giovedì 3 ottobre 2013

Pantomima in Consiglio Comunale

 La pantomima è stata determinata dalle modalità di presentazione della mozione: protocollata il giorno precedente alla seduta del Consiglio Comunale, inserita il giorno seguente nell’Odine del Giorno con avviso ai Consiglieri il pomeriggio antecedente la seduta. La prassi ed il buonsenso, perché il regolamento non è chiarissimo al riguardo, vorrebbero che una mozione sia protocollata qualche giorno prima della seduta di Consiglio, ivi presentata e discussa nella seduta successiva. Ciò per lasciare il tempo ai Consiglieri di valutarla in scienza e coscienza, comprenderla ed, eventualmente emendarla, concetto ribadito, al di là del Regolamento, dalla Segretaria Generale.
La modalità seguita, invece, è stata caratterizzata da un non rispetto dai Componentio del Consiglio Comunale che si sono trovati a valutare una delibera senza una previa conoscenza. Sarebbe stato più corretto porre all’Ordine del Giorno una lettura della mozione, propedeutica alla votazione in un successivo Consiglio Comunale.
Molto centrato è stato l’intervento, dopo la lettura della mozione, del Capogruppo di Maggioranza Ernesto Sellitto, che ha censurato le sopradescritte modalità proponendo, data l’asserita urgenza di portare la mozione in una seduta da tenersi l’indomani, sabato.
Il Sindaco ha, allora, invitato il Consiglio a votare la posposizione della mozione in una successiva seduta di Consiglio: i Consiglieri hanno approvato all’unanimità, inspiegabilmente anche con l’assenso della Firmataria, la mozione cosiddetta urgente.
Si sa che anche i Consiglieri tengono famiglia per cui la proposta di Ernesto Sellitto è caduta: la seduta dell’indomani, sabato, è svanita e la mozione verrà discussa in data da destinarsi. E così l’urgenza è miracolosamente svaporata!
Entrando del merito della mozione, alcune considerazioni.
Da essa apprendiamo che il Sindaco Andrea Robbiani ha inviato una diffida al Presidente del Consiglio Enrico Letta, per “l’indecisione e l’insicurezza che anima l’azione irresponsabile dell’attuale Governo”. Detta diffida non compare sul sito comunale, né si capisce come si configuri giuridicamente: forse il Sindaco intima al Presidente del Consiglio di superare l’indecisione e l’insicurezza; se non lo facesse nei tempi dovuti si rivolgerebbe all’Autorità giudiziaria competente?
L’ aumento della spesa pubblica, negli ultimi quattro anni, si è arrestato (fonte CGIA Mestre). Le entrate tributarie sono in aumento, in particolare, dal 2009, quindi anche durante il Governo targato Silvio Berlusconi - Umberto Bossi.
L’articolo 1 della Costituzione non riporta il “consenso del popolo”, ma la sua “sovranità”. Ritengo che il referendum per l’ottenimento dello Statuto Speciale abbia carattere consultivo e che l’istituzione di detto Statuto richieda una modifica costituzionale in quanto l’Art. 116 della Costituzione riporta essere gli “…statuti speciali adottati con leggi costituzionali.” In buona sostanza penso che, invece di far proliferare le regioni a statuto speciale, vadano eliminate da tale status le attuali, con l’ esclusione della Provincia di Bolzano, per evidenti ragioni storiche.

Ernesto Passoni
Consigliere Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"

martedì 1 ottobre 2013

Mensa scolastica, volevano "farci la cresta"

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata dai nostri Consiglieri Comunali di "Insieme per Merate" sul centro di cotturi unico di via Montello

Merate 30 Settembre 2013

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa all’allestimento del centro cottura del plesso di via Montello e relativo bando di gara.

