domenica 28 febbraio 2010

I Comuni soggetti di sviluppo, ma occorre cambiare il patto di stabilità

In questo ultimo anno di grandi difficoltà per l’economia i Comuni Italiani hanno saputo ricoprire con senso responsabilità, e ottenendo buoni risultati, il loro ruolo naturale: quello di baluardo contro la crisi. Infatti da una parte hanno garantito servizi indispensabili ai cittadini, soprattutto a quelli appartenenti alle classi più in difficoltà, e investendo 13,5 miliardi di euro in progetti rappresentano un investitore sicuro, in grado di mettere in moto il motore dell’economia facendo lavorare il settore privato e attivando un indotto di importanti dimensioni, vitale per la sopravvivenza di molte piccole e medie imprese. Eppure quando si parla di amministrazioni locali parte regolarmente il ritornello sugli sprechi del settore pubblico, i costi della politica e i tagli che ogni anno è necessario fare.
Allora lasciatemi dire: è vero, il settore pubblico spreca: ma “settore pubblico” non vuole dire “Comuni”, e certamente non è dai Comuni italiani che vanno estirpati gli sprechi maggiori: allora perché ogni anno si ripetono i tagli ai bilanci comunali, e le amministrazioni non vengono più messe nelle condizioni di garantire servizi di qualità ai cittadini e lavoro alle imprese del territorio?
I servizi garantiti ogni giorno dai Comuni sono sotto gli occhi di tutti, ma non per questo vanno dimenticati o ignorati. Per fare solo qualche esempio:
  • Si stima che nel 2008 abbiano operato sul territorio nazionale oltre 3.450 asili nido comunali, che ogni mattina hanno accolto complessivamente quasi 170.000 bambini.
  • Nelle città italiane, tutte le notti vengono raccolte e smaltite 102mila tonnellate di rifiuti urbani: l’equivalente di una superpetroliera.
  • Ogni giorno, in tutta Italia, vengono assistiti 215.000 anziani (pari all’1,8% della popolazione con oltre 65 anni di età) che ricevono a domicilio pasti, assistenza sanitaria e amministrativa.
  • Complessivamente, ogni giorno viaggiano sui mezzi pubblici delle aziende municipali dei trasporti oltre 38 milioni e mezzo di passeggeri.
  • Le biblioteche comunali aperte al pubblico sul territorio nazionale sono 6.492. Si stima che complessivamente ogni giorno il sistema bibliotecario comunale, fornisca più di 880.000 prestiti, oltre a tutti i servizi di accesso a mediateche, a internet, ecc.
  • Nei Comuni italiani sono operativi (nel senso che hanno emesso almeno un provvedimento) 3.297 Sportelli Unici per le Attività Produttive che quotidianamente erogano servizi fondamentali per le piccole e medie imprese.
  • I comuni provvedono all’assistenza quotidiana di 7000 minori non accompagnati. Ed i soli 321 comuni monitorati da ANCI in materia, nel 2008 hanno sostenuto una spesa di oltre 170 milioni di euro che si vanno a sommare ai 400 milioni impegnati per l’accoglienza di minori in difficoltà o in stato di abbandono non appartenenti alla categoria dei minori non accompagnati.
  • Per garantire l’ordine pubblico durante la partite di calcio di Serie A i Comuni pagano più di 40 milioni di euro l’anno.
  • Il costo dei libri di testo per le scuole elementari e’ sostenuto quasi interamente dai Comuni. Si tratta di 29 euro ad alunno che corrispondono complessivamente – fonte Miur - a oltre 74 milioni di euro l’anno.
  • Per il finanziamento dei pasti degli insegnanti e del personale ATA nelle mense comunali, quindi per personale dipendente dallo Stato, viene rimborsato ai Comuni, con ritardi anche di un paio di anni, una cifra pari a 62 milioni di euro- per circa 119.000 dipendenti – che divisa per 200 giorni di fruizione della mensa, determina un rimborso inferiore ai 3 euro a pasto. I Comuni mediamente invece spendono circa 6 euro a pasto. La differenza, più del doppio di quanto rimborsato, è interamente sostenuta dai Comuni.
Al tempo stesso, i Comuni italiani sono in prima linea sul fronte dell’abbattimento del debito pubblico. Mentre nel 2008 i Comuni hanno contribuito a risanare i conti dello Stato per 1 miliardo e 200 milioni, la pubblica amministrazione nel suo complesso ha fatto registrare un peggioramento di 20 miliardi di euro. Questo significa che i Comuni non sono una fonte di spreco ma una realtà virtuosa. Al tempo stesso però deve essere chiaro a tutti che ai Comuni non si possono addossare i conti altrui. Noi da anni applichiamo i criteri di una sana gestione, anche dal punto di vista economico. Si intervenga allora laddove è necessario. Procedere con ulteriori 1030 milioni di tagli ai Comuni, come previsto per il 2010 secondo i parametri del patto di stabilità, significa solo produrre effetti devastanti in un quadro complessivo che è già andato oltre il limite della sopportabilità.
