venerdì 2 settembre 2011

Il mercoledì pomeriggio in via Montello c'è il doposcuola

Lo scorso 2 agosto ha avuto luogo nel palazzo municipale di Merate un incontro tra l'Assessore all'Istruzione sig. Emilio Vulmaro Zanmarchi, il Dirigente Scolastico dell'Istituto Comprensivo Dr. Angelo Colombo ed il Presidente del Consiglio dell'Istituzione sig. Ennio Airoldi, con una rappresentanza di genitori di allievi iscritti al primo anno della primaria per l'anno scolastico 2011-2012 che avevano chiesto di fruire del tempo pieno.
Le famiglie degli allievi della futura 1^ elementare, dal momento che gli ulteriori tagli nell'organico del corpo docente resi noti in sede di definizione degli organici di diritto della scuola primaria per l’a.s. 2011-12 avevano reso impossibile il soddisfacimento di tale esigenza, avevano infatti manifestato il loro vivo interesse a un possibile percorso di prolungamento pomeridiano del tempo scolastico per le giornate dei mercoledì.
Erano presenti alla riunione anche la sig.ra Rita Gaeni, responsabile del servizio Assistenza, Educazione, Cultura, Sport e Tempo libero del Comune di Merate, nonché una delegazione dei genitori membri del Consiglio dell'Istituzione.
Nel merito è stato esaminato il progetto presentato dall'associazione Airone, con la quale alcuni genitori avevano già provveduto a mettersi un contatto, e quello messo a punto da Retesalute su richiesta dell'assessore Zanmarchi.
Il dirigente scolastico, appoggiato anche dai componenti presenti del Consiglio d'Istituto, ha garantito la disponibilità della scuola a mettere in ogni caso a disposizione spazi e attrezzature, mentre l'Assessore ha affermato di confidare, nel caso fosse stata accolta la proposta di Retesalute, su un contributo economico da parte del comune a copertura, per gli alunni residenti a Merate, di una frazione dei costi valutabile al 30% nonché sull'attivazione, nei casi di famiglie che non risultassero eventualmente in grado di sostenere la spesa, dei meccanismi di compensazione già collaudati da parte del suo assessorato.
I presenti hanno concordato di accettare quanto proposto dall'assessore Zanmarchi e di preparare, per i primissimi giorni dell'anno scolastico, un incontro informativo presso il plesso di via Montello tra Retesalute e tutti i genitori potenzialmente interessati.
L'Assessore ha comunicato che l'avvio delle attività pomeridiane può essere previsto previsto già per mercoledì 21 settembre.

dal blog della

giovedì 1 settembre 2011

Una manovra poco "padana"

Riproponiamo una interessante lettera pubblica su Merateonline.it del Commissario della Lega Nord della Circoscrizione di Merate Paolo Zardoni circa la manovra finanziaria in fase di discussione.Sarebbe a questo punto il caso che i leghisti, oltre ad esprimere le perplessità sull'operato di questo Governo, traggano le dovute conseguenze e scelgano una volta per tutte se rappresentare gli interessi della gente oppure continuare a prestare il fianco alle manovre ed agli equilibrismi di potere...