Premesso che:
  • il 15 Aprile 2013 è stato pubblicato il bando di gara per l’affidamento in concessione del Servizio di ristorazione scolastica e pasti domiciliari per i comuni di Galbiate e di Colle Brianza - periodo 01/09/2013 - 31/08/2016;
  • dai verbali di gara pubblicati il 04/06/2013 dal Comune di Galbiate risulta aver partecipato alla gara anche la Sercar S.p.A. ( in data 31/05/2013, protocollo 6922);
  • con delibera N° 88 del 28 maggio 2013 la Giunta Comunale di Merate autorizzava la Sercar S.p.A. Concessionaria del servizio di refezione scolastica per il comune di Merate a servirsi del Centro Cottura del plesso di via Montello per la fornitura dei pasti per il servizio di refezione scolastica dei Comuni di Galbiate e di Colle Brianza;
  • in tale occasione il Centro Cottura di via Montello veniva accreditato per un limite massimo giornaliero di produzione di 1500 pasti;
  • nella stessa delibera era compreso l'impegno della Sercar S.p.A. al riconoscimento, all'aggiudicazione del bando, di un importo a titolo di royalties al Comune di Merate di € 0,30 oltre IVA a pasto;
  • all'apertura delle buste alla gara indetta dal comune di Galbiate emergeva che l'offerta economica della Sercar S.p.A. era pari ad € 4,60 a pasto oltre IVA.
Considerato che:
  • Sercar S.p.A. ha vinto il bando del Comune di Merate, offrendo un prezzo a pasto di € 5.72 oltre IVA;
  • la quota ammortamento per allestimento del Centro Cottura ammonta a € 0.78 oltre IVA (€ 0.40 a carico del Comune e € 0.38 a carico degli utenti del servizio);
  • il costo di trasporto del pasto può essere valutato in € 0.30 cadauno.
Gli interroganti chiedono:
  • Quanti sono stati i pasti erogati nel periodo 1/9/12-30/8/13 (Camst + Sercar)
  • Qual è l’effettivo potenziale pasti da considerare, dato che in occasioni diverse sono state fornite differenti stime sul potenziale  pasti nel nuovo Centro Cottura (800,1000/1100,1500)
  • A quale scopo l’Amministrazione intende destinare gli utili derivanti da eventuali royalty incassate
  • Quali sono, a parere della Giunta, le motivazioni per cui Merate (sulla base di evidenze rilevate da siti Comunali e riprese dagli organi di stampa) paga - al netto dell'ammortamento del centro e quindi con un costo di ammortamento a carico del Fornitore pari a 0 - un prezzo più alto rispetto ad altri Comuni della zona, pur richiedendo un numero di pasti molto superiore che dovrebbero consentire economie di scala
Si richiede, inoltre:
  • Quale è stata la decisione presa sul modus operandi in Casa Albergo Leoni, dato che il capitolato lasciava aperta ai concorrenti la possibilità di utilizzare Via Montello o di operare in modo autonomo per la preparazione dei pasti per gli ospiti della Casa Leoni.
  • Di avere conferma che la componente del costo del pasto relativa all'ammortamento della realizzazione del Centro Cottura (pari a 0,78 euro/pasto) non verrà considerata nel conteggio relativo all'aggiornamento annuale del costo
  • Se, all’atto della determinazione delle nuove tariffe 2014 per accesso alle prestazioni ed ai servizi comunali, la Giunta valuterà l'opportunità che l'Amministrazione si prenda carico dell'onere di 0,78 euro/pasto relativo all'ammortamento del Centro Cottura
Cordiali saluti

I Consiglieri del Gruppo Consiliare di "Insieme per Merate"
Gabriella Mauri, Achille Panzeri, Ernesto Passoni,
Cesare Perego e Roberto Riva

domenica 28 luglio 2013

Una Giunta lacerata, una città senza governo

Le notizie apparse sulla stampa di questa settimana, con le interviste al Sindaco Robbiani e all’Assessore Procopio, in cui dichiarano l’alleanza PdL - Lega Nord non riproponibile per il futuro e quindi l’intenzione di presentarsi divisi alle prossime elezioni amministrative, confermano che l’attuale coalizione che governa Merate è - per dirla anche con le parole del dottor. Dario Perego, ex segretario provinciale PdL - “finita ormai da mesi”.
Nel Consiglio Comunale di insediamento dell'attuale Amministrazione del 25.09.2009 fu descritta la lista unitaria Popolo della Libertà - Lega Nord per l'Indipendenza della Padania quale naturale espressione della volontà di governare insieme. Si affermava che il Centrodestra di Merate era chiaramente identificato a fronte di un Centrosinistra che si nascondeva dietro lo schermo di una lista civica.
Peraltro, in occasione delle ultime elezioni politiche alcuni componenti di Maggioranza, scompaginando l'architrave politica sopra descritta, hanno aderito ad un terzo Partito, cioè Scelta Civica.
Questo fatto unito alle notizie di stampa sopra riportate ci inducono ad alcune riflessioni
Noi di Insieme per Merate siamo preoccupati soprattutto per le ricadute negative per il governo della città nell' ultimo scorcio di Consigliatura. I mesi che verranno si prospettano non facili, in attesa delle decisioni di Roma che avranno incidenza anche sul bilancio comunale.
Può una Giunta lacerata al suo interno, in cui Sindaco e taluni Assessori non esprimono un univoco intento politico-amministrativo, continuare a guidare la città per il restante periodo del mandato amministrativo?
Molti progetti approvati ultimamente ed altri ancora all’orizzonte sono programmi a lunga scadenza (15 - 20 anni) che coinvolgeranno duramente anche le prossime Amministrazioni.
Riteniamo che l'attuale Amministrazione di Merate sia percorsa da fratture interne, trasversali ai Partiti costituenti e quindi caratterizzata da debolezza politico-amministrativa, che, forse, renderebbe necessario portare ad una ridefinizione delle deleghe interne alla Giunta.


