mercoledì 20 ottobre 2010

Da Osnago avvertono: con il Pgt a rischio la bretella tra Cernusco e Merate

Pubblichiamo l'osservazione al Pgt formulata dall'Amministrazione comunale di Osnago che evidenzia come un intervento edilizio previsto dal Piano di Governo del Territorio potrebbe rendere impossibile costruire la bretellina di collegamento tra Cernusco e Merate.

Spett.le
COMUNE DI MERATE
Piazza degli Eroi n.3
23807 MERATE (LC)
Fax n. 039 9900683

OGGETTO: OSSERVAZIONE AL DOCUMENTO DI PIANO DEL P.G.T. UNITAMENTE AL RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE E ALLA SINTESI NON TECNICA DEL COMUNE DI MERATE

Facendo seguito alle Vs. note pervenute al ns. protocollo in data 30.7.2010 con il n. 9979 e in data 20.8.2010 con il n. 10683, con la presente si formula la seguente osservazione relativa all’ATR 5:
Esprimiamo forte perplessità in merito alla previsione di questo insediamento, perché renderebbe problematica la possibilità di realizzare la cosiddetta “bretellina” a scavalco dell’incrocio semaforico di Cernusco Lombardone  inserita nell’Accordo di Programma del 29.1.2009, sottoscritto dalla Provincia e dai Comuni del meratese relativo agli interventi sulla viabilità sovracomunale. Poiché l’Amministrazione Comunale di Merate ha più volte indicato come problematico l’asse di via Bergamo in quanto già carico di traffico l’edificabilità del comparto commerciale porterebbe un impatto negativo sulla viabilità dell’arteria, sulla quale già graveranno gli impatti dell’espansione della zona commerciale Auchan.
Si prega di prenderne atto nella predisposizione dei documenti finali e di dare riscontro alla presente.
Distinti saluti.

Paolo Strina
Sindaco di Osnago

Il Pgt aumenta l'urbanizzazione e favorisce i proprietari di terreni e delle aree dismesse

Il quadro conoscitivo del Piano di Governo del Territorio (PGT) è ormai delineato e, per quanto riguarda gli insediamenti ed il cambiamento di destinazione d’uso dei terreni, possiamo trarre qualche prima considerazione. Il Gruppo consiliare di "Insieme per Merate" ha presentato suggerimenti e proposte  relativamente ad uno dei documenti del Piano (Documento di Piano-D.d.P.) (clicca sui testi evidenziati in grassetto per accedere ai riferimenti indicati) e la sua rispondenza alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Il giudizio complessivo è negativo, perché l’aumento delle urbanizzazioni è consistente e stravolgente rispetto all’inversione di tendenza posta dall’ultima Variante di Piano Regolatore; sono stati favoriti, inoltre, i grandi proprietari di terreni e di insediamenti industriali dismessi.
Avevano annunciato: “Basta cemento. Difendiamo la terra dei Nostri Padri. Padroni a casa nostra”. Ora, sui documenti del PGT, scrivono che permetteranno:
  • 55.000 mq di ulteriore superficie urbanizzata
  • 63.060 mc di ulteriore edificazione residenziale
  • 60.995 mc di ulteriore edificazione produttiva e terziaria
Di seguito analizziamo il Piano riguardo agli insediamenti residenziali e produttivi. In un successivo intervento esamineremo il Piano dei Servizi.

1. Premessa
Ampia e completa nel Documento di Piano (D.d.P.) è l’osservanza delle indicazioni dei Piani Territoriali degli Enti Locali Superiori, forse con una certa ridondanza all’interno dei diversi documenti. Rileviamo una dicotomia fra i principi ambientali e paesaggistici enunciati nel documento e l’urbanizzazione prevista nel documento stesso (Ambiti di Trasformazione, ATR) e nel Piano delle Regole (Ambiti di Completamento, AC), specialmente quella che implica nuovo consumo di suolo. Il Piano Generale del Traffico Urbano vigente è fatto proprio dal D.d.P. sia nelle diagnosi che nelle strategie, per cui non comprendiamo, perché l’Amministrazione ne prescinda nei quotidiani ed estemporanei interventi sulla viabilità. O lo revocano facendone, obbligatoriamente uno nuovo, o lo seguono anche con gli inevitabili aggiustamenti che il Piano stesso prevede. L’ edificabilità (ATR5) dell’area in via Laghetto preclude a priori la possibilità di realizzare la bretella con Cernusco, contrariamente alle decisioni prese a livello sovracomunale.