Ma dove sono gli sprechi del settore pubblico? Confrontiamo alcuni dati: in media, nei Comuni capoluogo c’è un dirigente ogni 52 lavoratori; al Ministero dell’Economia il rapporto è di 1 dirigente ogni 22 dipendenti, al Ministero dell’Ambiente si sale a 1 dirigente ogni 13 dipendenti, allo Sviluppo Economico 1 ogni 11, mentre alla Presidenza del Consiglio si raggiunge il dato di 1 dirigente ogni 7 dipendenti. La retribuzione media nel comparto Enti Locali è pari a 29.000 euro, mentre alla Presidenza del Consiglio questo valore è pari a 45.000 euro. Inoltre, i dipendenti dei Comuni rappresentano il 12% del totale dei dipendenti pubblici e la loro retribuzione ‘pesa’ per l’11% sul totale. In Lombardia la spesa per personale dei Comuni è più bassa che nelle altre regioni. Se bisogna tagliare, i Comuni dovrebbero essere l’ultimo anello della catena. E invece il risparmio dei Comuni è stato incamerato dalle Amministrazioni centrali senza trasferirlo come valore ai cittadini. Ai Comuni è stata anche tolta l’ICI e non c’è stato ancora il promesso rimborso integrale da parte dello Stato.
Per il 2010 si ripresentano tutte le difficoltà riscontrate nel 2009. Ma una soprattutto riguarda la possibile attività dei Comuni quale volano per l’economia, un’attività che viene frustrata da un Patto di stabilità che limita le spese degli Enti locali anche in presenza di fondi da impiegare per investimenti. I Comuni risparmiano, avrebbero già nelle loro casse i soldi per migliorare il territorio, facendo lavorare imprese e limitando la disoccupazione, ma non possono farlo per via dei vincoli imposti dal patto di stabilità. Anzi, per soddisfare il Governo i Comuni saranno costretti nel triennio 2009-2011 a ridurre la spesa totale del 10%, pari a circa 6 miliardi di euro. Questo vuol dire che verranno ridotti di circa il 30% gli investimenti e che alle aziende italiane verranno tolti 6 miliardi di euro (senza considerare l’indotto complessivo). Inoltre le regole attuali bloccano di fatto i pagamenti che i Comuni devono alle imprese per lavori e servizi già resi e per cui hanno già messo da parte le risorse.
Negli anni scorsi abbiamo avanzato la proposta di costruire un patto di stabilità a livello regionale che potesse meglio aderire alla specificità dei Comuni di un determinato territorio. Oggi, sia con la L. 133/08 sia con il disegno sul federalismo fiscale, questo è possibile. E’ possibile cioè adattare criteri e modalità del patto a livello regionale attraverso un necessario consenso del mondo delle Autonomie Locali. E’ una sfida per le stesse ANCI regionali che vogliano sperimentare questo percorso. In alcune regioni si è aperta la strada con la sottoscrizione di patti tra Regione, ANCI regionali e Provincie per l’attribuzione ai Comuni di plafond di spesa. E’ solo un primo passo, il nostro impegno è proseguire su questa strada per arrivare a definire regole appropriate per le diverse situazioni perché un’unica norma nazionale ormai non regge più. Nella discussione sul federalismo fiscale noi chiediamo che ai Comuni venga riconosciuta autonomia impositiva, che non si torni ad una finanza derivata che deriva risorse dai trasferimenti statali, che ai Comuni vada una imposta che razionalizzi quelle che oggi gravano sulla casa e una compartecipazione all’Irpef e all’IVA.
La discussione sul federalismo istituzionale e la Carta delle Autonomie è importante per definire compiti e funzioni dei diversi livelli di governo superando la sovrapposizione di compiti che ingenera confusione e aumento di costi. Chiediamo anche di ridefinire le funzioni fondamentali dei Comuni comprendendo la gestione del catasto e rivedendo le norme previste in materia di controlli che rischiano di far compiere passi indietro ai Comuni.
Una politica economica anticiclica deve dare fiato alle amministrazioni locali, una politica che vuole il Federalismo deve garantire ai Comuni risorse stabili per mantenere i soldi delle tasse sul territorio, sotto forma di servizi e investimenti. Occorre insomma ridare fiato ai Comuni che sono il primo motore dello sviluppo dei territori, i protagonisti di politiche di sostegno alle persone e alle famiglie in difficoltà, di promozione turistica e culturale. Per questo chiediamo con forza che venga modificato il patto di stabilità sia nelle regole assurde che bloccano di fatto i pagamenti sia nella individuazione dell’obiettivo che i Comuni devono rispettare per partecipare al risanamento della finanza pubblica oggi troppo alto al punto da mettere in discussione la possibilità di continuare a garantire qualità e quantità dei servizi per i cittadini e le imprese.