Il Gruppo Consiliare "Insieme per Merate"
Gabriella Mauri, Achille Panzeri, Ernesto Passoni,
Cesare Perego e Roberto Riva

sabato 29 giugno 2013

Cinque anni di crisi, un terzo di nuovi poveri in più

Aumenta chi non riesce a ritrovare più il lavoro. Aumentano le richieste di pacchi viveri e sostegno materiale. Continua a crescere, soprattutto tra gli italiani, il numero di chi non ha un reddito sufficiente per soddisfare i bisogni primari.

Dall’ultimo Rapporto sulle povertà nella diocesi di Milano, basato sui dati raccolti dagli operatori dei centri di ascolto e dei servizi di Caritas Ambrosiana ne corso di tutto il 2012, emerge quanto la crisi non solo stia privando di opportunità una fascia crescente della popolazione, ma stia ormai rubando anche la speranza di potere ritrovare un lavoro a chi lo ha perso. Spia di questo fenomeno è anche il calo della popolazione straniera, che comincia ad avvertirsi soprattutto tra alcune nazionalità. Calo, che benché paia più determinato dalla rinuncia a ricongiungere nel nuovo paese il nucleo familiare piuttosto che dalla decisione di andarsene altrove o rimpatriare, dimostra quanto la crisi stia modificando il progetto migratorio di chi era venuto tra noi in cerca di un futuro migliore.
Il dato più drammatico che emerge dai primi dati analizzati riguarda l’aumento dell’11,5% dei disoccupati da oltre 1 anno. In questo scenario ad entrare in crisi è anche la speranza di poter ritrovare una nuovo posto di lavoro. Prevalgono frustrazione e rassegnazione. Questi sentimenti spiegano perché, ad esempio, continuino a crescere le richieste ai centri di ascolto di aiuti immediati. Dal 2008 al 2012 sono aumentati del 31,4% coloro che chiedono pacco viveri e sostegno materiale. Questa richiesta non riguarda più solo gli stranieri ma ormai in misura uguale anche gli italiani. Nel corso del 2012 gli italiani che hanno chiesto cibo ai centri sono stati il 37%, percentuale pressoché simile a quella registra tra gli immigrati.
Anche l’analisi dei bisogni espressi dagli utenti dei centri di ascolto segnala la profondità della crisi e lo sconforto che sta generando tra chi ne è colpito Proprio tra gli italiani il bisogno di reddito supera quello di occupazione ed è pari al 57,6%, con un incremento di 3 punti percentuali rispetto al 2011.
Esso è particolarmente avvertito dalle donne italiane, tra le quali raggiunge il 62,4%, con un incremento di 4,5 punti percentuali sul 2011. In questo quadro si pone la questione degli immigrati. Gli stranieri (tra comunitari, extracomunitari irregolari e regolari) continuano a costituire oltre il 70% degli utenti dei centri di ascolto, anche se il dato fa registrare un calo di 2 punti percentuali rispetto al 2011. La contrazione del dato relativo alla componente straniera è in gran parte riconducibile al sensibile calo nella presenza di persone provenienti dal Perù e dall’Ucraina, da sempre tra le prime 5 nazioni di provenienza degli assistiti della rete Caritas: le prime sono diminuite del 18% rispetto all’anno precedente, le seconde del 19,5%.
Durante i colloqui con gli operatori Caritas molti stranieri provenienti da questi paesi hanno apertamente manifestato il desiderio di ritornare in patria. Il Rapporto non rileva dati circa i rientri di fatto avvenuti tra coloro che si sono rivolti ai centri di ascolto, ma sicuramente questo desiderio sta limitando l’avvio di procedure per i ricongiungimenti familiari e per chiamate di parenti e amici. Si tratta di un fenomeno strettamente connesso alla crisi economica, che ha fortemente condizionato le possibilità di inserimento lavorativo degli stranieri, e li ha disillusi sulla possibilità di superare i loro problemi economici nel nostro paese.

