venerdì 26 agosto 2011

Miopia, incapacità e demagogia al governo con l'asse PdL-Lega

Tante volte sono intervenuto su di un tema che mi sta molto a cuore e cioè quello dell’autonomia e del federalismo dei nostri Conuni,
L’attacco ai Comuni non è iniziato quest’anno. Il primo atto del Governo Berlusconi-Bossi è stata l’abolizione dell’ICI (unica vera tassa federale) senza un adeguato rimborso ai Comuni e da allora, una serie infinita di provvedimenti disseminati nelle finanziarie 2010-2011-2012 hanno portato i Comuni in una situazione di “moria” dalla quale sarà difficile che si riprendano.
E, fino ad ora, il tanto propagandato “federalismo” non ha sviluppato alcun effetto concreto a favore degli enti locali e lontanissimi mi appaiono per esempio i tempi (1997) della riforma Bassanini che ha rappresentato una svolta per gli Enti locali. Oggi leggi e leggine hanno un respiro corto e non indicano di certo soluzioni strutturali e durevoli.
Alcune delle simulazioni dei centri studi dell’ANCI (associazione Comuni Italiani) ci dicono che complessivamente i Comuni italiani perderanno tra il 2011 ed il 2014 la metà delle risorse delegate dallo Stato e che dovranno rinunciare alla maggior parte dei propri investimenti, già ridotti al lumicino in questi ultimi anni.
La domanda che ci dobbiamo porre è: che fine faranno i servizi erogati ai cittadini, in un quadro di drastica riduzione anche delle risorse per il sociale e per la scuola già effettuata dalle Regioni ai Comuni?
Avrà senso per un sindaco presentarsi agli elettori con un programma elettorale quando poi, di fatto, è “commissariato” nelle entrate e nelle spese da rigide norme finanziarie e di patto di stabilità decise da altri ?
Due anni fa ho scritto una lettera aperta ai cittadini di Casatenovo in cui prefiguravo gli eventi odierni ed ho promesso comunque di continuare a battermi ricercando tutti i possibili interventi a favore della comunità locale e così farò con la mia squadra di Persone e Idee per Casatenovo fino alla fine del mio mandato -
Ma ciò non mi impedisce di indicare delle responsabilità per questa situazione, che è vero ha ragioni internazionali e mondiali e qualche volta storiche, ma che è senza dubbio dovuta a “miopia”, incapacità, demagogia di un asse PDL- Lega che governa l’Italia da circa un decennio con un'ampia maggioranza, con risultati del tutto inadeguati e che sono sotto gli occhi di tutti.
Il futuro dell’Italia dipende molto dai Comuni, dal livello dei loro servizi economico e sociali e dalla possibilità che possano fare la propria parte in questo momento di crisi acuta e grave.
Massacrare i Comuni significa affondare i soggetti più attivi e più vicini ai cittadini!

Antonio Colombo
Sindaco di Casatenovo

giovedì 25 agosto 2011

I leghisti dalla memoria corta

Riproponiamo un editoriale a firma Claudio Brambilla di Merateonline.it che risale a luglio 2002. Come forse alcuni ricorderanno all'epoca c'era il rischio dello smantellamento dell'Ospedale di Merate. Per impedire l'operazione e che il San Leopoldo Mandic finesse nelle mani di un gruppo di industriali vicini al Centrodestra, nacque il Comitato civico di salvaguradia del San Leopoldo Mandic, che raccolse decine di migliaia di firme e ottenne che la vicenda venisse discussa in Consiglio Regionale. Inizialmente sembrava che la Lega Nord fosse intenzionata a sottoscrivere le richieste del Comitato, ma con un colpo di scema il Consigliere Stefano Galli durante la riunione del Consiglio Regionale tirò fuori dal cilindro una mozione unitaria della Maggioranza... L'editoriale ripercorre queste vicende e mosta come effettivamente la Lega Nord e il PdL abbiano "difeso" il nostro Ospedale... E poi hanno il coraggio di appendere manifesti per spacciarsi come paladini del territorio...