2. Dimensionamento di Piano
Il D.d.P., al paragrafo “Lo strumento urbanistico di Merate” (pg 165) recita: “Il passaggio da questo PRG (approvato dalla Regione nel 1998) alla Variante Generale del 2005 è sostanzialmente consistito in una diminuzione di circa 56.000 mq di funzioni residenziali ed in un aumento delle funzioni produttive di circa 23.000 mq con, globalmente, una contrazione della superficie urbanizzata di circa 33.000 mq”. Viene quindi da chiedersi se quelli della Lega, quando erano in Minoranza leggessero i documenti? In compenso le “Disposizioni d’Attuazione” (pag 5) prevedono, rispetto alla situazione attuale, un aumento della superficie urbanizzata di 55.000 mq, calcolato sommando 20.900 mq di nuove aree urbanizzate provenienti dagli ambiti di trasformazione ( 82.000 mq totale meno 61.100 mq già previsti nel PRG vigente) e 34.100 mq delle aree di completamento (41.100 mq totali meno 7.000 mq già previsti nel PRG vigente). Alla faccia dei cultori dell’opzione zero! Da questi dati comparati non emerge che il processo di consumo di suolo in atto nel corso del decennio ed interrotto nella Variante PRG del 2005, venga a cessare con le linee di questo PGT.

3. Criteri di compensazione, di perequazione e di incentivazione
Pur essendo chiaramente indicato che la scelta di avvalersi della perequazione (hai un terreno che vuoi edificare con un certo volume: io Comune ti do analoga volumetria, però dove indico io) è rimessa alla determinazione dell’ Ente, riteniamo insufficiente l’impiego fatto di detto strumento nel Piano.In particolare vedremmo in modo favorevole una sua applicazione più ampia per incentivare il recupero di alcuni parti dei diversi centri storici presenti nel Comune di Merate. Il criterio di compensazione è stato applicato in modo stravolgente , come viene più avanti riportato. Il PGT dovrebbe dare indicazioni sul recupero, specialmente nei Centri Storici, di volumi non utilizzati né, allo stato, utilizzabili, ad esempio mediante diminuzione degli oneri di urbanizzazione e dei costi di costruzione.

4. Sistema residenziale, produttivo,terziario
- Sistema residenziale
Prendiamo atto del dimensionamento prospettico dell’edificabilità per una popolazione residenziale di circa 15.600 abitanti (con le edificazioni realizzate e non utilizzate si arriva, presumibilmente a 16.000). E’ negativo che non si sia aggiornato il censimento dei volumi residenziali (ci risulta un migliaio di alloggi non utilizzati) e produttivi, vuoti a diverso titolo; tale valutazione avrebbe permesso di tarare meglio le esigenze. Contrarietà a nuove edificazioni nel corridoio ecologico (Cassina e Sartirana), già non recepite dal vigente PRG e come da conferma TAR.
- Sistema produttivo
Il comparto primario (agricoltura) è salvaguardato ed auspicabilmente valorizzato anche per la valenza di difesa del paesaggio. Riguardo al comparto secondario (industriale) valutiamo positivamente il recepimento dell’ Area Produttiva Ecologicamente Attrezzata (APEA) da 46.500 mq, nell’ambito del Polo Produttivo del Meratese, così come previsto dalla Provincia (PTCP) ed, a suo tempo, contrastata dagli attuali Amministratori.
- Sistema terziario
Si accenna alla cosiddetta Cittadella della Salute presso l’Ospedale; riteniamo che il PGT debba essere più incisivo e determinato, anche alla luce di ipotesi e documenti preliminari elaborati dalla precedente Amministrazione.