giovedì 27 giugno 2013

Panem et circenses

“Panem et circenses”, il “panem” manca, rimangono solo i “circenses” del circo politico di Andrea Robbiani & company. Mentre fuori dalla porta della Caritas c’è la fila di stranieri e italiani che non hanno da mangiare e altrettanto avviene agli sportelli dei servizi alla persona comunali, il borgomastro e il suo delfino Giuseppe Beppe Procopio pensano all’ampliamento della piscina comunale.
E’ un’opera talmente importante che nel piano triennale dei lavori pubblici presentato mercoledì sera in assise comunale è classificato addirittura con una priorità maggiore rispetto al Cdd, il Centro per disabili di via Fratelli Cernuschi del quale si parla da tre anni senza che si sia fatto niente.
I generali delle truppe verdi-azzurre sostengono che è una struttura sociale e che bisogna fare in fretta per non perdere l’opportunità di un finanziamento. Tornano in mente i tempi di Palazzo Tettamanti, quando in una manciata di giorni si approntò un progetto fallimentare con il miraggio di un contributo mai arrivato e che si sta tutti pagando con l’ennesima “eterna incompiuta“, proprio come accaduto piazza Monsignor Natale Basilico alias Area don Cesare Cazzaniga.
Di certo cè solo che occorrerà cominciare a pagare un leasing di 250mila euro con denaro di tutti i contribuenti, mentre gli incassi dell’impianto andranno dritti nelle tasche dei futuri gestori.
E a proposito di soldi di tutti: perché i costi del centro di refezione scolastica che è un servizio di primaria importanza devono ricadere interamente sugli utenti, mentre noi tutti ci si deve sobbarcare il prezzo di un tuffo e di qualche bracciata in acqua? Questione di scelte.
Ma se i pidiel-leghisti, che hanno cominciato a trasmettere il primo degli spot elettorali, pensano di recuperare il consenso perduto in una legislatura disastrosa e vincere le prossime elezioni con i giochi da circo, probabilmente si sbagliano, perché ai cittadini che hanno fame non si può rispondere “S'ils n'ont plus de pain, qu'ils mangent de la brioche” - Se non hanno il pane che mangino brioche - come Maria Antonietta, che tra l’altro fece una brutta fine…

Marco Airoldi

giovedì 13 giugno 2013

Isee o fattore famiglia: non solo interventi ma anche servizi

“Le famiglie povere sono prive di diritto a sostegno pubblico, diversamente da quel che accade all’estero, non c’è per esempio diritto ad intervento pubblico a casa dell’anziano non autosufficiente, possono venir meno a discrezione degli enti. La politica nazionale si è comportata come se la realtà del paese non si fosse modificata e continua ad identificare il welfare con le pensioni e gli ospedali”

L’ interrogazione che i Consiglieri Comunali del gruppo di “Insieme per Merate” hanno presentato il 4 aprile e che è stata discussa in Commissione Servizi il 6 Maggio ha voluto portare all’attenzione dei Consiglieri Comunali tutti la necessità di verificare lo stato di emergenza delle famiglie a Merate insieme al tema della compartecipazione dei costi, così come oggi avviene secondo il regolamento di applicazione l’ISEE in vigore dal 9 aprile 2002. Nella discussione del 6 maggio l’Amministrazione ha illustrato come si sta svolgendo la sperimentazione del “fattore famiglia”, istituito nel febbraio 2012 dalla Regione Lombardia, che potrebbe sostituire l’utilizzo dell’ISEE. Raccogliamo pertanto l’invito espresso dall’Assessore Emilio Zanmarchi, che nel corso dei lavori della Commissione ha recipito la sollecitazione ad avviare un confronto su questi temi, con una prima nota che contiene una serie di argomenti da affrontare in Commissione.

