giovedì 13 giugno 2013

Isee o fattore famiglia: non solo interventi ma anche servizi

“Le famiglie povere sono prive di diritto a sostegno pubblico, diversamente da quel che accade all’estero, non c’è per esempio diritto ad intervento pubblico a casa dell’anziano non autosufficiente, possono venir meno a discrezione degli enti. La politica nazionale si è comportata come se la realtà del paese non si fosse modificata e continua ad identificare il welfare con le pensioni e gli ospedali”

L’ interrogazione che i Consiglieri Comunali del gruppo di “Insieme per Merate” hanno presentato il 4 aprile e che è stata discussa in Commissione Servizi il 6 Maggio ha voluto portare all’attenzione dei Consiglieri Comunali tutti la necessità di verificare lo stato di emergenza delle famiglie a Merate insieme al tema della compartecipazione dei costi, così come oggi avviene secondo il regolamento di applicazione l’ISEE in vigore dal 9 aprile 2002. Nella discussione del 6 maggio l’Amministrazione ha illustrato come si sta svolgendo la sperimentazione del “fattore famiglia”, istituito nel febbraio 2012 dalla Regione Lombardia, che potrebbe sostituire l’utilizzo dell’ISEE. Raccogliamo pertanto l’invito espresso dall’Assessore Emilio Zanmarchi, che nel corso dei lavori della Commissione ha recipito la sollecitazione ad avviare un confronto su questi temi, con una prima nota che contiene una serie di argomenti da affrontare in Commissione.