5. Ambiente
Valutiamo molto positivamente il recepimento dell’ipotesi di ampliamento del Parco Adda Nord, attualmente in itinere presso la Regione, nella sua significativa configurazione, proposta da Merate e recepita nel Piano di Coordinamento del Parco; l’analisi dei punti di forza e debolezza individua in detto ampliamento un caposaldo in ordine alla conservazione del corridoio ecologico fra i due Parchi, come previsto da Regione e Provincia. Il corridoio ecologico nord fa parte della Rete Ecologica Regionale del relativo Piano Territoriale con elementi naturali di primo livello. In considerazione della buona disponibilità di aree standard, dell’esistenza di un’unica area dedicata ad orto sociale in Sartirana e della presentazione di una istanza relativa si propone di inserire nei documenti del PGT la possibilità di creare orti sociali, preferibilmente distribuiti nelle Frazioni ed in Merate Centro. L’assegnazione ai Cittadini, in concessione per uso gratuito, di tali orti, stimola ed agevola l’attività ricreativa soprattutto degli anziani favorendone la socializzazione e diffondendo la pratica di attività rurali.
Per quanto concerne la vulnerabilità dovuta a piogge intense il PGT, in presenza di zone vulnerabili (torrente Molgora, Sartirana, Cassina), dovrebbe prevedere la ripresa degli studi, già effettuati, per eventuali interventi (tubazioni ed eventuali vasche volano).

6. Sistema infrastrutturale sovracomunale
La variante alla Sr 342 dir fra Cernusco Lombardone (Esselunga) e la via del Calendone, prevista dal PTCP è stata oggetto di analisi da parte degli Estensori del Piano Generale del Traffico Urbano (Ing. Andrea De Bernardi- Studio Polinomia) che hanno quantificato nel solo 25% l’effetto drenante rispetto al traffico attuale; tale valutazione ne ridimensiona in modo significativo la necessità. Essa, inoltre, andrebbe ad attraversare, in trincea o in galleria, la valle del Molgora in una zona di pregio, parte della quale è stata inserita nel Parco Regionale di Montevecchia. Chiediamo, quindi, che il PGT si esprima in modo più esplicito riguardo l’eliminazione di detta ipotesi progettuale eliminandone il tracciato sulla cartografia con le opportune motivazioni atte a giustificare la modifica alla Provincia ed al Comune di Cernusco, oppure si esprima un parere della Amministrazione in carica in merito alla valenza viabilistica della soluzione.

7. Gli Ambiti di Trasformazione (ATR)
Segnaliamo alcune criticità riscontrate in alcuni degli ambiti di Trasformazione proposti.
- ATR 2 su via S. Marcellino di Cassina, per l’ubicazione nel corridoio ecologico rispetto al quale l’intervento fu cassato nell’ultima Variante di PGT (conferma TAR) e per la criticità idrologica connessa con la falda affiorante (sedime di un antico lago). La cartografia indica che nella zona le edificazioni possono essere effettuate con pesanti interventi atti ad evitare allagamenti.
- ATR3 su via Statale: segnaliamo un contrasto con il vincolo posto dal PTCP circa l’ubicazione dell’insediamento artigianale, nel corridoio ecologico, in un’area espressamente esclusa dallo strumento provinciale. Per l’ intervento si propone, utilizzando lo strumento della perequazione, l’ubicazione nell’APEA prevista a sud di via Bergamo (SP 54), nella logica del PTCP circa la concentrazione nell’APEA stessa delle attività produttive
- ATR5: Punto di contrarietà è inoltre la previsione di questo insediamento artigianale, in via Laghetto, che escluderebbe a priori la possibilità di realizzare la tangenzialina Merate Cernusco, prevista dal PGTU, inserita nell’Accordo di Programma del 29.1.2009, sottoscritto dalla Provincia e dai Comuni del Meratese relativo alle infrastrutture. In compensazione l’operatore cederebbe terreni in zona campo di calcio ed a Bagolino per la costituzione del Parco Agricolo Urbano (PAU). Ravvisiamo, inoltre, una contraddizione con quanto enunciato a pg 137 del D.d.P “ Fase 2 che include il potenziamento del sistema vie Bergamo/Como (con la realizzazione della bretella di connessione all’ex statale)” Inoltre l’edificabilità del comparto commerciale andrebbe ad avere un impatto negativo sulla viabilità dell’arteria via Como-Bergamo ampiamente oggetto di analisi nel PGTU.
Proponiamo, per le motivazioni sopra addotte ed in coerenza con il PTCP di allocare l’intervento nell’APEA.