ISEE O FATTORE FAMIGLIA

Lo scorso 27 maggio 2013 la conferenza unificata Stato-Regioni ha dato via libera formale alla revisione del vecchio sitema ISEE. L’intesa con le Regioni che prevede il rafforzamento del principio secondo il quale le Regioni (ma anche i Comuni) potranno aggiungere ulteriori criteri di selettività sulle condizioni economiche dei soggetti beneficiari, dovrebbe aver fatto superare lo stop imposto nel dicembre 2012 dalla Regione Lombardia al raggiungimento dell’accordo.
E’ nostra opinione quindi che i recenti sviluppi del dibattito nazionale sul decreto di revisione dell’ISEE prevista dalla legge 214 del 22 dicembre 2011 porteranno i Comuni alla revisione degli strumenti attualmente in uso secondo obiettivi che sono ampiamente condivisi La Lombardia potrebbe “ostinarsi” a voler percorrere comunque lo schema che va sotto il nome di “fattore famiglia” oppure far prevalere la necessità di lavorare entro i confini nella normativa nazionale dell’ISEE modificato.
In entrambi i casi però i tempi che la revisione normativa potrebbe richiedere per entrare in vigore potrebbero non coincidere con l’urgenza di intervenire su un tessuto sociale che si trova in piena emergenza. Siamo pertanto convinti che occorra predisporre per settembre 2013 una serie di interventi che “anticipi” alcuni possibili correttivi dell’ISEE nuovo, oltre che dare vita a nuove iniziative che siano di contenimento del fattore povertà. Per correttivi intendiamo una revisione dei criteri generali per la determinazione delle tariffe nella percentuale di copertura dei costi previsti per i singoli servizi, e la differenziazione della contribuzione da parte degli utenti mediante le fasce ISEE.
Pensiamo inoltre che chi vede variare sensibilmente il suo reddito debba poter certificare ai fini ISEE la sua situazione in tempi più rapidi degli attuali 12 mesi. Ricordiamo che chi va in cassa integrazione provenendo da un reddito lordo fino a 2.075 euro percepisce 959 euro lordi, e chi aveva stipendio superiore arriva a percepire 1.152 euro lordi. L’aspettativa di una aggravamento della situazione sociale ed economica risiede nel fatto che la crisi economica è ad alta intensità (la caduta del PIL nel periodo 2008-2013 è stata pari al 8,3%), ma soprattutto si sta prolungando nel tempo.Tale convinzione risiede nella lettura di queste cifre:
  1. Le previsioni sul 2013 di arretramento del pil del 1,3% implica che la caduta si fermi nel secondo semestre. Questa ipotesi già ora è facile considerarla dissolta.
  2. Infatti l’ ISTAT ha pubblicato (31 maggio) il dato della disoccupazione raggiunto al 30 aprile che è pari al 12%,(il dato del 30 marzo 2013 era dell’11,5%)
  3. I consumi interni continueranno a diminuire (e l’IVA aumenterà provocando ulteriore riduzione dei consumi)
NON SOLO INTERVENTI MA ANCHE SERVIZI
  1. Il Comune di Merate ha uno strumento “Regolamento Comunale per la concessione di sovvenzioni e contributi, ausilii finanziari per l’accesso agevolato ai servizi socio-assistenziali” in vigore dal 2007. In esso trovano spazio una serie di interventi per le persone adulte in difficoltà, per le persone anziane e con disabilità. I disagi sociali che tipicamente emergono sono quelli dell’accesso alla casa, con la enorme difficoltà di costruire una serie di alloggi per l’emergenza e la caduta del reddito e l’impossibilità di far fronte a spese base (alimenti/ utenze/mediche). In questi casi le uniche strade sono i pochi soldi erogati “una tantum” dal Comune ed i banchi alimentari (Caritas/Croce Rossa /Parrocchie). Chiediamo pertanto di portare in Commissione la presentazione di come nel corso dell’anno 2012 siano stati impiegati gli strumenti previsti dal Regolamento comunale di sopra. In particolare quali interventi integrativi (art.16) quali straordinari (art.17) quali sostitutivi (art 18) siano stati attuati. Chiediamo inoltre di presentare come si intervenga sui servizi e interventi per anziani e disabili.
  2. La politica delle erogazioni di contributi monetari è molto critica ( limiti di risorse disponibili, può aggravare segni di disagio sociale (le dipendenze), ma se non si previene l’emergenza, occorre prendere atto che è l’unico intervento che si può fare. C’è il rischio che la riduzione delle risorse spinga il welfare ad orientarsi sulle situazioni emergenziali sacrificando investimenti verso politiche, servizi ed interventi preventivi ed orientati alla costruzione del benessere delle comunità locali. Chiediamo di affrontare il tema di quale strategie di contenimento delle fragilità si possono attivare in continuità con le politiche regionali: quale è lo scenario 2013 dei Fondi Sociali regionali? quanti buoni sociali e voucher sono utilizzati da cittadini meratesi?
  3. Già oggi è evidente l’impossibilità del Comune di far fronte da solo alla situazione delle emergenze. Nel regolamento citato sopra si legge: “...attraverso la funzione di segretariato sociale vengono attivati interventi di consulenza/chiarificazione/filtro ed invio ai servizi”. La recente ripresa dell’attivazione del Segretariato sociale promossa dall’Amministrazione che ruolo potrà giocare a breve termine sett 2013-2014? I cittadini in grande difficoltà sono anche quelli privi di reti di protezione proprie, ma nonostante l’attenzione messa nei testi legislativi al ruolo del terzo settore e volontariato, siamo in una situazione di emergenza anche per molte strutture di volontariato o imprese sociali. Le condizioni di lavoro in rapido peggioramento per fasce ampie di cittadini , soprattutto di chi è fuori dal mercato del lavoro ufficiale (coperto da strumenti quale la cassa integrazione) o autonomo sottrae inoltre vitalità delle associazioni. Vi sono esperienze di famiglie che hanno deciso di attivarsi in supporto di altre famiglie in difficoltà, sono esperienze che esprimono una intenzione educativa, ed esperienze con buona dose di flessibilità. La presenza di una rete allargata di protezione sociale offre maggiori possibilità che la fragilità non si trasformi in cronica; la Commissione può cercare di conoscere a che punto stia a Merate questo processo, può promuoverlo in collaborazione per esempio con le Parrocchie?
  4. Nel tentativo di mantenere un equilibrio tra i servizi e risorse c’è il rischio che le ricadute siano sulle famiglie e sugli operatori, anche la tassazione locale deve farsi carico di questa attenzione.
Cesare Perego
Capogruppo Consiliare di "Insieme per Merate"

mercoledì 5 giugno 2013

Il "Fattore famiglia"

Pubblichiamo l'interrogazione protocollatadai nostri Consiglieri Comunali di "Insieme per Merate" il cosiddetti "Fattore famiglia"

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate relativa alla sperimentazione a Merate dell’utilizzo del fattore famiglia.

