sabato 9 luglio 2011

Ecco i veri numeri della manovra: più tasse e niente sviluppo

Per azzerare il deficit entro il 2014 occorre una correzione di circa 2,3 punti di Pil, più o meno 40 miliardi. Gli aggiustamenti previsti dal Governo hanno efficacia solo dal 2013 in poi (prima il saldo è zero) e per più di un terzo sono affidati a una delega fiscale il cui contenuto è tutt'altro che definito. A conti fatti, si tratta di una manovra che grava soprattutto sulle entrate contrariamente agli impegni presi dal nostro Governo in Europa. Il contributo delle entrate sarà ancora maggiore se Regioni, province e comuni aumenteranno le imposte locali per rifarsi dei tagli ai trasferimenti. Nessuna misura per lo sviluppo.

Grazie al lavoro del Servizio Bilancio del Senato è possibile finalmente ricostruire i numeri della manovra.
Per centrare l’obiettivo di azzerare il deficit entro il 2014 occorre una correzione di circa 2,3 punti di Pil. Con un Pil stimato per il 2014 a circa 1750 miliardi, questo significa reperire 40 miliardi.
La tabella qui sotto documenta come nella manovra manchino circa 15 miliardi all’appello. Il reperimento di queste risorse viene affidato a una delega fiscale il cui contenuto è tutt’altro che definito. La legge delega è un cattivo copia e incolla della legge delega, mai esercitata, votata dal Parlamento nel 2003. Inoltra, l’aggiustamento netto avviene unicamente dal 2013 in poi, quando sarà in carica un nuovo Governo. In sostanza c’è un rinvio (a una legge delega) nel rinvio (ai governi futuri). Speriamo che basti a rassicurare gli investitori. I segnali, oggi lo spread con i Bund tedeschi ha toccato i 247 punti base, non sono incoraggianti.

SOPRATTUTTO PIU’ TASSE
Fra i tagli di spesa, la parte del leone consiste nel taglio ai trasferimenti a Regioni, province e comuni (7,4 miliardi a regime) e alla spesa sanitaria (5), gestita dalle Regioni. Sono previsti anche tagli ai ministeri che, a regime, dovrebbero raggiungere i 6 miliardi. Verranno attuati col sistema dei tagli lineari a meno che i singoli dicasteri attuino le procedure previste dalle spending reviews, rivitalizzate dopo essere state abbandonate per tre anni. Le pensioni contribuiscono con circa un miliardo, ma alla luce di quanto affermato dal Governo dopo la presentazione della legge (il ritocco dell’indicizzazione riguarderà solo le pensioni di più di 2300 euro), il contributo netto si dovrebbe attestare attorno a 300 milioni).

IMPOSTE REGRESSIVE
Le maggiori entrate provengono soprattutto da imposte regressive, come l’imposta sui depositi titoli (che raggiungerà fino a 3 miliardi e mezzo), a somma fissa. Colpisce i piccoli risparmiatori azzerando i rendimenti di un investimento di 30.000 euro in titoli di stato. Poi ci sono le tasse sui giochi, praticati soprattutto da persone con redditi medio-bassi.
Le maggiorazioni all’Irap su banche e assicurazioni (quasi un miliardo di gettito nel 2012) sembrano incoerenti con l’obiettivo di ricapitalizzare gli istituti di credito.
La delega fiscale dovrà reperire 15 miliardi in aggiunta a quelli necessari per finanziare la rimodulazione delle aliquote Irpef che deve avvenire, secondo quanto sostenuto dal Governo, senza peggiorare la posizione di alcun contribuente. Quindi presumibilmente la manovra rinviata dovrà mobilizzare 25 miliardi con imposte sostitutive (l’unica spesa cui si fa riferimento nella legge delega è quella assistenziale).
A conti fatti, si tratta di una manovra che grava per due terzi sulle entrate e per un terzo sulle minor spese, Il contributo delle entrate sarà ancora maggiore se gli enti locali si rifaranno dei tagli ai trasferimenti aumentando le imposte locali. Da qui a fine legislatura, il contributo delle spese all’aggiustamento è addirittura negativo. Tutto l’onere grava sulle entrate. Si noti che nei documenti presentati alle autorità europee, il Governo si era impegnato ad un aggiustamento “prevalentemente sul lato della spesa”.