8. Le Aree di Completamento (AC)
Esaminiamo le Aree di Completameto (AC) critiche, perché prevedono nuovo consumo di suolo.
- AC*1: edifici di appoggio alla Residenza Sanitaria Assistenziale di Villa Cedri “compensati” con la cessione di un’area per fruizione pubblica a ridosso del Parco delle Piramidi.
- AC*2: villa in via S. Francesco all’interno del Parco del Biffo, “compensata” con la cessione di un’area a sud di via De Gasperi (nord Bagolino) per la costituzione del PAU.
- AC3: edifici sul lato ovest del cannocchiale Belgioioso “compensati” da un’area al Bagolino a costituire il PAU.
- AC9: serre per coltivazione florovivaistica “compensate” da un’area al Bagolino a costituire il PAU
Ben cinque interventi prevedono compensazioni con lotti di terreno: AC*1/Cedri compensa al Parco Piramidi, mentre ATR 5/Laghetto, AC*2/Biffo sud, AC3/Belgioioso e AC9/serre Auchan compensano al Bagolino. Si è fatto un percorso a ritroso: vogliamo il PAU al Bagolino? Ne individuiamo i lotti costituenti, li denominiamo compensativi e concediamo le edificabilità richieste dai proprietari in altri luoghi. Crediamo che il bilancio costi (paesaggistici) e benefìci sia largamente a favore dei primi! Inoltre non ci sembra affatto prioritaria la creazione del PAU e di standard di qualità a fronte della cospicua disponibilità (48 mq/abitante contro i 18 minimi previsti dalla Regione). Non siamo a Milano; a Merate basta fare un chilometro dal centro per trovarsi in campagna. Il Comune ha già il “problema” di gestire le proprie aree verdi; se ne acquisisce altre dovrà probabilmente affittarle ad agricoltori/allevatori che avranno il bisogno di coltivarle, tipicamente a foraggio e granaglie, anche perché la disponibilità di aree agricole si sta riducendo a detrimento delle attività (basta sentire le Associazioni degli agricoltori).
Infine il meccanismo delle compensazioni premia, inevitabilmente, solo i grandi proprietari terrieri.

9. Permessi di costruire convenzionati
In sostanza sono i vecchi interventi di Edilizia Definita (ED con parametri geometrici degli edifici predefiniti dal Comune); quelli previsti dal PRG (totale: 8.760 mc per 58 abitanti) sono confermati e se ne concedono due nuovi, a Brugarolo, per un totale di 12.000 mc ed 80 abitanti

10. Edilizia Residenziale Pubblica
Non è previsto alcun intervento

11. Paesaggio
Sarebbe opportuno che il PGT desse indicazioni in ordine alla eliminazione dei cartelloni pubblicitari posti in fregio alle strade sovracomunali, nel territorio comunale, così come attuato nel confinante Comune di Cernusco Lombardone. Tali cartelloni deturpano i paesaggio e costituiscono motivo di distrazione per gli utenti della strada.

12. Piano Urbano Generale dei Servizi del Sottosuolo (PUGSS)
L’Ufficio Tecnico dispone di elaborati riguardanti una ricognizione dei sottoservizi che sarebbe opportuno completare ed allegare al Piano dei Servizi.

Ernesto Passoni
per il Gruppo di "Insieme per Merate"

martedì 19 ottobre 2010

Acqua (non potabile) sottocosto ad una società privata, intervenga il Prefetto

Pubblichiamo una lettera inviata dal nostro Consigliere comunale Roberto Riva circa la questione della concessione a "Fomas Group" dello sfruttamento un pozzo di acqua non potabile che è stata anche oggetto di una interrogazione.