ISEE O FATTORE FAMIGLIA

Lo scorso 27 maggio 2013 la conferenza unificata Stato-Regioni ha dato via libera formale alla revisione del vecchio sitema ISEE. L’intesa con le Regioni che prevede il rafforzamento del principio secondo il quale le Regioni (ma anche i Comuni) potranno aggiungere ulteriori criteri di selettività sulle condizioni economiche dei soggetti beneficiari, dovrebbe aver fatto superare lo stop imposto nel dicembre 2012 dalla Regione Lombardia al raggiungimento dell’accordo.
E’ nostra opinione quindi che i recenti sviluppi del dibattito nazionale sul decreto di revisione dell’ISEE prevista dalla legge 214 del 22 dicembre 2011 porteranno i Comuni alla revisione degli strumenti attualmente in uso secondo obiettivi che sono ampiamente condivisi La Lombardia potrebbe “ostinarsi” a voler percorrere comunque lo schema che va sotto il nome di “fattore famiglia” oppure far prevalere la necessità di lavorare entro i confini nella normativa nazionale dell’ISEE modificato.
In entrambi i casi però i tempi che la revisione normativa potrebbe richiedere per entrare in vigore potrebbero non coincidere con l’urgenza di intervenire su un tessuto sociale che si trova in piena emergenza. Siamo pertanto convinti che occorra predisporre per settembre 2013 una serie di interventi che “anticipi” alcuni possibili correttivi dell’ISEE nuovo, oltre che dare vita a nuove iniziative che siano di contenimento del fattore povertà. Per correttivi intendiamo una revisione dei criteri generali per la determinazione delle tariffe nella percentuale di copertura dei costi previsti per i singoli servizi, e la differenziazione della contribuzione da parte degli utenti mediante le fasce ISEE.
Pensiamo inoltre che chi vede variare sensibilmente il suo reddito debba poter certificare ai fini ISEE la sua situazione in tempi più rapidi degli attuali 12 mesi. Ricordiamo che chi va in cassa integrazione provenendo da un reddito lordo fino a 2.075 euro percepisce 959 euro lordi, e chi aveva stipendio superiore arriva a percepire 1.152 euro lordi. L’aspettativa di una aggravamento della situazione sociale ed economica risiede nel fatto che la crisi economica è ad alta intensità (la caduta del PIL nel periodo 2008-2013 è stata pari al 8,3%), ma soprattutto si sta prolungando nel tempo.Tale convinzione risiede nella lettura di queste cifre:
  1. Le previsioni sul 2013 di arretramento del pil del 1,3% implica che la caduta si fermi nel secondo semestre. Questa ipotesi già ora è facile considerarla dissolta.
  2. Infatti l’ ISTAT ha pubblicato (31 maggio) il dato della disoccupazione raggiunto al 30 aprile che è pari al 12%,(il dato del 30 marzo 2013 era dell’11,5%)
  3. I consumi interni continueranno a diminuire (e l’IVA aumenterà provocando ulteriore riduzione dei consumi)
NON SOLO INTERVENTI MA ANCHE SERVIZI
  1. Il Comune di Merate ha uno strumento “Regolamento Comunale per la concessione di sovvenzioni e contributi, ausilii finanziari per l’accesso agevolato ai servizi socio-assistenziali” in vigore dal 2007. In esso trovano spazio una serie di interventi per le persone adulte in difficoltà, per le persone anziane e con disabilità. I disagi sociali che tipicamente emergono sono quelli dell’accesso alla casa, con la enorme difficoltà di costruire una serie di alloggi per l’emergenza e la caduta del reddito e l’impossibilità di far fronte a spese base (alimenti/ utenze/mediche). In questi casi le uniche strade sono i pochi soldi erogati “una tantum” dal Comune ed i banchi alimentari (Caritas/Croce Rossa /Parrocchie). Chiediamo pertanto di portare in Commissione la presentazione di come nel corso dell’anno 2012 siano stati impiegati gli strumenti previsti dal Regolamento comunale di sopra. In particolare quali interventi integrativi (art.16) quali straordinari (art.17) quali sostitutivi (art 18) siano stati attuati. Chiediamo inoltre di presentare come si intervenga sui servizi e interventi per anziani e disabili.
  2. La politica delle erogazioni di contributi monetari è molto critica ( limiti di risorse disponibili, può aggravare segni di disagio sociale (le dipendenze), ma se non si previene l’emergenza, occorre prendere atto che è l’unico intervento che si può fare. C’è il rischio che la riduzione delle risorse spinga il welfare ad orientarsi sulle situazioni emergenziali sacrificando investimenti verso politiche, servizi ed interventi preventivi ed orientati alla costruzione del benessere delle comunità locali. Chiediamo di affrontare il tema di quale strategie di contenimento delle fragilità si possono attivare in continuità con le politiche regionali: quale è lo scenario 2013 dei Fondi Sociali regionali? quanti buoni sociali e voucher sono utilizzati da cittadini meratesi?
  3. Già oggi è evidente l’impossibilità del Comune di far fronte da solo alla situazione delle emergenze. Nel regolamento citato sopra si legge: “...attraverso la funzione di segretariato sociale vengono attivati interventi di consulenza/chiarificazione/filtro ed invio ai servizi”. La recente ripresa dell’attivazione del Segretariato sociale promossa dall’Amministrazione che ruolo potrà giocare a breve termine sett 2013-2014? I cittadini in grande difficoltà sono anche quelli privi di reti di protezione proprie, ma nonostante l’attenzione messa nei testi legislativi al ruolo del terzo settore e volontariato, siamo in una situazione di emergenza anche per molte strutture di volontariato o imprese sociali. Le condizioni di lavoro in rapido peggioramento per fasce ampie di cittadini , soprattutto di chi è fuori dal mercato del lavoro ufficiale (coperto da strumenti quale la cassa integrazione) o autonomo sottrae inoltre vitalità delle associazioni. Vi sono esperienze di famiglie che hanno deciso di attivarsi in supporto di altre famiglie in difficoltà, sono esperienze che esprimono una intenzione educativa, ed esperienze con buona dose di flessibilità. La presenza di una rete allargata di protezione sociale offre maggiori possibilità che la fragilità non si trasformi in cronica; la Commissione può cercare di conoscere a che punto stia a Merate questo processo, può promuoverlo in collaborazione per esempio con le Parrocchie?
  4. Nel tentativo di mantenere un equilibrio tra i servizi e risorse c’è il rischio che le ricadute siano sulle famiglie e sugli operatori, anche la tassazione locale deve farsi carico di questa attenzione.
Cesare Perego
Capogruppo Consiliare di "Insieme per Merate"

mercoledì 5 giugno 2013

Il "Fattore famiglia"

Pubblichiamo l'interrogazione protocollatadai nostri Consiglieri Comunali di "Insieme per Merate" il cosiddetti "Fattore famiglia"

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate relativa alla sperimentazione a Merate dell’utilizzo del fattore famiglia.

