sabato 3 aprile 2010

Pgt e mobilità a Merate: un grande sogno

Ritorniamo a trattare del Pgt in corso di stesura relativamente al territorio comunale di Merate e, precisamente, parliamo di mobilità urbana. Voglio proporre, in questo mio intervento, un grande progetto di ristrutturazione dei sistemi di trasporto pubblico e di traffico cittadino che, con lo studio del Pgt, si potrebbe avviare sul nostro territorio.
La viabilità di Merate è, ovviamente, condizionata dalla presenza ingombrante della ex statale 36, oggi provinciale 342 dir, il cui flusso veicolare inevitabilmente apporta inquinamento e disagio. Tale nodo, purtroppo, può essere sciolto solo con l'intervento di enti amministrativi di ordine superiore, quali Provincia e Regione, che dovranno porsi l'obiettivo di disegnare un tracciato di variante in grado di delocalizzare il traffico di passaggio rispetto al centro cittadino. Per quanto riguarda, invece, il traffico diretto verso la città ed i suoi servizi scuole, ospedale, negozi, agenzia delle entrate sarebbe un progetto affascinante studiare ed attuare una mobilità di tipo cittadino, realizzando una rete di parcheggi di prossimità presso i quali posteggiare la propria auto e successivamente proseguire a piedi oppure attraverso veicoli elettrici a due o quattro ruote a ridotto ingombro ed impatto ambientale zero. Ragionando si potrebbe mantenere il parcheggio delle Piazze e quello della piscina a sud, individuando a nord delle situazioni speculari; ovviamente i parcheggi andrebbero attrezzati adeguatamente sullo stile dei silos milanesi dell'Atm. Presso le frazioni, presso le stazioni vicine, presso i punti di interesse territoriale si dovrebbe collocare batterie di tali veicoli elettrici, noleggiabili tramite la carta regionale dei servizi, per garantire un collegamento urbano di adeguato livello. Il centro cittadino diverrebbe una zona pedonale completa di vasta dimensione da ristudiare quale grande outlet a cielo aperto, come grande centro aggregativo, una piazza che sostituisce e migliora il concetto di centro commerciale. Nei punti più impegnativi della città, quali salite e dislivelli, per agevolare i pedoni, si potrebbe pensare inoltre all'installazione di scale mobili e nastri trasportatori ad energia fotovoltaica sull'esempio esistente di molte città. Si potrebbe pensare, inoltre, di incentivare imprese ed associazioni a promuovere tale tipo di mobilità presso i propri dipendenti in modo tale da indurre la grande parte dei cittadini che ruotano attorno a Merate a beneficiare dei vantaggi di una mobilità flessibile ed ecocompatibile.

Stefano Valagussa

giovedì 1 aprile 2010

Il diavolo e l'acquasanta

Si legge sulle cronache locali che il parroco don Luigi Conti ha assurto a novelli apostoli il capitano dei carabinieri, il tenente delle fiamme gialle, l'assessore all'istruzione e il sindaco ai quali ha lavato i piedi durante la messa in cena domini. Pensavo fosse un pesce d'aprile dato il giorno invece è tutto vero. Sull'opportunità di trasformare una funzione religiosa in una parata di autorità civili e militari ognuno la pensi come vuole. In fondo chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe farlo per spirito di servizio, come ha indicato Gesù con il gesto del pulire i piedi ai suoi seguaci. Fa specie però che il signor curato tra i tanti abbia proprio scelto uno come il nostro borgomastro che ogni martedì mattina indossa la divisa da sceriffo per dare la caccia ai vucumprà, ai clandestini e poveri cristi, "cristi" appunto, che hanno la sola colpa di vendere al mercato cianfrusaglie da quattro soldi per avere qualcosa da mettere sotto i denti o di essere scappati dalla miseria. Uno che appartiene a un partito che predica l'odio, il razzismo, l'integralismo occidentale. Forse che basti spendere ventimila euro di denaro pubblico per le luminarie natalizie o scrivere una lettera ai presidi di non togliere i crocifissi, simbolo di fede non di tradizione, per ottenere l'indulgenza? Chissà cosa vorrebbe dire se potesse a sul confratello quel cattocomunista di don Giorgio De Capitani da Monte di Rovagnate che da anni lancia anatemi contro la Lega e le camice verdi e sferza la chiesa a riscoprire i veri valori dell'accoglienza e della radicalità del vangelo... Vorrei poi capire quale discepolo abbia interpretato il nostro sindaco. Nella parte di Pietro, che non ha esitato a impugnare una spada e mozzare l'orecchio al serve del sommo sacerdote per difendere il suo signore, vedrei bene il comandante della bemerita. Matteo, che prima di convertirsi riscuoteva i tributi per conto di Roma ladrona, probabilmente è toccato al capo dei finanzieri. A uno che si occupa di scuola e cultura calza bene la figura di Giovanni, il prediletto diventato evangelista. Avanza Giuda. Taddeo naturalmente, non l'Iscariota. Speriamo almeno...