Lupi esalta la mozione regionale della maggioranza. Borsani invece azzera l`anatomia patologica del Mandic

La sindrome "AP" ha colpito ancora. Nelle stesse ore in cui l`on.Maurizio Lupi regalava insulti al Comitato di difesa del Mandic colpevole di non aver esultato per la mozione approvata dalla maggioranza in Consiglio regionale, l`assessore alla sanità del Pirellone Carlo Borsani faceva sapere che "AP", ossia Anatomia Patologica deve essere trasferita a Lecco, come disposto dal Direttore generale dell`azienda ospedaliera Roberto Rotasperti. Il povero Lupi evidentemente non era stato accorrentato dal collega di schieramento Borsani e così intervenendo su un settimanale locale aveva esaltato la mozione presentata da Forza Italia e Lega Nord, approvata anche da Ccd-Cdu e Alleanza Nazionale sulla quale si impegnava la Giunta regionale a mantenere tutte le funzioni e le attività attualmente esercitate, ad assicurare le sostituzioni del personale, a completare gli investimenti immobiliari e ad incrementare quelli tecnologici. L`Anatomia Patologica è una delle attività tuttora in essere presso il Mandic anche se con delibera 541 dell`11 aprile scorso Rotasperti ne ha disposto la chiusura e il trasferimento al Manzoni di Lecco. Era stata quella l`occasione in cui si era manifestata per la prima volta la sindrome "AP". Il giorno precedente la diffusione della delibera 541, il 10 aprile, il sindaco di Merate Dario Perego aveva solennemente assicurato che mai e poi mai l`Anatomia meratese sarebbe stata smantellata. Dopo aver appreso la decisione di Rotasperti e superato il comprensibile choc Perego aveva firmato proprio con Lupi una dura lettera di protesta che si concludeva con l`invito rivolto al top manager lecchese di ritirare la delibera. Cosa mai avvenuta. Il resto è cronaca recente. A giugno Lega, Ulivo e Rifondazione hanno presentato al Consiglio regionale una mozione che ricalca i contenuti della petizione promossa dal Comitato civico e sottoscritta da 30mila cittadini. Ma in aula Stefano Galli ha ritirato la firma su quel documento apponendola sotto un altro, predisposto da Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia. Accusato di "tradimento" Galli si è giustificato dicendo di aver "usato" il Comitato per costringere i suoi alleati ad approvare un testo sostanzialmente analogo. E difatti la mozione del 18 giugno, richiamata da Lupi nella lettera al settimanale cittadino, contiene proprio i punti fondanti della petizione. Forte di tutto ciò il parlamentare azzurro ha accusato il Comitato di fare "cagnara e sceneggiate massmediatiche", come l`operazione Tg3 al Mandic, anziché gioire con lui per il documento regionale e collaborare al varo della Fondazione. Purtroppo, come dicevamo, Lupi non sapeva ciò che stava facendo Borsani e, come Perego prima di lui, è stato colpito dalla sindrome "AP" rimediando una figuraccia invereconda. La situazione vera, del resto, non si presta affatto ad ottimismi di sorta. Oggi 3 luglio, Giovanni Crema, dirigente di Chirurgia 1 va in ferie, ma non tornerà più in corsia perché ha scelto il pensionamento. E la sua sostituzione non è stata autorizzata. Analogo discorso vale per l`Ortopedia, diretta dal dottor Manganini fino a settembre, poi, allo stato attuale, senza dirigente. La Cardiologia è priva di "primario" da 18 mesi mentre l`Endoscopia da diverse settimane lavora solo grazie al dirigente di struttura semplice Carlo Borsa e la sua ottima ma esigua equipe. Quando Borsa è assente il servizio chiude ad eccezione delle urgenze assicurate da Ezio sacchi. Solo qualche esempio giusto per dimostrare che l`Onorevole deve frequentare poco il Mandic. Quanto alla Fondazione non c`è molto da dire: com`è tradizione di Merate dal 1832 tutti coloro che intendono aiutare l`ospedale possono effettuare donazioni mobiliari o immobiliari. Senza clamori né foto sui giornali. Se gli industriali sono i mecenati descritti, versino qualche milione (di lire o di euro facessero loro) all`ospedale chiedendo magari l`iscrizione del proprio nome sulle tavole di marmo. Se invece vogliono gestire in tutto o in parte il Mandic allora c`è il sospetto concreto che sia per guadagnarci, non certo per ripianare ogni anno qualche miliardo di lire di perdite. Ma come abbiamo già detto, c`è un solo modo per portare in utile il bilancio dell`ospedale: smantellare i reparti emergenziali. Eventualità da nemmeno prendere in considerazione. Lo ha già detto Rotasperti trovandoci del tutto d`accordo con lui: la Fondazione è una strada impercorribile. E poi i privati sarebbero in minoranza, l`altra quota di perdita dovrebbero accollarsela i Comuni. Impossibile.Ma tornando alla lettera dell`onorevole di Baggio, c`è un particolare che egli dimentica clamorosamente: che se si è arrivati a quella mozione, a quel 18 giugno 2002, lo si deve al lavoro incessante e faticoso dei membri del Comitato civico, quelle stesse persone che secondo Lupi "fanno solo cagnara". Dimenticando il particolare crolla tutto il resto.No, non è questa la strada da percorrere se davvero si vuole unire le forze a tutto vantaggio dell`ospedale cittadino. Questa è la strada dello scontro politico. Ma di chi intende la politica soltanto sono come un veicolo per fare carriera.