Sig. Segretario Generale
del Comune di Merate
Dott. Mario Blandino

e p.c.
Al Prefetto di Lecco
Sua Eccelenza Dott. Marco Valentini
c/o Prefettura – Ufficio Territoriale di Governo di Lecco
Corso promessi Sposi, 36 23900 Lecco

Il sottoscritto Consigliere comunale,
vista la delibera G.C. N 83 del 01/06/2010 con la quale la Giunta comunale di Merate ha deciso di concedere alla ditta Fomas Group S.P.A. l’area comunale di via Enrico Fermi, Mappale 1924 foglio 9 e la testa del pozzo di proprietà comunale ubicata nell’area stessa, per un periodo di diversi decenni;
verificato che nell’atto non viene citato alcun provvedimento assunto dal Consiglio comunale di Merate che autorizzi alla concessione dell’area;
considerato che in sede di Commissione Urbanistica, Ambiente e Territorio , a precisa richiesta del sottoscritto, l’Assessore Vivenzio ha confermato che nessun atto di Consiglio comunale è stato assunto a monte della Delibera di Giunta e che le perplessità sollevate dal sottoscritto sono parse non infondate;

con la presente segnalazione chiede di sapere:
  • se esiste un atto di Consiglio comunale che abbia esplicitamente autorizzato la Giunta comunale a procedere alla concessione dell’area e della testa del pozzo;
  • se una scelta che priva il Comune di Merate della possibilità di utilizzare un’area di sua proprietà per un periodo di anni …. non debba essere assunta dal Consiglio comunale, in quanto scelta strategica e di indirizzo;
  • se è legittimo l’atto assunto dalla Giunta comunale in assenza di una deliberazione del Consiglio comunale;
  • quali atti si intendono assumere per riportare il percorso amministrativo nell’alveo del rispetto della normativa.
Ringraziando per l’attenzione, resta in attesa di cortese riscontro e porge distinti saluti.


Roberto Riva
Consigliere Comunale di "Insieme per Merate"

Vogliono smantellare la Pro Loco

Vogliono smantellare la Pro Loco. Non che nessuno se ne fosse accorto, non bisogna essere dei geni per capirlo. Ma adesso il Signor Sindaco Andrea Robbiani & Co. lo hanno detto apertamente.  Vogliono che la Pro Loco diventi un’associazione come le altre e per farlo hanno in mente di modificare lo Statuto ed eliminare dal Direttivo i rappresentanti eletti dal Consiglio comunale. Così, dicono, si porrà fine a quelle lotte che periodicamente sconquassano la Pro Merate. E insieme potranno anche (bis)trattarla come tutte le altre associazioni e dirottare altrove i soldi annualmente riservati ad essa. Strano però che la proposta arrivi da quanti, attraverso i loro “emissari”, sono tra i principali responsabili dei polveroni sollevati attorno alla Pro Loco e contro il Presidente “pensaci Giacomino” Ventrice. Strano però che la proposta arrivi da quella parte politica, la Lega Nord, che nell’ultimo decennio ci ha abituati all’assalto alla diligenza: lo stesso “Re Sole delle Alpi - Predicava bene adesso razzola peggio” è stato Presidente della Pro Loco ma anche il PdL non scherza e non ha mai scherzato sulla lottizzazione dell‘associazione. Strano però che la proposta arrivi anche dal Consigliere comunale di Maggioranza Francesco Sangiorgio che è anche componente dell’associazione La Nostra Mela, concorrente della Pro Loco alla faccia del piccolo conflitto di interessi. Per salvaguardare la Pro Merate, ammesso che sia questo l’obiettivo, non serve distruggerla e avventurarsi in improbabili modifiche statutarie. Basta che chi da fiato alle trombe solo per generare confusione stia zitto e impari a rimboccarsi le maniche come hanno fatto il nostro Consigliere comunale Gabriella Mauri o il Consigliere di “Merate Futura” Pinuccia Materini durante l’ultima Festa del cioccolato e gli altri eventi.


