martedì 21 dicembre 2010

C'è un punto di non ritorno. E noi ci siamo sempre più vicini

“Con forte scrupolo abbiamo guardato ai temi ambientali. Siamo imprenditori spesso di seconda o terza generazione e, quindi, saldamente legati allo sviluppo armonioso del territorio in cui viviamo, lavoriamo, investiamo…” Così esordisce il documento che accompagna lo studio di fattibilità dell’Autostrada VA-CO-LC presentato a Busto Arsizio al Centro Malpensa Fiere, che ricalca nella sostanza il precedente progetto presentato a Como un anno fa. Ma gli imprenditori della PromoVareseComoLecco scherzano o ci credono davvero? Costoro che tanto hanno a cuore la viabilità, si guardano intorno quando guidano lungo le nostre strade? Dov’è lo “sviluppo armonioso del territorio”? Solo strade e capannoni, questa l’eredità che lasciamo alle future generazioni. Viviamo nell’area a maggior densità insediativa e più cementificata d’Europa, in una tra le più inquinate dove respiriamo ossido di carbonio al posto dell’ossigeno.
A parte la dichiarazione di cui sopra, rimasta sulla carta, non una parola è stata spesa da Assessori Regionali e Presidenti di Camere di Commercio per parlare di ambiente, qualità dell’aria, consumo del suolo, difesa dei polmoni verdi (e dei nostri!). Loro dicono di rappresentare la Lombardia che lavora, peccato che l’agricoltura, quello che ancora si chiama settore primario e che la Regione Lombardia dice di difendere, non sia stata minimamente presa in considerazione.
Solo un profluvio di cifre da stordire i presenti. Ripetute ossessivamente parole come concessioni, contributi, debito, tariffe, costi di gestione, incremento, ribasso d’asta, investimenti, ricavi, imposte, fabbisogno finanziario, interessi intercalari, performance in termini di costi e ricavi, pedaggi… Ma nessuno ha parlato dei costi ambientali, del fatto che la poca terra che ci è rimasta è il bene più prezioso perché sempre più raro. Nessuno ha parlato di possibili alternative, di merci a chilometri zero, filiera corta, telelavoro, trasporto su ferro, riqualificazione di strade esistenti, collegamenti verticali con l’asse orizzontale della Pedemontana di cui sono stati da poco inaugurati i cantieri e che già riverseranno su prati e boschi milioni di metri cubi di cemento. Stralciano dal progetto la tangenziale di Como perché è troppo costosa? No problem, noi imprenditori progettiamo un’autostrada a pagamento da Varese a Como a Lecco!
Oggi solo 2.400 auto vanno da Varese a Lecco, ma la costruzione dell'autostrada moltiplicherà questi numeri! Ascoltandoli sembra che l’obiettivo prefissato sia quello di attrarre auto (neanche fossero turisti!) e aumentare a dismisura il volume del traffico così da giustificare da una parte e ripagare con i pedaggi dall’altra la spesa per l’autostrada che si aggira su un miliardo e mezzo di euro. Inquinamento alle stelle, ma così si pareggiano i conti! Davvero un bell’esempio della nostra “sana” imprenditoria lombarda. I cantieri creano posti di lavoro, dicono, ma a quale prezzo? In questa nostra Lombardia il suolo libero è una risorsa scarsa, preziosa e soprattutto non rinnovabile e andrebbe tutelato, non consumato. Ma forse per i nostri figli è più importante poter correre su un’autostrada che camminare in un bosco…
Terminato l’elenco di cifre, la seduta è tolta. Nessuno spazio al confronto e al dibattito, un’esposizione blindata e a senso unico per poter raccontarsi e raccontare che loro stanno interpretando i nostri bisogni. Nutro seri dubbi in merito, ma ho la certezza che invece interpretano gli interessi economici di chi da queste “grandi opere” trae enormi guadagni.
Siamo vicini a un punto di non ritorno. Gli imprenditori della PromoVareseComoLecco insieme ad alcuni dei politici che siedono in Regione sembrano determinati a fare e in fretta. E se li lasceremo fare, non ci sarà più la possibilità di tornare indietro. Il cemento è per sempre.


