martedì 16 ottobre 2012

Strada privata ad uso pubblico

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata in data odierna dai nostri Consiglieri di "Insieme per Merate"  sul via Enrico Forlanini

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate – relativa alla via Forlanini in Novate

Premesso che:
  • la via Forlanini non è qualificata come pubblica essa si trova in stato precario a causa della non pavimentazione
  • da anni gli Utenti fanno presente la situazione di disagio che riguarda, in particolare modo, i disabili ivi residenti i Residenti sono stati illusi da promesse elettorali che, dati i vincoli giuridico- amministrativi, non possono essere attuate
  • la via non è cieca, ma congiunge altre vie, per cui la trasformazione in strada pubblica ne esplicita finalità di collegamento
  • la qualifica di strada pubblica renderebbe percorribile da parte del Comune la sistemazione della stessa, mediante l'asfaltatura, l'illuminazione, l'eventuale realizzazione di sottoservizi e, se possibile, la tracciatura di un percorso pedonale
gli interroganti chiedono se:
  • l' Amministrazione si è attivata per verificare la possibilità giuridico-amministrativa di cambiarne la qualifica in strada pubblica
Ringraziando, salutiamo distintamente
Merate, 16/10/2012 

Il Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Ernesto Passoni, Gabriella Mauri, Achille Panzeri,
 Cesare Perego Roberto Riva

sabato 13 ottobre 2012

La Lega di cioccolata

Riceviamo e pubblichiamo, con riserva di verifica

Lega di governo, Lega di lotta e Lega di… cioccolata. La settimana prossima ventura durante la Festa del cioccolato le camice verdi nostrane allestiranno non uno bensì due banchetti a Merate. Sembrano così lontani i tempi quando ai cattocomunismi del PD dall’Amministrazione Comunale pidielciellinaleghista venne negato di posizionare un gazebo in concomitanza di una manifestazione pubblica perché l’iniziativa politica era ritenuta fuori luogo rispetto al contesto di una festa di piazza. Invece sono trascorsi solo pochi mesi. Gli attori però sono diversi. Evidentemente c’è chi può e chi non può. Loro possono.

Kinder

venerdì 12 ottobre 2012

Ghe pensi mì

Durante l’assemblea indetta dal neonato Comitato No Cave del Casatese- Meratese mi ha lasciato perplesso l’intervento del Sindaco di Merate.
Parlando della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) egli ha affermato che essa si configura come “fotografia” dello stato di fatto; nonostante sia stato contraddetto dall’ex Assessore all’Ambiente della Provincia di Lecco, Marco Molgora, ha insistito nella propria convinzione. In realtà la definizione di VAS è riportata all’ Art. 4 della Legge Regionale 12 per “Il governo del territorio” dell’11.03.2005, che la sostanzia nella valutazione degli effetti derivanti sull’ambiente dall’attuazione di determinati piani e programmi. Si tratta, infatti, di una procedura parallela ed indipendente rispetto a quella per l’elaborazione di un piano di governo del territorio di cui valuta l’impatto ambientale; tale indipendenza è garantita dal fatto che l’”Autorità competente per la VAS” è un professionista necessariamente diverso dal Responsabile per l’estensione del Piano.
Un altro aspetto che mi lascia perplesso è che il Sindaco ha ricordato di avere avuto contatti personali in Regione ed in Provincia con alcuni dei rispettivi Amministratori, immagino per omogeneità partitica. Penso che il rapporto fra le Istituzioni, indipendentemente dal colore partitico, dovrebbe basarsi solo su atti ufficiali. Alla Provincia il Sindaco ha chiesto di “congelare” la VAS, stop che non credo possibile in quanto la procedura è stata avviata dallo stesso Ente con atto formale, sulla base della Legge Regionale 14/1998; in effetti alla domanda circa l’esito della richiesta la risposta del Sindaco è stata molto vaga.
L’auspicio è che la faccenda non finisca come per la richiesta di un Commissariato della Polizia di Stato a Merate, ovvero con una pacca sulle spalle da parte del Ministro degli Interni Roberto Maroni, del Viceministro alle Infrastrutture Roberto Castelli ed un nulla di fatto.

