Pro Loco (clicca sui testi evidenziati in grassetto e in colore diverso per accedere ai riferimenti) la Festa del cioccolato di quest’oggi e domani dovrebbe estendersi sino a piazza della Vittoria. Il presidente dell’associazione di promozione cittadina “Pensaci Giacomino” Ventrice tempo addietrio ha pertanto domandato i permessi affinché venisse chiusa al traffico anche via Trento. Ma appena due giorni prima dell’evento “l’uomo col tacchettino” ha detto no: “Via Trento non s’ha da chiudere”. Chissà, magari è allergico al cacao o soffre di diabete... E non c’è stato verso di fargli cambiare idea. Inutile spiegare che ormai era già tutto pronto, che il posto era stato assegnato ad artisti ed espositori, che i commercianti di uno degli angoli più belli di Merate ma poco sfruttato si erano organizzati per l’apertura straordinaria… Inutile anche l’intercessione del Consigliere comunale di Maggioranza Francesco Sangiorgio che essendo del mestiere sa cosa significa godere di una vetrina che richiama migliaia di persone… Inutile anche bussare alle porte del Signor Sindaco, il quale avrebbe risposto che “queste cose le decide il Comandante della Polizia Locale”. Morale: via Trento rimane aperta al traffico e in piazza della Vittoria non si fa nulla. A detta del boss dei Vigili Urbani basta e avanza già la chiusura di via Sant’Ambrogio per i lavori di rifacimento della pavimentazione senza creare altra confusione. Ma non si poteva semplicemente consentire il passaggio sul primo tratto di via Roma fino all'innesto di via Padre Paolo Arlati? Da lì poi si va in piazza don Giovanni Minzoni, via Goffredo Mameli e ci si ricongiunge a via Carlo Cornaggia, piazza degli Eroi e viale Lombardia et voilà il mastodontico problema del traffico è risolto… Facile no? Se ci siamo arrivati noi? E l’assessore con delega a Cultura, Identità locali, Turismo e chipiùnehapiùnemetta Giusy Spezzaferri possibile che non abbia mosso un dito? E il giovane incaricato al Commercio Giuseppe Procopio? E il “bauscia della Bovisa” lascia fare ai ghisa solo quando gli fa comodo? E tutti gli oppositori di Giacomo Ventrice che parlano parlano ma non si rimboccano mai le maniche questa volta che scusa troveranno per criticarlo? Ma vuoi vedere che anche questa volta saranno capaci di dare la colpa a qualcun altro, magari all’Ambrogio, Spini non Robbiani, perché non tiene aperto il bar alla sera? E allora tutti in centro lo stesso per addolcirci la bocca e lo spirito con un po' di cioccolata e complimenti al buon Giacomo Ventrice e ai veri volontari della Pro Loco che si impegnano nonostante qualcuno metta loro sempre i bastoni tra le ruote.

R.I.

venerdì 8 ottobre 2010

"Merate caput Legae": istituito il divieto di svolta a sud e a sinistra

Merate capitale della Lega: è proibito girare verso i meridionali e i comunisti...

A Merate non si può più girate a sinistra, non almeno in fondo a  via Terzaghi per immettersi sulla Statale direttrice sud, e non dalla ex 36 per raggiungere il centro storico. Probabilmente il provvedimento è da associare alla scelta di tinteggiare di vedere padano “io speriamo che me la cavo” i dossi o attraversamenti pedonali rialzati che dir si voglia tanto sono ugualmente illegali. Evidentemente il Signor Sindaco spalleggiato dal suo fido Comandante dei Vigili Urbani pardon Polizia Locale (quello che subito dopo le elezioni aveva giurato avrebbe sostituito entro Natale ma a questo punto non si sa di quale anno) intende in questo modo prevenire possibili svolte  in direzione dell’opposizione cattocomunista. L’ordinanza n° 49 del 29 settembre ("Seduto in quel caffè, io non pensavo a te...Guardavo il mondo che girava intorno a me.." cantava Lucio Battisti e fosre anche chi ha voluto una cosa simili in quel momento stava pensando a tutt'altro) quindi rientrerebbe in una precisa strategia politica per instillare nella popolazione amore verso il nord leghista e diffidenza invece verso i meridionali e le rosse minoranze sinistrorse. Almeno così avrebbe un senso, perché altrimenti non si capiscono le motivazioni di una scelta che sta portando solo traffico, code, inquinamento e problemi, compresi quelli per i clienti delle autolinee, in tutto il resto della città.

