sabato 2 ottobre 2010

L'Area Cazzaniga e le teste d'uovo... (di colombo)

Il Coordinatore cittadino del Popolo delle Libertà dal sito internet del PdL di Merate ringrazia Dio per la conclusione dell’Area Cazzaniga. Ebbene un ciellino osservante come lui dovrebbe sapere, a differenza di noi cattocomunismi, che il secondo comandamento per la tradizione cattolica e luterana e il terzo per quella ebraica, recita di “non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio”. E accostare il divino alla piazza Monsignor Natale Basilico, come la intitolò Mario Gallina lui sì veramente lungimirante nel consultare la cittadinanza, suona veramente blasfemo alla luce dei circa cinque milioni di euro spesi per un parcheggio, un campetto e qualche prato, e dei dodici anni buttati via durante i quali non si è potuto procedere a molte altre opere più importanti e necessarie. Lo invitiamo pertanto a cospargersi il capo di cenere e a salire in ginocchio sopra i ceci (crudi però!!!) la scalinata però non del Santuario della Madonna del Bosco per non mischiare icom elui il sacro al profano ma quella dell’inutile e inutilizzabile anfiteatro dell’Area Cazzaniga. Meglio farebbe ad imitare tutto quel lungo elenco di persone che cita nel suo intervento le quali hanno avuto almeno il pudore e il buon senso di non esprimersi e di non festeggiare un avvenimento che non ha nulla di memorabile. Soprattutto dovrebbe evitare di ringraziare i Meratesi perché i cittadini sono stati chiari su cosa pensavano per quell’area, anche se poi qualcuno ha avuto la sfrontatezza di non tenerne conto del loro parere. Ringraziandoli li prende solo in giro. Purtroppo molta gente, anche impegnata nelle istituzioni amministrative locali, ha la memoria corta, ma sarebbe interessante spulciare tutti gli atti e le cronache dell'epoca per ricordare il referendum consultivo, le assenze e le presenze in Consiglio comunale, le votazioni, i dibattiti pubblici , le pressioni per rendersi conto che nelle vicende che hanno portato alla costruzione dell’Area Cazzaniga non c’è niente di cui ringraziare il Padreterno ma tanto di cui chiedere perdono ai contribuenti passati presenti e futuri nei secoli del secoli.

La Redazione

Par condicio in strada: dopo i dossi verdi arrivano le piste ciclabili rosse

Dopo i passaggi pedonali rialzati verde padano sono arrivati i percorsi ciclabili rossi bolscevichi: scelta tecnica o questione di par condicio per accontentare anche i “comunistacci” dell’Opposizione e cercare così di sopire le polemiche sul colore padano? Una pista scarlatta è stata dipinta in viale Giuseppe Verdi, dove il tragitto protetto c’era già. Adesso però sarebbe opportuno che qualcuno controlli che nessuno , come invece sta accadendo, ci posteggi sopra, altrimenti tanto valeva risparmiare i soldi della pittura. L’atra pista vermiglia è in via Quintaberta, ma qui si poteva tranquillamente sfruttare i corridoi e i passaggi interni a piazza Monsignor Natale Basilico garantendo più sicurezza per i pedoni e recando meno disagi alla popolazione.

D.A.

Cerminonia di inizio anno scolastico: non c'è niente da festeggiare

Merate li 1 ottobre 2010

Alla cortese attenzione di:
Daniele Nava, Presidente della Provincia di Lecco
Luca Teti, Assessore all’istruzione della Provincia di Lecco
Dott. Luigi Roffia Ufficio Scolastico Provinciale di Lecco
Dott. Pasquale Naim Ufficio Scolastico Provinciale di Lecco
Cpc: ai dirigenti degli ICS di Brivio, Cernusco L., Merate, Olgiate, Robbiate, Rovagnate
e agli organi di stampa nazionali e locali