La manovra finanziaria ancora in itinere ma che ha, alla base, un accordo tra la Lega e il Pdl, appare assai discutibile e, diciamolo, chiaramente "poco leghista".
Il "niet" sacrosanto più volte dichiarato dai nostri esponenti di spicco del Movimento contro l'innalzamento dell'età pensionabile ha, però, avuto il contro-altare doloroso dell'annullamento degli anni dedicati alla laurea ed al servizio militare nel conteggio degli anni lavorativi. In pratica, lo Stato dice: "scusate, ci siamo sbagliati, se 20 o 30 anni fa (la norma retroattiva mi lascia parecchi dubbi) avete fatto il militare e avete riscattato l'anno pagando dei contributi peggio per voi: ora non vale e lavorate un anno di più"? E' stato annullato il contributo di solidarietà per i privati che guadagnano centinaia di migliaia di euro e si cerca di fare cassa "tagliando" il servizio di leva; roba da stati giacobini e centralisti! Ora sembra ci sia un ripensamento ma è stato assurdo averlo solo pensato.
Altra norma degna di un Politburo sovietico è la volontà acclarata, anche se demandata a legge costituzionale, di abolire tutte le Province e, si noti, non più le Prefetture. La Lega si è sempre dichiarata contraria in quanto, giustamente, ha sempre considerato le Province un ente intermedio fondamentale tra i Comuni e le Regioni ma anche su questo punto si è ceduto, con motivazioni assurde e dettate da ignoranza e miopia politica. Le Province, infatti, rappresentano l'1,5% della spesa pubblica complessiva del Paese con un personale politico (Presidenti, Assessori e Consiglieri) che sono solo il 5,5% del costo totale, per un risibile risparmio di €113.635,599. Sarebbero questi i tagli della politica tanto decantati? E' bene ricordare, inoltre, che i dipendenti non verranno chiaramente licenziati ma passeranno sotto le Regioni con, appunto, un risparmio ridicolo a fronte delle decine di miliardi di euro di tagli necessari a quadrare i conti di uno Stato sprecone come quello italiano.
Politicamente si mortifica il territorio indebolendolo, anche perché li vorrò vedere i nostri Sindaci andare a bussare alla porta degli Assessori regionali per chiedere la sistemazione di una strada, per riassettare un edificio scolastico, per organizzare un evento culturale, per richiedere l'intervento della Protezione Civile, ecc ecc... Oggi, invece, anche il Sindaco di un Comune di 1000/2000 abitanti alza il telefono e chiama il Consigliere provinciale (se non direttamente l'Assessore provinciale) senza passare dalle settimane di "anticamera" a cui, probabilmente, andrà incontro in Regione a causa dell'abolizione delle Province.
Mi auguro che la Lega batta un colpo nelle prossime settimane durante l'analisi in Parlamento di questa manovra che ha poco di rivoluzionario, poco di federalista ma molto di centralista: che fine ha fatto, poi, l'anticipo del federalismo fiscale al 2012 auspicato da tanti amministratori locali che prevede invece la presenza del fisco provinciale?.
Per tagliare i costi dello Stato si guardi a Roma ed ai suoi Ministeri, enti, carrozzoni (Rai, Bankitalia e Quirinale compresi): questi sono obiettivi di una politica rivoluzionaria ed innovativa che dovrebbe essere la linfa vitale della Lega!
Le mie vogliono essere critiche costruttive avendo la fortuna di dialogare tutti i giorni con i nostri militanti: va bene essere al Governo ma se si devono digerire simili amenità pur essendo decisivi nei numeri in parlamento, meglio ripensarci a fondo, anche perché è doloroso perdere le elezioni ma ancor più doloroso è perdere la propria identità e ragione d'essere.
Saluti padani.

Paolo Zardoni
Commissario Lega Nord Circoscrizione di Merate

mercoledì 31 agosto 2011

AI blocchi di partenza la Festa Democratica di Lecco e Monza - Brianza

Di parlerà di federalismo passando attraverso l’Unità d’Italia e le tante manovre che stanno caratterizzando questo Governo. Economia, scuola, questione femminile. Questa festa del Partito Democratico , si soffermerà a raccontare alcune problematiche che stanno investendo il nostro territorio, partendo dalla situazione generale per arrivare fino a noi.
I numerosi eventi, che si svolgeranno anche quest’anno sotto i padiglioni della Fiera di Osnago, saranno scanditi da tavole rotonde, dibattiti, musica,presentazioni di libri e concerti anche di un certo spessore.
L’inaugurazione si terrà giovedì 1 settembre con Maurizio Martina, alle ore 19,00, segretario regionale del PD Lombardia. La sera l’area dibattiti parlerà di scuola, con particolare attenzione ai tagli della gelmini e con il Sen. Antonio Rusconi e un relatore d’eccezione, l’ex Ministro dell’Istruzione on. Luigi Belinguer.


