sabato 13 febbraio 2010

Futuro di Merate: poche idee e molto confuse

Nelle affermazioni di alcuni Amministratori di Merate, riportati negli articoli apparsi sull'ultimo numero deò Giornale di Merate del 9 febbraio, in riferimento al Piano di governo del territorio (Pgt), si ritrova la litania iniziata in campagna elettorale e che prosegue tuttora sul fatto che la precedente Amministrazione non avrebbe fatto nulla, lasciando macerie e deserti progettuali in tutti gli ambiti amministrativi. Prendendo in esame l'argomento principale si notano incongruenze sulla prospettiva demografica di Merate: la professoressa Maria Cristina Treu, estensore del documento urbanistico, nella Commissione Ambiente e Territorio, quindi in sede istituzionale, ha chiaramente affermato che lo studio effettuato porta a prevedere un aumento di popolazione di due mila abitanti di cui 500, quale residuo dei Prg vigente e previgenti e 1.500 da prevedersi in aggiunta. Successivamente, in sede di Assemblee pubbliche e sugli organi di informazione c'è stato un balletto di cifre enunciate dagli Amministratori con uno spettro che varia da 800 a duemila abitanti in più, lasciando trasparire diatribe interne, indecisione o paura di smentire i perentori propositi sulla crescita zero ed "evitando, per quanto possibile, di consumare ulteriore suolo" (Linee Programmatiche 2009-2014), laddove non si capisce da cosa derivi detta possibilità se non, come noi pensiamo, dalla Politica nella sua propria accezione etimologica.
Si diceva del supposto deserto progettuale lasciato dalla precedente Amministrazione riguardo alla destinazione di immobili comunali non più utilizzati; programma elettorale di "Insieme per Merate" alla mano, vediamo di passare in rassegna cosa essa pensava di fare per i diversi immobili.
  1. Villa Confalonieri, speriamo restaurata e non ristrutturata, come riportato nelle Linee programmatiche 2009-2014, era destinata a sede del Museo civico (trasferito dal Collegio Manzoni), alla celebrazione di matrimoni, a conferenze e mostre e sede di rappresentanza. Le stesse Linee programmatiche intendevano realizzare una "Università degli adulti", ma ora l'intenzione sembra tramontata, perché si sente parlare di destinazione per l' utilizzo da parte dell'Osservatorio astronomico di Brera.
  2. Nella parte ovest del Collegio Manzoni, liberata del Museo e dello sportello Informagiovani si voleva ampliare la Biblioteca con quota parte destinata a Mediateca.
  3. Per l' Area Cazzaniga si intendeva assegnare la gestione del "Caffè Concerto" ad un operatore del settore e degli spazi sotterranei alle Associazioni, in ciò mantenendo quanto previsto negli scopi originari dell'opera.
  4. Riguardo all'area della fatiscente Cascina Galli, svanite ipotesi di strutture utili sia al Comune che all' Istituto geriatrico "Frisia", l'idea più concreta, anche se non posta nel programma, rimaneva quella dell'alienazione, probabilmente per destinazione nel terziario.
  5. L' area ex Cse di Brugarolo era destinata ad Asilo nido, Sala civica ed ambulatorio per la frazione grazie, anche, a finanziamenti informalmente concordati con la Società Fomas. La nuova Amministrazione ritiene, invece, che detto Asilo sarebbe un inutile volume aggiuntivo.
  6. L' area standard in fregio a via Pertini era destinata a Cdd, Centro diurno disabili, temporaneamente ospitato, oggi, presso il "Frisia", ma la nuova Amministrazione ha deciso di collocarlo nell'edificio, attualmente scuola elementare, di via Fratelli Cernuschi, su cui tra l'altro vige un vincolo testamentario che impone di sfruttarlo per attività didattiche e culturali. Edificio, questo, che, a titolo personale, avrei destinato alle Associazioni prive di sede. In alternativa l'intero comparto scolastico, angolo viale Giuseppe Verdi e via Fratelli Cernuschi, dovrebbe essere considerato nella sua completezza, valutando le future eventuali necessità di sviluppo sia dell'Asilo nido che della Scuola materna.
  7. Il vecchio Oratorio di San Rocco, vicino al cimitero centrale, costituisce un problema di difficile soluzione, perché, per metà è incluso in area di rispetto cimiteriale; proporrei di rifare una verifica di stabilità, aggiornando quella di venti anni fa e bandendo un concorso di idee per un' eventuale destinazione d'uso, compatibile con il vincolo di cui sopra.
Scelte opinabili, ma chiare e riportate sui documenti ufficiali della vecchia Amministrazione e del gruppo "Insieme per Merate". Si ha l'impressione che tali documenti però non siano stati letti dai nostri successori. Noi comunque i progetti li avevamo, mentre ci pare che il Sindaco Andrea Robbiani abbia poche idee e pure molto confuse.