Egregi Signori,
con riferimento all'invito per l'inaugurazione dell'anno scolastico 2010-2011 delle scuole lecchesi riteniamo doveroso motivare la nostra assenza come ulteriore segnale di dissenso all'attuale politica scolastica. Essendo i sottoscritti i promotori del Comitato dei Consigli d'Istituto del meratese e della mozione in difesa della scuola pubblica fattavi pervenire nei giorni scorsi, riteniamo opportuno ribadire la necessità di maggiore attenzione all'istruzione pubblica fortemente minacciata daicontinui tagli di personale e finanziamenti.
Alle oltre 4700 firme che sostengono la nostra azione dobbiamo coerenza, per cui consideriamo fuori luogo presenziare a una celebrazione dell’inizio dell'anno scolastico che soffoca la voce del dissenso e che è cieca di fronte alle evidenti emergenze dell'istruzione pubblica.
Continueremo nel nostro impegno affinchè gli anni scolastici siano "buoni" per tutti.
Distinti saluti.

A nome dei genitori i Presidenti dei CdI di Brivio, Cernusco Lombardone, Merate, Olgiate, Robbiate d Rovagnate.

venerdì 1 ottobre 2010

E' iniziato il processo alle "Camicie verdi": tra gli imputati anche il nostro Sindaco

Auspichiamo innanzitutto per lui e poi per i cittadini he alla fine del procedimento risulti innocente ed estraneo alle imputazioni contestate. Meglio sarebbe però che si appuri la verità e non, come invece si prefigura, che il caso venga archiviato perchè è cambiata la legge.

Sì è aperto oggi il processo contro trentasei militanti di quella che era la Guardia Nazionale Padanaclicca sui testi evidenziati in grassetto e in colore azzurro) accusatisostanzialmente di aver costituito un’associazione militare finalizzata alla secessione. I fatti contestati risalgono al 1996-1997. Tra gli imputati figura anche il nostro Sig. Sindaco Andrea Robbiani. Il dibattimento è stato riconvocato per il prossimo novembre quando probabilmente il caso verrà definitivamente archiviato per l’entrata in vigore del nuovo Codice dell’ordinamento militare che guarda caso entrerà in vigore venerdì prossimo che, tra il centinaio di reati che cancella, prevede anche la l’eliminazione di quello di banda armata. Prima dei trentasei imputati convocati in tribunale a Verona quest’oggi già i ministri Umberto Bossi, Roberto Maroni e Roberto Calderoli e il parlamentare Mario Borghezio erano riusciti a sottrarsi al giudizio. Se così effettivamente sarà siamo contenti per il nostro Sindaco e per i Suoi familiari perché, è inutile negarlo, quando si ha a che fare con la Giustizia è sempre un “terno al lotto”. Riabiamo anzi quanto già espresso, ovvero che noi reputiamo che sino a prova contraria viga il principio di innocenza. Ci esimiamo quindi dall'esprimere qualsiasi valutazione sino al termine del procedimento in corso. Meglio sarebbe però che si andasse fino in fondo alla questione e si analizzassero tutti gli elementi raccolti, sia quelli che indicherebbero una colpevolezza e a maggior ragione quelli che invece lasciano propendere per l’innocenza. Questo per fugare tutti i sospetti e per stabilire con certezza che i reati contestati non hanno ragion d’essere. Altrimenti si insinua nei cittadini il dubbio che alcune norme vengano approvate per “risolvere d’ufficio” i guai giudiziari della Casta e delle persone vicine ad essa. E non è bello per la popolazione il “tarlo” che il proprio rappresentante istituzionale possa in qualche modo essere andato contro i principi che invece con il suo incarico attribuitogli dagli elettori è chiamato a difendere, seppure per fatti risalenti a quasi quindici anni fa.