martedì 30 agosto 2011

L'area Cazzaniga è un'eredità di questa Amministrazione


Ho letto con interesse la lettera del Consigliere Massimo Adobati sul degrado di piazza Monsignor Natale Basilico, così come intitolata durante la legislatura del Sindaco Mario Gallina. Condivido tutto, eccetto un semplice, apparentemente insignificante passaggio: "l'area Cazzaniga è un'eredità pesante che ci hanno lasciato le precedenti Amministrazioni".
Eh no, non è un’eredità solo delle precedenti Amministrazioni. E’ un’eredità che ci hanno lasciato anche i partiti e gli uomini delll’Amministrazione di oggi. Leggendo i verbali della Deliberazione di Consiglio Comunale numero 26 del 14 aprile 1996 avente ad oggetto “Approvazione progetto di massima - preliminare relativo alla sistemazione dell’area Mons. Natale Basilico”, si scopre che il progetto medesimo è stato votato anche da Mauri P.I. Bruno, che era Capogruppo della minoranza della Lega Nord. Quindi ha un bel dire tutte le volte il Signor Sindaco Andrea Robbiani che il Carroccio si è opposto all’area Cazzaniga!!! Le camice verdi l’hanno voluta e votata eccome!!! Se non erro inoltre il P.I Mauri è suocero del borgomastro di adesso, quindi dovrebbe stare attento a non screditare le decisone passate del suo partito per evitare problemi in famiglia.
Ricordo inoltre che Andrea Massironi nel 2004, quando era Assessore ai Lavori Pubblici ha approvato ad appena due giorni delle elezioni il nuovo appalto per il completamento dell’area Cazzaniga impedendo a chi è venuto dopo di valutare almeno la possibilità e la convenienza di piantare a metà l’opera, demolirla o magari riprogettarla ex novo. Sì, Massironi, quel Massironi che sempre il Sindaco Andrea Robbiani si è scelto come Assessore esterno al Bilancio, senza nemmeno dare ai cittadini la possibilità di votarlo.
E’ vero. Anche Giovanni Battista Albani, Lidia Zappa e Lanfranco Consonni appartenenti a “Insieme per Merate” o notoriamente vicini hanno votato il progetto. Loro però hanno avuto il coraggio di spiegare i motivi politici della loro scelta e soprattutto di chiedere scusa dell’errore. Gli altri invece nemmeno quello... Errare humanum est, perseverare autem diabolicum... In più hanno l‘aggravante che come al solito danno la colpa a chi è venuto prima... Ma la carta canta e li inchioda alle responsabilità loro e dei partiti che rappresentano. Solo Ernesto Passoni, Pierpaolo Arlati e Alessandro Patti sono completamente “innocenti”.

M.A.

lunedì 29 agosto 2011

La carica dei mille: i sindaci a milano contro i tagli ai Comuni

Oltre 2.000 primi cittadini si sono ritrovati per la manifestazione di protesta. Nel pomeriggio una delegazione incontrerà il ministro dell'Interno Maroni in Prefettura. Presenti, tra gli altri, Pisapia, Alemanno e Fassino

