sabato 6 febbraio 2010

Emergenza neve: 60 mila euro inutilizzati

Il nostro Sindaco e la sua Giunta si vantano di aver fatto nei loro primi sei mesi di mandato più di quello che la precedente Amministrazione ha fatto in cinque anni. La falsità di questa affermazione è sotto gli occhi di tutti i cittadini meratesi e ne è un esempio la gestione dell’emergenza neve durante le nevicate di questo inverno.
In caso di nevicate la pulizia dei marciapiedi e delle piste ciclabili che servono anche da marciapiedi dovrebbe essere un’operazione prioritaria. E’ inutile invitare la gente a lasciare a casa le macchine ed usare i mezzi pubblici se poi non si da loro la possibilità di camminare in sicurezza sui marciapiedi.
In questi frangenti, molti lavoratori, e tra questi il sottoscritto, diretti a Milano vanno in stazione a piedi: come mai la parte di pista ciclabile- marciapiede sulla via Vittorio Emanuele II è pulita solo per l’ultima parte di competenza del comune di Cernusco Lombardone e non per quella che spetta a Merate?
Eppure la Giunta ha approvato ben due delibere, la n° 181 del 22/12/2009 e la n° 192 del 29/12/2009 per attingere al fondo di riserva al fine di incrementare l’intervento 1.08.01.03, capitolo 7100, spese per lo sgombero della neve per un totale di 60.671,00 euro!

Achille Panzeri
Consigliere comunale
di Insieme per Merate

venerdì 5 febbraio 2010

Sotto la neve la città e l'Amministrazione si fermano

Come a dicembre sotto il manto bianco Merate si è fermata e con essa l‘Amministrazione comunale. A differenza della precedente nevicata però di mezzi spargisale e lame ne abbiamo visti in giro veramente pochi. E soprattutto tardi. Comprendiamo benissimo che non si può arrivare ovunque nello stesso momento, ma ci saremmo aspettati che almeno questa volta dal Comune avrebbero pensato subito ai marciapiedi vicino alle scuole, all’ospedale e alle case di riposo. Purtroppo ci siamo illusi. Meglio forse il centro storico, dove la gente fa shopping e compere, proprio come in precedenza. Questione di priorità. Ridateci allora gli Assessori e i Consiglieri pensionati che quando c’era bisogno, loro sì che scendevano subito in strada armati di sciarpa e cappello a spalare la neve e aiutare gli operai municipali a pulire le strade!

Ospedale, Robbiani balla da solo

Pubblichiamo per conoscenza il comunicato del Sindaco Andrea Robbiani in merito all'ormai nota vicenda della riduzione dei posti letto in atto presso il reparto Medicina generale del San Leopoldo Mandic di Merate. Se da una parte apprezziamo lo sforzo di difendere il nostro presidio sanitario, dall'altro non possiamo non rilevare alcune incongruenze. E' indubbio infatti che quanto sta avvenendo è frutto di una precisa politica regionale che, come si sa è dettata dal Centrodestra, esponenti politici della Lega Nord, suo partito di riferimento, compresi. Appare quindi un controsenso appellarsi a Milano e sollecitare un intervento delle alte sfere del Pirellone quando la volontà di rimensionamento dell'ospedale di Merate arriva proprio da lì. Sarebbe opportuno invece rendersi conto che la strategia di chi in questo momento governa in Lombardia penalizza gli enti e le autonomie locali minori come la realtà brianzola. Non ci piace neppure il metodo, questo rivolgersi direttamente agli "amici" senza rispettare i ruoli e le competenze istituzionali. Questo atteggiamento che esclude i Sindaci ci ha già fatto perdere il tanto promesso Commissariato di Polizia. Non vorremmo che accada lo stesso con il Mandic. per il quale sino ad oggi le rassicurazioni sono state ampliamente disattese. Siamo stanchi di parole vuote e annunci ai quali non seguono provvedimenti concreti e lo stanziamento di risorse umane ed economiche adeguate. Ecco comunque il testo integrale dell'intervento.