Premesso che:
  • L’indicatore della Situazione Economica Equivalente (ISEE) è stato introdotto nel nostro ordinamento alla fine degli anni ‘90 allo scopo di individuare “criteri unificati di valutazione della situazione economica di coloro che richiedono prestazioni o servizi sociali o assistenziali non destinati alla generalità dei soggetti o comunque collegati nella misura o nel costo a determinate situazioni economiche” (art1 D.Lgs. 109/98).
  • Negli anni dalle analisi del suo utilizzo, sono emersi alcuni limiti dello strumento vigente, in particolare: 1) l’indicatore mostra scarse capacità selettive nella coda bassa della distribuzione: in particolare oltre il 10% dei nuclei nel sistema presenta un ISEE nullo. 2) la componente patrimoniale appare fortemente limitata dall’operare delle franchigie e da comportamenti opportunistici. Ne risulta che per quasi il 60% della popolazione ISEE, il patrimonio non ha alcun effetto sul valore dell’indicatore. 3) permangono differenze nel tenore di vita che non trovano un riflesso nell’ordinamento prodotto dall’ISEE.
  • Nelle applicazioni pratiche è andato sviluppandosi in questi anni un contenzioso su come far compartecipare al costo delle prestazioni le persone con disabilità e non autosufficienti (il tema è come debba comporsi il nucleo famigliare di tali persone).
  • Il nuovo DPCM di revisione dell’ISEE previsto dal governo nazionale ,a seguito dell’ostruzionismo lombardo che ne ha sbarrato la strada in sede di intesa Stato-Regioni nel dicembre 2012, non ha avuto la possibilità di procedere.
  • La Legge Regionale 2 del febbraio 2012 ha approvato un nuovo indicatore di misura della situazione economica dei cittadini e delle famiglie il fattore famiglia, che modifica i criteri per la partecipazione alla spesa dei servizi da parte dei cittadini.
  • La Regione ha previsto che Merate sia uno dei 15 comuni in cui si procederà alla fase sperimentale.
  • Il termine previsto per la chiusura delle sperimentazioni è LUGLIO 2013
Gli interroganti chiedono:
  • Di avviare un analisi congiunta con le opposizioni sul tema della compartecipazione alla spesa sociale e sociosanitaria e sullo stato di emergenza economica delle famiglie a Merate e finanziaria dei Comuni.
  • Di presentare in sede di Commissione gli obiettivi che il FFL si prefigge, le principali novità introdotte, rispetto all’ISEE in vigore.
  • Di sapere con quali modalità i Comune sta operando in ordine agli adempimenti previsti dalla sperimentazione vista la scadenza ravvicinata di Luglio 2013.
  • Di conoscere se l’adesione alla sperimentazione da parte dei cittadini sarà volontaria e comporterà per lo stesso la produzione di altra documentazione e dati rispetto a quelli previsti per il calcolo ISEE.
  • Se si prevede per alcune unità di offerta e a fronte dell’autonomia tariffaria del Comune un reale beneficio per il cittadino coinvolto, per evitare il rischio che il cittadino non aderisca alla sperimentazione.
  • La sperimentazione a Merate avverrà in modo diffuso o solo per alcuni gruppi di utenza, se valesse questa scelta per quali utenti?
  • Che valutazione è stata fatta del processo di sostenibilità (risorse umane tecnologiche e materiali) per realizzare la sperimentazione con le conseguenti riorganizzazione dei processi di lavoro degli uffici comunali coinvolti?
  • Chiediamo inoltre di conoscere se nel Comune di Merate esistono altre misure sperimentali già avviate in materia di strumenti per la misurazione della situazione economica dei cittadini e delle famiglie.
Per la presente non è richiesta risposta scritta.
Ringraziando, salutiamo distintamente Merate

Il  Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego, Gabriella Mauri, Achille Panzeri,
Ernesto Passoni, Roberto Riva

martedì 19 marzo 2013

Caro mensa, facciamo bene i conti

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata nei giorni scorsi dai nostri Consiglieri Comunali di "Insieme per Merate" circa l'aumento delle tariffe per la refezione scolastica a carico degli utenti

Merate, 8 Marzo 2013
Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Robbiani

Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa all’allestimento del Centro Cottura nel plesso scolastico di via Montello.