Milano, 29 agosto 2011 - Sono oltre 2.000 i sindaci dei Comuni italiani che stanno protestando a Milano contro i tagli agli enti locali previsti dalla manovra. Dopo la riunione all'auditorium 'Giorgio Gaber', i primi cittadini d'Italia hanno deciso di dare vita a un corteo da piazza Duca d'Aosta fino a piazza della Scala. In prima fila Gianni Alemanno e i primi cittadini di Verona e Torino, Flavio Tosi e Piero Fassino. I tre sono dietro a uno striscione che dice: 'Giu' le mani dai Comuni. Piu' forte il tuo Comune più forti i tuoi diritti'. Alle 15 è poi previsto un incontro in Prefettura con il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
Alla manifestazione sono presenti sindaci di centrosinistra, come il vicepresidente dell’Anci nazionale Graziano Delrio (Reggio Emilia), Virginio Merola (Bologna), Giuliano Pisapia (Milano). Ma anche di centrodestra, come il presidente vicario dell’Anci Osvaldo Napoli, che ha detto di essere ‘’ottimista’’ sui cambi che potranno essere apportati alla manovra con l’incontro di oggi tra Berlusconi e Bossi. Al termine di tutti gli interventi, i sindaci si recheranno in corteo in piazza Scala. Alle 15 una delegazione dei primi cittadini andrà in Prefettura a incontrare il ministro dell’Interno Roberto Maroni.
Un solo coro per i Primi Cittadini: "Siamo noi, siamo noi, la risorsa dell'Italia siamo noi". Tanti i cartelloni apparsi: su uno di questi è rappresentato uno squalo con la scritta "Governo che mangia dei pesci piccoli"
ROBERTO FORMIGONI - Dal vertice di questa mattina tra Bossi e Berlusconi “mi aspetto una drastica riduzione delle tasse a carico dei cittadini e una drastica riduzione dei tagli a carico di Regioni ed Enti locali”. A dirlo è stato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Il governatore ha dichiarato anche di attendere “misure strutturali”, perchè nelle tre manovre 2010-2011 sono stati tagliati alle Regioni 57 miliardi di euro, “il 55% del totale, a fronte del 16% del peso delle Regioni sulla spesa pubblica”. Formigoni ha detto anche “no all’eliminazione dei piccoli Comuni ma sì all’accorpamento delle loro funzioni”. Inoltre, il governatore ha spiegato: “Va bene ragionare sull’Iva, ma mi attendo che lo stato dimagrisca, perchè se fosse governato come la Lombardia costerebbe 7 miliardi in meno l’anno. Propongo una cura dimagrante anche per le Regioni che devono essere meno, più grandi e con più poteri. Propongo di arrivare a sei Regioni, la Lombardia è disposta ad accorparsi".
Il Governatore però non placa la sua furia: "E' arrivata l'ora che lo Stato finalmente metta le mani addosso a se stesso".
GIULIANO PISAPIA - La parte della manovra correttiva che riguarda i Comuni deve essere "completamente ritirata". Lo ha detto il sindaco di Milano, Giuliano Pisapia. E ha poi sottolineato che "la manovra è ingiusta e ingiustificata, soprattutto perchè colpisce gli enti locali e i bisogni primari dei cittadini. Altri sono gli sprechi che possono essere tagliati". E ha concluso: "Uniti si vince, la nostra dignità non si svende". Una manifestazione "grande, importante, unitaria" quella di stamani per Pisapia che ha confermato Milano "in prima fila" tra i Comuni in protesta "per dare voce alle istanze del territorio e spiegare anche a chi non vuole capire che chi e' piu' vicino ai cittadini piu' conosce le loro esigenze" e per "evitare che i tagli previsti si trasformino in un colpo terribile per le nostre comunita'".