E’ di questi giorni la notizia del ridimensionamento del reparto di medicina dell’ospedale cittadino, con un taglio pari a circa il 20% dei posti letto. Non posso che esprimere viva preoccupazione per questa situazione, causata dal trasferimento di personale infermieristico al Manzoni di Lecco. Se è vero che in questo momento è in essere la fase di trasloco dei reparti e ciò può influire sulla gestione contingente della struttura, è comunque preoccupante notare una situazione di costante precarietà strategica nella quale versa il nostro presidio.
Proprio in queste ore ho interessato del problema l’assessore regionale Luciano Bresciani con il quale intendo incontrarmi al più presto, insieme con il direttore generale della sanità dott. Carlo Lucchina. Giunti a questo punto, dopo anni di incertezze, di ridimensionamenti a cui sono seguite promesse di ampliamento, ritengo sia ora il momento di definire con chiarezza il futuro del nostro presidio. Il modello sanitario lombardo, unanimemente riconosciuto fra i più efficaci, non solo d’Italia ma d’Europa, che vede nella centralità della persona la sua ragion d’essere, non può venire meno proprio in un’area così densamente popolata e ritengo doveroso che la Regione fornisca in tempi brevi le risposte che confermino la volontà di lungo termine di investire sulla struttura cittadina. In questo momento le criticità su cui mi aspetto un riscontro positivo sono:
  • La conferma dell’erogazione del finanziamento di circa 3 milioni di euro per completare l’allestimento delle nuove sale operatorie.
  • La conferma dell’erogazione del finanziamento di circa tre milioni di euro per la terza fase che prevede la realizzazione della cosiddetta “osservazione breve” del pronto soccorso.
  • Il potenziamento del personale infermieristico che ad oggi necessita di almeno 10 unità.
Credo sia opportuno confermare la fiducia del territorio alla direzione generale dell’azienda ospedaliera; tuttavia è bene che fra essa e la direzione generale regionale vi sia completa visione di intenti, onde evitare il consueto rimpallo di responsabilità.
Se si vuole concretamente parlare della Cittadella della Salute, non si può prescindere dalla presenza di un presidio ospedaliero funzionale ed efficace pertanto auspico la creazione di un tavolo di confronto che veda la partecipazione attiva della Regione, della Provincia e dei Comuni del distretto, perché solo condividendo tutti la stessa strategia, si potrà garantire sia il futuro dell’ospedale, sia la realizzazione della Cittadella della Salute.

Andrea Robbiani
Sindaco di Merate

giovedì 4 febbraio 2010

La lettera del Direttore generale dell'Azienda ospedaliera ai Sindaci

Pubblichiamo, pensiamo in anteprima, la lettera che il dottor Ambrogio Bertoglio ha scritto al dottor Felice Baio, assessore ai Servizi alla persona di Brivio, ma soprattutto Presidente dell'Assemblea distrettuale dei Sindaci del Merate. La missiva è stata inviata e letta prima che i Sindaci, riunitisi l'altra sera per discutere della situazione, stilassero il loro documento con la richiesta dell'istituzione di un tavolo di confronto con Regione, Azienda ospedaliera e Comuni per decidere assieme delle strategia riguardanti il nostro ospedale. Emblematico è, a nostro avviso, la seconda parte del documento, quella che segue le solite rassicurazioni sul futuro del San Leopoldo Mandic. Ecco comunque il testo integrale.