Teo A.

P.S.: Spero vogliate pubblicare questo mio e che nessuno si offenda o l'abbia a male se mi permetto di criticare l'ordine costituito.

N.d.R.: Egregio A. Teo (???), come vede non censuriamo nulla nei limiti dell'educazione e del rispetto. Questo blog ha lo scopo di favorire il dibattito sulle vicende della città e la questione che ha sollevato è certamente d'interesse, sebbene non necessariamente rispecchia le opinioni dei Consiglieri e dei sostenitori del nostro gruppo di Insieme per Merate.

mercoledì 31 marzo 2010

Approvata all'unanimità la mozione sul distributore di metano per veicoli

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal nostro gruppo per chiedere al Sindaco e alla Giunta di adoperarsi per la realizzazione di un distributore di metano per veicoli nel Meratese, visto che la provincia di Lecco è l’unica in Lombardia a non essere dotata di tali impianti. Siamo soddisfatti non solo perché è stata accettata la nostra proposta, ma perché una volta tanto maggioranza e opposizione hanno collaborato per un obiettivo a favore di tutta la popolazione. Il Consigliere di maggioranza Massimo Adobati ha inoltre preannunciato che durante la prossima riunione proporrà un documento per migliorare ulteriormente il nostro suggerimento, mirando ad una stazione di servizio che eroga una miscela gas-idrogeno, ritenuta dagli esperti ancora meno inquinante del metano. Il punto prescelto dovrebbe essere Osnago, la cui Amministrazione comunale è già in trattativa con alcuni operatori.

Antenna di Sartirana: la precedente Amministrazione ha fatto il possibile

Nel corso del Consiglio comunale di ieri sera, martedì 30 marzo, è stata discussa la nostra interrogazione sulla stazione radio base per la telefonia mobile di Sartirana. I nostri Consiglieri si sono dichiarati soddisfatti delle spiegazioni rese, ma riteniamo opportuno precisare qualche inesattezza del Sindaco, che ha rimproverato la precedente Amministrazione di non essersi adoperata nel modo giusto per cercare di evitare l'installazione del ripetitore.
La precedente Amministrazione o, più esattamente, lo Sportello unico per le Attività produttive dell' Ufficio tecnico, non ha approvato il progetto "Nokia-Siemens" e tanto meno concesso il relativo Permesso di costruire, perchè la sentenza del Tar, giunse alla fine della legislatura. lasciando due possibilità: o l'appello al Consiglio di Stato o l'accettazione della sentenza e conseguenti rilasci dei Permessi ambientale e di costruire. La nuova Amministrazione ha optato per la seconda alternativa.
Nel caso di Merate, che è soggetta al vincolo ambientale, non vige l'istituto del silenzio/assenso, allo scadere dei 90 giorni dalla presentazione della domanda di permesso; vige l'istituto contrario allorquando non è concesso il nulla osta ambientale. Vige, cioè, il silenzio/dissenso, tanto che il Tar, cui ricorse il richiedente, diede ragione al Comune non concedendo la sospensiva rispetto al diniego, posto dallo stesso Comune, al non inizio dei lavori. In buona sostanza lo Sportello Unico ha seguito la corretta procedura. Non è vero che la precedente Amministrazione non propose una diversa allocazione; la propose in via Limito, vicino all'acquedotto ex Ciab, in posizione più defilata e lontana dalle abitazioni, ma il Tar fu di parere contrario.
Tornando a tempi più recenti ed andando nel concreto del fare, riteniamo assurdo che, a sette mesi di distanza dall'inizio del funzionamento del ripetitore, non sia stata effettuata alcuna misura di campo elettrico per verificarne la corrispondenza con i dati progettuali. Già nella Commissione Ambiente e Territorio dello scorso gennaio l' Amministrazione annunciò l' assegnazione di un ordine ad una società privata per il monitoraggio continuo e triennale del campo elettrico ma, dopo tre mesi, l' ordine non è stato ancora assegnato. Non si capisce perché, nel frattempo non si è chiesto, ufficialmente, all' Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpèa) di effettuare misure, ancorché spot. L'Arpa è un ente regionale, quindi pubblico che, su richiesta del Comune effettua, gratuitamente, le misure. Non si capisce, inoltre, perché rivolgersi a società private che comportano un esborso di denaro pubblico (13,500 € in tre anni).