Infiltrato

lunedì 18 ottobre 2010

In Commissione Bilancio i conti dell'Area Cazzaniga

Lunedì prossimo, il 25 ottobre, alle ore 18.30 presso la sede del Municipio è convocata la Commissione Bilancio, Programmazione economica e Controllo di gestione per discutere il seguente ordine del giorno:
  1. Approvazione verbale seduta precedente
  2. Variazioni al Bilancio di previsione 2010
  3. Analisi dei mutui in essere
  4. Rendicontazione dei costi inerenti l'area Don Cesare Cazzaniga
  5. Varie ed eventuali
Si coglie l'occasione per porgere distinti saluti.

La Presidente Barbara Sesana

Ecosistema Urbano, Lecco in caduta libera

E’ stato presentato a Firenze il diciassettesimo rapporto Ecosistema Urbano (clicca sui testi evidenziati in grassetto per accedere ai rimandi) curato da Legambiente e dall’Istituto di Ricerche Ambiente Italia con la collaborazione de Il Sole 24 ore. Il documento è stato definito come la “foto delle città italiane”. Nel comunicato stampa reperibile sul sito internet di Legambiente si legge: “Nel complesso, i nuovi numeri dei principali comuni capoluogo di provincia d’Italia ci dicono che restano al palo le isole pedonali, le zone a traffico limitato e il verde, si conferma scarsamente utilizzato il trasporto pubblico, mentre crescono le immatricolazioni di automobili, molto probabilmente frutto dell’ennesima rottamazione promossa dal Governo. Non si muove quasi la capacità di depurazione delle acque reflue, così come non diminuiscono sostanzialmente le perdite delle reti idriche. Cresce, ed è una delle notizie più liete di questa edizione del rapporto, la raccolta differenziata, così come la diffusione delle energie rinnovabili. Permane l’emergenza smog anche se le medie del Pm10 si abbassano lievemente, mentre crescono quelle dell’Ozono. Come lo scorso anno si registra una lieve contrazione della produzione di rifiuti e dei consumi di carburante”. La ricerca è “realizzata attraverso questionari e interviste dirette ai 103 comuni capoluogo di provincia e sulla base di altre fonti statistiche, con informazioni su 125 parametri ambientali per un corpus totale di oltre 125mila dati. I dati di questa edizione del rapporto fanno quindi prevalentemente riferimento all’anno 2009″. 
Fotografia inquietante. E la nostra città?  Lecco è indubbiamente in caduta libera. Quarantanove posizioni perse rispette allo scorso anno. Da 30^ a 79^. Tra Rieti e Teramo. Dopo Roma e L’Aquila. Poco sopra rispetto a Como, in lieve recupero. La peggior flessione tra tutte le città capoluogo. Triste primato per la città che soltanto due giorni fa ha ospitato in pompa magna la “convention” del turismo. Quale turismo? Turismo mediatico, elettorale, fine a se stesso. Turismo fatto di soldi sprecati e promesse-barzelletta. Il turismo, secondo una logica condivisa da un partito trasversale, funziona come la sicurezza, la crescita, lo sviluppo. Slogan di basso livello, parole svuotate di significato concreto ed agitate a seconda del venticello, utilissime per veicolare operazioni speculative sul territorio e sui diritti. Non a caso il Ministro del Turismo si chiama Michela Vittoria Brambilla: spot vivente. Avranno mai sentito parlare di verde urbano fruibile, consumi di carburanti, politiche energetiche, isole pedonali, trasporto pubblico, raccolta differenziata, produzione di rifiuti, perdite della rete idrica, Pm10 e inquinamento acustico?