Claudio Brambilla

mercoledì 24 agosto 2011

I leghisti non si sono ancora accorti di essere al governo

I padani hanno appeso per Merate alcuni manifesti con il quale si accaparrano il merito dello stanziamento dei soldi per le attrezzature del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale di Merate. Alcune considerazioni in ordine sparso:
  • L’affissione è firmata dalla sola Lega Nord e non insieme al Popolo delle Libertà, come era già successo qualche tempo fa. E’ ormai evidente che l’alleanza di Centrodestra si sta sgretolando
  • Non è citato il nostro beneamato Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani. Certo, se fosse stato per lui i soldi per completare i lavori del lotto 2 sarebbero stati utilizzati per altro.
  • Si dice “peccato nessuno avesse pensato che senza le nuove attrezzature il nuovo blocco operatorio non avrebbe potuto funzionare”. Ma scusate, soffrono di amnesia? Chi è stato al governo della Regione fino a questo momento da dieci anni a questa parte?!? Le camice verdi forse non si sono accorte di essere insieme a Roberto Formigoni?!? E l’assessore alla Sanità non è forse della Lega Nord?!? E Stefano Galli non si occupa di sanità da anni?!? Allora tra quel “qualcuno” ci sono anche loro. forse era meglio tacere e lasciare solo l’impressione di essere incapaci a guidare la Lombardia piuttosto che vantarsi pubblicamente confermandolo il dubbio!!!

R.I.

martedì 23 agosto 2011

All'incrocio di Brugarolo manca la segnaletica

Pubblichiamo l'interrogazione presentata dal nostro Consigliere di "Insieme per Merate" Roberto Riva circa la segnaletica stradale a Brugarolo.


Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani


Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa alla sistemazione del manto stradale all'incrocio di Brugarolo tra le vie IV Novembre e XXV Aprile