Anna Maspero

lunedì 20 dicembre 2010

Non dire gatto se non ce l'hai nel sacco

Sul Giornale di Merate di martedì scorso a pagina 3 è riportato un interessante articolo secondo il quale i proprietari dell’ex salumificio "Nava" o delle aree del cannocchiale del Parco Belgiojoso si sarebbero rivolti a un famoso architetto per stilare i progetti di edificazione su quei lotti. L’Assessore all’Urbanistica Andrea Valli sostiene di non saperne nulla, ma aggiunge: “So che lì sorgeranno alcuni nuovi appartamenti: probabilmente saranno circa una trentina anche perché la volumetria non è particolarmente elevata… Voglio comunque rassicurare la cittadinanza che nel parco vero e proprio, trattandosi di area verde vincolata, non andremo a mettere mano in nessun modo dal punto di vista urbanistico”.
Per prima cosa trenta appartamenti non sembrano quisquiglie, Ma i numeri in gioco sono molto più alti, lo dicono i documenti. L' Area di Completamento (AC) 3 quella del Cannocchiale del Belgiojoso lungo via Antonio Baslini prevede la trasformazione da verde ad edificabile di un comparto attiguo al viale alberato e considerabile un naturale ampliamento del Parco Belgiojoso L'intervento è censurabile anche per la consistenza con la previsione solo qui di circa 30 appartamenti. La superficie è di 37.500 mq, la superficie lorda di pavimentazione di 3.600, per un‘altezza di 7,5 mt, una volumetria di 10.800 mc in grado di accogliere 72 nuovi abitanti teorici. L' AC4 , quello dell’ex salumificio "Nava" sempre lungo via A. Baslini trasforma invece un insediamento artigianale dismesso in residenziale. Si parla di una ventina di appartamenti su una superficie di 9.200 mq, una slp di 2.500, l‘altezza sempre di 7,5 mt e di una volumetria di 7.500 mc per altri 50 abitanti teorici. Le unità abitative in tutto sono pertanto una cinquantina, non una trentina, una bella differenza e 120 possibili abitanti in più su una popolazione di nemmeno 15.000 persone non sono pochi.
Ma a parte questo stupisce che l’Assessore all’Urbanistica dia per scontati gli interventi quando il PGT non è stato nemmeno adottato. Come fa ad essere certo di quello che succederà? Sarebbe bene che prima parlasse dell’argomento nell’apposita Commissione invece di discuterne con tutti meno che con i Consiglieri Comunali con cui dovrebbe confrontarsi. Lui si giustifica spiegando che il Presidente della Commissione J.P.T, il Consigliere di Maggioranza John Patrick Tomalino, a non volere convocare la Commissione. J.P.T. dice però che è colpa dell’Assessore e del Sindaco Andrea Robbiani che non vogliono coinvolgere le Minoranze. Che si accordino almeno tra loro e soprattutto, magari per scaramanzia, si ricordino di “non dire gatto se non ce l’hai nel sacco”.


Marco Airoldi

Quattro amici al bar (che volevano cambiare le strade...)

Passeggiando per la nostra città mi sono trovato a chiedermi una cosa: com'è possibile che, dopo tutte le polemiche sulla segnaletica errata, relativa al divieto di svolta in Antonio via Baslini per i non residenti, ancora oggi, se un automobilista svolta in via Andrea Vanalli e quindi in via CearevCantù, si ritrova su via A. Baslini, obbligato a percorrerla (non potendo tornare indietro causa divieto) senza nessuna segnaletica che indichi la chiusura della stessa via Baslini ai non residenti? Questo significa che qualsiasi automobilista, se fermato in cima alla Baslini, può dichiarare di averla imboccata da via C. Cantù, evitando di incorrere in sanzioni.
Al di la del particolare, poichè via Cantù non è certo conosciutissima e trafficatissima, una domanda sorge spontanea: ma il Sindaco, quando emette le ordinanze in materia di viabilità, ha in mente un piano del traffico o ascolta semplicemente le lamentele di "quattro amici al bar" che, in questo caso, abita in via Baslini ed è infastidito dal traffico?
Purtroppo sembra più probabile la seconda, perchè considerando le "geniali trovate" dell'attuale Giunta in materia viabilistica (Via Terzaghi, via Antonio Baslini, via XXV Aprile, Pagnano, i dossi colorati...) sembra evidente che Sindaco e Assessori un piano del traffico non solo non l'hanno in mente, ma non sanno neppure cosa sia.