Marco Airoldi

P.S.: Il Sindaco sappiamo che è persona di spirito che sa cogliere e accettare l'ironia; auspichiamo lo stesso per il Comandante della Polizia Locale che invece è solito minacciare querele...

Liste civiche "veraci" a convegno

Cari amici,
la prima riunione delle Liste civiche "veraci" che si è svolta a Cisliano (MI) ha avuto un buon successo  e pertanto i partecipanti hanno stabilito di ritrovarci a Mantova il 9 ottobre 2010, grazie all'ospitalità dell'Associazione Civica Mantovana. La sfida che ci aspetta come Liste civiche, nel nostro faticoso impegno amministrativo, è di diventare capaci di aiutarci reciprocamente per lavorare con più efficacia sui punti condivisi.
Paolo Michelotto (del movimento Cittadini Rovereto) ci darà informazioni pratiche per permettere ad ogni Lista di iniziare una campagna locale per la modifica dello Statuto comunale allo scopo di dare ai cittadini strumenti efficaci per interagire con l'Amministrazione locale proponendo e cassando delibere. Domenico Finiguerra (Sindaco di Cassinetta di Lugagnano) ci illustrerà il percorso e gli accorgimenti che hanno portato la sua Amministrazione alla definizione di un Piano di Governo del Territorio a sviluppo zero cioè un PGT che non prevede ulteriore cementificazione del territorio. (Nota che questo sindaco è stato rieletto...).
Avremo modo anche di discutere con voi una proposta di campagna nazionale per la Democrazia diretta da tenersi in giugno del 2011, campagna che a nostro avviso è necessaria per “svegliare” dal sonno democratico i cittadini italiani e ricordare che la Costituzione dà loro dei diritti che sono rimasti del tutto lettera morta.
A questo scopo abbiamo creato un gruppo di lavoro che comprende Thomas Benedikter (Ricercatore sociale di Bolzano e autore del libro "Democrazia diretta, più potere ai cittadini"), Bruno Aprile (Comitato cittadino democrazia diretta), Paolo Michelotto (autore del libro Democrazia dei cittadini). Valerio Onida (ex presidente della Corte costituzionale) da noi interpellato prima della sua candidatura a sindaco di Milano ci ha promesso il suo aiuto.
La democrazia diretta (DD), integra la democrazia rappresentativa, non la sostituisce! E' uno strumento fondamentale per permettere ai cittadini - il famoso popolo sovrano dell'art. 1 della Costituzione - di intervenire quando gli enti amministrativi "dormono" (es. legge sul conflitto di interessi) o corrono troppo (leggi ad personam). A nostro avviso la DD è uno strumento potente anche a livello locale per combattere mali come la cementificazione poiché permetterebbe di intervenire sugli amministratori in corso d'opera e non alla fine di un mandato quando i danni sono ormai fatti.
Nel corso della giornata parleremo anche di come organizzarci. Sarebbe anche utile dividerci in gruppi di lavoro secondo gli interessi e le competenze di ciascuno di noi. Riteniamo importante fare chiarezza sugli argomenti e campagne che consideriamo prioritarie in quanto su queste vorremmo cercare una convergenza ed un dialogo con i nuovi gruppi che vorrebbero fare politica in Italia. Nei prossimi mesi infatti parteciperemo a riunioni con nuovi gruppi anche fuori dalla Lombardia.
Per il settore ambiente proponiamo una campagna che serva, in collaborazione ai gruppi di “Stop al consumo di territorio” a chiedere un Piano di Governo del Territorio a sviluppo zero invitando i cittadini e le amministrazioni a scegliere se sostenere le spese del comune aumentando le tasse ma preservando il territorio o ricavare fondi dagli oneri di urbanizzazione derivanti però dalla cementificazione.
Ricordiamo inoltre che è in corso la raccolta di firme per il progetto di legge di iniziativa popolare a favore delle energie alternative necessario per contrastare il nucleare (vedi www.energiafelice.it). Sarebbe utile dare una mano per raccogliere 100.000 firme entro novembre 2010.
Nel settore istituzionale si potrebbe anche iniziare uno studio di fattibilità di una campagna per cambiare le modalità di finanziamento degli enti locali che con i meccanismi attualmente in vigore sono messi di fatto nelle mani della speculazione edilizia. Dobbiamo anche approfondire la tematica del federalismo fiscale, delle fonti di entrata per i comuni, della possibilita' di creare le procedure per un bilancio partecipativo (es. comuni di Modena, Reggio Emilia, Bergamo, Pieve Emanuele, alcuni comuni laziali ecc.).