Premesso che:
  • con Determina n° 260/S3 del 27.11.2012, è stato affidato alla Ditta SERCAR SpA ” il servizio di refezione scolastica e diversi”.
Considerato che:
  • all'incontro tra l’Amministrazione comunale ed i cittadini del 28.02. 2013, organizzato in Sala Civica ed avente per oggetto "aumento tariffe refezione scolastica", molte richieste di spiegazioni da parte dei cittadini sono rimaste eluse;
  • non sono previsti sconti sul prezzo dei pasti nel caso di fruizione da parte di più di un utente del nucleo familiare.
Considerato inoltre che:
  • si rilevano evidenti discrepanze, riguardo al centro unico di cottura, fra: il costo desunto dalla Delibera 105 del 24.07.2012: 667.876,88€ IVA inclusa, al netto degli oneri accessori (spese tecniche, ecc.), coerente con  il costo riportato nei Documenti 1 e 3, del bando di gara: 574.759,27 € IVA esclusa ed il costo dichiarato dall’Amministrazione, nell’incontro di cui sopra, pari a 961.756,00€
  • i dati relativi al numero dei fruitori dei pasti mensa, presentati nella riunione sopra citata, sono diversi da quelli riportati nel Piano per il Diritto allo Studio approvato dal Consiglio Comunale il 26.09.2012.
Gli interroganti chiedono:
  • perché la decisione di realizzare il completamento del centro cottura con la successiva gara d’appalto è stata presa senza confrontarsi preventivamente con l’utenza?
  • Perché il centro cottura, che non è stato allestito nei primi tre anni di codesta Amministrazione, è diventato un'urgenza solo questo anno, in concomitanza di una congiuntura economica tutt'altro che favorevole con la scelta, da parte del Comune, di spalmare sui cittadini il costo che esso afferma di non essere in grado di sostenere? 
  • Qale è il costo totale preventivato per il completamento del centro cottura a cura del Concessionario?
  • Qual è l’incidenza del costo di allestimento del centro cottura sul costo del pasto a regime?
  • Perché l’aggiornamento ISTAT è stato previsto anche sulla componente del costo pasto legata al costo di realizzazione del centro cottura, causando in tal modo un incremento del costo su 15 anni di qualche centinaia di migliaia di euro?
  • Se sia stata valutata l’ipotesi di richiedere ai residenti il solo costo del pasto, depurato dalla componente dovuta all’allestimento del centro cottura, e di considerare quest’ultima componente come un investimento per un’opera pubblica a carico dell’intera comunità di Merate.
  • Se non si ritenga opportuno introdurre sconti nel caso di più fruizioni da parte di componenti lo stesso nucleo familiare; se non si ritenga opportuno rimodulare le fasce I.S.E.E. tenendo conto dell’incremento del costo della vita.
  • Di conoscere, infine, il corretto numero dei fruitori del servizio, suddivisi per tipologia di scuola, per residenza e per fasce I.S.E.E. di appartenenza.
Per la presente non è richiesta risposta scritta.
Ringraziamo e salutiamo distintamente

I Consiglieri Comunali del Gruppo di “Insieme per Merate"
Gabriella Mauri Achille Panzeri Ernesto Passoni,
Cesare Perego Roberto Riva

giovedì 14 marzo 2013

Analisi del voto

Osservando i risultati delle elezioni politiche di Camera e Senato e di quelle regionali Lombardia ottenuti a Merate, si può stimare il tipo di flussi che si sono registrati nella nostra città, con qualche utile considerazione sulla infinita distanza tra la politica di schieramento ed i cittadini. Confronterò il voto nazionale della Camera con quello regionale, poiché i voti validi sono quasi identici (25 voti in più alle regionali), quindi si può ottenere buone informazioni sul credo degli elettori meratesi sulla vicenda regionale: Umberto Ambrosoli ha ottenuto 3.816 voti: alla Camera il Pd ne ha ottenuti 2.514 piùo 224 di Sel e i 14 del Centro democratico per un totale di 2.752 voti. Significa che il candidato Umberto Ambrosoli ha ricevuto 1.064 voti in più. Prevale con il 42,% contro il 39,2%, per un meccanismo però che non si è verificato sull’intero territorio regionale e che lo ha portato alla sconfitta.
Roberto Maroni ha preso invece 3.513 voti, mentre alla Camera Pdl e Lega Nord poù gli altri partiti hannot otalizzano 2.908 precedente, pertanto ha ricevuti 605 voti da altri.
Il Movimento 5 stelle alle regionali è valso 919 voti, alla Camera 1.395, pertanto 476 voti sono stati dirottati su  candidati, in prima battuta si potrebbe ipotizzare in favore di Umberto Ambrosoli. Attenzione è solo un'ipotesi. Il trasferimento di voti (il 34% del totale) si potrebbe valutare come quelli di appartenenti ad un elettorato che voleva fornire un segnale di rottura dal quadro politico per le elezioni parlamentari (non votando l’offerta politica “vecchia”), ma disponibile a effettuare una seconda scelta e non ad isolarsi sulla questione della scelta del governatore, una scelta che a livello del Parlamento Beppe Grillo fermamente rifiuta. Con una battuta dirò che un terzo dei suoi elettori sono “non nativi digitali”.
Gabriele Albertini ha incassato quindi 543 voti, alla Camera la lista di Mario Monti con Udc e Fli hanno preso 1.500 voti , quindi 957 sono trasmigrati altrove.
Il candidatodi Fare ha ottenuto 176 voti alle regionali, mentre alla Camera il movimento di Oscar Giannino si è fermato a 256 voti , quindi 80 in meno. Se nei sostenitori di Fare per fermare il delicno prevale il senso di rottura versa la delusione di una politica di centrodestra mai attuata, probabilmente le schede di scarto saranno andate ad Umberto Ambrosoli, ma non è detto sia stato cos.
Antonio Ingroia e la sua Rivoluzione civile alla Camera ha ottenuto 138 voti: se è prevalso lo pirito di “incazzatura” che il suo elettorato esprime, i voti potrebbero essere andati al Movimento 5 Stelle, oppure ad Umberto Ambrosoli se ha predominato il desiderio di fare diga di sbarramento verso un governatore leghista. Nelle ipotesi che ho formulato: Umberto Ambrosoli = 3.816 - 2752 = 1.064 - 476 = 588. Se escludiamo i voti di “Fare” e di Antonio Ingroia questi 588 voti che gli hanno permesso  di prevalere a Merate potrebbero essere voti dei centristi (il 61% dei voti in uscita dei centristi), poiché appare ragionevole che i 138 voti "suoi" siano andati ad Umberto Ambrosoli.  I voti centristi in favore di Umberto Ambrosoli sono stati solo 450, il 47%, il 53% dei centristi probabilmente ha votato Roberto Maroni. Umberto Maroni = 3.513 - 2.908 = 605. Si tratta di voti arrivati tutti dai centristi? La mia sorpresa a questo punto è grande: perché nella migliore delle ipotesi solo il 30 % dei 1.500 elettori di centro, nella scelta tra un governatore leghista molto noto, sostenuto dagli strenui difensori della destra italiana in piena deriva populista, ed un candidato di centrosinistra, certamente non noto, ma con un profilo che potrebbe piacere ai ai centristi, avrebbe preferito primo?
Qualcosa non quadra. C’è una variante importante alle ipotesi formulate: gli elettori del Movimento 5 Stelle alla Camera sono in parte elettori leghisti o del Pdl delusi/incazzati e quindi avrebbero votato pienamente soddisfatti alle regionali per Roberto Maroni.
Questo farebbe riprendere quota alla percentuale di centristi pro Umberto Ambrosoli, ma porrebbe grossi interrogativi alle proposte progressiste formulate fino ad ora in Lombardia.