Ernesto Passoni

venerdì 12 febbraio 2010

Cavana e Cerrano Presidenti della Consulta Sociale e della Commissione per il Paesaggio

Due componenti del nostro gruppo sono stati scelti per ricoprire importanti ruoli nell'ambito degli organismi istituzionali locali. Domenico Cavana è stato nominato Presidente della Consulta dei Servizi alla persona, mentre Giuseppe Cerrano è il Presidente della Commissione per il Paesaggio. Siamo contenti che l'Amministrazione comunale abbia deciso di valorizzare le loro competenze superando le contrapposizioni politiche.

Pubblica amministrazione e formati dei documenti telematici

Spesso nella Pubblica amministrazione non si è sensibili al problema dell'utilizzo dei formati dei documenti informatici scambiati con i cittadini e le imprese. E' un tema invece molto importante per favorire l'utilizzo di strumenti telematici da parte di tutti, e anche per favorire lo sviluppo del Paese in questo campo.
Penso perciò che gli Enti pubblici debbano tenere conto di alcuni criteri nel rapporto con la popolazione quando utilizza dei sistemi informatici.
  1. Occorre assicurare interoperabilità e flessibilità ed evitare vincoli nei confronti di particolari produttori: l'utilizzo di formati che sono proprietà di una singola software house, costringe gli utenti ad acquistare esclusivamente i prodotti di quella società. Si ottengono così due effetti perversi, ovvero aumentano i costi per la gente e si danneggiano gli altri produttori di software. Purtroppo l'Ufficio tecnico di Merate nello stabilire le nuove procedure per presentare le pratiche edilizie non ha tenuto conto di questo aspetto.
  2. Bisogna pensare di assicurare anche l'accesso futuro ai dati: i documenti salvati con formati proprietari, spesso risultano illeggibili nel futuro, perché i formati sono stati cambiati (aggiornati) o dismessi. Per questo è importante che si pubblichino in rete, cioè sui siti internet, documenti esclusivamente con formati aperti, che si accettino file ODT da imprese e cittadini, che i file ODT siano accettati pure per le gare di appalto e i concorsi... e che ci si ricordi sempre che esistono filtri ODF gratuiti per Ms Office.
Ci è interessato all'argomento e desidera una spiegazione più approfondita può consultare il sito Openformats.org.

Claudio D'Ambrisio

M'illumino di meno


(Clicca sull'immagine per ingrandire la locandina)