NIENTE SVILUPPO
Non si vedono misure per lo sviluppo, se non piccoli rifinanziamenti di fondi infrastrutturali. Nelle bozze circolate subito dopo il Consiglio dei Ministri c’era una liberalizzazione degli ordini professionali. Poi nel testo sono cominciate ad apparire eccezioni (niente notai, architetti, etc.). Infine l’articolo è uscito del tutto dalla manovra ed è apparsa una proposta di legge. Non è più che un elenco di titoli. Dovrebbe dare vita prima a un disegno di legge delega da porre al voto come provvedimento delegato alla manovra. Insomma siamo in altissimo mare. Come mostra l’esperienza delle lenzuolate di Bersani, queste riforme si fanno con i decreti o non si fanno.
Il sostegno agli startup era già nel decreto sviluppo. Qui ci sono solo risparmi sulla cifra stanziata in quella occasione. Ed è legittimo avanzare seri dubbi sull’efficacia di questa misura. In Italia nascono molte imprese: i tassi di natalità sono più o meno in linea con quelli degli altri paesi Ocse. Il problema è che queste imprese, poi, non crescono. Per rimuovere i vincoli alla crescita delle imprese bisognerebbe fare tante cose, tra cui avere mercati finanziari che funzionano meglio. E questa manovra si muove nella direzione opposta. Spingerà molti italiani a chiudere i depositi titoli e tenere ogni risparmio sul conto corrente (una compensazione per le banche colpite dall’inasprimento Irap?).


Tito Boeri

venerdì 8 luglio 2011

Tre milioni e mezzo di euro per il nuovo blocco operatorio dell'ospedale

Con un documento ufficiale, un decreto di Carlo Lucchina, Direttore Generale Sanità di Regione Lombardia, è stato approvato “il progetto di acquisto di apparecchiature tecnologiche per il nuovo blocco operatorio , la rianimazione generale ed il servizio di endoscopia presso il Presidio Ospedaliero di Merate” e un impegno di spesa di 3.500.000 euro. Si tratta della prima tranche di un finanziamento complessivo di oltre 6 milioni di euro che faranno delle nuove sale operatorie del Mandic un blocco chirurgico che non avrà nulla da invidiare al altre strutture sanitarie della Lombardia. E’ possibile che il saldo dell’investimento previsto sia acquisito dall’Azienda Ospedaliera entro il prossimo novembre.
Tutta la struttura operatoria dell’ospedale, come è noto, è collocata al sesto piano del Padiglione C , con sale chirurgiche dotate di tecnologia di ultima generazione (al top di gamma di mercato, come spiega il servizio aziendale di Ingegneria Clinica ).
Lampade scialitiche, ventilatori polmonari, sistemi ad alta definizione e all’avanguardia per la gestione delle immagini e per il monitoraggio del paziente : è solo una parte delle apparecchiature programmate, fra cui anche una piattaforma tecnologica integrata, destinata esclusivamente alla chirurgia laparoscopia, metodica mini invasiva in cui eccelle il team diretto da Pierluigi Carzaniga, direttore della Chirurgia del Mandic, ampiamente riconosciuta e apprezzata a livello nazionale.
A tutto ciò si aggiungono le apparecchiature per l’endoscopia, con nuovissime colonne endoscopiche, videogastroscopi e video colonscopi.
Il nuovo blocco operatorio di Merate sarà inaugurato verosimilmente il prossimo 10 ottobre alla presenza del Ministro della Salute Ferruccio Fazio e del Presidente di Regione Lombardia Roberto Formigoni, oltre che degli assessori regionali alla Sanità e alla Famiglia, Luciano Bresciani e Giulio Boscagli.