Cesare Perego
Capogruppo consiliare del Gruppo di "Insieme per Merate"

lunedì 11 marzo 2013

Il mercato del verde

Allarme ci suscita l’articolo, pubblicato su Merateonline dal titolo: "Merate: la “revisione” del mercato del martedì. Via Alessandro Manzoni e viale Lombardia da rivedere. Ma si ipotizza un trasloco". L'Assessore al Commercio Giuseppe Procopio annuncia la revisione del mercato settimanale del martedì il cui regolamento è ancora fresco di stampa essendo stato approvato e non solo adottato, il 29 gennaio u.s. dal Consiglio Comunale; la revisione è dettata da problemi di sicurezza connessi con l’ubicazione delle bancarelle nelle vie sopra citate.
Si ipotizza una “vera rivoluzione” spostando l’intero mercato dal centro in zona limitrofa; ahinoi l’Amministrazione annovera fra le soluzioni l’area di via Salvador Allende, ovvero la superficie di proprietà comunale che il Piano di Governo del Territorio (PGT), approvato un anno fa, destina a verde (scheda S2b: servizio per il verde).
Si tratta di un’area che si colloca fra Villa Cornaggia, Cascina Vedù ed il Parco delle Piramidi in una delle zone più belle di Merate. Ve l’immaginate una spianata in asfalto di centinaia di metri quadri da destinare alle bancarelle ed a parcheggio? Auspicando un pronunciamento da parte dell’Assessore all’Urbanistica, speriamo che il tema possa venire analizzato anche con le Minoranze come annunciato dall’Assessore al Commercio nella Deliberazione 3 del Consiglio Comunale tenutosi il 29.1.2013.

Ernesto Passoni
Consigliere Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"

martedì 5 marzo 2013

Aboliamo la tassa sulle tende dei negozi

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata settimana scorsa dai nostri Consiglieri comunali sulla vicenda della "tassa sull'ombra" applicata ai commercianti di Merate. L'interrogazione è stata depositata ben prima che l'Assessore al Commercio Giuseppe Procopio comunicasse la volontà dell'Amministrazione Comunale di abrogare tale tassa. In diverse dichiarazioni sugli organi di informazione locale sempre l'Assessore al Commercio Giuseppe Procopio ha rimproverato gli Amministratori della precedente legislatura di non essere intervenuti prima ad abrogarla. Alla precedente Consigliatura tuttavia hanno preso parte anche l'attuale Sindaco Andrea Ambrogio Robbiani e l'attuale Assessore esterno al Bilancio Andrea Massironi, che avrebbero potuto intervenire anche loro in veste di Consiglieri comunali di Minoranza. Ma agli atti non risulta alcun loro intervento in tal senso. Invitiamo pertante l'Assessore Giuseppe Procopio a non voltarsi sempre indietro e cominciare a guardare al futuro di Merate, senza cercare ogni volta polemiche pretestuose che non giovano a nessuno, nè ai Cittadini, nè a lui, nè ai componenti della Giunta della quale è componente. Le elezioni politiche ormai si sono svolte, non ha bisogno di effettuare propaganda a oltranza.