ATTILIO FONTANA - "Siamo qui per far sentire la nostra voce e far capire che la manovra ammazza gli enti locali e i cittadini", queste le parole con cui ha esordito il primo cittadino di Varese. E' ha proseguito: “Speriamo che la mobilitazione di oggi convinca Bossi e Berlusconi a non sacrificare gli enti locali e i piccoli comuni”. Il presidente di Anci Lombardia ha sottolineato: “Non mi importa se decideranno per l’Iva o la patrimoniale, ma è importante che si riveda la questione dei tagli ai piccoli enti locali per non penalizzarli ulteriormente".
GIANNI ALEMANNO - "Questa è una battaglia di tutti i comuni, sia dei comuni piccoli che non possono essere fatti scomparire, che di quelli grandi che non possono essere messi in ginocchio, quelli del Nord, del Centro e del Sud. Nessuno puo’ chiamarsi fuori perchè è una battaglia totalmente trasversale”. Così il sindaco di Roma, è intervenuto sulla manovra recentemente varata dal governo all’ingresso della manifestazione. "Bisogna far sentire la nostra voce - ha aggiunto Alemanno- e far capire che non è un problema politico ma un problema veramente istituzionale nell’interesse dei cittadini".
PIERO FASSINO - Sull’aumento dell’Iva "c’è stata una marcia indietro del governo, ne prendiamo atto. Vediamo adesso cosa proporrà". Aspetta di valutare le nuove proposte il sindaco di Torino: “Come debbano essere recuperate le risorse dai Comuni è una questione che decide il governo. Ma i tagli che proponeva ai Comuni erano insostenibili. Infatti, c’e’ stata la protesta immediata, una reazione corale di tutti i primi cittadini". Il primo cittadino di Torino ha poi risposto all’ipotesi su come devono essere recuperate le risorse economiche che provengono dal taglio ai Comuni affermando che questa è "una questione che deve decidere il governo. I tagli ai Comuni sono insostenibili e non poteva che esserci una protesta da parte di tutti i sindaci".
GRAZIANO DELRIO - Il sindaco di Reggio Emilia ha sottolineato: "Non siamo qui per protestare ma per fare proposte per far crescere il paese e ridurre il debito". Secondo il primo cittadino, infatti, i Comuni hanno già tagliato le spese mentre quelle dell’amministrazione centrale sono aumentate. "Bisogna invertire la rotta. La giornata di oggi - ha concluso - è importante non per i sindaci ma per il Paese".
FLAVIO TOSI - "Tagliare allo Stato invece che ai Comuni". Questo ciò che ha detto il sindaco di Verona, Flavio Tosi. E ha ribadito: "Bisogna tagliare i costi dello Stato centrale cosa che finora non è mai stata fatta. I Comuni non ce la fanno più, bisogna andare a prelevare laddove ce n'è".
MARCO FILIPPESCHI - Duro il sindaco di Pisa: "Serve una rivoluzione copernicana, sindaci e presidenti di regione facciano un passo, gia' in settembre, per superare la crisi e tornare a crescere l'autonomia locale e' fondamentale, mentre il centralismo ingessa e difende i veri sprechi".