Lara Benazzi (Associazione civica mantovana)
Roberto Brambilla (Lista Concorezzo per il bene comune)
Dario Rinco (Per il Bene Comune)

giovedì 7 ottobre 2010

Divieti di svolta in ingresso e uscita da Merate: chi ha deciso spieghi la scelta

Pubblichiamo il testo dell'interrogazione depositata questa mattina dal nostro Capogruppo Cesare Perego sull'istituzione del divieto di svolta a sinistra in ingresso e in uscita di via Terzaghi.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione - a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate - relativa alle Modifiche sulla Viabilità cittadina.

Premesso che:
  • Nelle scorse settimane è stato deciso da codesta Amministrazione il divieto di svolta a sinistra da via Terzaghi su via Statale e da via Statale su via Terzaghi
  • diverso è il tipo di intervento sull’intersezione Terzaghi- Statale contenuto nel Piano Urbano del Traffico di codesta Amministrazione, volto a rendere più fluido il traffico veicolare e soprattutto a diminuire il livello di pericolosità
  • nell’anno 2008, con atto di deliberazione n° 2 dell'11 febbraio, il Consiglio Comunale ha proceduto ad “ adottare definitivamente, ai sensi del provvedimento del Ministero dei Lavori Pubblici, pubblicato sulla G.U. della Repubblica Italiana –Serie Ordinaria– n. 146 del 24.06.1995, il Piano Urbano del Traffico redatto dal Dott. Ing. Andrea Debernardi della Soc. Polinomia a r.l. - Ingegneria dei trasporti e della meccanica applicata, con sede in Milano, Via Melzo n. 9, modificato a seguito delle osservazioni d’ufficio ed in parziale accoglimento dell’osservazione n. 3...”
  • l’introduzione di modifiche alla viabilità su tratti stradali inseriti nel TPL (Trasporto Pubblico Locale) di competenza provinciale deve essere preventivamente notificata alla Provincia di Lecco al fine di riceverne assenso
Preso atto che:
  • l’Amministrazione in carica, ancora una volta, ha effettuato una scelta senza che se ne potesse discutere in Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio
  • l’applicazione di tale scelta è stata la messa in atto dell'ordinanza n° 49 in data 29 settembre c.a., senza la necessaria preventiva informazione, a danno degli utenti
  • l’Amministrazione Comunale ha mancato di informare sui termini delle modifiche alla viabilità la società ASF Autolinee che effettua il servizio di trasporto pubblico lungo le linee C46 Como-Bergamo e C47 Como – Merate
Considerato, inoltre, che:
  • i divieti introdotti sull’intersezione tra le vie Terzaghi e Statale hanno prodotto disagi anche per gli utenti che si servono del servizio di trasporto pubblico sulle linee C46 Como-Bergamo e C47 Como-Merate
  • non è stata predisposta una preventiva informazione neppure nella sezione Meratenews nel sito internet comunale
Considerato e verificato che:
  • le modifiche introdotte hanno prodotto un enorme impatto sul traffico cittadino delle vie San Francesco d'Assisi, via Donato Frisia, via Don Cesare Cazzaniga, viale Giuseppe Verdi fino ad interessare via Fratelli Cernuschi, via Laghetto e la frazione Brugarolo, provocando incolonnamenti e intasamenti nella circolazione con effetto sicuramente inquinante
gli interroganti chiedono:
Per la presente interrogazione non è richiesta risposta scritta.
 Ringraziando per l’attenzione, salutiamo distintamente