Merate 26 Febbraio 2013

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione, a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate, relativa alla modifica del “Regolamento per la concessione di spazi ed aree pubbliche”

Premesso che:
  • è pervenuta ai Consiglieri Comunali una comunicazione dall'Associazione Commercianti ed Artigiani di Merate, “la Nostra Mela”, relativa al canone COSAP per occupazione di suolo pubblico con riferimento a spazi soprastanti (tende retrattili)
  • il Regolamento in oggetto così riporta: “Art. 1 Comma 1: …disciplina l’occupazione onerosa permanente o provvisoria di strade, aree e relativi spazi soprastanti… Comma 3: Sono escluse dal regime concessorio le occupazioni degli spazi pubblici eseguite con balconi, verande bow-windows e simili (infissi di carattere stabile)” e “Allegato B - Coefficienti per la determinazione dei canoni 3) Sacrificio imposto alla collettività e modalità di occupazione f – occupazioni soprastanti il suolo: 0,2” 
Considerato che: 
  • riteniamo sia da rivedere, nella fattispecie, l’onerosità dell’occupazione
Gli interroganti chiedono di verificare:
  • la possibilità di variare il Regolamento, previa approvazione del Consiglio Comunale, al Comma 3, Art. 1, sopra riportato, con l'esclusione anche delle tende retrattili e la conseguente eliminazione del paragrafo:“f – occupazioni soprastanti il suolo: 0,2”, al punto 3) dell’Allegato B.
Per la presente è richiesta risposta scritta.
Ringraziamo e salutiamo distintamente

I Consiglieri Comunali del Gruppo di “Insieme per Merate“
Gabriella Mauri, Achille Panzeri, Ernesto Passoni,
Cesare Perego e Roberto Riva

giovedì 28 febbraio 2013

Vecchie (e inutili) polemiche e nuove povertà

Recentemente l'Assessorato alle Politiche sociali di Merate ha comunicato che nel 2012 vi è stato un deciso aumento delle richieste di aiuto al Comune. Se prima del 2008 le persone che si rivolgevano ai Servizi sociali potevano essere prevalentemente individui singoli, con l'acuirsi della crisi economica è cresciuto il numero delle famiglie. Il secondo aspetto che va a modificarsi è il mutamento del volto delle famiglie che si rivolgono ai Servizio sociale. Esse arrivano al Comune, dopo aver cercato in tutti i modi di cavarsela da soli. Le famiglie che stanno arrivando ono anche di ceto medio, commercianti e artigiani stanno subendo un impoverimento progressivo. Se la crisi produce danni sul piano materiale, nelle famiglie colpite possono nascere problemi di disagio relazionale, di conduzione del ruolo genitoriale. Cresce la conflittualità della coppia ed aumentano le separazioni. Le educatrici dei nidi e scuole d'infanzia vi possono confermare l'aumento della difficoltà a svolgere il ruolo genitoriale.
Manca attenzione alla famiglia. La politica di sostegno dei prezzi calmierati da parte dell'Amministrazione comunale deve pertanto continuare (riduzione ISEE delle tariffe per nido, pasti, servizio per i disabili, etc).
L'organizzazione del Comune di Merate si sta mettendo al passo con i fenomeni nuovi prospettati dalla crisi? La questione dell'aumento sostanzioso dei costi pasti per gli scolari, che deriva dalla scelta di far pagare alle famiglie la realizzazione del centro cottura, va esattamente nella direzione opposta a quanto si dovrebbe fare per intervenire contro l'impoverimento delle famiglie. Le considerazioni del Sindaco sulle critiche espresse dal PD di Merate per come si sia arrivati all'aumento dei pasti sono tutte centrate sulle vecchie polemiche degli scorsi anni che arrivano persino a contestare l'esistenza di una nuova scuola a Merate.
Qui non si tratta di accettare di cambiare idea ma di rendersi conto che la priorità oggi è contrastare l'impoverimento.
Il Comune di Merate non ha finora messo in agenda la lotta alla povertà, che crescerà vistosamente e deve toccare ancora il picco. Nessuno forse ricorda che è in discussione a livello nazionale una modifica del regolamento ISEE , ovvero l'indicatore della situazione economica delle famiglie attraverso il quale si beneficiano di agevolazione nelle tariffe comunali. La riforma fu bloccata a dicembre 2012 solo dalla dimissionaria giunta Formigoni in Lombardia, tutte le altre regioni erano d'accordo. Nei fatti è condivisa da tutti la necessità di intervenire a sostegno delle famiglie e l' ISEE non deve sovrastimare il possesso della casa, la cui rendita non aiuta certo a pagare i buoni pasto.
Per Merate varrebbe addirittura la possibilità, di applicare in via sperimentale il "Fattore famiglia" perché la Regione Lombardia l'ha inserita tra i 15 comuni lombardi che potrebbero attivarlo. Nulla è stato fatto in questa direzione. Il Consiglio Regionale Lombardo ha approvato il Fattore famiglia, attraverso la Legge Regionale n.2 del 24 febbraio 2012.
Per intervenire sull'indiscutibile eccesso di aumento registrato dalle tariffe sui pasti, reso noto lo scorso gennaio 2013, si potrebbe intervenire così: 
  1. alzare i redditi ISEE sotto il quale si ha diritto ad uno sconto (oggi il massimale è 15.000 euro, troppo basso)
  2. modificare i meccanismi di riduzione applicati (sono il 6% per tutti - 25%, 50%, 75%). Ne beneficiano il 17% degli utenti (132 alunni su 755 ).
La giunta meratese chieda all'Assessore al Bilancio una "quota una tantum": utilizziamola per sperimentare il Fattore famiglia, proprio sulle tariffe pasto (ve ne sono tante nel bilancio meratese , ricordo che per le luminarie occorrono più di 25.000 euro e l'appalto in vigore copre anche il 2013).
Va anche detto che la comunicazione da parte della Amministrazione è stata di nuovo nulla, come era già avvenuto per i parcheggi a pagamento: è un vizio. Il nostro pensiero è che il Comune debba quindi concentrarsi sulla capacità di promozione della cittadinanza partecipativa. Questo sarà il tema dei prossimo anni, il focus va spostato dalle sede degli uffici alla comunità, in un esercizio difficile che presuppone competenze nuove e formazione all'altezza.