Al Presidente
dell'Assemblea Distrettuale di Merate
Dr. Felice Baio

Pubblicamente ho preso un impegno: "questa Azienda vuole far crescere l'Ospedale di Merate". Questa è la mia posizione: se avessi cambiato idea, L'avrei informata. Pertanto la politica di questa Azienda è - e continua ad essere - il potenziamento del Presidio Ospedaliero Meratese. Altro discorso è la modalità tecnica, contingente con cui governare il quotidiano dell'Ospedale.
Fatta questa doverosa premessa veniamo al punto.
Siamo alla vigilia dell'approntamento dei due piani (2° e 3°) del Padiglione Villa, totalmente ristrutturati. Dobbiamo preparare il trasloco. Ho parlato con gli Operatori e ho constatato una certa stanchezza tra gli infermieri. Abbiamo bisogno - in vista del trasloco - di chiedere agli operatori una serie aggiuntiva di compiti da svolgere per abitare i nuovi spazi: gli allestimenti, la scrittura delle procedure d'emergenza (adattate ai nuovi spazi), le prove dì evacuazione, l'apprendimento dei nuovi dispositivi elettrici, di chiamata, la predisposizione dei percorsi, le collocazioni dei carrelli d'emergenza . Non ci sarebbe stata la possibilità di rispondere a questi compiti necessari, sotto la pressione lavorativa attuale. Abbiamo quindi pensato al "sollievo" temporaneo, tattico potrei dire - per sgravare - in quota parte - le spalle degli infermieri di un peso assistenziale e poter loro chiedere, invece, la fatica d'affrontare il trasloco. Trasloco che avverrà in 2 fasi:
  • con il 13 marzo p.v. 1' approntamento completo della struttura, comprensiva dei mobili e letti (elettrici!) nuovi;
  • con il 12 aprile p.v. il trasloco che comporterà lo spostamento solo dei pazienti e delle apparecchiature elettromedicali in quanto nulla degli arredamenti vecchi verrà portato nel nuovo Reparto.
Nel frattempo tra il 13.3 e il 12.4 si provvedere all'accreditamento con le visite ispettive e la verifica delle certificazioni e dei collaudi da parte dei tecnici della ASL. Al termine dell'operazione ci troveremo con 72 posti letto attivi, un OH oncologico nuovo e una endoscopia nuova. Per questa ultima è in atto una gara per l'acquisizione di 3 colonne endoscopiche (valore 300.000 Euro). Nel corso di queste operazioni vogliamo aprire anche una prima parte dell'Osservazione breve al Pronto soccorso, trovando il personale necessario e attivando la formazione necessaria. Lo ripeto: quanto abbiamo deciso è una temporanea azione necessaria per fare senza affaruio e rischio i! trasloco. A trasferimento effettuato ritorniamo all'assetto di partenza.
Nel frattempo ho ottenuto dal Direttore Generale Sanità l'assicurazione che l'Ospedale sarà dotato dei circa 3 milioni di Euro necessari per attivare le 6 nuove sale operatorie. Ricordo che 8 anni fa ai tempi della progettazione del cantiere che, oggi stiamo completando, per le attrezzature delle sale operatorie erano stati previsti solo 600.000 Euro (perché si era immaginato, allora, di utilizzare gran parte delle attrezzature esistenti). Ora, a distanza di anni, sarebbe un atteggiamento imprevidente e "corto" mantenere tale intenzione. E' nostra volontà non portare niente delle vecchie attrezzature nelle nuove sale, ma invece comprare tutto nuovo (lampade scialitiche, letti operatori, monitor, respiratori....ecc.).
Contestualmente alle Sale Operatorie verrà, inoltre, aperta la nuova rianimazione che potrà attivare altri 2 posti letto aggiuntivi ai 6 già presenti.
Desidero inoltre informarla che la gara per l'aggiudicazione del 2° lotto di lavori (6 milioni di Euro) per il completamento della ristrutturazione dell'Ospedale di Merate va avanti: entro la fine di febbraio avremo certamente aggiudicato anche questi lavori.
Di fronte a questi fatti mi sembra indiscutibile l'affermazione da cui sono partito: la volontà di potenziare l'Ospedale di Merate. E' avvilente dover fare i conti con persone in mala fede che, strumentalizzando puri passaggi tecnici e provvedimenti gestionali temporanei continuano - facendo finta di volere il bene dell'Ospedale - a gettare fango sull'opera di tanti Professionisti che vogliono davvero far crescere l'ospedale . Io chiedo di essere giudicato sui risultati, su dati oggettivi che descrivono l'andamento dell'Ospedale nel suo complesso; non posso essere messo sotto processo in ogni singolo passaggio gestionale, funzionale - e questa è la mia responsabilità manageriale - ad ottenere il miglior risultato possibile. Le imboscate non sono segno di amicizia e di una volontà positiva tesa alla costruzione ma, al contrario, finiscono per seminare sospetti, dubbi, e aumentando le resistenze al cambiamento, e giustificando coloro che non stanno giocando del tutto i loro talenti. Sappiamo bene come è andata a finire quella storia in cui si continuava a gridare "al lupo, al lupo". Io sono in una posizione responsabile, seria, voglio dare le ragioni e lavorare perché gli ospedali della nostra Azienda crescano. Disponibile ad essere giudicato sul risultato, ma libero di poter gestire il quotidiano, senza ricatti ed indebite intromissioni.
A proposito: il nome "Azienda Ospedaliera della Provincia di Lecco" è passato in Giunta Regionale. La prossima tappa sarà il Consiglio Regionale. Quindi cambiamo il nome: una promessa mantenuta.