Quest'oggo, venerdì 12 febbraio 2010 si celebra, in veste completamente rinnovata, la sesta edizione di “M’illumino di meno”: la Giornata del Risparmio energetico lanciata dalla popolare trasmissione radiofonica Caterpillar, in onda su RaiRadio 2. Dopo il successo delle scorse edizioni, con l’adesione di migliaia di ascoltatori e di intere città sia in Italia che all’estero, quest’anno l’invito a rispettare un simbolico “silenzio energetico” si trasforma in un invito a partecipare a una festa dell’energia pulita.
In questi anni, grazie al supporto di istituzioni, scuole, associazioni, aziende e privati cittadini, abbiamo contribuito alla diffusione di una maggior consapevolezza sulle conseguenze del consumo indiscriminato di energia: la riduzione degli sprechi e l’attenzione alle fonti alternative sono diventate parole d’ordine familiari per i nostri ascoltatori. Sulla scia di questa nuova sensibilità, è giunto il momento di fare un passo avanti rispetto allo spegnimento simbolico in nome del risparmio e di proporre un’accensione virtuosa all’insegna dello sviluppo delle energie rinnovabili. In questi anni abbiamo imparato a risparmiare, ora impariamo a produrre meglio e a pretendere energia pulita.
Allo stadio attuale della ricerca tecnologica è già possibile produrre energia con il sole, il vento, il mare, il calore della terreno o con le biomasse. Facendo appello all’inesauribile ingegno italico invitiamo tutti, dagli studenti ai precari, dalle aziende in crisi alle amministrazioni comunali, a misurarsi con la green economy adottando un sistema pulito per accendere tutti insieme le luci il 12 febbraio 2010. L’intento è duplice: da un lato verificare in prima persona che le tecnologie attualmente disponibili sono efficaci e rappresentano alternative realistiche, dall’altro dare un segnale simbolico di fiducia nelle energie rinnovabili e nello sviluppo di un modello di economia sostenibile.
Nelle piazze spente di tutt’Italia si accenderanno luci “virtuose” alimentate a energia rinnovabile o dimostrazioni creative di consumo efficiente, per testimoniare il passaggio da un sistema ormai al collasso ad una gestione più “illuminata” del nostro futuro. Per raccontare questa festa dell’energia pulita, il 12 febbraio Caterpillar andrà in onda eccezionalmente dai Mercati Traianei in Roma, coinvolgendo cittadini, scuole, istituzioni e associazioni in una rassegna di luci belle, creative e pulite, escogitate ad hoc, con un concerto finale rigorosamente a impatto zero. Protagonista dell’evento sarà una enorme sfera, forse la più grande lampadina illuminata da energie rinnovabili, che risplenderà nel cielo di Roma, grazie all’energia di cinquanta eroici ciclisti, coinvolti in una travolgente pedalata collettiva
La campagna di M’illumino di meno è cominciata il 4 gennaio dando voce al racconto delle idee più interessanti e innovative per produrre e distribuire l’energia in modo pulito, responsabile e sostenibile. Una torcia a energia pulita ha viaggiato per l’Italia, sul modello del tragitto della fiaccola olimpica, alla ricerca di punti di rifornimento a fonti rinnovabili, per giungere fino a Roma e “accendere” la festa di oggi. Su www.caterpillar.rai.it, è possibile segnalare la propria adesione e trovare tutti i materiali per diffondere l’iniziativa nei posti di lavoro, a scuola o nella propria città.

giovedì 11 febbraio 2010

Un altro anno di tempo per il nuovo Pgt

Il Consiglio regionale della Lombardia ha prorogato di un anno, fino al 31 marzo 2011, la scadenza per l’approvazione dei Piani di governo del territorio. Questo significa che non bisognerà più varare in fretta e furia il nuovo Pgt di Merate che l’attuale Amministrazione comunale intendeva adottare entro la fine del mese prossimo. Auspichiamo che l’ulteriore tempo concesso venga sfruttato per coinvolgere maggiormente la cittadinanza e i professionisti del settore nelle scelte che riguardano il futuro e lo sviluppo di Merate. La Giunta del signor Andrea Robbiani non ha più alibi e possiede tutti gli strumenti per favorire una reale partecipazione che sino ad oggi è purtroppo mancata.