Merate, 04/10/2010

Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego, Giovanni BattistaAlbani, Gabriella Mauri,
Achille Panzeri e Roberto Riva

mercoledì 6 ottobre 2010

Chi ben comincia è a metà dell'opera

Per anni il terreno è stato lasciato incolto, quasi una giungla, con rovi mai tagliati e alberi mai potati.  Ma da qualche giorno una strana frenesia anima il campo che declina lungo il parco dei Cipressi nel lotto compreso tra il parchetto medesimo e viale Carlo Cornaggia. I giardinieri lo hanno completamente ripulito come novelli Attila. Gli sterpi sono stati rimossi ma anche le piante sono state abbattute. Una canzone risuona come triste presagio di quello che diventerà quell’area: “Là dove c'era l'erba ora c'è una città… perché continuano a costruire, le case e non lasciano l'erba…”. Eh già, perché quello è il comparto AC3, Area di Completamento 3, dove il nuovo Piano di Governo del Territorio prevede la trasformazione di 37.500 mq da verde a edificabili con 3.600 mq di superficie lorda di pavimentazione, una volumetria di 10.800 metrici che significa una trentina di appartamenti per circa 72 nuovi residenti. Il PGT non è neppure stato approvato, ma forse si stanno già portando avanti confidando che la Maggioranza accolga la richiesta edificatoria, perché chi ben comincia è a metà dell’opera.

R.I.

La strana coppia

I cittadini ringraziano il Sindaco Andrea Robbiani e il Comandante della Polizia locale per il lungimirante intervento di riorganizzazione della viabilità con l'istituzione del divieto di svolta a sinistra da via Tergaghi per immettersi sulla ex Strada statale 36 e viceversa. Tutti possono apprezzare i benefici, specialmente in via Indipendenza, piazza Italia, via don Cesare Cazzaniga, costantemente solcati da una lunga e incessante colonna di automobili. I tecnici e gli ingegneri non capisco niente e se sconsigliano qualcosa è opportuno fare l'esatto opposto: perchè ascoltare chi ha studiato e specializzato in un settore quando si può far tutto di testa propria? Attendiamo con ansia le prossime decisioni che sicuramente aiuteranno a migliorare ancora di più la circolazione veicolare cittadina...

La Redazione

martedì 5 ottobre 2010

Dossi e passaggi rialzati: se ne son viste e dette di tutti colori, ma il Ministero parla chiaro

Parere Ministero delle infrastrutture e dei trasporti 25/1/2009, istanza circa la corretta interpretazione e applicazione delle disposizioni del Codice della strada