Il Direttore generale
Dr. Ambrogio Bertoglio

Ospedale, i Sindaci chiedono un tavolo di confronto permanente

Da fonti giornalistiche – e di ciò ci rammarichiamo - siamo venuti a conoscenza dell’operazione in corso del taglio di circa 12 posti letto nel reparto Medicina presso l’ospedale San Leopoldo Mandic di Merate. La notizia ha creato preoccupazione tra gli amministratori dei Comuni del territorio che in diverso modo hanno sollecitato esponenti della dirigenza dell’Azienda ospedaliera lecchese a fornire un chiarimento sulle azioni in corso. Ieri sera il dott. Ambrogio Bertoglio ha fatto pervenire al Presidente dell’Assemblea distrettuale una lettera in cui venivano chiariti i termini della questione. In sintesi si riprendono qui di seguito i punti esplicitati:
  1. Il Direttore ribadisce l’impegno dell’Azienda “che vuole fare crescere l’Ospedale di Merate”.
  2. Il trasferimento dei posti letto ha carattere temporaneo ed è stato deciso per agevolare il trasloco del reparto Medicina nella nuova struttura.
  3. L’operazione di trasferimento si concluderà il 12 aprile e prevede il ripristino di “72 posti letto attivi, un Day hospital oncologico e una endoscopia nuova".
  4. Nel corso di questa operazione verrà aperta una prima parte dell’osservazione breve al Pronto soccorso, “trovando il personale necessario e attivando la formazione necessaria”.
  5. Il dott. Bertoglio informa che ha ottenuto dal Direttore generale della Sanità della Regione Lombardia l’assicurazione che l’Ospedale sarà dotato di circa 3 milioni di euro necessari per attivare le sei nuove sale operatorie. Contestualmente alle Sale operatorie verrà aperta la nuova Rianimazione che potrà attivare altri due posti aggiuntivi ai sei già presenti.
I Sindaci nel prendere atto degli impegni scritti dal Direttore generale dell’Azienda ospedaliera a loro volta ribadiscono i seguenti punti:
  • Sarebbe buona prassi che modifiche significative degli assetti all’interno dell’ospedale venissero segnalate per tempo agli organismi distrettuali onde evitare la spiacevole situazione di venire a sapere le notizie dalla stampa locale.
  • Nel mese di aprile sarà premura degli amministratori verificare che gli impegni presi vengano rispettati.
  • Prendiamo atto del ribadito impegno del Direttore di far crescere l’ospedale di Merate, ma alcune situazioni che si stanno trascinando da tempo (sostituzione dei primari) e le recenti notizie di possibili nuove partenze di figure importanti , ci lasciano perplessi sull’effettiva futura crescita del Mandic.
  • Nell’assemblea della scorsa primavera, durante la quale ci è stata presentata la situazione di tutti i reparti, risultava evidente la scarsità di infermieri in alcuni di essi; risulterebbe pertanto inopportuna una loro ulteriore diminuzione ma al contrario servirebbe un loro potenziamento.
  • In una situazione come l’attuale, dove la scarsità di finanziamenti a disposizione può determinare la necessità di razionalizzare le attività nei reparti, il presidio di Merate non deve essere il solo a sopportare tagli di fondi e di personale.
  • Proponiamo un tavolo territoriale di confronto periodico nell’ambito del Distretto con i responsabili della Regione, dell’Azienda ospedaliera e dei Comuni dove vengano discusse le strategie riguardanti l’ospedale Mandic, tra queste la Cittadella della salute.
Felice Baio
Presidente dell’Assemblea Distrettuale di Merate,
Paolo Strina
Presidente della Conferenza dei Sindaci del Meratese
e Davide Maggioni
Presidente della Conferenza dei Sindaci del Casatese

Il Centrodestra ha "taglieggiato" gran parte delle risorse alle forze dell'ordine