venerdì 26 agosto 2011

Miopia, incapacità e demagogia al governo con l'asse PdL-Lega

Tante volte sono intervenuto su di un tema che mi sta molto a cuore e cioè quello dell’autonomia e del federalismo dei nostri Conuni,
L’attacco ai Comuni non è iniziato quest’anno. Il primo atto del Governo Berlusconi-Bossi è stata l’abolizione dell’ICI (unica vera tassa federale) senza un adeguato rimborso ai Comuni e da allora, una serie infinita di provvedimenti disseminati nelle finanziarie 2010-2011-2012 hanno portato i Comuni in una situazione di “moria” dalla quale sarà difficile che si riprendano.
E, fino ad ora, il tanto propagandato “federalismo” non ha sviluppato alcun effetto concreto a favore degli enti locali e lontanissimi mi appaiono per esempio i tempi (1997) della riforma Bassanini che ha rappresentato una svolta per gli Enti locali. Oggi leggi e leggine hanno un respiro corto e non indicano di certo soluzioni strutturali e durevoli.
Alcune delle simulazioni dei centri studi dell’ANCI (associazione Comuni Italiani) ci dicono che complessivamente i Comuni italiani perderanno tra il 2011 ed il 2014 la metà delle risorse delegate dallo Stato e che dovranno rinunciare alla maggior parte dei propri investimenti, già ridotti al lumicino in questi ultimi anni.
La domanda che ci dobbiamo porre è: che fine faranno i servizi erogati ai cittadini, in un quadro di drastica riduzione anche delle risorse per il sociale e per la scuola già effettuata dalle Regioni ai Comuni?
Avrà senso per un sindaco presentarsi agli elettori con un programma elettorale quando poi, di fatto, è “commissariato” nelle entrate e nelle spese da rigide norme finanziarie e di patto di stabilità decise da altri ?
Due anni fa ho scritto una lettera aperta ai cittadini di Casatenovo in cui prefiguravo gli eventi odierni ed ho promesso comunque di continuare a battermi ricercando tutti i possibili interventi a favore della comunità locale e così farò con la mia squadra di Persone e Idee per Casatenovo fino alla fine del mio mandato -
Ma ciò non mi impedisce di indicare delle responsabilità per questa situazione, che è vero ha ragioni internazionali e mondiali e qualche volta storiche, ma che è senza dubbio dovuta a “miopia”, incapacità, demagogia di un asse PDL- Lega che governa l’Italia da circa un decennio con un'ampia maggioranza, con risultati del tutto inadeguati e che sono sotto gli occhi di tutti.
Il futuro dell’Italia dipende molto dai Comuni, dal livello dei loro servizi economico e sociali e dalla possibilità che possano fare la propria parte in questo momento di crisi acuta e grave.
Massacrare i Comuni significa affondare i soggetti più attivi e più vicini ai cittadini!

Antonio Colombo
Sindaco di Casatenovo

giovedì 25 agosto 2011

I leghisti dalla memoria corta

Riproponiamo un editoriale a firma Claudio Brambilla di Merateonline.it che risale a luglio 2002. Come forse alcuni ricorderanno all'epoca c'era il rischio dello smantellamento dell'Ospedale di Merate. Per impedire l'operazione e che il San Leopoldo Mandic finesse nelle mani di un gruppo di industriali vicini al Centrodestra, nacque il Comitato civico di salvaguradia del San Leopoldo Mandic, che raccolse decine di migliaia di firme e ottenne che la vicenda venisse discussa in Consiglio Regionale. Inizialmente sembrava che la Lega Nord fosse intenzionata a sottoscrivere le richieste del Comitato, ma con un colpo di scema il Consigliere Stefano Galli durante la riunione del Consiglio Regionale tirò fuori dal cilindro una mozione unitaria della Maggioranza... L'editoriale ripercorre queste vicende e mosta come effettivamente la Lega Nord e il PdL abbiano "difeso" il nostro Ospedale... E poi hanno il coraggio di appendere manifesti per spacciarsi come paladini del territorio...

Lupi esalta la mozione regionale della maggioranza. Borsani invece azzera l`anatomia patologica del Mandic