Premesso che:
  • circa due mesi è stato eseguito l'intervento di sistemazione del manto stradale all’incrocio di Brugarolo tra le vie IV Novembre e XXV Aprile
  • l'intersezione è ancora sprovvista di segnaletica orizzontale
L'interrogante chiede di conoscere:
  • perchè il manto stradale sistemato da circa due mesi all'incrocio in oggetto è ancora sprovvisto di segnaletica orizzontale
  • se la società incaricata per la manutenzione degli asfalti stradali ha in appalto anche il rifacimento della segnaletica orizzontale
  • a quale società è affidata la segnaletica orizzontale dell'incrocio in oggetto esiste un altro contratto
  • per quale motivo non è stata tracciata la segnaletica orizzontale
  • se l'Ufficio responsabile della segnaletica stradale è la Polizia Locale
  • quale eventuali violazioni al Codice della strada o di atti amministrativi si prefigurano
  • perché in attesa della segnaletica definitiva, non è stata eseguita la segnaletica provvisoria da cantiere
  • se l’art 13 del “Regolamento per la manomissione del suolo pubblico” è stato rispettato
  • se l’art 13 del “Regolamento per la manomissione del suolo pubblico” è valido solamente per le società che gestiscono servizi
  • se l’art 13 del “Regolamento per la manomissione del suolo pubblico” non è valido per le imprese che operano per conto dell'Amministrazione Comunale
  • di chi sarebbe la responsabilità in caso di sinistri stradali o incidenti ai pedoni che attraversano l'incrocio in oggetto
Per la presente interrogazione è richiesta risposta scritta
Ringrazio e saluto distintamente


Roberto Riva
Consigliere comunale di "Insieme per Merate"

sabato 20 agosto 2011

L'eredità pesante dell'area Cazzaniga non ci esime dalla responsabilità di mantenerla pulita

Gentili "Insieme per Merate"
ho letto su il vostro blog, quanto sottolinea il cittadino per l'area Cazzaniga e mi sono permesso di fare un giro per visionare di persona quanto riportato.
Effettivamente aveva ragione. La zona esterna versa in uno stato di grande abbandono, degrado e sporcizia ma anche pericolo. Da quello che ho constatato ci sono molti rifiuti, i graffiti sono tracciati ovunque e si avverte odore di urina. Su una porta sono spalmate anche delle feci. I teppisti hanno provocato parecchi danni ci sono vetri di bottiglie sparsi d'ovunque e lattine abbandonate che possono provocare incidenti e infortuni se qualcuno dovesse caderci sopra.
Mi spiace vedere come l'area Cazzaniga si ridotta. E' costata una cifra notevole pagata con i soldi di tutti noi contribuenti e l'amico e Assessore ai Lavori Pubblici Massimo Panzeri ha investito notevoli energie per portarla a compimento. Spero si provveda quanto prima a installare telecamere di videosorveglianza per bloccare questa situazione potenzialmente pericolosa.
Anche quello che viene chiamato anfiteatro andrebbe sistemato. Si parlava che dovesse essere uno spazio per ospitare manifestazioni pubbliche, ma ci vorrebbe almeno una tettoia per proteggere gli spettatori in caso di pioggia e magari attutire i rumori per non disturbare i residenti. Sono stato spesso in Alto Adige ed ho notato che lì tutte le strutture simili sono dotate di ripari almeno su parte del palco.
L'area Cazzaniga è un'eredità pesante che ci hanno lasciato le precedenti Amministrazioni, ma questo non ci può esimere da una responsabilità oggettiva e non ci può giustificare dal compito di mantenerla pulita e di garantirne la fruibilità in sicurezza.
Grazie per l'ospitalità,
Cordiali saluti,

Massimo Adobati
Consigliere Comunale

venerdì 19 agosto 2011

In Italia ci sono più fuoriserie che che contribuenti che dichiarano più di 75mila euro

La manovra si abbatte solo sulle fasce medie che già pagano le tasse, cioè sui lavoratori dipendenti e sugli autonomi onesti.