I presidenti delle Anci regionali
Attilio Fontana – Lombardia, Giorgio Dal Negro - Veneto,
Amalia Neirotti – Piemonte, Alessandro Cosimi - Toscana
Fernanda Cecchini - Umbria, Michele Lamacchia – Puglia
e Salvatore Perugini – Calabria
da Bilanci.net

sabato 27 febbraio 2010

Le scuole della Brianza sull'orlo della bancarotta

Dopo la lettera scritta dal Dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Merate professor Angelo Colombo e dal Presidente del Consiglio d'Istituto Ennio Airoldi per denunciare la grave situazione in cui versano le scuole pubbliche meratesi che beneficiano di un contributo statale di appena 150 mila euro, anche il Presidente del Consiglio di Istituto di Brivio si è appellato al Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Di seguito proponiamo il testo dell'intervento.

Come molti Presidenti di Consiglio d'Istituto voglio denunciare profonda preoccupazione per il futuro della nostra scuola, infatti La nota Ministeriale prot. n. 9537 del 14/12/2009, con la quale vengono fornite le indicazioni per la stesura del programma annuale 2010 sta suscitando, non solo le proteste e le critiche degli addetti ai lavori, ma anche e sopratutto, la preoccupazione delle famiglie e degli alunni stessi. In base alla nota Ministeriale Il nostro Istituto si troverà a breve in una vera e propria situazione di emergenza, dovuta alle seguenti cause:
  • Drastica riduzione dei finanziamenti per la gestione didattica e amministrativa
  • Riduzione dei fondi per le supplenze brevi e saltuarie
  • Non erogazione dei fondi per le ore eccedenti l’orario di servizio in sostituzione dei docenti assenti fino a 15 giorni
  • Mancata erogazione delle somme dovute che costituiscono un residuo attivo (credito che la scuola vanta nei confronti dello Stato)
  • Riduzione dei finanziamenti per corsi curricolari
  • Non certezza della riscossione da parte della Scuola del credito;
La riduzione dei fondi ed il "congelamento se non la cancellazione" del credito che il nostro Istituto vanta nei confronti dello Stato, pari ad un importo di circa € 178.000,00*, porterà a breve ad una situazione di collasso delle casse e a farne le spese saranno gli Utenti, ovvero i nostri Figli.
*(Consideriamo che questi soldi sono stati anticipati e spesi per la normale attività didattica mantenendo un livello alto nell’erogazione del servizio).
Come molti Istituti Comprensivi e Consigli di Istituto Italiani, vogliamo denunciare la situazione di grave difficoltà in una lettera, inviandola al Ministero dell`Istruzione e ai vari dipartimenti competenti, ed è nostra intenzione indire un incontro pubblico per approfondire tale argomento e sensibilizzare tutte le Famiglie degli alunni su quali prospettive ci si presentano per il futuro. Mi auguro che si arrivi anche, e qui lancio la proposta, all`istituzione di un comitato e/o associazione composto da tutti i rappresentanti dei Consigli di Istituto e degli Istituti Comprensivi del Meratese affinché si possa discutere ed affrontare questa situazione.
L’Istituto Comprensivo di Brivio comprende tre ordini di scuola dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado. Il bacino di utenza comprende i Comuni di Brivio e Airuno. Airuno accoglie anche alcuni studenti provenienti dal vicino Comune di Valgreghentino e la popolazione scolastica alla data del 15 ottobre 2009 è composta complessivamente da 647 alunni.