B.R.

domenica 19 dicembre 2010

I volontari della Protezione Civile al freddo

E’ vergognoso il trattamento riservato ai volontari del Gruppo della nostra Protezione Civile di Merate. La loro sede di via Cerri è senza impianto di riscaldamento e sono obbligati a trovarsi al freddo. In ventuno anni di attività non è mai successo niente del genere. I responsabili di Ecosystem avevano avvisato l’Amministrazione Comunale cosa sarebbe successo ma il Sindaco Andrea Robbiani ha fatto finta di niente. Non è tollerabile questo menefreghismo contro coloro che gratuitamente si impegnano quando c’è bisogno di dare una mano e bisogna fronteggiare le emergenze. Ma io chiedo: è questa l’attenzione alle realtà locali di cui quella della Lega Nord si riempiono la bocca? Hanno lasciato al freddo anche la Scuola d’arte della Società di mutuo soccorso che è frequentata da tanti bambini e giovani. Non hanno nessuna sensibilità e riconoscenza verso il volontariato, stanno facendo il possibile per mettere i bastoni tra le ruote a chi lavora per il bene di Merate.


Giovanni Battista Albani
Sindaco di Merate 2004/'09
Consigliere comunale del gruppo
di Insieme per Merate

Un obiettivo per l'anno nuovo

Ci vogliamo porre per l'anno che viene un bell'obiettivo: chiamare i giovani ad esprimersi! Cercare di coinvolgere i giovani alla vita sociale della Città, interessarli ad interessarsi della cosa pubblica, perchè nessuno di noi è una momade ma siamo una comunità civica. Troppo spesso i giovani si limitano a criticare senza costruire, a parlare senza agire, a vivere ai margini delle attività comunità pensando unicamente al proprio piccolo orticello. Ma i confini di ogni orto nella comunità si devono fondere in un grande parco se vogliamo continuare a crescere. Ecco, vogliamo porci questa sfida ambiziosa! Non vogliamo lasciar andare le cose senza provare ad invertire la tendenza. E' una necessità sentita da tutti quella di una partecipazione costruttiva delle giovani generazioni al vivere civile. Troppo spesso si riconoscono unicamente tra i violenti delle manifestazioni studentesche; troppo spesso i costruttori di futuro sono schiacciati dalla legge del più forte: noi vogliamo dar loro uno spazio! Vogliamo dar loro un momento di aggregazione e di scambio di idee. Un brain storming che permetta a tutti di confrontarsi e di aprirsi all'altro come persona con la quale realizzare un sogno. Ecco, abbiamo un sogno e vogliamo realizzarlo.
E.Z. 

sabato 18 dicembre 2010

Tanti auguri scomodi

Non obbedirei al mio dovere di Vescovo, se vi dicessi "Buon Natale" senza darvi disturbo. Io, invece, vi voglio infastidire.Non posso, infatti, sopportare l'idea di dover rivolgere auguri innocui, formali, imposti dalla "routine" di calendario. Mi lusinga, addirittura, l'ipotesi che qualcuno li possa respingere al mittente come indesiderati.
Tanti auguri scomodi, allora!
Gesù che nasce per amore vi dia la nausea di una vita egoista, assurda, senza spinte verticali. E vi conceda la forza di inventarvi un'esistenza carica di donazione, di preghiera, di silenzio, di coraggio.
Il Bambino che dorme sulla paglia vi tolga il sonno e faccia sentire il guanciale del vostro letto duro come un macigno, finchè non avrete dato ospitalità a uno sfrattato, a un marocchino, a un povero di passaggio.
Dio che diventa uomo vi faccia sentire dei vermi ogni volta che la carriera diventa idolo della vostra vita; il sorpasso, progetto dei vostri giorni; la schiena del prossimo, strumento delle vostre scalate.
Maria, che trova solo nello sterco degli animali la culla ove deporre con tenerezza il frutto del suo grembo, vi costringa con i suoi occhi feriti a sospendere lo struggimento di tutte le nenie natalizie, finchè la vostra coscienza ipocrita accetterà che lo sterco degli uomini o il bidone della spazzatura o l'inceneritore di una clinica diventino tomba senza croce di una vita soppressa.
Giuseppe, che nell'affronto di mille porte chiuse è il simbolo di tutte le delusioni paterne, disturbi le sbornie dei vostri cenoni, rimproveri i tepori delle vostre tombolate, provochi corti circuiti allo spreco delle vostre luminarie, fino a quando non vi lascerete mettere in crisi dalla sofferenza di tanti genitori che versano lacrime segrete per i loro figli senza fortuna, senza salute, senza lavoro.
Gli angeli che annunziano la pace portino guerra alla vostra sonnolenta tranquillità incapace di vedere che, pocopiù lontano di una spanna con l'aggravante del vostro complice silenzio, si consumano ingiustizie, si sfrutta la gente, si fabbricano armi, si militarizza la terra degli umili, si condannano i popoli allo sterminio per fame.
I poveri che accorrono alla grotta, mentre i potenti tramano nell'oscurità e la città dorme nell'indifferenza, vi facciano capire che, se anche voi volete vedere "una gran luce", dovete partire dagli ultimi. Che le elemosine di chi gioca sulla pelle della gente sono tranquillanti inutili. Che le pellicce comprate con le tredicesime di stipendi multipli fanno bella figura, ma non scaldano. Che i ritardi dell'edilizia popolare sono atti di sacrilegio, se provocati da speculazioni corporative.
I pastori che vegliano nella notte, "facendo la guardia al gregge" e scrutando l'aurora, vi diano il senso della storia, l'ebbrezza delle attese, il gaudio dell'abbandono in Dio. E poi vi ispirino un desiderio profondo di vivere poveri: che poi è l'unico modo per morire ricchi.
Buon Natale! Sul nostro vecchio mondo che muore, nasca la speranza.