Tra pochi giorni sarò chiamato a valutare la manovra economica proposta dal Governo Berlusconi.
Nessuno nega, neppure i recenti documenti dell'ANCI, che la situazione economica critica e difficile che l'Italia in particolare attraversa abbia bisogno di risposte strutturali e di sistema e di sacrifici da parte di tutti, ma ritengo assurdo (altro che federalismo...) pensare di risolvere i problemi dello Stato tagliando ancora risorse ai Comuni che, stretti all'angolo, saranno costretti a far pagare ancora il cittadino con un aumento dei costi dei servizi. Non posso dimenticare inoltre che la mia storia politica dipende quasi esclusivamente dai ruoli che ho rivestito per un decennio come Sindaco della mia comunità, Vicepresidente nazionale dei Sindaci dei piccoli Comuni, ecc. Conosco altresì un'altra storia, quella di Sindaci e Assessori di piccoli Comuni degli ultimi vent'anni in questo territorio, che è in gran parte memoria di impegno serio, di sacrifici per la propria comunità e di scarsi compensi.
Sono quindi convinto che caricare sui Comuni ancora una volta un peso sproporzionato in questa manovra che si cumula con quello degli anni precedenti, porterà a un'ulteriore diminuzione della spesa per investimenti, che, causa la continuazione della "follia" dei limiti del patto di stabilità, verranno ancor più limitati interventi e iniziative che sarebbero in gran parte servite alle imprese locali, con l'aggravante del sempre più diffuso blocco dei pagamenti. Inoltre sui Comuni si scaricheranno anche le spese conseguenti ai tagli effettuati a Ministeri e Regioni, per esempio sulle politiche sociali, mettendo così a rischio servizi essenziali per le famiglie e i cittadini più deboli.
Ma si pensa davvero che un intervento serio sui costi della politica si realizzi eliminando le Amministrazioni Comunali di comunità storiche o riducendo a meno della metà i consiglieri comunali, togliendo così a parecchi giovani una prima esperienza significativa di democrazia e di attenzione alla propria comunità.
Mi è già capitato di dichiarare che si deve intervenire con serietà, altrove, nei costi dei partiti e nel loro finanziamento pubblico, sull'eliminazione delle centinaia di enti inutili, sempre promessa e mai mantenuta, sulle indennità e sul numero di noi parlamentari e consiglieri regionali, con l'assurdità che non si tiene in nessun conto la produttività degli stessi, le proposte, i disegni di legge portati alla realizzazione, le presenze nelle Commissioni (vero fulcro dell'attività parlamentare) e il continuo raccordo con il mondo economico e produttivo del proprio territorio. Basta verificare che il contributo di solidarietà è chiesto a chi dichiara di più e non a chi possiede di più e la manovra è caricata sulle spalle del ceto medio e degli onesti che pagano le tasse. Infatti, sono pochi coloro che dichiarano più di 90 mila euro l'anno. Dobbiamo guardare alla realtà del Paese: ci sono più macchine che costano 100.000 euro che redditi annui superiori ai 75.000... Inoltre, il 49% dei contribuenti, uno su due, dichiara meno di 15.000 euro all'anno. Quindi la manovra si abbatte solo sulle fasce medie che già pagano le tasse, cioè sui lavoratori dipendenti e sugli autonomi onesti.
Un caso a parte merita il contenzioso che si è aperto in questi giorni con i calciatori professionisti, dal momento che giuridicamente sono dei lavoratori dipendenti che però, soprattutto nei casi più famosi, concordano con le società contratti per compensi netti e dunque col rischio che, le ingenti quote di solidarietà finiscono per essere a carico delle società già in evidente difficoltà economica. Ma se sono così pochi coloro che in Italia denunciano oltre 90.000 euro lordi, prima di stabilire soglie di tassazione sulla carta, bisogna guardare la realtà del Paese e affrontare serenamente il tema dell'evasione fiscale reintroducendo misure abolite in questi anni dal governo Berlusconi.
Ma tornando al tema Enti Locali-manovra, forse occorre una riflessione seria che attui una chiara definizione delle funzioni dei vari livelli istituzionali che superi ogni sovrapposizione e duplicazione dei compiti che allungano tempi di realizzazione e rendono opache le responsabilità, in un contesto di vera attuazione del titolo V della Costituzione. Si può eliminare la Provincia di Lecco e non discutere del ruolo della Regione Molise che ha meno abitanti, quella di Brescia che ha quasi il doppio degli abitanti della Basilicata? Oppure continuiamo a chiudere gli occhi, in attesa di un concetto comune di montagna, sulle Comunità Montane ancora attive in località turistiche sul mare?
I piccoli Comuni, soprattutto in Lombardia, sono il comparto della Pubblica Amministrazione che più ha contribuito al miglioramento dei conti pubblici, che già recentemente hanno subito per il contenimento delle spese della politica, la riduzione del 20% di consiglieri per un'effettiva razionalizzazione, ma per restituire più credibilità alla politica siamo sicuri che occorra cominciare da qui?
Io la penso diversamente e mi impegnerò di conseguenza.