Antonio Urti
Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne
dell'Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco

giovedì 7 luglio 2011

Scuola: purtroppo i tagli colpiscono sempre in periferia e mai al centro

Classi sovraffollate con 27 alunni per sezione anche se ci sono scolari con problemi di disabilità

Allego il testo della lettera inviata dai sindaci di Cernusco, Lomagna, Montevecchia e Osnago all’Ufficio Scolastico Territoriale di Lecco per invitare a rivedere la decisione di non istituire la settima sezione delle classi prime della Scuola Media, pur in presenza di classi con una consistenza superiore alla media nazionale. Con l’ingresso di sei alunni con disabilità grave o media le classi verrebbero formate da 26 o 27 alunni ed in ognuna vi sarebbe la presenza di un disabile: la normativa prevede che nelle classi con presenza di alunni disabili il numero di studenti sia di norma di 20 alunni.
Non si tratta dell’unico episodio che va caratterizzando la formazione degli organici per il prossimo anno scolastico: alla Scuola Elementare di Osnago è stata negato il tempo pieno richiesto per le due prime, all’Istituto Comprensivo di Robbiate (cui afferiscono gli alunni di Robbiate, Paderno, Imbersago e i due Verderio) i sindaci e il Dirigente Scolastico hanno da tempo scritto all’Ufficio Territoriale Scolastico di Lecco segnalando che a fronte di 54 alunni iscritti alla prima Media e in presenza di un alunno con disabilità molto grave la ventilata formazione di due classi non rispetterebbe i parametri di legge.

Paolo Strina
Sindaco di Osnago

Oggetto: Dotazione richieste in organico

Con nota del 23/05/2011 il Dirigente Scolastico dell’ICS di Cernusco Lombardone (scuola consortile che raggruppa i comuni di Cernusco Lombardone, Lomagna, Montevecchia e Osnago) ci ha segnalato che le riduzioni di organico che si attueranno nel l’anno scolastico 2011-12 complicheranno l’organizzazione della attività scolastica per le prime classi della Scuola Secondaria di Primo grado: non è stata infatti accolta la richiesta di formazione di 7 classi prime lasciando l’assegnazione a sei classi.
La informiamo che presso l’Istituto sono attive da alcuni anni sezioni di Scuola potenziata, dove vengono iscritti (come da accordi di programma vigenti) anche alunni non provenienti dai 4 comuni componenti il Consorzio, alleggerendo così la situazione di altre scuole del distretto.
Le segnaliamo che per il prossimo anno scolastico è prevista l’iscrizione alla classe prima della scuola potenziata di due alunni uno dei quali proveniente da altro Istituto; sono inoltre iscritti alla classe prima altri 4 studenti con disabilità media.
Considerato che ad oggi gli iscritti alle prime classi sono 155 e che probabilmente arriveremo a un numero definitivo di 160 (ripetenti e nuovi arrivi), ogni classe prima sarà composta da 26/27 alunni e in ognuna di esse sarà inserito un alunno con disabilità grave o media (l’art. 5 comma 2 del DPR 81/2009 prevede che le classi con inseriti alunni con disabilità siano costituite di norma da non più di 20 studenti).
Vorremmo sottolineare come la scelta operata dalle quattro amministrazioni locali di istituire una scuola consortile ha consentito in tutti questi anni di attuare una razionalizzazione delle risorse, permettendo così anche negli anni scorsi di formare classi con una consistenza superiore alla media nazionale.
Purtroppo vediamo che questo comportamento virtuoso non viene tenuto in considerazione nelle modalità di assegnazione dell’organico.
Proprio per queste motivazioni chiediamo sia rivista l’assegnazione di 6 classi prime, portandole a 7 come da originaria richiesta fatta dal Dirigente Scolastico.
Fiduciosi che le nostre richieste siano favorevolmente accolte, restiamo in attesa di un vostro riscontro e vi salutiamo cordialmente.