Ernesto Passoni

martedì 9 ottobre 2012

Nace il Comitato No Cave Meratese e Casatense

Cari amici,
come certamente saprete, in questi mesi la Provincia di Lecco sta portando a termine la redazione del nuovo Piano Cave che -una volta approvato- andrà a determinare l’ubicazione degli ambiti estrattivi per il prossimo decennio. E' questo un percorso piuttosto lungo che ha preso il via nel settembre scorso e si concluderà realisticamente entro la fine dell'anno.
Tra le ipotesi inserite nei documenti preliminari, figurano alcuni possibili ambiti estrattivi di sabbie e ghiaie nel territorio meratese, ubicati nei Comuni di Missaglia, Osnago, Verderio, Merate e Robbiate.
Le Amministrazioni dei Comuni interessati e le minoranze provinciali hanno presentato in questi mesi numerose osservazioni circa i vincoli che gravano sulle aree individuate, evidenziando i gravi danni che deriverebbero dall'insediamento di nuovi poli estrattivi in queste zone, peraltro già fortemente antropizzate. La seconda VAS (Valutazione Ambientale Strategica) redatta dalla Provincia indica però come su gran parte dei siti individuati "non gravino vincoli escludenti" al loro potenziale sfruttamento.
Nelle ultime settimane, diverse associazioni del meratese (vd. elenco riportato in calce) hanno inteso dar vita ad un Comitato civico che si propone di sviluppare sul territorio attività di informazione, sensibilizzazione e contrasto, anche a supporto dell'attività svolta dai Comuni interessati. Mercoledì prossimo, 10 Ottobre, alle ore 21.00, il Comitato ha promosso un'Assemblea pubblica in Sala Civica a Merate (V.le Lombardia) con l'intento di presentare il percorso che ha caratterizzato il Piano Cave, illustrare le iniziative in programma e dar voce ai rappresentanti delle associazioni e ai cittadini che vorranno intervenire.
Nell'auspicio di poterci incontrare mercoledì, ti invito a visitare il sito internet creato dal Comitato, dove potrai trovare numerose informazioni sul tema: http://cavelecco.wix.com/meratese-casatese#!piano-cave/c14e3.
Aderiscono al Comitato: Arci LaLoco Osnago, Arci Pintupi Verderio, Associazione WWF Lecco, Comitato Ecologico Arci di Imbersago, Comitato NO Cave a Missaglia, Comitato Parco Locale del Mont​​e di Brianza, Emergency Gruppo Lecco Merate, FAI Fondo Ambiente Italiano Delegazione di Lecco, Gruppo di Acquisto Solidale di Olgiate M.ra, Gruppo Valle della Nava, Legambiente Meratese, Movimento Decrescita Felice di Merate, Progetto Osnago, Qui Lecco Libera.