NOTE A MARGINE

In sintesi i fatti si sono così succeduti:
  • 2004: richiesta Siemens (per conto Wind) di installazione di palo antenna alto 35 m + stazione a terra su area 10x10 mq in via Fontane.
  • Effettuate più riunioni in Commissione Edilizia e parere negativo per impatto ambientale (corridoio ecologico in procinto di entrata nel parco Adda Nord).
  • 2005: contestuale parere negativo dalla Sovrintendenza di Milano (Ministero dei Beni Ambientali) nella persona dell'architetto De Stefani
  • Parere positivo Arpa per quanto di competenza: campo elettrico nelle zone abitate <>
  • 2006. per l'aspetto ambientale, simulazione (Siemens e Comune) con pallone vincolato ad un filo ed ulteriore parere negativo della Commissione Edilizia
  • Inizio procedura legge telecomunicazioni (Gasparri) con il secondo passo (il primo è la Commissione Edilizia), cioè la Conferenza dei Servizi cui partecipano gli attori interessati (richiedente, comune, sovrintendenza, Arpa): a maggioranza degli Enti (Comune e Sovrintendenza) viene ribadito il diniego
  • 2008: terzo passo previsto dalla Legge con riunione presso il Ministero (partecipò il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale architetto Ronchi) e decisione salomonica: da una parte il servizio di telefonia mobile deve essere garantito, dall' altra il Comune può individuare un posto meno invasivo, ma pur sempre idoneo allo scopo.
Nel frattempo (2007) ed in parallelo con l'iter legislativo, "Siemens" ritiene il comune inadempiente per cui invia una Dichiarazione di inizio attività (Dia), accingendosi alla installazione; il Comune si oppone, perché non è stata concessa l'autorizzazione ambientale. "Siemens" ricorre al Tar chiedendo una sospensiva del diniego comunale, sospensiva che non viene concessa, perché il Tar ritiene che il Comune, di concerto con la Sovrintendenza, abbia agito correttamente, in quanto il suo territorio è vincolato ai sensi della Legge 1497/1939 riguardo alla salvaguardia paesaggistica. In sostanza il Tar dà ragione al Comune per la negazione all' inizio dei lavori.
Il Comune individua, con sopralluogo del Sovraintendente, un posto alternativo in via Limito (al confine con Calco) presso l'acquedotto ex CIAB ed ora Idrolario (più defilato e meno invasivo ambientalmente), segnalando al TAR detta possibilità.
Il Tar entra nel merito della questione ed, in sostanza, ritiene prevalente l'esigenza di pubblico servizio (Legge Gasparri e successive modifiche) rispetto alla valenza ambientale; ribalta la sentenza precedente e dà ragione a Siemens che ha facoltà di iniziare i lavori nel posto dalla stessa indicato (via Fontane).