18) Il colore delle strisce pedonali è il bianco, come stabilito dall’art. 145 del Regolamento; nessun altro colore è consentito, ai sensi dell’art. 137, c. 6 del Regolamento. Si è avuto modo di osservare negli ultimi anni il proliferare di alcune iniziative, pur ispirate dal desiderio di conseguire migliori condizioni di sicurezza stradale, che non incontrano il consenso di questo Ministero perché a volte risultano invece peggiorative, altre volte non adeguate allo scopo che si vogliono prefiggere, o addirittura in violazione di norme. Si allude alla realizzazione di particolari colorazioni del fondo stradale (rosso, azzurro o verde) in corrispondenza degli attraversamenti pedonali ed ai rialzi della piattaforma stradale in corrispondenza di attraversamenti pedonali o ciclabili o di intersezioni. In merito a tale questione occorre premettere che non vi sono allo stato norme che impongono una particolare e diversa colorazione del manto stradale, per quanto in Italia la quasi totalità delle strade destinate al transito di veicoli a motore hanno pavimentazione in conglomerato bituminoso, come noto di colore particolarmente scuro, tendente al nero, e con caratteristiche superficiali tali da garantire la migliore aderenza delle ruote dei veicoli. Riguardando la questione sotto l’aspetto squisitamente strutturale, nulla vieta la realizzazione di un manto stradale di colore diverso per evidenziare particolari tratti di strada od evidenziare una specifica destinazione della stessa o di corsie riservate (ad es. intersezioni, aree pedonali, piste ciclabili, ecc…), se la colorazione è eseguita in pasta nel conglomerato, ed è dimostrato che gli eventuali additivi non ne alterano le caratteristiche fisiche e meccaniche, ovvero si ottengano prestazioni comunque paragonabili e durature nel tempo anche in relazione al colore. Diverso è l’approccio se la colorazione del fondo stradale è localizzata in corrispondenza dell’attraversamento pedonale e realizzata utilizzando vernici o materiali simili. In tal caso si rientra a tutti gli effetti nel campo della segnaletica stradale orizzontale e di conseguenza tale pratica è vietata. Risulterebbe infatti in contrasto con quanto previsto all’art. 137 comma 5 e 6 del Regolamento di esecuzione del Codice della strada, che elenca i colori che si possono impiegare per il segnalamento orizzontale e ne specifica l’impiego.Anche la più recente norma europea EN 1436, relativa alle prestazioni su strada della segnaletica orizzontale, non fa cenno a colori diversi dal bianco e dal giallo.
19) I dossi artificiali di cui all’art. 179, c. 4 e seguenti del Regolamento possono essere posti in opera solo su strade residenziali, parchi pubblici e privati, residences, etc. Anche all’interno dei parcheggi la loro installazione è ammessa in coerenza con le condizioni di circolazione imposte. Trattandosi di aree dove la circolazione avviene a velocità particolarmente ridotta, anche la collocazione della segnaletica verticale non dovrebbe presentare particolari problemi, specie se la collocazione dei dossi è accorta.
20) Gli attraversamenti pedonali rialzati possono essere realizzati solo alle condizioni e nelle dimensioni previste dalla tabella A1.7a) dell’allegato alla Circolare 08.06.2001 “Linee guida per la redazione dei piani della sicurezza stradale urbana”; essi pertanto non possono essere equiparati tecnicamente ai rallentatori di velocità. Si riporta uno stralcio di parere già espresso in riferimento all’argomento: “Per quanto attiene ai rialzamenti della piattaforma stradale, gli stessi sono in genere adottati dagli enti proprietari di strade come dispositivi per rallentare la velocità. Le opere in questione non devono essere confuse con i dossi di rallentamento della velocità ai sensi dell’art. 179 del Regolamento di esecuzione e di attuazione perchè la loro geometria è in genere diversa da quanto previsto nella norma richiamata. Le stesse opere si configurano quale modifica del profilo longitudinale delle strade interessate e per esse non ci si può riferire strettamente a norme di segnaletica quanto a motivazioni tecniche, di opportunità o necessità che l’ente proprietario della strada può e deve valutare”. “In ogni caso la geometria deve garantire le necessarie minime condizioni di scavalcamento da parte dei veicoli, in particolare quelli con carenatura bassa, per cui si consiglia di valutare attentamente l’altezza del rialzo e la lunghezza delle rampe. Si ricorda che l’ente proprietario si assume comunque la responsabilità per eventuali inconvenienti o danneggiamenti di veicoli o persone, riconducibili alla installazione dei rialzi, specie nei confronti di coloro che percorrono la strada nel rispetto delle condizioni imposte. Nel richiamare le argomentazioni svolte con la direttiva per la redazione, adozione ed attuazione dei piani urbani di traffico in data 12 aprile 1995, si rammenta che, in generale, le misure di regolamentazione della circolazione nei centri abitati devono essere ispirate al criterio della migliore fluidificazione del traffico, senza impedimenti sulla viabilità principale o di attraversamento, che interessa spostamenti su più lunghe distanze; ed a provvedimenti di gestione della sosta e di tutela delle utenze deboli ( pedoni in genere, bambini, anziani, disabili, ciclisti, ecc…) nelle isole ambientali (punto 3.1.2 della direttiva), dove gli spostamenti sono per lo più pedonali o comunque su più brevi distanze. Di conseguenza non è opportuno, né consigliabile, realizzare rialzamenti della piattaforma stradale nel primo caso. Il provvedimento potrebbe risultare addirittura controproducente. Infatti un utente della strada tende a minimizzare il tempo di viaggio e quindi intenzionalmente, o istintivamente, è portato a recuperare le eventuali perdite di tempo incontrate lungo l’itinerario; pertanto ad ogni rallentamento, comunque indotto, consegue di solito un aumento dell’andatura per recuperarlo, riducendo così il margine di sicurezza. Non va trascurata anche l’eventualità che gli utenti della strada possono scegliere di conseguenza un diverso itinerario che potrebbe spostare il problema che si intende risolvere su strade contigue. Viceversa, nelle isole ambientali, le misure di mitigazione della velocità, tra cui anche i rialzamenti della piattaforma stradale, sono meglio tollerate e spesso condivise, proprio in virtù di un minore condizionamento sulla condotta di guida data la diversa natura dello spostamento. Naturalmente devono ricorrere le condizioni per la realizzazione di tali misure, e cioè l’effettiva necessità di tutelare una utenza debole, a fronte di accertati comportamenti pericolosi da parte dell’utenza motorizzata, o di una storia pregressa di incidentalità, unita ad un’oggettiva difficoltà od impossibilità di conseguire migliore sicurezza con le consuete attività di controllo e repressione delle violazioni. Non devono essere trascurate opportune valutazioni tecnico-pratiche sui luoghi di impianto. E’ ovvio che il transito di un veicolo su un rialzo della piattaforma stradale indurrà necessariamente sobbalzi con vibrazioni anche nell’ambiente circostante; vibrazioni tanto più intense quanto maggiore è la massa dei veicoli ammessi a transitare. Se nelle immediate vicinanze vi sono edifici occorre accertarsi che le vibrazioni non peggiorino la qualità della vita degli occupanti o addirittura danneggino le strutture o tamponature, per non incorrere in richieste di risarcimento. Allo stesso modo occorre preoccuparsi dello smaltimento delle acque di ristagno e, specie nelle località soggette a frequente innevamento, istruire gli addetti alla rimozione.