La Redazione

Casa Amica: quando una circostanza negativa si trasforma in opportunità di rinascita

La Cooperativa sociale per disabili diventerà di tipo misto, con un Centro socio-educativo e un Servizio di formazione all'autonomia

Nell’ultimo anno molto si è letto di Casa Amica sui media locali: la forte crisi economica, la richiesta di aiuto al Comune di Merate, l’apertura di una sottoscrizione per raccolta fondi, le iniziative di privati ed associazioni a sostegno della Cooperativa…, tutta una sequenza di effetti provocati da una totale mancanza di lavoro. Quello che non si è letto è quale sia stato il grado di preoccupazione vissuto all’interno, nel rendersi conto che le prospettive di una chiusura, per certi versi inevitabile, avrebbero provocato un duro colpo alla sicurezza e alla serenità di tante persone da tutelare e delle loro famiglie. Non sono stati momenti facili, ma a distanza di mesi si può riconoscere nella vicenda di Casa Amica un felice esempio di come una circostanza negativa possa tradursi in una nuova opportunità di rinascita, quando si combinano il giusto aiuto e la buona volontà.
Il giusto aiuto è venuto dalla sensibilità di Emilio Zanmarchi, assessore ai Servizi alla Persona e alla Famiglia del Comune di Merate, che da subito si è fatto carico del problema, avviando la Cooperativa sociale al confronto con gli Enti che, in diverso modo, tracciano le scelte territoriali e provinciali in tema di disabilità e fragilità sociale. La buona volontà è di chi, dentro a Casa Amica, ha scelto di fare tesoro dell’esperienza più che ventennale accanto ai disabili per tradurla nella progettazione di un’offerta diversificata in risposta ai bisogni crescenti del territorio, sapendo di avviarsi su un percorso tutto in salita, da affrontare con determinazione, tenendo come sempre al centro dell’attenzione il disabile e il miglioramento della qualità della sua vita.
La riqualificazione di Casa Amica passa attraverso un lavoro di parecchi mesi e ne declina il nuovo assetto modulato su tre ambiti differenti che abbracciano diversi gradi di disabilità in una configurazione di tipo misto A e B. Da un lato, infatti, viene confermata la cooperativa di tipo B di inserimento lavorativo per fasce deboli, come continuazione della collaborazione avviata da tempo con il Collocamento Mirato provinciale, in grado di autosostenersi a livello economico. Dall’altro si presenta con una formula socio-educativa diversificata in C.S.E. e S.F.A.: un Centro Socio Educativo come una struttura integrata per l’accoglienza diurna di persone con un grado compromissione che richiede interventi socio-assistenziali mirati e un Servizio di Formazione all’Autonomia per utenti con disabilità di lieve e media gravità da accompagnare in un percorso di familiarizzazione con l’esterno. La grande novità del progetto di Casa Amica è proprio l’aver previsto differenti tipologie d’offerta nella stessa struttura, dove la persona inserita potrà seguire un percorso flessibile, adeguato all’evoluzione delle sue esigenze, in una situazione di centralità. Il piano di trasformazione, completato nei suoi contenuti e nella stima dei costi derivanti, dovrà ora ricevere l’approvazione della Segreteria tecnica dell’Ufficio di piano provinciale e dell’esecutivo distrettuale per il riconoscimento dei fabbisogni al funzionamento.
Contemporaneamente, su un altro versante, continua il reperimento delle risorse da impiegare nella ristrutturazione della sede che deve essere adattata secondo le indicazioni regionali in materia. Si fa sicuramente conto di partecipare al Bando della Fondazione Provincia di Lecco, ma ogni tipo di aiuto è ben accetto, anche in forma di proposte di lavoro. Aiutare Casa Amica significa riconoscere un servizio aperto alla comunità e alla collaborazione in rete con il territorio. Significa dare supporto e sicurezza alla fragilità. Significa smettere di guardare il disabile come un diverso, ma incominciare a vedere nella diversità una ricchezza. Significa difendere il suo diritto alla serenità e scorgere nel suo sorriso un grande dono che paga più di tante parole.

Gabriella Mauri

La Cittadella della salute è un'opportunità di rilancio del sistema ospedaliero di Merate

Il progetto della Cittadella della salute compie un altro passo avanti grazie all'interessamento del Consigliere regionale Carlo Spreafico che ha lavorato senza clamori per inserire l'opera tra le priorità del Regione a differenza degli esponenti del Centrodestra che sparlano senza fare nulla e poi si attribuiscono meriti non loro.