Pgt a Brugarolo, ancora un errore

Se le voci fossero confermate ci trovereremmo di nuovo di fronte ad un errore strategico: la commistione tra residenziale ed industriale. Pare, infatti, fiduciosi di essere smentiti, che il lotto di terreno attualmente a standard di proprietà comunale, che funge da cuscinetto tra i capannoni esistenti e la nuova edificazione residenziale di via  Sandro Pertini, possa essere reso edificabile a destinazione industriale! Sarebbe un'ulteriore follia urbanistica da operatore immobiliare. Si hanno già così tanti problemi di convivenza con le industrie esistenti che, creare le premesse per favorire l'insorgenza di un'ulteriore questione, sarebbe proprio un comportamento miope. Speriamo bene che la miopia, invece, sia stata solo quella del nostro udito!
T.M. 

domenica 17 ottobre 2010

Dalla Regione tre milioni per la sicurezza, ma al Lecchese nemmeno un centesimo

Sono 110 i Comuni lombardi che beneficiano di contributi regionali per la sicurezza, ma al  Lecchese non è stato riservato nemmeno un centesimo. Che fine hanno fatto le promesse elettorali dei leghisti sul Commissariato di Polizia della Brianza e la Tenenza dei Carabinieri a Barzanò?

Sono 110 i Comuni che potranno accedere alla sottoscrizione del Patto locale della sicurezza urbana istituito dalla Giunta regionale su proposta dell'assessore alla Protezione civile, Polizia locale e Sicurezza, Romano La Russa. I Comuni, facenti parte di 6 Province, sono stati individuati sulla base di una ricerca condotta dall'Università Bicocca attraverso la combinazione di tre fattori: il livello di problematicità sociale (popolazione residente, percentuale di stranieri e di anziani, livello di istruzione, presenza di associazionismo, commercio e delittuosità), il virtuosismo (capacità di ogni Comune di predisporre interventi per garantire la sicurezza urbana del proprio territorio e capacità progettuale durata degli interventi) e la vicinanza, un requisito introdotto per creare omogeneità territoriale. "Regione Lombardia - ha spiegato l'assessore La Russa – ritiene fondamentale aumentare il livello della sicurezza urbana a garanzia dei cittadini e, a tal proposito, intende promuovere politiche concertate con gli Enti locali. Per questo abbiamo deciso di finanziare al 70% i Patti locali della sicurezza urbana, investendo oltre 3 milioni di euro. Il rimanente 30% rimane quindi a carico dei Comuni". I 3.465.000 euro sono suddivisi nelle cinque aree: Milano e Monza ( 2.034.000), Bergamo (357.000 ), Brescia (473.000), Pavia (283.000) e Sondrio (318.000).