Alessandro Pozzi

 SI COSTITUISCE IL
“COMITATO NO CAVE MERATESE E CASATESE”
E’ ORA DI DIRE BASTA A NUOVI SCEMPI AMBIENTALI

Le associazioni riunitesi nel presente Comitato intendono esprimere la propria contrarietà nei confronti dell’insediamento di nuovi ambiti estrattivi nei Comuni del meratese e del casatese, guardando con preoccupazione l’evolversi dell’iter che condurrà alla redazione del Piano Cave provinciale.
Come noto, i documenti preliminari redatti dalla Provincia individuano potenziali giacimenti di sabbia e ghiaia nei Comuni di Merate, Missaglia, Osnago, Paderno d’Adda, Robbiate, Verderio Inferiore e Superiore, indicando come per gran parte di essi “non gravino vincoli escludenti” al loro potenziale sfruttamento, riconoscendo nel contempo gli elevati valori paesistici delle aree in questione.
Su gran parte di tali Comuni insistono infatti vincoli paesaggistici (previsti dal D.lgs. 42/2004 e DGR IX/2727 del 2011) e vincoli ambientali definiti sia dai PGT comunali sia dallo stesso PTC provinciale, trattandosi di zone di interesse per quanto attiene il sistema rurale, di interesse strategico e di riequilibrio ecologico.
L’insediamento di nuovi poli estrattivi in questi territori, arrecherebbe un grave danno ai nuclei residenziali prospicienti (per via del rumore provocato dalle attività di escavazione, delle polveri e del transito di veicoli pesanti) comporterebbe un decremento del valore degli immobili e impatterebbe negativamente sull’intero territorio meratese e casatese, che già oggi risulta fortemente antropizzato.
Tutte le Amministrazioni Comunali interessate hanno già espresso contrarietà all’insediamento di poli estrattivi nei propri territori, nella consapevolezza che lo sviluppo di tali aree debba essere ispirato al principio di salvaguardia ambientale e minimizzazione del consumo di suolo e non certo nella previsione insediativa di nuovi poli estrattivi.
Il suolo rappresenta un bene finito e non rinnovabile e la definizione di un limite al suo consumo e allo sfruttamento delle risorse ad esso legate rappresenta un compito fondamentale delle amministrazioni locali che -nello svolgimento del loro ruolo- devono tener conto del bene e delle necessità delle comunità che rappresentano piuttosto che dell’interesse di pochi, ponendo il valore della qualità della vita al di sopra di qualsiasi interesse economico.
Tali considerazioni assumono un valore ancor maggiore a fronte della grave crisi del comparto edile che comporta un decremento del fabbisogno di materiale per il prossimo decennio, così come evidenziato dai dati previsionali presentati dalla Provincia.
Per le ragioni qui sintetizzate, le associazioni riunite nel Comitato esprimono una netta contrarietà all’insediamento di nuovi ambiti estrattivi nelle aree meratesi e casatesi ed invitano la Giunta a tenere in considerazione le posizioni già espresse dagli Enti Locali, le Associazioni ed i cittadini di questi territori che a gran voce chiedono di stralciare dalla proposta del nuovo Piano Cave provinciale gli ambiti estrattivi che insistono nelle sopradette aree.

lunedì 8 ottobre 2012

Dove è finito il marciapiede in via Monte Grappa?

Pubblichiamo l'interrogazione protocollata quest'oggi, lunedì, dai nostri Consiglieri di di "Insieme per Merate" circala sicurezza pedonale di via Monte Grappa.

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate – relativa ad opere su via Monte Grappa

Premesso che
  • in via Monte Grappa è stata rilasciata (pratica 11037 del 29.05.’12) l’ Autorizzazione Paesaggistica, relativa alla “posa di recinzione su muretto in calcestruzzo esistente e pavimentazione ingresso ed area di parcheggio esterna”
  • nella precedente Consigliatura si rimandò detta autorizzazione in attesa di accordi con la Proprietà per la cessione di una striscia di terreno finalizzata alla formazione di un tratto di marciapiede in fregio al terreno interessato
  • detto marciapiede avrebbe, tramite attraversamento pedonale, creato continuità con il marciapiede sul lato est del tratto nord di via Monte Grappa
  • esso avrebbe costituito un primo tratto di un futuro marciapiede su via Monte Grappa nord, per congiungersi a quelli delle vie Resegone e S. Caterina, sino allo sbocco sulla stessa via Monte Grappa di fronte all'entrata di Villa Cedri
  • esso sarebbe stato coerente con il PGTU che prevede la pedonabilità protetta per tutta la via Monte Grappa
l' interrogante chiede di sapere perché: 
  • non si è dato seguito a quanto sopra auspicato
Ringraziando, saluto distintamente
Merate, 08/10/2012

Ernesto Passoni
per il Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”