Ci hanno rubato anche il liceo classico

Ennesimo regalo dell’ Amministrazione provinciale di Centrodestra al nostro territorio: al “Maria Gaetana Agnesi” di Merate non verrà istituito il liceo classico, come invece richiesto dalle autorità scolastiche locali e dalle istituzioni del territorio. Ce n’è già uno dalle Dame Inglesi e quello ci deve bastare. Così almeno si è espresso dall’ Assessore alla Formazione e Istruzione Luca Teti di Villa Locatelli. E pensare che sembrava ormai una cosa fatta. Era stato intrapreso un percorso conoscitivo delle esigenze di ampliamento dell’offerta formativa nel Meratese che portava logicamente ad una proposta di varare presso il polo didattico di via dei Ludovichi un nuovo indirizzo umanistico. Ma da Lecco non erano d’accordo considerano sufficiente l’Istituto Beata Vergine Maria. Un ente paritario, ma anche a forte caratterizzazione religiosa e per di più a pagamento. Non si tratta del solito confronto fra pubblica e privato. Il nuovo liceo classico avrebbe dato un indirizzo formativo molto diverso da quello offerto dall’Ibvm e soprattutto sarebbe stato abbordabile economicamente da tutti. Ma questa evidentemente è la concezione di libertà di scelta che hanno in Provincia. Non è la prima volta che la Giunta destrorsa azzurra-verde prende decisioni non solo non condivisibili per il nostro territorio ma addirittura penalizzanti. Prima ci ha scippato il Commissariato della Brianza, nonostante il Presidente Daniele Nava e compagni abbiano fatto della sicurezza un cavallo di battaglia e una bandiera. Poi hanno cancellato gli investimenti per la viabilità del Meratese. Ora è la volta della Scuola. In questo se non altro è stata coerente con la politica di risparmio della loro ministra.

Luciana Vidili

mercoledì 10 febbraio 2010

Curiosità: l'estensore del Pgt è sorella di un ex ministro

L’architetto Maria Cristina Treu, uno degli estensori del Pgt di Merate in fase di redazione, docente al Politecnico di Milano, è sorella di Tiziano, ministro del Lavoro e della Previdenza sociale nel Governo di Lamberto Dini prima e Romano Prodi poi e dei Trasporti e della Navigazione in quello di Massimo D’Alema, attualmente Vicepresidente della 11ª Commissione permanente (quella del Lavoro e della Previdenza sociale) del Senato della Repubblica. E' stata indicata come probabile capolista alle prossime elezioni regionali del Candidato Governato della Lombardia del Pd Filippo Penati, anche se lei poi ha deciso di non partecipare alla competizione elettorale.

Chiediamo un distributore di metano

Quest'oggi, mercoledì, il nostro Consigliere Gabriella Mauri ha depositato in municipio una mozione che chiede al Consiglio comunale di impegnare il Sindaco a sostenere l'iniziativa dell'Amministrazione comunale di Osnago per l'installazione di un distributore di gas metano per autoveicoli ad opera della Srl pubblica "Acel service". E' da tempo che i due enti sono in trattativa ed è già stato individuato il posto dove collocare l'impianto, presso l'area industriale "Le Foglie" sul confine con Brugarolo. Il punto è ottimale anche perchè vicino a un metanodotto. In fase di redazione del nuovo Pgt anche la Compagnia petrolifera piemontese, titolare della stazione di rifornimento di via Bergamo ha presentato un'istanza per acquisire l'area comunale che si estende a nord, verso via degli Alpini, per posizionare pure lì un impianto di gpl e metano. Non sappiamo però se in quel punto possano essere rispettate le distanze di sicurezza e soprattutto ci sembra troppo a ridosso delle abitazioni con la conseguenza che i residenti del comparto potrebbero dover subire parecchi disagi in aggiunti alla "scomoda" vicinanza della caserma dei Vigili del fuoco. Ci pare quindi più opportuno mettere da parte i campanilismi e portare avanti una proposta che invece dovrebbe avere già utte le carte in regola. Sono stati diversi nostri sostenitori a solecitarci in tal senso ma lo prevedeva anche il nostro programma elettorale.
Ecco il testo del documento

OGGETTO: MOZIONE da iscriversi all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale

Si richiede, a norma dell’ Art. 24 comma 1 e 2 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, l’iscrizione della Mozione allegata all’Ordine del Giorno del Consiglio Comunale, nella prima seduta prevista in calendario da codesta Amministrazione. Oggetto della Mozione, formulata ai sensi dell’art.54 del sopra citato Regolamento, è l’invito all’Amministrazione Comunale affinché il Comune di Merate si faccia promotore della realizzazione di un impianto di erogazione di metano per autotrazione.