La sindrome "AP" ha colpito ancora. Nelle stesse ore in cui l`on.Maurizio Lupi regalava insulti al Comitato di difesa del Mandic colpevole di non aver esultato per la mozione approvata dalla maggioranza in Consiglio regionale, l`assessore alla sanità del Pirellone Carlo Borsani faceva sapere che "AP", ossia Anatomia Patologica deve essere trasferita a Lecco, come disposto dal Direttore generale dell`azienda ospedaliera Roberto Rotasperti. Il povero Lupi evidentemente non era stato accorrentato dal collega di schieramento Borsani e così intervenendo su un settimanale locale aveva esaltato la mozione presentata da Forza Italia e Lega Nord, approvata anche da Ccd-Cdu e Alleanza Nazionale sulla quale si impegnava la Giunta regionale a mantenere tutte le funzioni e le attività attualmente esercitate, ad assicurare le sostituzioni del personale, a completare gli investimenti immobiliari e ad incrementare quelli tecnologici. L`Anatomia Patologica è una delle attività tuttora in essere presso il Mandic anche se con delibera 541 dell`11 aprile scorso Rotasperti ne ha disposto la chiusura e il trasferimento al Manzoni di Lecco. Era stata quella l`occasione in cui si era manifestata per la prima volta la sindrome "AP". Il giorno precedente la diffusione della delibera 541, il 10 aprile, il sindaco di Merate Dario Perego aveva solennemente assicurato che mai e poi mai l`Anatomia meratese sarebbe stata smantellata. Dopo aver appreso la decisione di Rotasperti e superato il comprensibile choc Perego aveva firmato proprio con Lupi una dura lettera di protesta che si concludeva con l`invito rivolto al top manager lecchese di ritirare la delibera. Cosa mai avvenuta. Il resto è cronaca recente. A giugno Lega, Ulivo e Rifondazione hanno presentato al Consiglio regionale una mozione che ricalca i contenuti della petizione promossa dal Comitato civico e sottoscritta da 30mila cittadini. Ma in aula Stefano Galli ha ritirato la firma su quel documento apponendola sotto un altro, predisposto da Giulio Boscagli, capogruppo di Forza Italia. Accusato di "tradimento" Galli si è giustificato dicendo di aver "usato" il Comitato per costringere i suoi alleati ad approvare un testo sostanzialmente analogo. E difatti la mozione del 18 giugno, richiamata da Lupi nella lettera al settimanale cittadino, contiene proprio i punti fondanti della petizione. Forte di tutto ciò il parlamentare azzurro ha accusato il Comitato di fare "cagnara e sceneggiate massmediatiche", come l`operazione Tg3 al Mandic, anziché gioire con lui per il documento regionale e collaborare al varo della Fondazione. Purtroppo, come dicevamo, Lupi non sapeva ciò che stava facendo Borsani e, come Perego prima di lui, è stato colpito dalla sindrome "AP" rimediando una figuraccia invereconda. La situazione vera, del resto, non si presta affatto ad ottimismi di sorta. Oggi 3 luglio, Giovanni Crema, dirigente di Chirurgia 1 va in ferie, ma non tornerà più in corsia perché ha scelto il pensionamento. E la sua sostituzione non è stata autorizzata. Analogo discorso vale per l`Ortopedia, diretta dal dottor Manganini fino a settembre, poi, allo stato attuale, senza dirigente. La Cardiologia è priva di "primario" da 18 mesi mentre l`Endoscopia da diverse settimane lavora solo grazie al dirigente di struttura semplice Carlo Borsa e la sua ottima ma esigua equipe. Quando Borsa è assente il servizio chiude ad eccezione delle urgenze assicurate da Ezio sacchi. Solo qualche esempio giusto per dimostrare che l`Onorevole deve frequentare poco il Mandic. Quanto alla Fondazione non c`è molto da dire: com`è tradizione di Merate dal 1832 tutti coloro che intendono aiutare l`ospedale possono effettuare donazioni mobiliari o immobiliari. Senza clamori né foto sui giornali. Se gli industriali sono i mecenati descritti, versino qualche milione (di lire o di euro facessero loro) all`ospedale chiedendo magari l`iscrizione del proprio nome sulle tavole di marmo. Se invece vogliono gestire in tutto o in parte il Mandic allora c`è il sospetto concreto che sia per guadagnarci, non certo per ripianare ogni anno qualche miliardo di lire di perdite. Ma come abbiamo già detto, c`è un solo modo per portare in utile il bilancio dell`ospedale: smantellare i reparti emergenziali. Eventualità da nemmeno prendere in considerazione. Lo ha già detto Rotasperti trovandoci del tutto d`accordo con lui: la Fondazione è una strada impercorribile. E poi i privati sarebbero in minoranza, l`altra quota di perdita dovrebbero accollarsela i Comuni. Impossibile.Ma tornando alla lettera dell`onorevole di Baggio, c`è un particolare che egli dimentica clamorosamente: che se si è arrivati a quella mozione, a quel 18 giugno 2002, lo si deve al lavoro incessante e faticoso dei membri del Comitato civico, quelle stesse persone che secondo Lupi "fanno solo cagnara". Dimenticando il particolare crolla tutto il resto.No, non è questa la strada da percorrere se davvero si vuole unire le forze a tutto vantaggio dell`ospedale cittadino. Questa è la strada dello scontro politico. Ma di chi intende la politica soltanto sono come un veicolo per fare carriera.