Monsignor Tonino Bello

venerdì 17 dicembre 2010

La trave e la pagliuzza

Ho letto l'articolo di Merateonline sulle rimostranze di Giovanni Battista Albani in merito agli appalti per il ciclopedonale di via Promessi Sposi. Non entro nel merito della procedura di affidametno dell'appalto, perchè non conosco l'iter..
Dico solo che è vergognoso che il Comune debba ora spendere dei soldi per quella ciclopedonale, quando la "Todini" (l'impresa appaltatrice del raddobbio) avrebbe fatto gratis il lavoro. Il Comune nella veste dell'assessore Ernesto Passoni ha rifiutato la proposta. E' una cosa nota a tanti e mi stupisce che Giovanni Battista Albani faccia le pulci proprio per questo appalto.
E' meglio stendere un velo pietoso su tutta la faccenda raddoppio, soprattutto se si confronta quello che non ha fatto la precedente Amministrazione di Merate rispetto a quanto invece hanno chiesto e ottenuto gli altri Comuni limitrofi. Basta fare un giro a Olgiate, dalle parti del nuovo parcheggio a est del ponte di Bianca e guardare la loro ciclopedonale, illuminata coi Led. Confrontate cosa è cambiato a Olgiate col raddoppio rispetto a Merate.
A Pagnano hanno fatto un sottopasso che si allaga ogni tre per due, la via Monte Rosa che va bene come autodromo, rifatta senza illuminazione, nonostante siano dieci anni che i residenti la chiedono, via Monte Bianco in condizioni pietose e senza illuminazione... E Via Calendone? Quanto volte ho chiesto di far alzare la quota della sede stradale per evitare l'allagamento, quando la Molgora esonda. Per non parlare della situazione alla Roncaglia, con i proprietari dei terreni che temono di avere i campi contaminati da chissà cosa.
La precedente amministrazione, facendo da scaricabarile l'un l'altro, ha lasciato i proprietari abbandonati a se stessi. Nessuno del Comune ha risposto alle loro richieste di aiuto
E' vergognoso!