I temi della prevenzione e della sicurezza sono prioritari in un territorio come il nostro. La Brianza è una zona caratterizzata da un’elevata concentrazione abitativa, con la presenza di importanti scuole superiori e significative realtà produttive e commerciali. E’ indubbio che le sue caratteristiche unitamente alla posizione -siamo al confine con l’area metropolitana milanese- possano attrarre l’attenzione della criminalità.
Riteniamo però importante rilevare, in primo luogo, che i dati di criminalità di non si discostano dai dati degli altri Comuni e che ogni allarmismo localistico è fuori luogo. Ovviamente, ciò non diminuisce in nessun modo la gravità del singolo episodio, perché a questo corrisponde un volto, una persona, un cittadino vittima dell’atto criminoso. Ne discende che la sicurezza dei cittadini è un tema che deve essere trattato con grande serietà e competenza, nel rispetto delle funzioni specifiche di tutti coloro che operano sul territorio, rifuggendo da interventi “propagandistici” che non danno alcun contributo a migliorare la situazione.
Rafforzare gli strumenti e gli organismi istituzionali deputati a garantire i diritti (ed i doveri) della convivenza civile: questa è la via maestra che siamo chiamati a percorrere, in primo luogo come amministrazioni, ma anche come forze politiche e, non ultimi, come singoli cittadini. Vorremmo ricordare che negli ultimi 3 anni abbiamo inviato richieste sottoscritte da 11 Sindaci della Conferenza Casatese, il 1° agosto 2007 , il 23 giugno 2008 ed il 7 aprile 2009 (le ultime due al Ministro Maroni) per migliorare il livello di sicurezza della Brianza, attraverso l’istituzione di un nuovo presidio territoriale di Polizia e/o il potenziamento nel territorio della presenza dell’Arma dei Carabinieri. Grazie al perseverare della nostra iniziativa siamo riusciti anche ad ottenere un aumento dell’organico della Caserma dei Carabinieri della stazione locale e sono in corso ulteriori contatti per ottenere nei prossimi mesi ulteriori incrementi di organico.
Se si vuole contribuire seriamente su questo tema, siamo assolutamente disponibili e ben vengano idee e proposte da parte di tutti, da affrontare in sede di Conferenza dei Sindaci ed in tutte le sedi deputate. Non siamo invece disponibili ad operazioni di pura propaganda sui media locali che è sempre stata attivata in occasione delle varie competizioni elettorali. Riteniamo, infatti, che in un contesto di continua diminuzione delle risorse disponibili per la gestione del bene pubblico, occorra individuare soluzioni congiunte che trovino il più ampio consenso possibile, sia tra le forze politiche che tra i cittadini, e siano finalizzate a rafforzare gli strumenti già disponibili, piuttosto che disperdersi in particolarismi o in facili ricette di sapore propagandistico che accrescono la visibilità di chi le propone, ma certamente non risolvono i problemi.
Ricordiamo infine che sul tema sicurezza, il Centrodestra nazionale - al Governo 7 anni su 10 nell’ultimo decennio- ha precise responsabilità su “roboanti” proposte che si sono dimostrate fallimentari e che, nelle varie leggi Finanziarie, ha “taglieggiato” gran parte delle risorse proprio alle forze dell’ordine impegnate quotidianamente sul fronte della criminalità e dell’ordine pubblico .

Guido Pirovano
Capo-gruppo di Persone e idee per Casatenovo

mercoledì 3 febbraio 2010

Ospedale di Merate, il nostro Capogruppo avverte: "Lo vogliono smantellare"

“Ho l’impressione che a Lecco vogliano quasi affossare il San Leopoldo Mandic. Ma non si rendono conto che i brianzoli se possono scegliere piuttosto che farsi curare o operare all’Alessandro Manzoni si recheranno a Vimercate, Monza, Milano e Bergamo”. A parlare è il nostro capogruppo Giovanni Battista Albani, in questi giorni ricoverato proprio all’ospedale di Merate per un intervento chirurgico. “Sto sperimentando personalmente ma l’ho provata anche in passato l’efficienza di questa struttura che è un gioiellino della sanità. Funziona tutto alla perfezione, a cominciare dalle qualità professionali del personale medico, infermieristico e di assistenza. Peccato che le risorse umane non vengano valorizzate e sfruttate adeguatamente. Anzi, pare quasi che si voglia allontanare i dottori più validi e i loro collaboratori”. La drastica riduzione dei posti letto in Medicina per Albani è solo l’ultimo di una lunga serie di provvedimenti che mirano a ridurre l’attività del presidio di via Cerri. “Stanno smantellando l’Urologia, probabilmente non riconfermeranno neppure Giuseppe Minnici e Gregorio Del Boca alla guida dell’Ortopedia e della Ginecologia di cui adesso sono responsabili facenti-funzione. E’ un disegno folle quello che si sta delineando”. Invita quindi i suoi ex colleghi Sindaci a opporsi e a non lasciare passare la vicenda sotto silenzio.