Il Gruppo consiliera "Insieme per Merate"
Giovanni Battista Albani, Gabriella Mauri,
Roberto Riva, Cesare Perego
e Achille Panzeri


Proposta all’Amministrazione Comunale affinché il Comune di Merate si faccia promotore della realizzazione di un impianto di erogazione di metano per autotrazione


Il Consiglio Comunale premesso
  • che l’uso del gas metano quale carburante per autotrazione, fra i derivati dei combustibili fossili, determina una riconosciuta riduzione dell’impatto inquinante;
  • che l’uso del metano, rispetto all’uso degli altri carburanti sul mercato, consente una mobilità con vantaggi economici da non trascurare in un momento di faticosa quadratura dei bilanci familiari;
premesso, inoltre
  • che Stato e Regione Lombardia sostengono da tempo l’utilizzo del gas metano quale carburante ecocompatibile;
  • che la Regione Lombardia, impegnata nel dare impulso allo sviluppo della mobilità sostenibile anche attraverso un programma integrato per il completamento della rete distributiva, si è posta l’obiettivo di avere 100 impianti di gas metano in esercizio entro aprile 2010 e oltre 250 entro il 2012;
  • che il disegno di legge Scaglia “Disposizioni in materia di utilizzo del metano”, in via di approvazione, contribuirà alla semplificazione delle norme di attivazione dei nuovi impianti di distribuzione;
preso atto
  • che in tutta la Provincia di Lecco non esistono ad oggi distributori di metano per autotrazione;
  • che, in conseguenza di tale mancanza, l’utenza non è incentivata all’acquisto di autoveicoli utilizzanti tale carburante;
  • che, comunque, sono molte le persone che ne hanno manifestato l’interesse ed esprimono la necessità di un punto di erogazione di gas metano;
considerato
  • che la Società pubblica Acel Service Srl del Gruppo Lario Reti Holding, di cui sono azionisti le Amministrazioni comunali della Provincia, ha manifestato l’interesse ad attivare almeno un distributore di gas metano in Provincia di Lecco, presumibilmente nella sua parte meridionale;
  • he la stessa Società, di cui il Comune di Merate è azionista, potrebbe trarne vantaggi sia in termini economici che d’immagine;
  • che l’Amministrazione comunale di Osnago ha già affrontato la questione con Acel Service Srl, con cui è in trattativa;
  • che Amministrazione comunale di Osnago e Acel Service Srl hanno individuato un’area idonea allo scopo in zona industriale “Le Foglie” al confine con Brugarolo di Merate;
  • che sono già stati depositati degli studi di fattibilità con una previsione di spesa a carico della Società pubblica di circa 500 mila euro per impiantare l’area di servizio;
  • che la Provincia, competente per il trasporto pubblico su gomma, in considerazione dei propri obiettivi di sviluppo sostenibile, potrebbe imporre alle Ditte aggiudicatici d’appalto la graduale conversione all’utilizzo del metano con conseguente beneficio per la salute;
  • che la Regione Lombardia ha, negli anni scorsi, incentivato la realizzazione di distributori di metano.
Valutato l’impatto positivo sulla qualità dell’aria, specialmente per le zone della Brianza Lecchese altamente inquinate, in quanto l’uso del metano dà luogo, rispetto ai derivati petroliferi, a minori emissioni di anidride carbonica (gas serra), idrocarburi incombusti, ossidi di azoto e polveri sottili.

Ritenuto che, per quanto sopra, esistano i presupposti per un’azione conseguente.