Franco Riva
Presidente Consiglio Istituto di Brivio

Auto ferme a Lecco, Monticello Brianza e Malgrate

Sono una cinquantina i Comuni lombardi che hanno aderito al blocco del traffico indetto per domani, tra i quali alcuni capoluoghi. Ecco di seguito l'elenco dei centri: Alzano Lombardo, Arcene, Azzano San Paolo, Bergamo, Bovezzo, Brembate, Brescia, Bresso, Brusaporto, Castenedolo, Cinisello Balsamo, Collebeato, Concesio, Cormano, Curno, Dairago, Filago, Lallio, Lecco, Lissone, Lodi, Mantova, Malgrate, Milano, Monticello Brianza, Monza, Nembro, Pare', Ponte San Pietro, San Paolo D’Argon, Scanzorosciate, Sesto San Giovanni, Settimo Milanese, Sondrio, Spino D'Adda, Stradella, Torre Boldone, Treviolo, Valmadrera, Varese, Verdellino, Vigevano, Villasanta.
In alcune città, ovvero Milano, Varese, Lodi, Bergamo, Cinisello Balsamoe Sesto San Giovanni saranno allestito bachetti a cura di Anci Lombaria per la distribuzione di materiale informativo, come i volantini pubblicati. Per leggerli basta cliccare sulle immagini.

venerdì 26 febbraio 2010

Amministrare è impossibile: i Sindaci restituiscono la fascia tricolore

Lunedì i Sindaci del Meratese, o alcuni di loro, insieme ai colleghi del Vimercatese, si recheranno ad Arcore, davanti a Villa San Martino, residenza del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, per restituire simbolicamente la fascia tricolore al Premier. E' una protesta contro i continui tagli e mancati trasferimenti agli enti locali che di fatto rendono impossibile agli amministratori svolgere il compito affidato dai cittadini. Alla manifestazione dovrebbe partecipare anche il Sindaco di Merate Andrea Robbiani, insieme a quello di Osnago Paolo Strina. Arriveranno anche rappresentanti dell'Anci, Associazione nazionale dei Comuni, di Centrosinistra come di Centrodestra. Già durante la passata legislatura ci siamo più volte lamentati delle condizioni assurde in cui sono costrette ad operare le nostre Amministrazioni. Da chi all'epoca sedeva in minoranza siamo stati accusati che si trattava di una scusa. Adesso che sono loro al governo della città si rendono invece conto di quanto sia difficile garantire servizi adeguati e progettare opere pubbliche con i rigidi vincoli imposti dallo Stato e hanno annunciato lo slittamento di alcuni interventi, come il completamento del nuovo Municipio. Siamo contenti che si siano resi conto della situazione e ci auguriamo che facciano la loro parte verso il Governo "amico" perchè le regole vengano cambiate quanto prima e si riconosca la differenza tra i Comuni virtuosi e quelli che invece sperperano denaro.