Quando l'invidia e il complesso di inferiorità hanno il sopravvento

Il nostro Consigliere Gabriella Mauri è il nuovo rappresentante delle minoranze in seno al Consiglio direttivo della Pro Merate. Prende il posto della dimissionaria Pinuccia Maternini. L’hanno proposta unitariamente, durante la seduta di Consiglio comunale di ieri, sia il nostro gruppo di Insieme per Merate sia quello di Merate Futura. La candidatura, votata a scrutinio segreto, è stata approvata con dieci schede favorevoli e nove bianche. Significa che, essendo assenti due dei sette esponenti delle opposizioni, si sono espressi favorevolmente oltre ai cinque membri delle minoranze solamente altrettanti della maggioranza, mentre gli altri hanno preferito non esprimersi. Sin qui nulla di strano; è nelle loro facoltà. Quello che fa più specie è che l’argomento, se vogliamo marginale e banale, sarebbe stato oggetto di un acceso dibattito tra le fila della Centrodestra. L’attuale Assessore alla Cultura Giuseppina Spezzaferri avrebbe infatti chiesto, spalleggiata dal suo capogruppo Ernesto Sellitto, di non avvallare in alcun modo la scelta del suo predecessore, la Mauri appunto. Avrebbe riferito che la Mauri vrebbe in qualche modo partecipato alla precedente gestione fallimentare della Pro loco, che la maggioranza doveva mostrare la propria superiorità politica e altre amenità del genere. Noi riteniamo che soffra semplicemente di complesso di inferiorità e che tema il confronto. Tanta gente, indipendentemente dai colori degli schieramenti, ha riconosciuto che Gabriella Mauri ha svolto il suo ruolo con competenza, passione ed efficacia. In molti tra le Associazioni lo hanno ribadito anche durante le riunioni della Consulta. Questo evidentemente infastidisce la Spezzaferri. La posizione però non è stata condivisa da tutta la maggioranza, come dimostrato dall’esito della votazione. Potremmo anche azzardare qualche nome perché chi si è astenuto non ha fatto nulla per nasconderlo. Queste persone non dovrebbero poi meravigliarsi se la Lega Nord ha superato il Popolo della Libertà: prove di forza su ruoli di garanzia che spettano di diritto alle minoranze non giovano al dialogo. Alla Spezzaferri suggeriamo che, se vuole far dimenticare chi ha lavorato prima di lei, non ha che da fare meglio, tralasciando invidia e rancori personali ingiustificati. Magari può cominciare ad arrivare in orario quando, come successo martedì sera, si svolge la cerimonia di consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli. E’ vero che l’Assessore all’Istruzione è Emilio Zanmarchi, ma è altresì vero che la scuola rientra pur sempre nell’ambito della cultura. La presenza puntuale anche dell’Assessore Spezzaferri sarebbe stata pertanto quanto mai opportuna.

Un semplice cittadino

sabato 27 marzo 2010

I permessi di costruire non sono un "do ut des"