Premesso che:
  • L’indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è stato introdotto nel nostro ordinamento alla fine degli anni ‘90 allo scopo di individuare “criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche” (art1 D.Lgs. 109/98).
  • Negli anni dalle analisi del suo utilizzo, sono emersi alcuni limiti dello strumento vigente, in particolare: 1) l’indicatore mostra scarse capacità selettive nella coda bassa della distribuzione: in particolare oltre il 10% dei nuclei nel sistema presenta un ISEE nullo. 2) la componente patrimoniale appare fortemente limitata dall’operare delle franchigie e da comportamenti opportunistici. Ne risulta che per quasi il 60% della popolazione ISEE, il patrimonio non ha alcun effetto sul valore dell’indicatore. 3) permangono differenze nel tenore di vita che non trovano un riflesso nell’ordinamento prodotto dall’ISEE.
  • Nelle applicazioni pratiche è andato sviluppandosi in questi anni un contenzioso su come far compartecipare al costo delle prestazioni le persone con disabilità e non autosufficienti (il tema è come debba comporsi il nucleo famigliare di tali persone).
  • Il nuovo DPCM di revisione dell’ISEE previsto dal governo nazionale ,a seguito dell’ostruzionismo lombardo che ne ha sbarrato la strada in sede di intesa Stato-Regioni nel dicembre 2012, non ha avuto la possibilità di procedere.
  • La Legge Regionale 2 del febbraio 2012 ha approvato un nuovo indicatore di misura della situazione economica dei cittadini e delle famiglie il fattore famiglia, che modifica i criteri per la partecipazione alla spesa dei servizi da parte dei cittadini.
  • La Regione ha previsto che Merate sia uno dei 15 comuni in cui si procederà alla fase sperimentale.
  • Il termine previsto per la chiusura delle sperimentazioni è LUGLIO 2013
Gli interroganti chiedono:
  • Di avviare un analisi congiunta con le opposizioni sul tema della compartecipazione alla spesa sociale e sociosanitaria e sullo stato di emergenza economica delle famiglie a Merate e finanziaria dei Comuni.
  • Di presentare in sede di Commissione gli obiettivi che il FFL si prefigge, le principali novità introdotte, rispetto all’ISEE in vigore.
  • Di sapere con quali modalità i Comune sta operando in ordine agli adempimenti previsti dalla sperimentazione vista la scadenza ravvicinata di Luglio 2013.
  • Di conoscere se l’adesione alla sperimentazione da parte dei cittadini sarà volontaria e comporterà per lo stesso la produzione di altra documentazione e dati rispetto a quelli previsti per il calcolo ISEE.
  • Se si prevede per alcune unità di offerta e a fronte dell’autonomia tariffaria del Comune un reale beneficio per il cittadino coinvolto, per evitare il rischio che il cittadino non aderisca alla sperimentazione.
  • La sperimentazione a Merate avverrà in modo diffuso o solo per alcuni gruppi di utenza, se valesse questa scelta per quali utenti?
  • Che valutazione è stata fatta del processo di sostenibilità (risorse umane tecnologiche e materiali) per realizzare la sperimentazione con le conseguenti riorganizzazione dei processi di lavoro degli uffici comunali coinvolti?
  • Chiediamo inoltre di conoscere se nel Comune di Merate esistono altre misure sperimentali già avviate in materia di strumenti per la misurazione della situazione economica dei cittadini e delle famiglie.
Per la presente non è richiesta risposta scritta.
Ringraziando, salutiamo distintamente Merate

Il  Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego, Gabriella Mauri, Achille Panzeri,
Ernesto Passoni, Roberto Riva

martedì 19 marzo 2013

Caro mensa, facciamo bene i conti

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata nei giorni scorsi dai nostri Consiglieri Comunali di "Insieme per Merate" circa l'aumento delle tariffe per la refezione scolastica a carico degli utenti

Merate, 8 Marzo 2013
Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Robbiani

Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa all’allestimento del Centro Cottura nel plesso scolastico di via Montello.