Sono soddisfatto di essere riuscito a far inserire nelle priorità del Piano regionale di sviluppo la cosiddetta Cittadella della salute a Merate. Si tratta di una importante idea, a suo tempo lanciata dal sindaco Giovanni Battista Albani, per realizzare in un unico centro, all’interno dello stesso ospedale, tutti i servizi sanitari di cui il cittadino ha bisogno e che oggi sono sparsi in diversi luoghi. Un progetto che richiede ovviamente l’intervento finanziario di Regione Lombardia e degli altri enti coinvolti a partire dall’Asl. La Cittadella della salute, però, dovrebbe essere qualcosa in più di un contenitore di servizi per costituire l’occasione di rilancio del sistema ospedaliero di Merate che, come ho più volte riportato, è fondamentale per evitare che gli utenti brianzoli siano costretti a migrare verso i più attrezzati ospedali di Vimercate e San Gerardo di Monza. Senza un forte rilancio dell’ospedale di Merate all’interno della nuova Cittadella della salute sarà la stessa autonomia dell’azienda ospedaliera di Lecco a saltare, con il rischio di un accorpamento con un’altra azienda ospedaliera limitrofa. Bisogna a questo punto che Regione Lombardia metta in conto i finanziamenti necessari sulla base di un progetto definitivamente concreto, che deve essere al più presto presentato, coinvolgendo nella sua preparazione tutti gli operatori territoriali del settore, i sindaci e le associazioni che si occupano di assistenza.

Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale
Consigliere segretario

giovedì 30 settembre 2010

Indovina chi?

“Voglio soltanto fare due riflessioni. Il primo punto è che io non ho chiesto di portare l’argomento in Consiglio o che venisse deciso dalla Giunta, semplicemente avevo fatto una domanda relativamente al fatto che questa tipologia di scelte, come anche su altre scelte, almeno portarle a conoscenza della Commissione, che non ha come tutti noi sappiamo poteri decisionali, ma soltanto di conoscenza e condivisione delle scelte. Questo perché? Se si potessero utilizzare le Commissioni che sono strumento ritengo molto utile, ma negli ultimi anni assolutamente utilizzato solo per comunicare le cose minime che servono per comunicare ai Consiglieri, io sono convinto che le scelte che un’Amministrazione prende, se comunicate in Commissione, con la presenza anche dei cittadini che continuano a scrivere delle lettere, al di là di incontri singoli di cui quasi nessuno di noi è a conoscenza, sarebbero anche forse più accettate. È questo il primo punto“.
Indovina chi ha pronuncizato questa frase?
La risposta giusta è la B. L’attuale Sig. Sindaco Andrea Robbiani si pronunciò come sopra riportato durante un Consiglio comunale del marzo 2008 in cui si discusse una sua interrogazione sull’istituzione del divieto di sosta predisposto sul lato destro della strada 342 Dir in località Carsaniga. Come sono cambiate le convinzioni della gente in due anni e mezzo! Ma si ormai si sa: predicava bene e adesso razzola male, molto male, anzi anche peggio...

E.P.

Merate chiusa al traffico in entrata e in uscita: gli automobilisti costretti al giro dell'oca