Sono sempre stato perplesso quando, a fronte di una richiesta edificatoria di un cittadino si chiedono contropartite, quasi che il Comune barattasse un risarcimento. I permessi di costruire vengono concessi coerentemente con gli strumenti urbanistici, approvati dal Consiglio comunale, quindi non sono una gentile concessione dell'Amministrazione, ma una sorta di patto fra Ente pubblico e privato codificato dai rappresentanti dei cittadini. In buona sostanza non è un "do ut des". La licenza edilizia è concessa in base a regole certe (coerenza con il Prg) e con oneri codificati per far fronte alle urbanizzazioni che il Comune deve sostenere in conseguenza dell'intervento; se non fosse così ci sarebbe un mercato delle vacche fra il Comune e i privati.
L'ultima variante di Prg approvata dal Consiglio comunale a fronte della richiesta di Fomas mirava a consentire alla stessa di portare in Italia una lavorazione in modo da non approvvigionarsi dall'estero e, nel contempo, di spostare un' altra lavorazione, generante rumore, più lontano dalle abitazioni. Il risultato finale era un miglioramento della situazione ambientale ed un sostegno alla produzione ed all' occupazione. Il di più, costituito dall'ipotesi che Fomas concorresse al finanziamento di asilo nido / ambulatorio / sala riunioni costituiva un'elargizione benefit di Fomas non risarcitoria di alcunché, ma aggiuntiva.
E' chiaro che un asilo nido fosse di interesse anche di Fomas a fronte dell' assunzione di giovani. Non è comprensibile, razionalmente, la variazione di percorso del cavidotto interrato a fronte del fatto che lo stesso è realizzato in base alle ultime normative, sempre più stringenti rispetto al valore del campo magnetico sopra il cavidotto stesso che è profondo e schermato. Per inciso sul piano di calpestio, sotto i cavi degli elettrodotti aerei da 132 kV che attraversano Merate, detti valori sono superiori, anche se nei limiti di legge. In tale ottica di salvaguardia della salute, il percorso del cavidotto è ininfluente ed indifferente. Il percorso originario costava meno, perché più corto e per lo più sotto i campi per cui privo della necessità di ripristini del manto stradale.
L'attuale Amministrazione nega la necessità dell'asilo nido e preferisce approfittare del nuovo percorso per allargare via Ca' Rossa.
Purtroppo la situazione di Brugarolo è negativa per errate, con il senno di poi, scelte urbanistiche effettuate quando non c'erano ancora gli strumenti urbanistici di pianificazione della città, per cui vi è stata una assurda frammistione fra produttivo e residenziale con grave pregiudizio della qualità di vita dei residenti.

Ernesto Passoni
ex Assessore all'Urbanistica

La sudditanza del Sindaco alla Fomas

Vorrei precisare alcuni punti in merito alla risposta del Sindaco Robbiani, anche se, come diceva il buon Indro Montanelli, ribadire vuol dire dare due volte la stessa notizia.
Prima di tutto non ho necessità di rinventarmi una credibilità personale e nemmeno di mettermi in evidenza, in questi anni la mia azione è stata continua e pubblica e non sono certo stato un Consigliere silenzioso e obbediente.
Nella sua risposta il Sindaco continua a far finta di non capire il vero tema di fondo e usa una quantità spropositata di parole per non entrare mai nel merito vero della questione.
Nessuno discute del fatto che la linea di alta tensione debba essere posizionata in maniera tale da non creare rischi e problemi ai cittadini, ci mancherebbe altro!
La sudditanza del Sindaco Robbiani alla Fomas è dimostrata dal fatto che dà per scontato che i maggiori costi sostenuti dall’azienda - per realizzare un’infrastruttura che serve solo a lei - debbano essere pagati dai cittadini con la rinuncia a opere sociali già concordate.
In pratica la Giunta comunale sostiene che se i cittadini vogliono una linea di alta tensione che non crei loro problemi se la devono pagare.
A questo punto ci sorge spontanea una domanda: se qualche altro ente dovesse chiedere ulteriori interventi che aumentano i costi per l’azienda, dobbiamo aspettarci che il Comune o i cittadini siano chiamati a versare soldi a sostegno del privato?
Può sembrare un paradosso ma è nella logica di chi sostiene ed accetta l’idea che maggiori costi per la sicurezza – quindi un diritto – debbano essere barattati con minori opere per i cittadini.
Se qualche lettore volesse poi entrare nel merito specifico delle altre questioni sollevate mi permetto di allegare una scheda con una serie elementi chiarificatori del lavoro svolto nei 5 anni passati.