da  Lombardia Notizie

sabato 16 ottobre 2010

Il Lodo salva-Lega e le leggi ad personams, ma qualcuno nega

Vi ricordate il Lodo Lega? Sì, proprio quello che ha consentito di farla franca a 36 Camicie verdi imputate per banda armata e altri reati,  tra le quali il nostro Signor Sindaco Andrea Robbiani… Ecco della vicenda è stato chiesto conto al Ministro per la Semplificazione Roberto Calderoli durante il question time a Montecitorio. E’ stato l’Onorevole Massimo Donati dell’Idv a domandare spiegazioni. Ecco cosa riporta il Deputato.
(Clicca sull'immagine per ingrandirla)
Avremmo voluto credere all’errore, ma di fronte alla malafede e alla superbia, siamo costretti ad arrenderci… Il Ministro Calderoli si è fatto beffe degli italiani… Lui senza imbarazzo e rispetto del suo ruolo e del Parlamento, ha affermato che la legge abrogata è stata scarsamente applicata nella storia della Repubblica, pertanto non sarebbe necessario mantenerla in vigore. Forse per Calderoli non conta la gravità del reato ma solo il numero di volte in cui la legge viene applicata. Il reato è talmente grave, invece, che i Costituenti scrissero nell’articolo 18 della Costituzione che sono vietate le associazioni di carattere militare con scopi politici. Stiamo parlando di un reato che mette a rischio la sicurezza dello Stato e dei cittadini, la democrazia delle istituzioni e l’unità nazionale. Tutto ciò non fa venire niente in mente? Sembra il programma elettorale del partito della Lega. Calderoli ha voluto anche farsi più sottile: ma se c’è il divieto scritto in Costituzione, a che serve avere anche una legge? Dice lui che nella Costituzione il divieto di cui parliamo è autosufficiente e di immediata applicazione. Mi viene da pensare che abbia proprio poca stima dell’intelligenza altrui: un giudice, di fronte ad un’associazione di stampo militare con scopi politici, ne decreta lo scioglimento – per fortuna nostra-, ma i soci di quest’associazione la farebbero franca se non avessero commesso un qualche altro reato già previsto nel codice penale, perché per loro non è più prevista una pena. Direi che è quello che ora accadrà ai tanti sodali di Calderoli nelle brigate della “guardia nazionale padana”, con buona pace della Costituzione. Un colpo di spugna e via. La cosa ancora più grave è che il ministro Calderoli ha la memoria corta. Il primo dicembre 2009, infatti, è entrato in vigore il decreto legislativo confezionato proprio da lui (n. 179/2009), che contiene l’elenco delle leggi anteriori al 1970, la cui permanenza in vigore è ritenuta ‘indispensabile’. Ebbene tra queste leggi indispensabili c’è il Decreto legislativo n. 43 del 1948, che punisce il reato di cui stiamo parlando. Come ha potuto Calderoli, a distanza di pochi mesi, votare in Consiglio dei Ministri due diversi decreti legislativi (uno dei quali ha pure scritto), uno che ritiene indispensabile la permanenza in vigore della legge e l’altro che invece la abroga? Sembrerebbe che la mano destra non sappia cosa fa la sinistra. O forse lo sa fin troppo bene. Ma le castronerie non finiscono qui. Calderoli ha negato la possibilità di intervenire dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo. Noi l’avevamo avvertito per tempo, e forse Calderoli ha dimenticato le 196 correzioni apportate dal governo. Non si capisce perché non sarebbe stato possibile fare una sola correzione in più. O forse, sì, si capisce fin troppo bene. Il Lodo salva-Lega andava fatto. E’ una questione di dignità poltica e di equilibri di maggioranza: mica solo Berlusconi può farsi le leggi ad personam.


E poi c'è pure "qualcuno" che mette  in dubbio di essere stato aiutato dalla depenalizzazione del reato... ma ci faccia il piacere!!!

Dove hanno nascosto il Piano dei Lavori pubblici?

Con deliberazione n° 135 del 12/10/2010 la Giunta comunale ha approvato la Adozione dello schema di programma dei Lavori pubblici del triennio 2011-2013. Il documento, che indica le opere che l’Amministrazione intende realizzare ma anche i costi e in quale modo verranno reperite le risorse finanziarie necessarie, deve rimanere esposto all’albo pretorio per 60 giorni in maniera tale che tutti i cittadini possano visionarlo. Sull’ipertecnologico sito verde padano del Comune è però riportato solo il testo delle delibera ma senza gli allegati che sono la parte più importante perché contengono l’elenco degli interventi e la spesa preventivata con la relativa copertura economica. Morale: se un contribuente desidera vedere quello che il Signor Sindaco Andrea Robbiani & Co. hanno pensato deve recarsi in Municipio, salire al primo piano dove ci sono gli uffici della Segreteria e chiedere il fascicolo cartaceo. Ovviamente solo durante gli orari di ufficio, che a Merate sono molto ridotti. Chi durante la settimana lavora pertanto non può accedere agli atti. Questa è la trasparenza annunciata dalle armate destrorse in campagna elettorale! Questa è il Comune a portata di mouse promesso dal “re Sole delle Alpi”! Eppure allegare un file in formato pdf o in altra estensione non dovrebbe essere tanto difficile, specialmente per chi quando era in Opposizione dispensava consigli su come migliorare il sistema informatico. Fino ad oggi però il “bauscia della Bovisa” è riuscito solo a cambiare i colori del portale dell’Amministrazione, rendere le informazioni introvabili, combinare un pasticcio (per non dire altro) con il progetto Meratenews e pensare alle caselle di posta elettronica con Microsoft. Ma se neanche la newsletter riesce a far funzionare.

D.A.