Per i cittadini significa strade più intasate, maggior inquinamento e perdite di tempo
Con ordinanza n° 49 del 29 settembre 2010 è stato istituito per gli automobilisti in uscita da Merate lungo via Terzaghi il divieto di svolta a sinistra sulla Sp 342 Dir n direzione di Milano. Altresì è impedito a chi viaggia lungo via Satatale direzione sud, verso Cernusco Lombardone per intenderci, di imboccare la medesima via Terzaghi ovvero di girare a sinistra. Il provvedimento, unito a quello analogo in vigore da tempo all'intersezione tra la ex Ss 36 e viale Giuseppe Garibaldi, rende estremamente difficile accedere a Merate ma anche andarsene. La gente è ora obbligata per raggiungere via Statale e dirigersi in direzione di Milano a usufruire della nuova rotatoria di Pagnano o di quella all’incrocio di viale Giuseppe Verdi oppure ad attraversare l’intera città per usufruire della Sp 54 piuttosto che via Laghetto o via XXV Aprile e poi da queste immettersi sulla vecchia Statale dello Spluga e del Lago di Como. Il medesimo discorso vale per il contrario, cioè per chi deve entrare in Merate. Le finalità sono chiare e in parte anche condivisibili: garantire maggiore fluidità sulla 342 dir e maggiore sicurezza, vietando i “salti” di corsia. Che non va bene sono il metodo e le soluzioni adottate. Innanzitutto quando ci sono di mezzo scelte importanti sarebbe opportuno discuterne anche nelle sedi istituzionali previste, come la Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio, non solo per informare i Consiglieri comunali, che sono sempre gli ultimi a venire a sapere le cose, ma anche per raccogliere pareri e suggerimenti. Due teste sono meglio di una. Stupisce che chi reclamava queste giuste attenzioni quando sedeva in Minoranza adesso sia il primo a dimenticarsene, ma, come detto tante volte, lui predicava bene e adesso razzola male, molto male...  Esiste inoltre un Pgtu, (Piano generale del traffico, urbano) ex Put, parte integrante del Pgt in fase di stesura. E’ un documento votato e approvato dal Consiglio comunale durante la passata legislatura, quindi ancora valido e in qualche modo vincolante. Perché non ci si attiene a quanto è riportato e previsto lì? Sappiamo l’avversione del Sig. Sindaco Andrea Robbiani al parere dei tecnici, ma il Pgtu è stato realizzato tenendo conto l’intera organizzazione viabilistica di Merate e i flussi di traffico. La circolazione è come un sistema idraulico: se chiudi un rubinetto, l’acqua passa da un’altra parte. Il pericolo è che si sposti solo il problema in strade già trafficate, come viale Giuseppe Verdi, via don Cesare Cazzaniga, via Fratelli Cernuschi, via Filippo Turati, via Frisia e via Monte Grappa oltre che quelle di Brugarolo.  Dove adesso è stato istituito il diviesto di svolta a sinistra ci vuole una rotatoria e occorre anche sistemare il rondò all'altezza di vial Verdi. Non c'è nulla da inventare: è già tutto scritto. Molte persone si spostano in auto per necessità e perché non hanno alternative al mezzo di trasporto privato: non si possono pernalizzare in questo modo e obbligarle a lunghi giri dell’oca, che comportano solo perdite di tempo, traffico ulteriore e inquinamento.

Giovanni Battista Albani
Sindaco di Merate 2004/'09
Consigliere comunale del gruppo
di Insieme per Merate