mercoledì 3 ottobre 2012

Quando la destra non sa quello che fa la destra

Quando la mano destra non sa quello che fa la mano… destra. Il pasticcio del Piano cave provinciale dimostra, semmai ve ne fosse ancora bisogno, l’incapacità a governare delle nuove leve celesti-verdepadania e la pochezza politica di coloro che dovevano essere protagonisti del Risorgimento di Merate e del Meratese ma che invece stanno trascinando il territorio in un nuovo Medioevo.
Non era mai successo con Mario Anghileri prima e Virginio Brivio poi che dall’Amministrazione provinciale si sognassero di decidere per gli altri e sulla testa degli altri. E se proprio lo hanno fatto almeno si sono degnati di avvisare e informare preventivamente.
Invece i novelli, ma ormai più non troppo, inquilini di Villa Locatelli hanno deciso di prevedere un polo estrattivo a Brugarolo senza dire nulla a nessuno. Lo hanno fatto e basta e chi se ne importa se vicino ci abitano persone, se la zona è già satura, se il comparto è stato difeso con le unghie e con i denti contro le lottizzazioni, se l’area è di pregio agricolo... E chissene frega anche dei sindaci e dei cittadini che li hanno eletti.
Como passare per gli amici degli imprenditori e i promotori del rilancio economico a casa altrui. Ma si sa, son tutti c… con il sedere degli altri.
Ancora più grottesca la levata di scudi del nostro Andrea Ambrogio Robbiani e Co, che ha tirato per la giacchetta l’europarlamentare Matteo Salvino e peggio ancora le persone con la farsa della raccolta firme fuori dalle chiese al termine dell’orario delle messe. Ma se lui e i suoi capi fanno parte della cerchio magico dentro il quale è stato deciso di scavare!!! Ci è o ci fa? Sembra dissociato, almeno dal partito in cui milita.
Lui, in virtù del ruolo che ricopre, è l’istituzione e lui deve risolvere le questioni per vie istituzionali, non tramite petizioni. Possibilmente prima che i problemi e i pericoli si palesino, perché prevenire è meglio che curare. Per fortuna la gente è meno stupida di quello che lui possa ritenere o sperare e tanti hanno compreso la contraddizione e il doppio gioco.
Ma, al di là delle pantomime e delle prese per i fondelli celtiche, l’aspetto peggiore è un altro. L’amara realtà è che nessuno lo considera un interlocutore affidabile sul piano amministrativo, come tutti gli altri del centrodestra locale. Il risultato è chela Brianza è rimasta orfana di rappresentanti credibili in grado di tutelarli e difenderli. Per colpa di una classe dirigente composta da pochi, tutti noi meratesi siamo rimasti alla mercè di conquistadores se possibile ancora peggiori dei loro stessi feudatari.


Marco Airoldi

martedì 2 ottobre 2012

Una Provincia inutile che considera la Brianza terra di conquista e di confine

La vicenda del Piano Cave provinciale, così come viene condotta dal Presidente dell'Amministrazione Provinciale Daniele Nava e dalla maggioranza PdL-Lega che lo sostiene, contribuisce a portare discredito, non solo a Nava stesso e alla sua maggioranza, ma alla politica in generale e – cosa ancora più grave – alle Istituzioni: credo che di questa Provincia, così come è governata, si potrebbe fare volentieri a meno.
Di fronte ad una lettera firmata dal Presidente della Provincia insieme ai soli due Capigruppo PdL e Lega, e - fatto sconcertante - insieme ai due Segretari provinciali di PdL e Lega Nord, mi chiedo se sia Presidente di tutti i Lecchesi o solo di una parte di essi. Immagino, infatti, che tutti coloro che non si riconoscono nel PdL o nella Lega provino qualche fastidio nel vedere il Presidente della propria Provincia esercitare un ruolo istituzionale insieme ad esponenti di un solo schieramento politico.
Possiamo chiedere almeno un po' più di pudore? Se questa è la premessa, quale credibilità pensa, il Presidente Nava, che possano avere i suoi proclami con i quali vorrebbe accreditare assoluto equilibrio nella definizione del Piano Cave?
Inoltre Nava, Presidente di una Istituzione pubblica, discrimina non solo in base all'appartenenza politica, ma anche in base all'appartenenza territoriale. Esponenti della sua maggioranza, Sindaci e Amministratori del Meratese e del Casatese e Assessori provinciali che risiedono nel Meratese e che conoscono bene il territorio, si sono schierati contro le ipotesi predisposte dalla Provincia, ma la loro opinione non viene sufficientemente considerata e con Nava si schierano Malighetti di Monte Marenzo, Arrigoni di Calolziocorte, Piazza di Lecco e Ceresa di Oggiono.
Non parliamo, poi, delle penose acrobazie interne alla Lega dove Andrea Robbiani, Sindaco di Merate, esprime pareri opposti a quelli del suo Segretario provinciale Ceresa, ma ottiene da Salvini, suo Segretario regionale, uno scritto a sostegno (sembra) della propria tesi, salvo poi leggere l'interpretazione data da Ceresa che dice che l'opinione di Salvini non è contraria alla propria.
La Brianza è stata considerata da Nava prima, durante la campagna elettorale del 2009, terra di conquista e, immediatamente dopo, terra di confine meritevole di nessuna considerazione.
Che fine hanno fatto i piani lasciatigli in eredità da Virginio Brivio, che ponevano al centro, per questo territorio, la viabilità di raccordo con la Pedemontana?
Anche questa ipotesi del Piano Cave dimostra, oltre alla assoluta insensibilità di Nava nei confronti dell'ambiente, totale improvvisazione e assenza di qualsiasi strategia. E chi paga per le scelte sbagliate sono sempre i Cittadini.
Da parte nostra, il Partito Democratico condivide, sostiene e promuove - in modo coerente, unitario e convinto - la posizione che il Gruppo del PD in Provincia sta esprimendo sul Piano Cave in ogni sede e sin dalle prime discussioni: questo Piano è fuori tempo, fuori luogo e, cosa che si manifesta ogni giorno che passa in maniera più che evidente, non dettato da una linea politico-amministrativa chiara, approfondita e responsabile.