giovedì 25 febbraio 2010

Domenica niente stop alle auto

Merate, come tutti gli altri paesi del circondario, domenica non aderirà al blocco del traffico. Siano convinti anche noi che non sarebbe servito a molto dal punto di vista pratico specialmente se non si possono chiudere le strade provinciali. Riteniamo però che le Amministrazioni comunali avrebbero dovuto avere più coraggio e organizzare almeno un’iniziativa simbolica per richiamare l’attenzione della popolazione. Non è vero che i cittadini si sarebbero arrabbiati. Abbiamo ricevuto molti riscontri di gente che avrebbe gradito lo stop alla circolazione anche se solo in centro città e in determinate ore. Non ci si può sempre e solo lamentare, denunciare i problemi e poi quando si tratta di promuovere e sostenere iniziative concrete tirarsi indietro. Sappiamo bene purtroppo che la nostra posizione è minoritaria rispetto al pensiero di molti Sindaci anche di Centrosinistra.

mercoledì 24 febbraio 2010

Scempio di alberi alle elementari "Frisia"

Proponiamo la lettera che Ernesto Passoni ha inviato all'Assessore all'Ecologia Massimiliano Vivenzio circa la potatura degli alberi all'interno delle elementari di via Fratelli Cernuschi.

Signor Assessore,
segnalo le improprie potature di una decina di abeti di proprietà comunale, siti nel plesso scolastico di via Cernuschi.
E' noto che le aghifoglie non vadano potate; lo si fa eccezionalmente per ragioni di sicurezza o per interferenze steriche, ragioni queste ultime, che non sussistono nel caso specifico; le punte dei rami sono state tagliate ed alcuni abeti capitozzati. Ciò, oltre a recare un evidente danno estetico, determina danni alla fisiologia della pianta in quanto le superfici esposte marciscono lasciando permeare germi patogeni che la indeboliscono, anche strutturalmente; il problema è accentuato su alberi non autoctoni che mal sopportano il nostro clima. I due abeti, posti all'ingresso della scuola sono stati risparmiati: non capisco se per un sussulto di buon senso o per il non termine dei "lavori".
Sia a Merate che in altri Comuni è usuale vedere tali brutture e segnalai la faccenda alla Confederazione Italiana degli Agricoltori, che promise di sensibilizzare gli Associati, ma temo che non l'abbia fatto.
Distinti saluti,
Ernesto Passoni

martedì 23 febbraio 2010

Scuola pubblica di Merate: i soldi non bastano

Il Dirigente scolastico, professor Angelo Colombo dell'Istituto comprensivo statale di Merate che comprende le scule dell'infanzia, le elementari e le medie pubbliche, insieme al Presidente del Consiglio di Istituto Ennio Airoldi ha inviato una lettera al Ministro dell'Istruzione e alle altre Autorità compeneti per denunciare la grave situazione economica dell'Ente. Per il 2010 lo Stato ha stanziato appena 150 mila euro. La cifra equivale a circa 150 euro per ogniuno degli alunni iscritti, tenuto conto che gli scolari sono in tutto un migliaio. Il finanziamento non permette di coprire neanche le spese per la gestione ordinaria e non consente di pagare le supplenze. Con l'elemosina di Roma non si può garantire nemmemo la sicurezza del persona e degli alunni. La situazione è veramente drammatica. Eppure la Scuola di Merate ha sempre avuto i conti in regola e chi l'ha gestita si è sempre premurato di mantenere i conti in ordine a differenza di altre realtà dove devono fare pure i conti con disavanzi per migliaia e migliaia di euro. Il Preside paventa il pericolo di non riuscire a pagare i docenti oppure di interrompere il servizio, soluzioni che si prefigurano tuttavia come reati. Chi lo conosce sa bene che non è persona polemica, che non ama gli allarmismi, rifugge la pubblicità e non è certo un sostenitore del Centrosinistra. Se è giunto a tanto significa veramente che la situazione è disperata. E' da tempo che la scure del Governo si abbatte sull'educazione e la cultura, ma con la Riforma Gelmini il futuro non potrà che essere peggiore e più incerto. Intanto però il denaro per gli istituti privati lo si trova a tutti i livelli. Ci auguriamo che le famiglie aprano gli occhi anche in vista delle prossime elezioni regionali. Ognuno comunque può farsi un'idea leggendo direttamente il testo. E' sufficiente cliccare sulle tre immagini. Chiediamo la cortesia di diffondere a quante più persone possibile il documento.