Capogruppo P.D. Commissione VII Senato

giovedì 18 agosto 2011

Ufficio decentrato "on sale"!!

Si passa in Comune un mercoledì d'agosto, al protocollo. Passando per i corridoi del piano primo si intravedono simboli dell'amata Provincia di Lecco in ogni dove, nemmeno ci trovassimo nel capoluogo...basta un attimo ed alla mente torna la solenne cerimonia di inaugurazione degli uffici decentrati della Provincia a Merate. Quali rivoluzione copernicana! Quale ausilio per le migliaia di cittadini che prima avrebbero dovuto sobbarcarsi kilometri di strada per giungere sino a Lecco. Sicuramente tutti ne saranno entusiasti dato che l'ente Provincia è uno dei più contattati dal semplice cittadino!?! Ma sarà così? Sorge un dubbio... Non si scorge nessuno allo sportello, anzi, la ragazza alla postazione osserva con malcelata noia da "che tristezza far nulla". Potrebbe essere il vuoto agostano che attanaglia gli uffici. No, confermano da un breve sondaggio, l'ufficio è pressochè sempre deserto!
Quella rivoluzione federalista, che già all'epoca era parsa una farsa teatrale, ecco che si mostra nella sua realtà: inutile! Un'impiegata obbligata a spostarsi una volta a settimana a Merate all'unico fine di attendere in mesto silenzio il termine della giornata lavorativa.


Abracadabra

mercoledì 17 agosto 2011

Dal "medioevo" alla prestoria

Il manifesto elettorale di Robbiani sindaco
Sono passati due anni, due anni e due mesi a dirla tutta, dall’insediamento della nuova Amministrazione Comunale di Merate. Andrea Robbiani aveva promesso un nuovo rinascimento rispetto al medioevo della precedente Giunta. Non abbiamo assistito a nessuna rinascita di Merate, siamo anzi tornati alla preistoria. In ventisei mesi sono stati portati a termine solo i lavori già cominciati, del Cdd non c’è traccia, il PGT si è ridotto ad un gran parlare senza idee. Anche lo slogan scelto per la campagna elettorale fa sorridere. Per rendere Merate più vivibile il sindaco ha complicato la vita agli automobilisti e agli abitanti chiudendo le strade e obbligandoci tutti a giri dell’oca. Per renderla più solidale si è messo a dare la caccia ai vucumprà e rompere le scatole agli ambulanti di colore. Per renderla più accogliente ha svuotato il centro storico con tariffe per i parcheggi che non si sognerebbero neppure sotto il Colosseo a Roma. Per renderla più produttiva ha tarpato le ali alle associazioni di volontariato rendendo impossibile ogni manifestazione pubblica che porti gente in piazza. Per renderla più sicura fa dare le multe ai pedoni che attraversano fuori dalle strisce… Andrea Robbiani sindaco, il fallimento di Merate.

Infiltrato

martedì 16 agosto 2011

C'è da vergognarsi

Buona sera, ho parcheggiato presso l'area Cazzaniga e prendendo l'ascensore per salire all'aperto con stupore ho constatato il degrado in cui versa ha questa zona. Vi allego alcune fotografie esemplificative. Mi chiedo cosa faccia il Sindaco di Merate per mantenere pulita l'area e come possa non vergognarsi per l'incuria in cui è abbadonata
Grazie

Marcello Passera