mercoledì 29 settembre 2010

I docenti del "Viganò" denunciano i danni alla scuola pubblica

Merate appare un luogo distante dagli “sconvolgimenti” che interessano la scuola pubblica e più in generale il paese. Il nostro Istituto, le nostre strutture, la nostra routine, tutto sommato funzionano, anche grazie all'impegno “extra” di molti, ma rimangono molte ombre e un velato malessere. Lo scorso anno scolastico è passato in un clima di incertezza, perplessità, timori, senza che vi fossero ambiti istituzionali o assemblee dove poter discutere del futuro della scuola e dare voce al nostro malessere e alle nostre preoccupazioni.
I Docenti dell’Istituto "FrancescoViganò" di Merate, al termine di una riunione tenutasi il 21.9.2010, hanno deciso a larga maggioranza di intraprendere alcune iniziative di protesta per denunciare i danni provocati alla scuola pubblica dalle scelte del Governo, sia con l’avvio della cosiddetta “riforma Gelmini” e i conseguenti e indiscriminati “tagli” del personale, sia con il blocco pluriennale dei salari e della progressione di carriera dei Docenti. Misure queste che peggiorano la qualità della scuola pubblica con inevitabili conseguenze negative sul piano culturale e civile.In particolare si è deciso quanto segue:
  • di non partecipare, in segno di protesta, all’inaugurazione dell’anno scolastico che si terrà a Lecco il 2 ottobre prossimo, visto anche il particolare zelo con il quale le riduzioni di personale sono state attuate nella nostra provincia
  • di sospendere, per il corrente anno scolastico, tutti i viaggi di istruzione in quanto iniziative di carattere non strettamente didattico. Per senso di responsabilità e per non diminuire la qualità dell’offerta formativa, vengono invece confermate le uscite didattiche in orario scolastico, gli stage linguistici con frequenza di lezioni, gli scambi per gemellaggi internazionali e il progetto Leonardo, in quanto iniziative altamente qualificanti e specifiche del nostro Istituto
  • di invitare i singoli docenti a non accettare ore aggiuntive al proprio orario di cattedra, come gesto concreto di solidarietà nei confronti di chi ha perso il posto di lavoro.
I docenti si riservano di adottare ulteriori forme di protesta e si impegnano ad avviare efficaci forme di comunicazione con gli studenti e le famiglie per coinvolgerle nella difesa e nella promozione di una scuola pubblica efficiente e di qualità. Ricordiamo sinteticamente le principali problematiche scaturite dal “riordino” della scuola media superiore e dai tagli attuati a partire da quest'anno. L'antefatto è una martellante ed avvilente campagna denigratoria nei confronti dei lavoratori pubblici, docenti in testa: fannulloni, che meritano una decurtazione del salario quando si ammalano. Tutti, senza alcun discernimento. Il Governo poi ha identificato negli insegnanti i soli lavoratori d'Italia meritevoli di mancato rinnovo del contratto scaduto e di un congelamento triennale della progressione di carriera, motivando ciò come un gesto di solidarietà sociale in tempi di crisi. Per alcuni docenti questo equivale a una perdita di alcune migliaia di euro. I tagli sono stati effettuati attraverso riduzioni dei quadri orari, anche nelle classi intermedie, che non nascono da ragioni pedagogiche o didattiche, ma sono finalizzati solo ad una riduzione delle ore d'insegnamento e quindi della spesa, a prescindere dalla qualità del servizio. Un esempio per tutti: le lingue al corso ERICA, materie di indirizzo, per le quali sarà impossibile svolgere lo stesso lavoro con un diminuito numero di ore ed un numero di studenti più elevato. A questa riduzione si aggiungerà in futuro la scomparsa dei docenti madrelingua. Questi interventi diminuiscono anche l'attenzione che ciascuno studente può ricevere. Come potremo individuare e sostenere gli studenti in difficoltà in classi sempre più numerose? Come potremo occuparci dell’integrazione degli alunni stranieri o con difficoltà di apprendimento? Quali strategie potremo approntare se le risorse umane ed economiche della scuola pubblica si assottigliano? Aumenterà la selezione? Diminuirà la preparazione dei nostri studenti?
Non possiamo rimanere insensibili a questo spreco di risorse e di potenziale umano, che rappresenta il futuro del nostro paese, e alla strisciante dequalificazione del nostro lavoro. Mentre diminuiscono progressivamente i finanziamenti alla scuola pubblica, aumentano invece quelli alla scuola privata. Ad esempio, i finanziamenti della regione Lombardia attraverso la dote scuola (circa sessanta milioni di euro) sono stati assegnati per l'80% al 9% delle famiglie di studenti lombardi, quelle i cui figli frequentano le paritarie. Il restante 91% delle famiglie lombarde, che hanno scelto invece di mandare i propri figli alla scuola pubblica, ha potuto contare solo sul 20% degli stanziamenti
In conclusione, il Collegio dei docenti dell'I.S.S. "Francesco Viganò", accogliendo le proposte avanzate dall’assemblea sindacale, per denunciare i danni provocati alla scuola dalle scelte del Governo, il blocco pluriennale dei salari e della progressione di carriera, l’abrogazione dell’indennità di missione nei viaggi all’estero, e più in generale le gravi conseguenze culturali e civili del continuo
  • di non partecipare, in segno di protesta, all’inaugurazione dell’anno scolastico che si terrà a Lecco il 2 ottobre prossimo, visto anche il particolare zelo con il quale le riduzioni di personale sono state attuate nella nostra provincia 
  • di sospendere, per il corrente anno scolastico, tutti i viaggi di istruzione in quanto iniziative di carattere non strettamente didattico. Per senso di responsabilità e per non diminuire la qualità del servizio scolastico, vengono invece confermate le uscite didattiche in orario scolastico, gli stage linguistici con frequenza di lezioni, gli scambi per gemellaggi internazionali e il progetto Leonardo, in quanto iniziative altamente qualificanti e specifiche del nostro Istituto
  • di invitare i singoli docenti a non accettare ore aggiuntive al proprio orario di cattedra, come gesto concreto di solidarietà nei confronti di chi ha perso il posto di lavoro.
I docenti si riservano di adottare ulteriori forme di protesta e si impegnano ad avviare efficaci forme di comunicazione con gli studenti e le famiglie per coinvolgerle nella difesa e nella promozione del diritto ad una scuola pubblica di qualità.