Roberto Riva
Consigliere comunale
di Insieme per Merate

SCHEDA TECNICA

-Riguardo all’affermazione, secondo cui mi sarei ben guardato dall’evidenziare il problema dell'elettrodotto, ricordo che già in delibera 17 del 12/05/208 di Consiglio comunale ho parlato esplicitamente dell'elettrodotto su via XXV Aprile.
- Riguardo alla diffusione di molte informazioni sbagliate ricordo che il cavo non sarà posato a 2 o 3 m di profondità , ma a 1,5 m di profondità dal piano viale di calpestio.
-Ricordo benissimo un colloquio con l’Assessore all'urbanistica che sosteneva che il cavo posato non porta alcun danno alla salute, perché rispetta i parametri di legge in campo elettromagnetico. Anche il Sindaco in assemblea pubblica a Brugarolo ha confermato che i cavi sotterranei sono sicuri nel rispetto del campo elettromagnetico e ricordo bene una sua affermazione: “cosa devono dire gli abitanti delle città dove i cavi sono tutti interrati ?”.
-Come ho avuto modo di dire all’Ing. Sala della Società Fomas ritengo che sia stato un errore progettare un impianto che attraversa delle proprietà private ( non ancora frazionate ) molto meglio passare in carreggiata su area pubblica.
Il Sindaco sostiene poi che la posizione dell’elettrodotto è stata dettata dalla conferenza dei servizi, la sola conferenza convocata riguardava la sottostazione e non il cavo.
Il mio interessamento per la frazione Brugarolo è stato costante, basta elencare alcuni interventi da me fatti:
  1. L'area di Via Pertini al momento della vendita a base d'asta da parte della giunta Perego (un membro è oggi seduto in Giunta come assessore esterno ) era di ben 50 appartamenti in edilizia convenzionata, da noi ridotta a 25 appartamenti
  2. Eliminazione dell'area commerciale (Bonanomi) in Via IV Novembre , con sbocco in via Fermi (il che significava ripristinate la bretella proposta dalla giunta in carico 1999/2004 e poi eliminata dalle pressione dei cittadini con osservazioni sul Prg)
  3. Eliminazione di 20.000 mq di area ad edilizia convenzionata in Via XXV Aprile
  4. Eliminazione dell'area Artigianale in Via Laghetto
  5. Via XXV Aprile area ex Valsecchi ora Valagussa, ottenuto 5.000 mq come area standard da destinare a parco pubblico
  6. Con dispiacere non sono riuscito ad ottenete la costruzione di una rotonda in Via XXV Aprile/Via Gramsci/Ca’ Rossa da parte del lottizzante, ma solamente una cessione gratuita del terreno per poter realizzare l'opera ( ricordo che l’allora Consigliere Robbiani in commissione, affermava che era esagerato chiedere opere a chi ha il diritto di costruire su area edificabile)
  7. In collaborazione con il Comune di Ronco e Osnago il divieto di transito ai mezzi pesati in via IV Novembre (colgo l'occasione per invitare il Sig. Sindaco a fare rispettare il divieto imposto)
  8. Eliminazione dell'ingresso carraio dei mezzi pesanti Fomas in Via XXV Aprile come da progetto preliminare e recepito in fase di discussione con l'azienda
  9. Indicazione per un consiglio nella mia lettera ( allegata ) del giugno 2009 , riguardo opere di manomissione di suolo pubblico sul marciapiede da Via Pertini fino al complesso Fomas per posa di un cavo a 15 KV , la predisposizione di un tubo per l’illuminazione pubblica, e nella stessa lettera la invitavo al percorso del cavo a 132 KV su via XXV Aprile , vede per il bene della frazione e dell’amministrazione il mio interessamento è indifferente dalla coalizione che governa, importante fare il bene dei cittadini ( preciso che durante il mio mandato non ho mai proposto interventi al mio favore o interessi personali )
Riguardo alle opere elencate, preciso che ho contribuito come consigliere, perché non ero il regista della sala dei bottoni , ora che Robbiani è il regista del PGT , mi auguro che rispetti quello che ha sempre sostenuto negli anni passati, senza lasciarsi influenzare da ordini di coalizione