Marisa Viganò

giovedì 16 dicembre 2010

Il calvario dei pendolari

Per i pendolari quella di oggi, giovedì 16 dicembre 2010, è stata un'altra mattinata infernale, con ritardi e soppressioni, in particolare sulla tratta Monza-Milano, ma anche sulle Ferrovie Nord. Secondo i dati di monitoraggio del Coordinamento dei pendolari dei treni più frequentati, risulta che la puntualità dei treni dell'ora di punta di questa mattina sia stata inferiore al 25%, con ritardi sino a 60 minuti e soppressioni.
E pensare che lunedì 20 l'assessore Raffaele Cattaneo convocherà il tavolodel Trasporto Pubblico Locale (TPL) per annunciare le sue decisioni in materia di aumenti tariffari, tagli ai servizi ed efficientamenti (ovvero riduzione della qualità dei servizi e licenziamenti nel settore). Intanto i pendolari, forti delle oltre 8000 firme raccolte con la petizione sul sito del Patto dei Pendolari www.patto.ilpendolare.com, che comunque prosegue, chiedono al Presidente Roberto Formigoni un incontro urgente per fargli presenti i disagi quotidiani e l'inopportunità di procedere, in questo momento, ad aumenti tariffari insostenibili per le famiglie e del tutto ingiustificati alla luce dei gravi problemi gestionali ed organizzativi di cui soffre tutto il trasporto pubblico, non solo ferroviario, in Lombardia. I pendolari richiamano la Regione al rispetto degli impegni presi dalla Regione col Patto TPL in merito ai livelli tariffari, qualità, puntualità e velocità commerciale.
Ed ecco la mattinata
Gravi ritardi segnalati sulla rete FNM, con 30 minuti salla Varese-Cadorna FNM e Asso-Cadorna FNM, nonché soppressioni anche nel passante milanese.
Eccoi i ritardi più vistosi sulla rete di Trenitalia:
  • 2090 Venezia-Milano 42 min.
  • 2648 Mantova-Milano 40 min.
  • 2650 Mantova-Milano 26 min.
  • 5132 Lecco-Molteno-Milano 57 min.
  • 2561 Tirano-Milano 31 min.
  • 10553 Lecco-Milano 45 min.
  • 23081 Carnate-Milano 32 min. (su 31 minuti di percorrenza!)
  • 10555 Lecco-Milano 39 min.
  • 10764 Bergamo-Milano 37 min.
Male anche per chi da Centrale doveva andare a Malpensa: a causa del guasto al bivio "Turro", evidentemente sovraccaricato di lavoro a causa dell'MPX, ritardi fino a 40 minuti e 3 coppie soppresse. Veramente deludente il numero dei passeggeri del trasportati dasl nuovo servizio Centrale-Malpensa, dove si conta una media di 10 passeggeri per treno. Se poi lo si confronta con i danni che ha provocato questa mattina, veramente ci si domanda a chi e a cosa serva. Certamente, se le prestazioni sono quelle di questi giorni, è assai meno affidabile degli autobus, che, al contrario dell'MPX, continuano a viaggiare pieni.
Infine, ciliegina sulla torta il servizio "Viaggiatreno" è pure lui in tilt da ieri e non vengono forniti dati "affidabili" sui ritardi.

Le strade d'inverno

Io scommetto che se andassimo a fare un sondaggio, per carità, senza metodo scientifico, semplicemente chiedendo ad amici e parenti “di quali adempimenti ti aspetti che l’Amministrazione comunale si occupi con priorità?” una delle risposte nella top ten sarebbe: la manutenzione stradale.
Non voglio parlare delle buche che sembrano far parte del paesaggio come le colline; non parlerò, anche se vorrei, neanche dei dossi che fanno contenti solo i proprietari di suv, non mi dilungherò sul piano del traffico o sugli incidenti anche se ognuna di queste cose merita attenzione.
Parliamo dell’inverno. Chi è passato per Cassina e Sartirana di recente si sarà certamente accorto che l’ultimo tratto di Via San Rocco, prima dell’incrocio con Via Emilio Bianchi, è una lastra di ghiaccio. Senza mezzi termini è pericoloso. D’inverno c’è freddo, mica è colpa della Giunta. Ovvio però che se nessuno passa a mettere sale ed a garantire la sicurezza, chi amministra deve renderne conto. Sempre chi frequenta la suddetta zona ha sicuramente notato che questa mattina in Via Principe Falcò, subito prima del cartello Cassina Fra’ Martino, c’era uno spesso lastrone di ghiaccio che sembra quasi sia nevicato in nottata, e non esagero. Ora, mi rendo perfettamente conto di quanto possa essere difficile in tempi di ridotte finanze trovare come pagare chi vada a spargere sale, ma va fatto: come ho detto all’inizio le strade interessano tutti.
La folta schiera di quelli che considerano unica sicurezza il guidare a velocità pedone obietterà che basta andare piano sempre; non è vero, se ti accorgi del ghiaccio quando ce l’hai sotto le ruote ormai è tardi. E’ anche vero che ci vive lo sa, chi ci passa ormai lo sa e quindi noi habitué facciamo attenzione, ma poiché le pubbliche vie non sono di quelli che ci abitano vicino (e creder questo temo sia l’andazzo) bensì sono di tutti quelli che le vogliono percorrere, uno dei primi dieci pensieri di chi si occupa della cosa pubblica deve essere la situazione delle strade.
Restiamo in attesa di un intervento che, ne siamo sicuri, dopo questa segnalazione sarà solerte.