Cesare Perego
Consigliere  Comunale del Gruppo di "Insieme per Merate"

domenica 17 febbraio 2013

Il boccone amaro

Aumento delle tariffe per la refezione scolastica: assurdo spalmare l'investimento sulla tariffa, assurdo assoggettare anche la quota di investimento all'aumento Istat!

I costi per la refezione scolastica saranno aumentati, a regime, del 23%, passando da 4,84 a 5,95  euro a pasto, quasi interamente spalmati sulle tariffe a carico delle famiglie degli scolari. L'Amministrazione Comunale giustifica tale aumento con l'avvenuta recente assegnazione dell'appalto per la refezione scolastica, appalto che incorpora anche la realizzazione del centro di cottura presso il plesso scolastico di via Montello.
Riteniamo ingiustificato ed eccessivo detto aumento, che pone a carico delle famiglie degli scolari anche la quota legata all'ammortamento del centro cottura che, costituendo un immobilizzo, dovrebbe essere a carico del Comune. Senza considerare che, come al solito, la Giunta ha ignorato le firme dei cittadini (ben 500), raccolte dai genitori degli scolari.
L'appalto prevede l'aggiornamento automatico annuo della tariffa, in base al coefficiente Istat del tasso di inflazione, anche per la parte legata alla quota di ammortamento. Ciò è veramente anomalo! Assurda è la giustificazione addotta dall'Amministrazione, di aver modificato i parametri del bando, andato deserto in prima istanza, per renderlo più appetibile alle Ditte concorrenti.
Chissà perché, invece, riguardo al bando dell'illuminazione pubblica, il fatto che sia andato deserto viene decantato come un vanto in quanto, per esso, il Comune avrebbe fatto i propri interessi: due pesi e due misure! Al solito l'Amministrazione addebita a quella precedente la colpa per avere pensato ad un centro di cottura; i locali relativi sono stati lasciati, dalla precedente Amministrazione, al rustico, per cui sarebbe bastato che l'attuale Amministrazione di Andrea Robbiani, ritenendo antieconomica la realizzazione di tale centro, con decisione autonoma e legittima, non ne prevedesse la realizzazione.