Ipse dixit

"...Si è comportato come un uomo solo al comando, ha semplicemente personalizzato la battaglia ...Il problema a mio parere  è che si è ritrovato a gestire qualcosa di più complicato di quanto pensasse. Si è assunto le responsabilità in prima persona senza coinvolgere...": dichiarazioni del Sindaco di Merate Andrea Robbiani sulla situazione della dirigenza di Idrolario riportate da Merateonline. La precisazione è molto importante perchè altrimenti si potrebbe essere indotti a credere che il Sindaco stesse parlando di se stesso, non di altri.

Max

mercoledì 6 luglio 2011

No alla soppressione dell'Ufficio scolastico provinciale di Lecco

Il Consiglio regionale, su una interrogazione presentata dal Gruppo del Pd, prende posizione rispetto al rischio di chiusura degli uffici delegati sul territorio della direzione scolastica regionale (gli ex Provveditorati agli Studi), che dovrebbero scendere da 21 a 17, sacrificando, tra le altre, la sede di Lecco.
"All’unanimità abbiamo sostenuto di chiedere al direttore regionale Giuseppe Colosio il mantenimento del presidio territoriale, intervenendo semmai sugli uffici centrali”, fa sapere Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd.
Lo ha affermato anche l’assessore regionale alla Formazione Gianni Rossoni, rispondendo al question time, appunto sulla possibile chiusura degli uffici scolastici territoriali di Lecco (ma la stessa sorte toccherebbe anche a Lodi e Sondrio). “Infatti la nostra richiesta era proprio quella di conoscere la posizione della Giunta regionale in merito alla possibile soppressione degli uffici di Lecco, Lodi e Sondrio e quali azioni Regione Lombardia intenda porre in essere affinché non venga impoverita l’organizzazione scolastica regionale”, continua Spreafico.

martedì 5 luglio 2011

Dead Ursus: l’appetito populista della Lega

Mentre a Roma si abbuffano di coda alla vaccinara i leghaisti in Trentino preferiscono pranzare con l'orso.


Come dire al peggio non c’ è mai fine, sono mesi che è stata lanciata una crociata, supportata da piu’ parti politiche, contro i plantigradi trentini “rei” di essere presenti sul nostro territorio e volerlo vivere, dopo essere stati catapultati anni fa nei nostri boschi con un progetto, “Life Ursus”, che deve essere a nostro avviso ripensato per tutelare in primis gli orsi stessi.
Mai avremmo pensato di vedere un inno alla brutalità ed al cattivo gusto tanto grande come l’ultima boutade di un partito, il quale oramai “divorato” e in balia dalle sue contraddizioni locali e nazionali deve sforzarsi di trovare qualcosa per far parlare di sè.
La ricerca di visibilità mediatica e la solita atavica voglia di eliminare il “nemico” umiliandolo, qualunque esso sia, evidentemente danno alla testa.
Così si rivendica con gran squilli di trombone l’abbuffata di bistecche d’orso della Lega trentina. Un ingordigia caratteristica di chi oramai si strafoga nei magna magna di Stato e poi, a Pontida, con sempre meno credibilità, si sforza di tenere a bada una base che chiede la secessione.
L’appetito populista della Lega trentina è andato per fortuna di traverso anche a molti dei suoi alleati, evidentemente meno consoni ad essere un prodotto dell’antipolitica e della brutalizzazione del confronto, qualunque ne sia la controparte.
Staremo a vedere se in modo altrettanto tracotante festeggeranno anche il prossimo annullamento delle elezioni regionali piemontesi dovute alle liste false presentate dai sostenitori di Cota e co..
Consigliamo a questo pro una bella abbuffata di bistecche di volpe, chissà che qualche sprazzo della mitica intelligenza del canide non riesca ad essere assorbita per osmosi.

Jacopo Zannini e Stefano Michelazzi
da Sinistra Ecologia Libertà del Trentino

lunedì 4 luglio 2011

Associazioni, niente paura! Arriva l'IBM

So forti l'americani aho!