Edoardo Zerbi

Tagliare i fondi del 5 x 1.000 significa impedire ai cittadini di sostenere il volontariato

Il nostro Gruppo di “Insieme per Merate” in vista del prossimo Consiglio Comunale, come successo anche in altri paesi, ha presentato un Ordine del Giorno per chiedere al Governo di ripristinare i fondi da destinate all'istituto del “5 x 1.000” per il 2011, che, invece, con la normativa attualmente in vigore sono invece stati limitati a soli 100 milioni di euro. Questa scelta mette in crisi il settore del volontariato. Solo nel 2006 a Merate grazie alla scelta di 930 contribuenti sono stati devoluti al Terzo Settore quasi 30mila euro mentre quest'anno 26 enti cittadini, che operano nel settore sociale, sportivo e della ricerca hanno fatto affidamento sull'aiuto derivante dalla devoluzione della quota sul reddito.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Con la presente siamo a sottoporle richiesta di integrare gli argomenti del prossimo Consiglio Comunale del 20 dicembre con la seguente proposta di delibera:

OdG RELATIVO ALLA RICHIESTA DI IMPEGNO AL GOVERNO PER LA REINTRODUZIONE DEI FONDI PER IL 5 PER MILLE

Il Consiglio comunale, premesso che
  • il Parlamento ha licenziato il testo della nuova "legge per la stabilità" limitando a 100 milioni di euro i fondi da destinare al "5 x 1.000" per l'anno 2011
  • questo significa non rispettare la volontà dei cittadini che liberamente decideranno di versare alle associazioni destinatarie la loro quota del “5 x 1.000” con la prossima dichiarazione dei redditi: solo 100 milioni, rispetto all'intero ammontare del 5 x 1.000, verranno infatti distribuiti alle associazioni, mentre il resto verrà trattenuto dallo Stato
  • si tratta di una riduzione del 75% rispetto all'importo destinato nell'anno precedente (peraltro già oggetto di una limitazione rispetto al totale dei fondi raccolti)
  • questi tagli si ripercuotono significativamente sull'operatività delle organizzazioni del Terzo Settore, che hanno dimostrato, negli ultimi anni in modo ancora più evidente, una professionalità molto elevata, oggetto di apprezzamento in Italia e all'estero e dunque motivo di orgoglio per il nostro Paese: tali organizzazioni, non diversamente da altre realtà sociali ed economiche, basano la loro attività sulla programmazione finanziaria degli impegni attuali e futuri per rendere sostenibile il proprio agire nei diversi settori di riferimento
  • non è la prima volta, purtroppo, che si interviene, con tetti massimi di impegno, per limitare l'operatività del "5 x 1.000", uno strumento che, come poche altre misure di natura fiscale, ha dimostrato di riscuotere un gradimento molto alto dei cittadini italiani (nel 2008 lo hanno utilizzato 14,6 milioni di contribuenti) sin dalla sua prima applicazione
  • tagliare i fondi a disposizione del "5 x 1.000" significa quindi limitare drasticamente la libertà dei cittadini di decidere come destinare la propria quota dell'imposta sui redditi direttamente a sostegno degli operatori del Terzo Settore
Considerato che
il Governo ha accolto un Ordine del Giorno presentato dal Partito Democratico che impegna l’Esecutivo a inserire i fondi mancanti nel cosiddetto “decreto milleproroghe” da approvare prima di fine anno

Chiede che
il Governo si impegni a dare corso all’impegno, sia in presenza di continuità del quadro politico che nel caso l’Esecutivo sia dimissionario per le note vicende legate alla crisi della maggioranza in atto in queste settimane

Dispone
l’invio del presente Ordine del Giorno approvato al Presidente del Consiglio dei Ministri, ai Presidenti dei due rami del Parlamento ed ai capigruppo consiliari di Camera e Senato

Merate, 12 dicembre 2010

Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego, Giovanni Battista Albani, Gabriella Mauri,
Achille Panzeri e Roberto Riva