Partito Democratico del Circolo di Merate

sabato 16 febbraio 2013

La dolce vita a sbafo del Celeste

Sorge il mattino in compagnia dell'alba quando Roberto Formigoni si sveglia, e forse il sonno è il solo bene che non riceve in dono perché tutto il resto graziosamente accetta e prende a Sacro Sbafo. Dalle scarpe di coccodrillo azzurre, "al piè tiepide pelli", che la notte prima il fido servo ha già celato tra le seriche cortine del famoso guardaroba, al primo caffè che beve, zucchero compreso "sono tutte utilità - si legge nel rapporto di polizia - senza dubbio di provenienza illecita".
Poi il "Celeste Signore" - la definizione è del Parini - si ritira in bagno e si imbelletta il viso con la Genescience, duecento euro al barattolo, a base ovviamente di miracolosi peptidi, e spesso si accorge che l'ha quasi terminata e allora afferra il cellulare d'ordinanza e poiché "da tutto è servito e a nullo serve" spedisce da Chenot il suo Willy, segretario "d'amabil rito" che però non sempre riesce a ottenere il rifornimento - pagato a sbafo - dei preziosi Actif Essential: "Tu riesci a farmela avere entro lunedì mattina? Perché se no mi spacca le palle.
Ecco, la Genescience viso, non il contorno occhi. Due ne ha consumate nel giro di...". Quindi, mentre la biacca sul viso si condensa, gli capita persino di inorridire perché l'impertinente Willy, scosso il giogo della servile rima se ne va libero in versi sciolti: "La usi come colla per i manifesti". Ecco, la polizia giudiziaria ha tradotto in linguaggio gelido e tuttavia crudo il delicato giorno pariniano del Celeste Signore, e dunque adesso anche quel matto vestire e gli squillanti colori di cui s'orna le vesti non sono più un'estetica bizzarra, ma il curriculum dello scroccone, conti di sartoria pagati da chissà chi, la giacca arancione di Gianni Campagna, i maglioni che egli stesso ribattezzò compiaciuto formaglioni.... "Gli stilisti Iceberg, Gerani, Richmond, hanno a cuore il mio guardaroba" spiegò in un'intervista a Panorama. E a Massimo Giannini disse: "Non li scelgo io, me li regalano". E le mille scarpe le confeziona un artigiano della Brianza. Chi paga?

Francesco Merlo

mercoledì 13 febbraio 2013

La Regione Lombardia che nemmeno le cronache giudiziarie raccontano

In questi giorni c’è tensione tra alcuni Comuni ed alcune organizzazioni dei disabili per l’aumento delle rette per l’accesso ad alcuni centri diurni tipo C.D.D. (centro diurno disabili). I Comuni stanno applicando le decisioni delle Assemblee Distrettuali e provinciale. Qualche Comune, particolarmente coinvolto, sottolinea, giustamente, il taglio dei trasferimenti regionali.
La storia che cercherò di raccontare si trova burocraticamente illustrata nell’atto 625 del 21/12/2012 della Direzione Generale Famiglia della Regione. Riguarda finanziamenti del fondo “Intesa Famiglia” del 2010 e dei residui, non spesi dalla Regione stessa, sul medesimo fondo, ma riguardanti gli anni 2007 e 2008 (un quinquennio fa!).
Il 20 luglio 2010 il Governo ripartiva il fondo “Intesa Famiglia” del 2010 tra le Regioni. Alla Lombardia spettavano € 14.149.712.
Il 30 ottobre 2011 i fondi vengono recepiti dalla Regione.
Nel novembre 2011 vengono tolti 750 mila euro che sono stati girati alla Polaris Investment ed alla sua fondazione housing sociale. La Polaris è una società di cui fa parte la Compagnia delle Opere (aziende vicine a C.L.).
Quindi i fondi a disposizione scendono ad € 13.399.712.
L’Atto 625 del 21/12/2012 della Direzione Generale Famiglia assegna ai Distretti:
  • 13.399.742 del 2010;
  • residui non spesi degli anni 2007-2008
  • Totale 14.928.808,17 euro.
Alla nostra ASL toccheranno € 515290,95.
  • Al distretto di Bellano € 78.037,34
  • Al distretto di Lecco € 249.398,20;
  • Al distretto di Merate € 187.855,41
Per i Comuni e le famiglie è una buona notizia, ma da quando il Governo ha ripartito i soldi (Luglio 2010) sono passati 2 anni e 5 mesi. Da quando la Regione li ha recepiti sono passati un anno e due mesi.
Fuori dal Pirellone e dai “celesti” uffici la crisi impazzava, fioccavano licenziamenti, cassa integrazione sfratti, la Regione tagliava il fondo sociale ed il fondo sostegno affitto, ma non dava i soldi spettanti ai Distretti ed ai Comuni! E’ una decisione che si commenta da sola! Tutto però veniva scaricato sulle famiglie, sui Comuni e sulle organizzazioni che promuovono solidarietà.
Per non mettere in agitazione chi guarda “le carte regionali” solo di sfuggita si trovano fondi non distribuiti da 5/6 anni. Se qualcuno guardava il taglio di 750 mila euro, con il clima politico che c’è, e guardava in internet e scopriva l’ennesima elargizione di fondi senza bandi e, quindi, senza pari opportunità di partecipazione, avrebbe potuto creare polemiche. Meglio “coprire” con fondi mai distribuiti!
Questa è la Lombardia che oggi le cronache giudiziarie e non ci rimandano.
La cosa migliore ora è di assegnare i nuovo fondi arrivati sul territorio in modo celere ed ai cittadini disabili o non autosufficienti!

Ambrogio Sala
Assessore ai Servizi Sociali Comune Olgiate Molgora