Ercole Redaelli
Segretario del PD della Federazione di Lecco

lunedì 1 ottobre 2012

Mercoledì riunione di gruppo

Mercoledì 3 settembre presso la sede del Circolo del PD di Merate in via Trento 26 (prendere la prima rampa di scale sulla destra, salire fino in cima, imboccare la porta in alto) si riunisce il gruppo di Insieme per Merate per trattate i seguenti punti all'ordine del giorno:
  • valutazione aliquote IMU
  • interrogazione marciapiede Sartirana
  • bandi Casa albergo "Enrico Leoni" di Sartirana"
La riunione come sempre è aperta a tutti gli interessati

Insieme per Merate

domenica 30 settembre 2012

No alla cava del Meratese: ecco perchè

Proponiamo le osservazioni al "Piano Cave Provinciale" depositate in Provincia dal nostro Gruppo consiliare di Insieme per Merate per chiedere lo stralcio della previsione di una cava anche tra Merate e Robbiate. Il documento, oltre che dai nostri Consiglieri, è stato sottoscritto anche da 318 cittadini.

Alla c.a. del Presidente della Provincia di Lecco
Daniele Nava

Suggerimenti e Proposte relativi alla procedura per la formazione del Nuovo Piano Cave Provinciale e relativa procedura di valutazione Ambientale Strategica 

1.0 Premessa
Il Nuovo Piano Cave Provinciale individua l’ubicazione di un ambito estrattivo per ghiaia e sabbia in località Brugarolo, nel Comune di Merate, con estensione nel Comune di Robbiate. In prima istanza, dopo la prima Valutazione Ambientale Strategica, (scheda g.5) si definì “inammissibile l’attività estrattiva in tale ambito”. In seconda istanza, dopo la seconda Valutazione Ambientale Strategica (scheda Gg. 6a) si afferma essere “l’insediamento di un ambito estrattivo, compatibile con lo stato dei luoghi”.

2.0 Considerazioni ambientali e paesistici
L’ambito fa parte della fascia pedemontana denominata “alta pianura asciutta” che, nella fattispecie, congiunge Casatenovo a Merate, sino a Paderno sull’Adda. Tale ambito è fortemente antropizzato ed urbanizzato, tanto che il Piano Territoriale Regionale vede una forte criticità in un’ulteriore urbanizzazione, raccomandando la salvaguardia di residui corridoi ecologici o, nel nostro caso il mantenimento della residua ecopermeabilità che si sostanzia nella pur precaria continuità fra gli spazi verdi dei Comuni limitrofi di Cernusco, Merate, Robbiate e Paderno.

3.0 Infrastrutture stradali e viabilità
Il comparto è situato nel quadrilatero viario (quasi una centuriazione) fra la SR 342 Dir. ad ovest, la S.P. 56 ad est, la S.P. 54 a nord e la S.P. 55 a sud. In fregio a tali strade si ha un’intensa urbanizzazione, sia residenziale, sia industriale che commerciale con la conseguenza di una fortissima intensità di traffico, anche pesante, evidenziato dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, quantificato dal Piano Generale del Traffico Urbano di Merate e dalla Provincia in relazione all’annoso problema del nodo di Cernusco, incrocio fra la S.R. 342 Dir e la S.P.54. Il comparto, quindi, costituisce un polmone verde indispensabile soprattutto alla Frazione di Brugarolo con forte intensità di insediamenti produttivi.