Premesso che:
  • con Determina n° 260/S3 del 27.11.2012, è stato affidato alla Ditta SERCAR SpA ” il servizio di refezione scolastica e diversi”.
Considerato che:
  • all'incontro tra l’Amministrazione comunale ed i cittadini del 28.02. 2013, organizzato in Sala Civica ed avente per oggetto "aumento tariffe refezione scolastica", molte richieste di spiegazioni da parte dei cittadini sono rimaste eluse;
  • non sono previsti sconti sul prezzo dei pasti nel caso di fruizione da parte di più di un utente del nucleo familiare.
Considerato inoltre che:
  • si rilevano evidenti discrepanze, riguardo al centro unico di cottura, fra: il costo desunto dalla Delibera 105 del 24.07.2012: 667.876,88€ IVA inclusa, al netto degli oneri accessori (spese tecniche, ecc.), coerente con  il costo riportato nei Documenti 1 e 3, del bando di gara: 574.759,27 € IVA esclusa ed il costo dichiarato dall’Amministrazione, nell’incontro di cui sopra, pari a 961.756,00€
  • i dati relativi al numero dei fruitori dei pasti mensa, presentati nella riunione sopra citata, sono diversi da quelli riportati nel Piano per il Diritto allo Studio approvato dal Consiglio Comunale il 26.09.2012.
Gli interroganti chiedono:
  • perché la decisione di realizzare il completamento del centro cottura con la successiva gara d’appalto è stata presa senza confrontarsi preventivamente con l’utenza?
  • Perché il centro cottura, che non è stato allestito nei primi tre anni di codesta Amministrazione, è diventato un'urgenza solo questo anno, in concomitanza di una congiuntura economica tutt'altro che favorevole con la scelta, da parte del Comune, di spalmare sui cittadini il costo che esso afferma di non essere in grado di sostenere? 
  • Qale è il costo totale preventivato per il completamento del centro cottura a cura del Concessionario?
  • Qual è l’incidenza del costo di allestimento del centro cottura sul costo del pasto a regime?
  • Perché l’aggiornamento ISTAT è stato previsto anche sulla componente del costo pasto legata al costo di realizzazione del centro cottura, causando in tal modo un incremento del costo su 15 anni di qualche centinaia di migliaia di euro?
  • Se sia stata valutata l’ipotesi di richiedere ai residenti il solo costo del pasto, depurato dalla componente dovuta all’allestimento del centro cottura, e di considerare quest’ultima componente come un investimento per un’opera pubblica a carico dell’intera comunità di Merate.
  • Se non si ritenga opportuno introdurre sconti nel caso di più fruizioni da parte di componenti lo stesso nucleo familiare; se non si ritenga opportuno rimodulare le fasce I.S.E.E. tenendo conto dell’incremento del costo della vita.
  • Di conoscere, infine, il corretto numero dei fruitori del servizio, suddivisi per tipologia di scuola, per residenza e per fasce I.S.E.E. di appartenenza.
Per la presente non è richiesta risposta scritta.
Ringraziamo e salutiamo distintamente

I Consiglieri Comunali del Gruppo di “Insieme per Merate"
Gabriella Mauri Achille Panzeri Ernesto Passoni,
Cesare Perego Roberto Riva