venerdì 26 marzo 2010

Lunedì sera riunione di gruppo per prepararci al Consiglio comunale

Lunedì sera, lunedì 29 marzo, ci troviamo presso la sede di via Trento 26 (salire la scala subito a destra una volta entrati nella corte e raggiungere la porta in fondo alla rampa) per prepararci per la prossima seduta di Consiglio comunale, fissata per il giorno seguente, martedì 30 marzo alle ore 20.30, con il seguente ordine del giorno:
  1. Risposta ad interrogazione presentata dal gruppo di Insieme per Merate inerente l'installazione e le messa in esercicio della stazione radio base per la telefonia mobile in via Fontane a Sartirana
  2. Mozione presentata dal gruppo di Insieme per Merate inerente la realizzazione di un impianto di erogazione di metano per autotrazione
  3. Surroga rappresenentate comunale dimissionario in seno al Consiglio direttivo della Pro loco
  4. Ratifica deliberazone di Giunta comunale su variazioni al Bilancio di previsione 2010
  5. Riconoscimento debiti fuori bilancio e contestuale variazione di Bilancio per il loro finanziamento
  6. Variazioni al Bilancio di previsione 2010 e pluriennale 2011- 2012
  7. Adozione proposta di Piano attuativo in via Fontane
  8. Abrogazione articoli d17 al 17 novies del Regolamento edilizio comunale - Esame osservazioni, controdeduzioni e approvazione definitiva
Preliminarmente alla trattazione degli argomenti iscritti all’ordine del giorno, alle ore 20 il Sindaco consegnerà ai vincitori le borse di studio dell'anno 2008/'09

Quando la mano destra non sa quello che fa la... destra

Alla saga del permesso di utilizzare piazza Prinetti per la festa di chiusura della campagna elettorale del Partito Democratico in programma questa sera si aggiunge un nuovo capitolo. Dopo lo sfratto e il trasloco forzato in piazza degli Eroi, il Comandante della Polizia locale Donato Alfiniti ieri pomeriggio ha contattato direttamente la Segreteria provinciale del Pd per comunicare che piazza Prinetti è di nuovo disponibile. Non sappiamo quale motivazione lo abbia indotto all’ennesimo ripensamento, che ha causato notevoli problemi agli organizzatori dell’evento, ma tutto ciò ci pare indice di un’incapacità gestionale degli spazi pubblici da parte del responsabile del servizio di vigilanza urbana.

giovedì 25 marzo 2010

Percorso di guerra tra le stanze della burocrazia

Quando un' Amministrazione pubblica vuole negarti qualcosa trova tutti i cavilli per giustificare il diniego; ciò dipende dall' ancestrale modo di agire della burocrazia italica che più che fare riferimento a Maria Teresa d' Austria fa riferimento al Castello di Kafka; il cittadino si trova in una situazione tale da non sapere come muoversi, perché manca sempre una carta. Se tutto è andato come si riferisce nell'articolo e cioè in base ad accordi verbali, cosa più sbagliata non fu fatta. Intanto bisogna fare riferimento ai documenti cioè al Regolamento di Polizia Locale che norma l'occupazione del suolo pubblico, poi bisogna fare domanda scritta, protocollata (carta canta, villan dorme), specificando dettagliatamente quello che si vuole fare e lasciando riferimenti per integrazioni informative; ogni giorno bisogna contattare la Polizia Locale per sapere come vanno le cose, perchè anche qui vige il Principio di Murphy, secondo il quale se una cosa può andare male, andrà male sicuramente, infatti... Se c'è un palco bisogna produrre il documento di un progettista iscritto all'albo per la corretta installazione; se si usa l'energia elettrica bisogna fare richiesta all' Enel e produrre il certificato di un elettricista, iscritto all'albo per il corretto collegamento alle presiere; se si emette rumore ci vuole il certificato di un fonico abilitato che certifichi la coerenza con il regolamento apposito ed il Piano acustico al fine di non infastidire gli abitanti.
Queste sono le regole ed in Italia ce ne sono ancora a bizzeffe, nonostante i roghi di Calderoli; dette norme sono interpretate per gli amici ed applicate per i comuni mortali.
Dubito che quanto sopra venga poi richiesto.
Attenzione! Quando ti dicono che non c'è alcun problema, preoccupati, perché ne inventerano qualcuno, difatti... Poi c' è la divisione di competenze fra la Polizia Locale e l'Ufficio Tecnico (
tuca a me, tuca a te) e poi e poi...
Più che la richiesta di una piazza è un percorso di guerra.

Ernesto Passoni