4.0 Altri insediamenti produttivi previsti nel comparto
Il comparto è interessato da un’aliquota di 46.500 mq del Polo Industriale del Meratese da prevedersi come Ambito Produttivo Ecologicamente Attrezzato. Ciò determina un’ulteriore erosione di terreno agricolo ed un appesantimento di traffico pesante.

5.0 Effetti sull’agricoltura locale
Il comparto è interessato a coltivazione di granaglie, soprattutto mais ed a prato per le esigenze dell’allevamento animale. A Merate non c’è sicuramente il pericolo dell’abbandono dei campi, anzi, gli agricoltori lamentano la carenza di terreni, soprattutto per il foraggio ed il tranciato. L’ulteriore erosione di terreno determinata dall’iniziativa in oggetto aumenterebbe la criticità del problema evidenziato.

6.0 Inquinamento atmosferico
Il Meratese è caratterizzato da un altissimo inquinamento atmosferico, causato dal traffico, dalle industrie e dal riscaldamento residenziale. Alcuni parametri ed in particolare le polveri sottili superano i limiti massimi per un numero di giorni tale da violare le normative nazionali ed europee. Inoltre le misure campione effettuate da ARPA, sia ridosso delle strada più trafficata (S.R. 342 Dir) che in aree aperte lontane dalle strade principali indicano una significativa costanza della concentrazione di polveri, che si diffondono in orizzontale. L’attività di escavazione di ghiaia e sabbia, la loro movimentazione, accumulo e trasporto induce la formazione di polveri sottili (PM 10 e 2,5 in particolare) che aggraverebbero la situazione sopra descritta. ( vedi “Linee Guida per la valutazione delle emissioni di polveri provenienti da attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico e stoccaggio di materiali polverulenti” ARPA Toscana).

7.0 Inquinamento acustico
L’attività di cui all’oggetto è caratterizzata da notevole rumorosità per cui dovranno essere realizzate opere fonoassorbenti al fine di garantire i parametri previsti dal Piano Acustico Comunale per gli insediamenti limitrofi. Tali opere costituirebbero un ulteriore appesantimento dell’ impatto della cava.

8.0 Aspetti geologici ed idrogeologici
La scheda Gg.6a riporta: “L’assetto geologico ed idrogeologico determina una vulnerabilità dell’acquifero superficiale di grado elevato…” anche se si afferma che ciò non pregiudicherebbe il possibile sfruttamento del giacimento.

9.0 Conclusione
Per le considerazioni sopra riportate chiediamo che venga stralciato, dalla Relazione sul Nuovo Piano Cave Provinciale, l’insediamento dell’ambito estrattivo Gg. 6a - Merate (loc. Brugarolo) e Robbiate

Merate, 17 Settembre 2012

Il Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego - Capogruppo,
Gabriella Mauri, Achille Panzeri, Ernesto Passoni, Roberto Riva