Claudio Brambilla

mercoledì 24 agosto 2011

I leghisti non si sono ancora accorti di essere al governo

I padani hanno appeso per Merate alcuni manifesti con il quale si accaparrano il merito dello stanziamento dei soldi per le attrezzature del nuovo blocco operatorio dell’Ospedale di Merate. Alcune considerazioni in ordine sparso:
  • L’affissione è firmata dalla sola Lega Nord e non insieme al Popolo delle Libertà, come era già successo qualche tempo fa. E’ ormai evidente che l’alleanza di Centrodestra si sta sgretolando
  • Non è citato il nostro beneamato Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani. Certo, se fosse stato per lui i soldi per completare i lavori del lotto 2 sarebbero stati utilizzati per altro.
  • Si dice “peccato nessuno avesse pensato che senza le nuove attrezzature il nuovo blocco operatorio non avrebbe potuto funzionare”. Ma scusate, soffrono di amnesia? Chi è stato al governo della Regione fino a questo momento da dieci anni a questa parte?!? Le camice verdi forse non si sono accorte di essere insieme a Roberto Formigoni?!? E l’assessore alla Sanità non è forse della Lega Nord?!? E Stefano Galli non si occupa di sanità da anni?!? Allora tra quel “qualcuno” ci sono anche loro. forse era meglio tacere e lasciare solo l’impressione di essere incapaci a guidare la Lombardia piuttosto che vantarsi pubblicamente confermandolo il dubbio!!!

R.I.

martedì 23 agosto 2011

All'incrocio di Brugarolo manca la segnaletica

Pubblichiamo l'interrogazione presentata dal nostro Consigliere di "Insieme per Merate" Roberto Riva circa la segnaletica stradale a Brugarolo.


Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani


Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa alla sistemazione del manto stradale all'incrocio di Brugarolo tra le vie IV Novembre e XXV Aprile


Premesso che:
  • circa due mesi è stato eseguito l'intervento di sistemazione del manto stradale all’incrocio di Brugarolo tra le vie IV Novembre e XXV Aprile
  • l'intersezione è ancora sprovvista di segnaletica orizzontale
L'interrogante chiede di conoscere:
  • perchè il manto stradale sistemato da circa due mesi all'incrocio in oggetto è ancora sprovvisto di segnaletica orizzontale
  • se la società incaricata per la manutenzione degli asfalti stradali ha in appalto anche il rifacimento della segnaletica orizzontale
  • a quale società è affidata la segnaletica orizzontale dell'incrocio in oggetto esiste un altro contratto
  • per quale motivo non è stata tracciata la segnaletica orizzontale
  • se l'Ufficio responsabile della segnaletica stradale è la Polizia Locale
  • quale eventuali violazioni al Codice della strada o di atti amministrativi si prefigurano
  • perché in attesa della segnaletica definitiva, non è stata eseguita la segnaletica provvisoria da cantiere
  • se l’art 13 del “Regolamento per la manomissione del suolo pubblico” è stato rispettato
  • se l’art 13 del “Regolamento per la manomissione del suolo pubblico” è valido solamente per le società che gestiscono servizi
  • se l’art 13 del “Regolamento per la manomissione del suolo pubblico” non è valido per le imprese che operano per conto dell'Amministrazione Comunale
  • di chi sarebbe la responsabilità in caso di sinistri stradali o incidenti ai pedoni che attraversano l'incrocio in oggetto
Per la presente interrogazione è richiesta risposta scritta
Ringrazio e saluto distintamente


Roberto Riva
Consigliere comunale di "Insieme per Merate"