Impegna il Sindaco e la Giunta affinché l’Amministrazione comunale di Merate.
  • si faccia promotrice della realizzazione di un impianto di erogazione di metano per autrazione;
  • si attivi per sottoporre il progetto negli ambiti sovracomunali, quali la Conferenza dei Sindaci del Meratese e Agenda 21 del Meratese) e presso gli Enti Superiori quali la Provincia e la Regione e sostenga l’Amministrazione comunale di Osnago alla conclusione dell’iter realizzativo

martedì 9 febbraio 2010

"Salto nel buio" in viale Giuseppe Verdi


(Il passaggio pedonale al buio di viale Giuseppe Verdi)

Non è la foto che è venuta male. E' la scena immortalata che è proprio buia. Si tratta dell'attraversamento pedonale di viale Giuseppe Verdi, fuori dalla Scuola materna e dall'asilo nido. Le lampadine che dovrebbero illuminare le strisce zebrate sono fulminate da più di un mese ma nessuno ha provveduto a sostituirle. Pazienza se dovrebbero garantire visibilità e sicurezza in una delle zone più trafficate di Merate, frequentate da genitori e alunni e dagli avventori degli adiacenti bar, cento scommesse e negozio di ottica, esercizi commerciali che attirano moltissima gente fino a sera inoltrata. Il centro cittadino non è Pagnano e viale Verdi non è via don Arnaboldi, altrimenti si sarebbe già intervenuti a sistemare l'illuminazione e magari a piazzare qualche dosso colorato di verde. Ma è questa l'attenzione al quotidiano e alla manutenzione ordinaria, il "rinascimento" come lo aveva chiamato lui, promessi dal signor Andrea Robbiani in campagna elettorale e nei primi giorni della Consigliatura? Gli consigliamo di trascorrere meno tempo rinchiuso nel suo studio in municipio davanti al computer e ogni tanto di passeggiare per Merate, come faceva il nostro Capogruppo Giovanni Battista Albani per rendersi conto personalmente di cosa non funziona e delle vere esigenze della popolazione. Lì vicino abita anche un Assessore, ma neppure lui si è accorto di niente.

Smog: Merate soffoca ma il Sindaco vuole 2 mila abitanti in più

Merate e i meratesi soffocano, perchè dall'inizio dell'anno in 33 giorni le Pm10 hanno superato la soglia di allarme, fissata in 50 mivrogrammi per metro cubo, con una media giornaliera di concentrazioni delle polver sottili di 76 µg/m3. Occorrerebbero misure drastiche e anche intelligenti, ma la ricetta del signor Andrea Robbiani prevede solo:
  1. il divieto di accensione di fuochi all’aperto anche se trattasi di attività connessa all’ordinaria pratica agricola;
  2. il rispetto delle temperature massime negli edifici di proprietà pubblica;
  3. lo spegnimento dei motori per i veicoli in sosta ed in particolare: degli autobus nella fase di stazionamento ai capolinea, dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico, in particolare nelle zone abitate, degli autoveicoli in sosta prolungata (es: passaggio a livello - aree a parcheggio);
  4. Il divieto di riscaldamento dei motori degli autoveicoli da fermi.
Per carità meglio che niente, ma è come voler tappare una falla nella chiglia di una nave con un dito. Ma soprattutto che senso ha obbligare gli automobilisti fermi in coda a spegnere le auto quando il nuovo Pgt prevede 2 mila abitanti in più, ovvero 625 nuove abitazioni, che significano altrettanti veicoli in circolazione e impianti di riscaldamento attivi? Ci piacerebbe anche sapere chi si occuperà di far rispettare le nuove indicazioni. Un'ultima nota: c'è bisogno di un'ordinanza per far osservare il rispetto delle temperature massime negli edifici di proprietà pubblica? Temiamo si tratti solo dell'ennesimo provvedimento "spot", le solite grida di annuncio di voler cambiare tutto per lasciare in realtà tutto così come è adesso.