Tutto ciò letto, grazie alla segnalazione di un nostro lettore, siamo ancora tutti sicuri che il coloro verde sia regolare, che siano regolari lo siano i passaggi pedonali rialzati e i dossi installati a Merate?

La Redazione

Cantando sotto la pioggia

Dedicata al diggi dell’Azienda ospedaliera lecchese Ambrogio Bertoglio, avvistato lunedì sera quasi notte raggiante in volto, mentre, sotto la pioggia battente, si allontanava insieme ad alcuni maggiorenti del Popolo delle Libertà a passo veloce e leggiadro dal centro commerciale “La Taverna” di via Carlo Baslini dove ha sede la sezione locale del PdL:

I’m singing in the rain / Sto cantando nella pioggia
Just singin’ in the rain / solo cantando nella pioggia
What a glorious feeling / che sentimento di gloria
I’m happy again / sono felice ancora
I’m laughing at clouds / rido alle nuvole
So dark up above / così scure nel cielo
The sun’s in my heart / il sole è nel mio cuore
And I’m ready for love / e sono pronto per l’amore
Let the stormy clouds chase / lascia che le nuvole tempestose
Everyone from the place / caccino via tutti da qui
Come on with the rain / vieni con la pioggia
I’ve a smile on my face / ho un sorriso sul viso
I walk down the lane / cammino per la via
With a happy refrain / con un ritornello allegro
Just singin’, singin’ in the rain / solo cantandonella pioggia
Dancing in the rain / ballando nella pioggia
I’m happy again / sono felice ancora
I’m singin’ and dancing in the rain / sto cantando e ballando nella pioggia


La Redazione

Han venduto la Madonna per una scodella di polenta taragna

Come Esaù ha venduto la primogenitura per un piatto di lenticchie, così Andrea Robbiani & Co. hanno venduto la loro devozione per una scodella di polenta taragna e funghi. Domenica mattina infatti mentre nella prepositurale di Sant’Ambrogio il prevosto don Francesco Luigi Conti celebrava la solenne Santa Messa in onore della Madonna del Roasario, patrona della città di Merate, il Sindaco e i suoi si aggiravano per le vie del centro storico alla riscoperta degli antichi mestieri e ad assaggiare manicaretti della tradizione agricola brianzola. Come sembrano lontani i tempi in cui lui e i suoi magnifici sette vestiti a festa sedevano in prima fila a rendere omaggio alla Vergine e al signor curato, con le mani giunte e dispensando sorrisi che parevano benedizioni… Eppure è passato appena un anno. Ma l’indulgenza per la vittoria delle cattolicissime schiere piedielciellineleghiste sull’armata dei cattocomunismi ormai è stata saldata e le prossime elezioni sono ancora lontani. E poi se Ponzio Pilato si è lavato le mani, loro si sono fatti lavare addirittura i piedi.

D.A.