La vulcanica Assessora a Cultura, Identità Locali, Turismo, Gemellaggi e Pari Opportunità, in occasione della riunione di Consulta del 29 giugno ha estratto dal cappello un interessante coniglio gestionale. Poiché, nonostante gli ostracismi burocratici messi in atto dal Comune di Merate, le Associazioni Meratesi si ostinano ad organizzare conferenze, concerti, rappresentazioni teatrali ed altro, ahimè, qualche volta con sovrapposizioni, la Signora Giuseppina Spezzaferri ha commissionato ad un esperto dell’International Business Machines (si proprio l’IBM) di approntare un “associations management system” (te pareva che non ci fossero anglicismi!), per porre rimedio a tale increscioso fenomeno. Il novello Progetto Manhattan (per intenderci, quello che portò alla costruzione della prima bomba atomica), si baserà su principi volti a creare coordinamento fra le associazioni superando le antipatie reciproche, dando responsabilità all’ Assessora per il coordinamento (ma sino ad ora?). Oltre a questi principi di bon ton volti a creare armonia fra le Associazioni pare, da quel poco che si è capito, che si creerà un “supporto informatico” riportante il programma annuale delle manifestazioni, frutto di riunioni e relativi verbali.
Naturalmente non poteva mancare, come da copione, la formazione dell’ennesimo gruppo di studio.
Saremo brianzoli e campagnoli con l’anello al naso, ma per evitare gli inconvenienti di cui sopra non basterebbe dotare gli uffici comunali di un’ agenda, si proprio quelle che distribuiscono le banche a fine anno, affinché vi si riportino diligentemente le richieste di spazi e patrocini da parte delle Associazioni? Nel caso in cui sulla stessa pagina giornaliera fossero inopinatamente riportate due manifestazioni, gli uffici si attiverebbero per concordare con le associazioni interessate l’opportuno spostamento. Onde prevenire l’inconveniente non basterebbe un semplice foglio elettronico, pubblicato sul sito informatico comunale e riportante data e manifestazione? Poiché per l’utilizzo di spazi pubblici bisogna informare il Comune due mesi prima, le associazioni avrebbero tutto il tempo per rivedere i propri programmi.
Abbiamo letto, in proposito, un Avviso di Aggiudicazione Appalto annunciante l’ “affidamento del servizio per la realizzazione del portale complementare al sito istituzionale, denominato meratenews.eu (e te pareva!)”, ad una Società di Giussano(!): speriamo che sia la volta buona!


R.I.

domenica 3 luglio 2011

La prepotenza dell'auto blu

Riportiamo una lettera e le immagini pubblicate ieri da Merateonline che testimoniano le continue scorribande delle auto blu nel nostro territorio.

tratto da Merateonline.it
Sempre la solita audi, ore 18,50 di ieri. Fermi in colonna dopo il semaforo di Cernusco, dove le corsie da 2 diventano una sola. Arriva con lampeggiante blu acceso e sirena, non può passare, lampeggia ma non c'è spazio per passare, dietro c'è un'orda di talebani che la inseguono per fare un attentato.
Appena trova uno spiraglio sgomma lungo la linea continua (omissis). Lei o lui possono, fanno parte della casta ma non sanno che signori si nasce e non basta avere uno scranno da qualche parte per diventarlo. Saranno sempre strafottenti a cui è permesso tutto. Ma prima o poi finirà anche per loro e quando qualcuno si incavolerà davvero, saranno c...i amari.

Un lettore stanco

sabato 2 luglio 2011

Profughi? Da solo nessuno può farcela

Il direttore di Caritas Ambrosiana e delegato regionale delle Caritas lombarde, don Roberto Davanzo, invita a guardare oltre l’emergenza e a sostenere l’impegno per un’accoglienza di qualità.