giovedì 14 marzo 2013

Analisi del voto

Osservando i risultati delle elezioni politiche di Camera e Senato e di quelle regionali Lombardia ottenuti a Merate, si può stimare il tipo di flussi che si sono registrati nella nostra città, con qualche utile considerazione sulla infinita distanza tra la politica di schieramento ed i cittadini. Confronterò il voto nazionale della Camera con quello regionale, poiché i voti validi sono quasi identici (25 voti in più alle regionali), quindi si può ottenere buone informazioni sul credo degli elettori meratesi sulla vicenda regionale: Umberto Ambrosoli ha ottenuto 3.816 voti: alla Camera il Pd ne ha ottenuti 2.514 piùo 224 di Sel e i 14 del Centro democratico per un totale di 2.752 voti. Significa che il candidato Umberto Ambrosoli ha ricevuto 1.064 voti in più. Prevale con il 42,% contro il 39,2%, per un meccanismo però che non si è verificato sull’intero territorio regionale e che lo ha portato alla sconfitta.
Roberto Maroni ha preso invece 3.513 voti, mentre alla Camera Pdl e Lega Nord poù gli altri partiti hannot otalizzano 2.908 precedente, pertanto ha ricevuti 605 voti da altri.
Il Movimento 5 stelle alle regionali è valso 919 voti, alla Camera 1.395, pertanto 476 voti sono stati dirottati su  candidati, in prima battuta si potrebbe ipotizzare in favore di Umberto Ambrosoli. Attenzione è solo un'ipotesi. Il trasferimento di voti (il 34% del totale) si potrebbe valutare come quelli di appartenenti ad un elettorato che voleva fornire un segnale di rottura dal quadro politico per le elezioni parlamentari (non votando l’offerta politica “vecchia”), ma disponibile a effettuare una seconda scelta e non ad isolarsi sulla questione della scelta del governatore, una scelta che a livello del Parlamento Beppe Grillo fermamente rifiuta. Con una battuta dirò che un terzo dei suoi elettori sono “non nativi digitali”.
Gabriele Albertini ha incassato quindi 543 voti, alla Camera la lista di Mario Monti con Udc e Fli hanno preso 1.500 voti , quindi 957 sono trasmigrati altrove.
Il candidatodi Fare ha ottenuto 176 voti alle regionali, mentre alla Camera il movimento di Oscar Giannino si è fermato a 256 voti , quindi 80 in meno. Se nei sostenitori di Fare per fermare il delicno prevale il senso di rottura versa la delusione di una politica di centrodestra mai attuata, probabilmente le schede di scarto saranno andate ad Umberto Ambrosoli, ma non è detto sia stato cos.
Antonio Ingroia e la sua Rivoluzione civile alla Camera ha ottenuto 138 voti: se è prevalso lo pirito di “incazzatura” che il suo elettorato esprime, i voti potrebbero essere andati al Movimento 5 Stelle, oppure ad Umberto Ambrosoli se ha predominato il desiderio di fare diga di sbarramento verso un governatore leghista. Nelle ipotesi che ho formulato: Umberto Ambrosoli = 3.816 - 2752 = 1.064 - 476 = 588. Se escludiamo i voti di “Fare” e di Antonio Ingroia questi 588 voti che gli hanno permesso  di prevalere a Merate potrebbero essere voti dei centristi (il 61% dei voti in uscita dei centristi), poiché appare ragionevole che i 138 voti "suoi" siano andati ad Umberto Ambrosoli.  I voti centristi in favore di Umberto Ambrosoli sono stati solo 450, il 47%, il 53% dei centristi probabilmente ha votato Roberto Maroni. Umberto Maroni = 3.513 - 2.908 = 605. Si tratta di voti arrivati tutti dai centristi? La mia sorpresa a questo punto è grande: perché nella migliore delle ipotesi solo il 30 % dei 1.500 elettori di centro, nella scelta tra un governatore leghista molto noto, sostenuto dagli strenui difensori della destra italiana in piena deriva populista, ed un candidato di centrosinistra, certamente non noto, ma con un profilo che potrebbe piacere ai ai centristi, avrebbe preferito primo?
Qualcosa non quadra. C’è una variante importante alle ipotesi formulate: gli elettori del Movimento 5 Stelle alla Camera sono in parte elettori leghisti o del Pdl delusi/incazzati e quindi avrebbero votato pienamente soddisfatti alle regionali per Roberto Maroni.
Questo farebbe riprendere quota alla percentuale di centristi pro Umberto Ambrosoli, ma porrebbe grossi interrogativi alle proposte progressiste formulate fino ad ora in Lombardia.

Cesare Perego
Capogruppo consiliare del Gruppo di "Insieme per Merate"

lunedì 11 marzo 2013

Il mercato del verde

Allarme ci suscita l’articolo, pubblicato su Merateonline dal titolo: "Merate: la “revisione” del mercato del martedì. Via Alessandro Manzoni e viale Lombardia da rivedere. Ma si ipotizza un trasloco". L'Assessore al Commercio Giuseppe Procopio annuncia la revisione del mercato settimanale del martedì il cui regolamento è ancora fresco di stampa essendo stato approvato e non solo adottato, il 29 gennaio u.s. dal Consiglio Comunale; la revisione è dettata da problemi di sicurezza connessi con l’ubicazione delle bancarelle nelle vie sopra citate.
Si ipotizza una “vera rivoluzione” spostando l’intero mercato dal centro in zona limitrofa; ahinoi l’Amministrazione annovera fra le soluzioni l’area di via Salvador Allende, ovvero la superficie di proprietà comunale che il Piano di Governo del Territorio (PGT), approvato un anno fa, destina a verde (scheda S2b: servizio per il verde).
Si tratta di un’area che si colloca fra Villa Cornaggia, Cascina Vedù ed il Parco delle Piramidi in una delle zone più belle di Merate. Ve l’immaginate una spianata in asfalto di centinaia di metri quadri da destinare alle bancarelle ed a parcheggio? Auspicando un pronunciamento da parte dell’Assessore all’Urbanistica, speriamo che il tema possa venire analizzato anche con le Minoranze come annunciato dall’Assessore al Commercio nella Deliberazione 3 del Consiglio Comunale tenutosi il 29.1.2013.

Ernesto Passoni
Consigliere Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"