Giro dell'oca a Pagnano, ma nessuno si lamenta

Da qualche settimana è stata installata una segnaletica provvisoria a Pagnano, in zona Ceppo, che avvisa dell'interruzione al traffico di via San Remigio per alcuni lavori.Occorre quindi effettuare un vero e proprio giro dell'oca per raggiungere il sottopassaggio del Nibbio e recarsi alla stazione di Cernusco Lombardone, utilizzando via Promessi Sposi, percorribile con un doppio senso alternato regolato con semafori anche questi provvisori. Alcuni cartelli avvisano della deviazione, sebbene quelli posti in fondo alla discesa di via Ceppo alla confluenza con le vie Po e Promessi Sposi stessa generano piuttosto confusione, specialmente per chi non è pratico dei luoghi. Inoltre alcuni cartelli, come quello di diviesto a salire da via Ceppo, sono divelti, mentre quelli permanenti, che dovrebbero essere oscurati proprio per la presenza di quelli provvisori, fanno ancora bella mostra, causando ulteriori equivoci. Lamentiamo anche il fatto che non sono stati divulgati alcuna ordinanza e neppure avvisi per la modifica temporanea della viabilità, che poi tanto temporanea non è visto che sono ormai trascorse alcune settimane. Un tempo qualcuno dei residenti della zona si sarebbe lamentato pubblicamente dell'Amministrazione comunale per denunciare i disagi degli abitanti del luogo e degli automobilisti di passaggio, ma adesso invece tace e finge di nulla... A volte basta poco per mettere a tace il senso critico.

lunedì 22 febbraio 2010

Chi lavora ha diritto ad essere pagato

L’ex Segretario comunale e Direttore Generale dottor Francesco Saverio Motolese ha certificato che i soldi extra per pagare i Dipendenti municipali per il lavoro effettuato per consentire il trasferimento degli uffici pubblici dalla vecchia sede di Villa Confalonieri a Palazzo Tettamanti erano stati stanziati e concordati tra tutte la parti in causa. Si tratta quindi di denaro che spetta di diritto agli impiegati. Ciò nonostante la nuova Amministrazione non ha ancora provveduto a saldare i conti e chiudere la questione perché il nuovo Dirigente vuole prima esaminare nuovamente le carte. Non sappiamo se questo sottenda una volontà politica di penalizzare i Dipendenti oppure se effettivamente tutto dipenda da questioni burocratiche e tecniche. Auspichiamo solo che i soldi vengano erogati quanto prima e senza ulteriori vicissitudini. Chi lavora ha diritto alla paga.

domenica 21 febbraio 2010

"A responsabilità illimitata": appuntamento con La Semina

Giovedì , il 25 febbraio, presso la nuova aula dell’Istituto "Francesco Viganò" di Merate, alle ore 21 il professor Roberto Armigliati, presenterà il suo libro "A responsabilità ilimitata" , perchè la “nuova era di responsabilità” si rende indispensabile per tentare di invertire il declino di umanità che segna questo nostro periodo storico. L'autore del testo, laureato in Filosofia consulente di Direzione e organizzazione ha frequentato e formato alcune generazioni di manager delle più grandi aziende italiane, avendo, in tal modo, la possibilità di riflettere sul comportamento umano. Questo lavoro è un’opera prima, scritta con l’intenzione di avviare una riflessione su questa tematica antica ma giovane, auspicando che anche altri possano occuparsene. L'iniziativa è promossa dall'associazione culturale La Semina in collaborazione con il "Vigano" e il Liceo scientifico "Maria Gaetana Agnesi".