"Marta ti racconto chi era tuo nonno", la storia di uno schiavo di Hitler


(Giuseppe Bonalume)

Un libro che svela alla nipote tredicenne Marta la storia di Peppino, il nonno deportato per ventitre mesi nei campi di concentramento tedeschi. Con questo espediente letterario il meratese Gianluigi Bonalume rende omaggio alla figura del padre e a quanti come lui hanno contribuito a donare alle nuove generazioni un futuro migliore. Esce in questi giorni “Marta, ti racconto chi era tuo nonno… La storia di Peppino, uno schiavo di Hitler” edito da Bellavite, che sarà presentato sabato 6 febbraio 2010, alle 16.30, nell’auditorium della chiesa parrocchiale di Sartirana di Merate. L’autore prende le mosse dalle origini popolari del padre, narrando le radici contadine intrise di lavoro e fatica, fede e preghiera. Un libro che regala ai nonni la gioia del ricordo ed ai nipoti aneddoti di un passato a loro sconosciuto. In occasione della presentazione del libro sarà allestita una mostra nell’auditorium della chiesa parrocchiale di Sartirana Briantea. La mostra rimarrà aperta anche domenica settefebbraio dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19.

martedì 2 febbraio 2010

Ospedale: in Medicina dodici posti letto in meno

La Medicina Generale dell'ospedale San Leopoldo Mandic di Merate perde 12 posti letto su un totale di 72. A decretare il drastico taglio la Direzione dell'Azienda ospedaliera lecchese. Le motivazioni ufficiali del provvedimento sarebbero da imputare alla necessità di effettuare il trasloco del reparto dall'attuale posizione al nuovo Padiglione Villa appena ristrutturato. La paura però è che i posti non verranno più ripristinati anche una volta terminato il trasferimento. Si sta quindi consumando un'altra aggressione ai danni del nostro ospedale.

Maratona di solidarietà per Casa Amica


(Gabriella Mauri)

Pubblichiamo uno dei numerosi articoli apparsi in questi giorni sulla situazione della cooperativa sociale Casa Amica, di cui il nostro Consigliere comunale Gabriella Mauri è socio fondatore, chiedendo anche ai nostri sostenitori di fare la loro parte con una donazione.

MERATE -
È UNA CORSA contro il tempo quella per salvare Casa Amica, la storica cooperativa sociale di Merate che si occupa di inserimento lavorativo dei portatori di handicap. La crisi economica ha colpito anche gli enti del terzo settore e in via Campi hanno soldi per tirare avanti solo sino a fine febbraio. Troppo pochi per completare il passaggio verso una riorganizzazione della coop che diventerà di tipo misto e sarà integrata con Retesalute, l’azienda speciale consortile che si occupa dei servizi alla persona per conto delle Amministrazioni comunali della zona.
LA TRASFORMAZIONE definitiva infatti non avverrà che ad autunno inoltrato. Nel frattempo è quindi reperire risorse necessarie per non lasciare a spasso sia i tredici diversamente abili assunti a tempo indeterminato e due con contratto a termine sia i tre coordinatori. È quindi scattata una maratona di solidarietà. Da Palazzo Tettamanti hanno già stanziato un contributo straordinario di 15 mila euro che permetteranno di giungere sino a marzo. «Poi mediante delle sottoscrizioni di privati abbiamo raccolto circa 2.500 euro - aggiunge Gabriella Mauri, una dei soci fondatori ed ex assessore all'Istruzione - Con le iniziative dei commercianti meratesi inoltre dovrebbero arrivarci altri 5 mila euro in modo da coprire le spese sino ad aprile. Ma non basta ancora». Per settimana prossima è stato fissato un incontro con i sindaci del circondario perchè anche loro facciano la loro parte, visto che altrimenti dovrebbero assumersi il carico anche economico di inserire gli utenti in altre realtà. Ma si sono mobilitati pure i pezzi grossi. Il 12 febbraio, tramite la fondazione «Costruiamo il futuro» è prevista una cena benefica con il presidente della Regione Roberto Formigoni e l’onorevole Maurizio Lupi, vicepresidente di Montecitorio. «Ritengo fondamentale fare il possibile affinché Casa amica riesca a superare questo momento - spiega Lupi -. Formigoni aveva in programma una visita sul territorio e così ho pensato di unire le cose».
Si può fare un’offerta presso la Banca popolare di Milano, agenzia n° 0401 di Merate sul conto 000000018141, Cin K, Abi 05584 e Cab 51530.

Daniele De Salvo
da Il Giorno