Il Collegio dei docenti dell'I.S.S. "Francesco Viganò"

Fondi alle scuole: 40mila euro al Comprensivo e 5mila All'Ibvm

L’Assessore ha annunciato che per quest’anno rinuncerà al suo progetto di benchmarking

L’Assessore Emilio Zanmarchi è uscito poco soddisfatto dalla riunione della Commissione Istruzione e Cultura che si è svolta lunedì 27 settembre. Per l’occasione è stata aperta la sala consigliare per accogliere i Dirigenti degli Istituti scolastici della città invitati ad illustrare i progetti da sviluppare nell’ambito del Piano al diritto allo studio. Alcuni componenti della Commissione si sono detti molto interessati dalle proposte presentate dalla rappresentante della Fondazione professionale Clerici: lodi e complimenti sono state così sperticati che il nostro Consigliere Gabriella Mauri e il Presidente della Commissione Francesco Sangiorgio sono intervenuti facendo osservazioni positive anche sul lavoro che il professor Angelo Colombo aveva presentato per tre quarti d’ora perché ormai la situazione stava diventando imbarazzante. Evidentemente il contrasto tra l'Assessore e il Preside del Comprensivo statale non è stato del tutto dimenticato. Comunque il momento più difficile è stato quando, a sala del quasi deserta, si è decisa la ripartizione dei fondi del Piano al diritto allo studio da destinare a ciascuna scuola. Un silenzio totale è seguito alla richiesta rivolta ai componenti la Commissione da parte di Zanmarchi di dare un giudizio sui singoli progetti presentati. Si sono poi considerati altri criteri che però apparivano di minore importanza tenuto conto della difficile situazione finanziaria in cui versa l’Istituto Comprensivo, che a differenza delle altre scuole è frequentato da quasi tutti studenti residenti a Merate e che può contare solo sui trasferimenti statali che arrivano con il contagocce e su quelli comunali. E’ vero che non spetterebbe al Comune provvedere ai soldi per il funzionamento scolastico, ma del resto i soldi per i progetti sarebbero inutili per una scuola costretta a chiudere. Zanmarchi ha comunque assicurato di avere le disponibilità di bilancio che gli permettono di far fronte alle richieste dell’Istituto anche se si è detto dispiaciuto perché non vorrebbe che “i soldi dei progetti andassero per la carta igienica”. Il Comprensivo di Merate avrà quindi 40mila euro, l’ Ibvm - Dame inglesi 5mila, e fra le altre scuole sarà diviso ciò che rimane dei 50mila euro stanziati. L’Assessore ha anche annunciato che per quest’anno rinuncerà al suo progetto di benchmarking. Forse gli è anche venuto in mente che eventuali variazioni del budget previste dal progetto (disincentivo) non sarebbero state accolte favorevolmente da quei genitori che avrebbero visto la scuola del figlio privata di una parte del contributo comunale solo perché magari i loro figli sono meno "bravi" e non hanno conseguito gli obiettivi proposti.

Luciana Vidili