Sono già 1700 i profughi trasferiti in Lombardia da Lampedusa. Altri ne arriveranno nei prossimi mesi. Ma per affrontare l’emergenza, occorre che tutti si rimbocchino le maniche. Caritas Ambrosiana, insieme con le Caritas della Lombardia, ha collaborato con le istituzioni, sin dall’inizio, per offrire un’accoglienza dignitosa ai migranti. Per questo non si è limitata a dare vitto e alloggio, ma nelle strutture che gestisce, ha offerto ascolto, organizzato corsi di alfabetizzazione, fornito assistenza legale agli ospiti. Lo ha fatto anche grazie all’impegno fondamentale dei volontari. Ora lancia un appello a tutte le forze vive della società. «Occorre un salto di qualità e un rinnovato impegno – dichiara il direttore don Roberto Davanzo –. Da solo nessuno può farcela. Nemmeno una grande organizzazione come la Caritas Ambrosiana».
Nel frattempo, per far fronte alle necessità dei nuovi ospiti l’ente ecclesiale ha deciso di lanciare una raccolta fondi per l’acquisto di generi di prima necessità, che si aggiungono ai quelli già garantiti dalle istituzioni. Si possono scegliere di donare tre diversi kit di prodotti per l’igiene personale: il kit uomo (15 euro), il kit donna (18 euro), il kit bambino (35 euro). Il materiale sarà raccolto in un magazzino che è stato individuato proprio in occasione di questa iniziativa e da qui inviato alle strutture di accoglienza. Contemporaneamente, tuttavia, Caritas Ambrosiana invita le parrocchie e le comunità locali a organizzare iniziative che vadano oltre l’offerta di vitto e alloggio, mettendo a disposizione tutta la propria esperienza. Iniziative sempre più necessarie a più tre mesi dai primi arrivi in Lombardia. «Il solo modo per evitare l’esplodere di tensioni che un’accoglienza di basso profilo potrebbe invece scatenare», osserva don Davanzo. Dalla metà di aprile, infatti, centinaia di volontari e decine di operatori sono mobilitati.
Oggi l’intervento si sviluppa su più piani. Attraverso la propria rete territoriale, Caritas Ambrosiana raccoglie e distribuisce aiuti di prima necessità, organizza attività sociali e ricreative, ricerca tra cooperative, parrocchie, associazioni di volontariato posti letto che si aggiungono a quelli offerti dai centri di accoglienza per richiedenti asilo gestiti direttamente dal sistema Caritas e aperti sin dai primi giorni. I posti vengono segnalati alle Prefetture, titolari della gestione delle accoglienze. Nei centri Caritas oltre al vitto e all’alloggio, gli ospiti ricevono un primo orientamento sui diritti e doveri previsti dalla normativa italiana per richiedenti asilo e hanno l’opportunità di seguire corsi d’italiano. Fondamentale è il contributo delle Caritas parrocchiali. Questo impegno ha già fatto sbocciare in tutta la diocesi tante piccole grandi storie di solidarietà È il caso, ad esempio, della parrocchia della Beata Vergine Assunta a Ballabio. In questo piccolo borgo, il parroco ha aperto le porte di un appartamento di proprietà della parrocchia ad una coppia di nigeriani. I volontari del centro di ascolto li hanno aiutati a presentare la domanda di asilo in Questura, a prenotare le visite mediche e ora li seguono passo dopo passo.
Le strutture Caritas o legate alla Caritas che attualmente stanno accogliendo profughi sono: i centri già predisposti per accogliere richiedenti asilo, quello di via Conciliazione a Varese (12 posti) e Casa Itaca di Rho (3 posti); il centro per gravi emarginati ed ex detenuti Casa Onesimo a Busto Arsizio (3 posti), il pensionato Sant’Ambrogio di Magenta (40 posti), il pensionato Botticelli a Lissone (14 posti), la casa Don Mezzanotti a Sesto San Giovanni (15 posti), la casa del COE a Barzio (16 posti), la Casa del Giovane di Milano (18 posti), Casa Jobel a Brugherio (4 posti), Casa Agorà ad Abbiategrasso (5 posti) e gli appartamenti per le accoglienze di nuclei familiari messi a disposizione in particolare dalle parrocchie Pentecoste di Milano (2 famiglie) e Beata Vergine Assunta di Ballabio (1 famiglia) nonché dalla stessa Caritas diocesana e dalla cooperativa Intrecci (2 famiglie).
Per sostenere concretamente i progetti di Caritas Ambrosiana puoi effettuare una donazione nei
seguenti modi:
  • donazione diretta presso l'Ufficio Raccolta Fondi in via San Bernardino, 4 a Milano (orari d’ufficio)
  • conto corrente postale n. 13576228 intestato a Caritas Ambrosiana Onlus
  • conto corrente bancario presso l'ag. 1 di Milano del Credito Artigiano e intestato a Caritas Ambrosiana ONLUS IBAN: IT16 P 03512 01602 000000000578
  • tramite carte di credito telefonando al numero 02.76.037.324 in orari di ufficio (vedi sopra) o collegandosi al sito www.caritas.it
  • Causale delle offerte (detraibili fiscalmente): “Profughi, tempo di accogliere”

venerdì 1 luglio 2011

Uffici provinciali decentrati: non ci guadagna nessuno

Gli uffici provinciali decentrati a Merate sono stati aperti venerdì 1° luglio presso il Municipio di Piazza degli Eroi 3; saranno operativi uno sportello operativo con protocollo integrato, mercoledì e venerdì dalle 9,30 alle 12,00 ed un servizio di difesa civica territoriale su appuntamento; un ufficio sarà a disposizione degli Assessori provinciali per incontri ed appuntamenti.
Ribadisco il mio tifo per l’abolizione delle Province, grazie alla quale, a regime, si stima un risparmio di almeno 10 miliardi di Euro/anno ad avvenuta eliminazione dell’apparato politico ed assorbimento del personale in dipartimenti decentrati della Regione di competenza.
Il mio giudizio è prevenuto, ma non capisco quale vantaggio possa dare al cittadino l’istituzione di tali uffici.
Ne analizzo, ora, i singoli utilizzi sulla base dei comunicati ufficiali:
  1. Lo stesso portale del sito della Provincia di Lecco, alla voce “Posta elettronica certificata” riporta che “L’utilizzo della posta elettronica certificata e della firma digitale risponde ad esigenze di semplificazione della Pubblica Amministrazione secondo i principi di efficienza, efficacia ed economicità, previsti dalla nuova normativa”. Non si capisce, quindi la necessità di un doppione cartaceo che costringe almeno un operatore a spostarsi da Lecco a Merate due volte alla settimana per un servizio che, la Provincia stessa afferma essere fattibile telematicamente.
  2. La “Difesa Civica territoriale”, come prevista dalla Legge 42 del 26.03.2010, può surrogare la difesa civica comunale, mediante Protocollo d’intesa fra Provincia e Comune. Nella fattispecie, quindi, non si capisce la necessità di una tale surroga visto che il sito comunale, peraltro poco affidabile, non riporta la cessazione della difesa civica comunale esistente. Rimane l’ipotesi di servizio per gli altri Comuni del Meratese, ma dai documenti non risulta, visto che l’accordo è stato stipulato fra Provincia e Merate.
  3. La necessità di incontri od appuntamenti con gli Assessori provinciali non richiede certo l’esistenza di uffici, peraltro sottoutilizzati per gli scopi di cui ai punti precedenti.
Ragionando con il principio della sobrietà e della minimizzazione dei costi, ci si chiede, perché, se le necessità di cui sopra fossero, per assurdo, acclarate, non si è effettuata una razionalizzazione accorpando, in spazi comunali, l’altra emanazione provinciale costituita dal “Centro per l’Impiego” di via Statale 11, in località Ceppo. Ciò avrebbe determinato la cessazione dei costi di affitto da parte della Provincia nei confronti del privato; se tali spazi non fossero stati disponibili in Palazzo Tettamanti si sarebbe potuto valutare la struttura, già utilizzata per anagrafe e servizi socioculturali, sita nel Parco di Villa Confalonieri.
Non comprendo la ratio del decentramento in oggetto e non so se sia stata preceduta o meno da un’analisi dei bisogni e delle necessità.
Confido nel carattere sperimentale dell’iniziativa.

Ernesto Passoni