domenica 23 settembre 2012

Una Provincia che non ascolta i cittadini

Al Presidente della Provincia di Lecco
Daniele Nava

Le scriviamo da suoi coetanei, che come Lei hanno maturato un’esperienza decennale nelle amministrazioni locali, e da Consiglieri Provinciali che - nonostante siedano nei banchi della minoranza - tengono molto all'immagine che la Provincia dà di sé. Un’immagine che viene di giorno in giorno costruita sia tramite gli atti e le pratiche di governo, sia attraverso le parole, le dichiarazioni e le prese di posizioni pubbliche del Presidente e della sua Giunta.
Abbiamo voluto far trascorrere qualche giorno dalla sua intervista rilasciata domenica scorsa ad un giornale locale, nel corso della quale se la prende con le opposizioni, che accusa di avere un atteggiamento “fuori di testa” e barricadero nei confronti del redigendo Piano Cave, ed anche con i Comitati, che si oppongono alle cave tout court senza capire - da pregiudizialmente rivoltosi quali sono - che al primo posto Lei mette lo sviluppo del territorio e dell'economia locale.
Ci scusi per la sintesi irrispettosa ma, stringi stringi, è questa l'accusa che Lei muove ai Comitati e all’opposizione, senza rendersi conto che dietro queste categorie risiedono opinioni trasversali e condivise anche da persone che l'hanno votata 3 anni fa e che mai avrebbero pensato di essere definiti “superficiali” e prevenuti solo per la scelta di difendere il territorio in cui vivono e la propria qualità della vita. E non si rende, forse, nemmeno conto che con i suoi strali colpisce anche decine di amministratori, di destra e di sinistra, che si sono schierati a fianco di questi cittadini a difesa delle proprie comunità. Le notizie degli ultimi giorni ci dicono addirittura che componenti autorevoli della Sua maggioranza, alcuni dei quali da Lei incaricati a gestire e governare la Provincia al suo fianco, farebbero parte di questi gruppi ignorantemente sovversivi.
Per queste ragioni Le suggeriamo ora di fermarsi un attimo a riflettere, di tirare un lungo respiro e di rileggere bene le dichiarazioni espresse dalle minoranze e i documenti redatti dai Comitati e dai Sindaci (sia del meratese e del casatese, sia dell'area del Cornizzolo). Lì dentro troverà le ragioni che hanno mosso centinaia e centinaia di persone a guardare con molta preoccupazione l'azione della Provincia in materia di cave. Una preoccupazione che deriva dall'impressione che vi stiate muovendo senza aver ben chiaro quale debba essere il percorso, mettendo a rischio un territorio non con il senso di responsabilità e la cautela che derivano dall'approfondimento e dal confronto, ma in modo casuale e - se ci permette - un po' arrogante, di chi crede di sapere e di avere le risposte pronte per tutto.
Capiamo - anche se non lo condividiamo affatto - che nel momento in cui avete deciso a tutti i costi di redigere un nuovo Piano Cave (che, è bene ricordarlo, è costato ai contribuenti oltre 85mila euro di consulenze), non fosse per voi più possibile non “portare a casa” risultati, nonostante il fatto che una legge regionale ormai prossima all’approvazione potrebbe radicalmente cambiare le carte in tavola e nonostante sarebbe forse potuta bastare una semplice revisione del “vecchio” Piano Cave, peraltro non ancora esaurito e con ingenti quantità di materiali non ancora estratti. Riteniamo però, che questo non lo si possa fare contro tutto e tutti, senza riguardi nei confronti del territorio che si va a ferire e senza portare rispetto agli amministratori che lo sovrintendono.
E invece di essere grato a chi Le sta dicendo, quasi a voce sola, che la direzione che avete preso non è quella giusta, che è necessario vi fermiate e analizziate seriamente e coralmente la situazione (anche a costo di tornare sui vostri passi), Lei usa parole forti, minacciose e a tratti offensive che mirano a zittire. Senza pensare che l'ascolto, la disponibilità a capire le ragioni e il rispetto nei loro (e nei nostri) confronti sarebbe sintomo di buona amministrazione, di chiarezza di idee e di competenza.
Ad oggi l'immagine che ne emerge è invece quella di un'amministrazione provinciale che non ascolta i propri territori, che disprezza le forme democratiche di espressione e di partecipazione e che non riconosce ai cittadini la capacità di discernere e di scegliere da che parte stare. Non è, questo, un atteggiamento che manifesta forza e sicurezza, bensì lascia intendere che vogliate guardare il dito perchè non siete abbastanza sicuri di voi per guardare il cielo e la luna.
E questo non ci pare un modo corretto di fare e, anzi, riteniamo che rischia di lasciar trasparire - ancora una volta - la Sua poca adeguatezza al ruolo che sta ricoprendo.
Ci dimostri il contrario: ci dica quale è la Sua idea - almeno una - di sviluppo per questa Provincia. Pensa che lo sviluppo sul lungo periodo passi attraverso la possibilità per le aziende di espandersi come e dove vogliono e per gli escavatori di cavare in qualsiasi luogo ci sia disponibilità di materia prima, così come appare leggendo le Sue dichiarazioni attorno al nuovo piano cave e le linee guida per il nuovo PTCP?
O, magari, è uno sviluppo che si basa sulla creazione di nuovi modelli di utilizzo e di promozione del territorio, che passano attraverso l'impegno a realizzare Poli Produttivi ecologicamente attrezzati e sostenibili; a favorire la produzione di materia prima per l'edilizia attraverso il riuso di materiali di recupero; a promuovere Distretti Culturali Evoluti – come l'ormai affossato, ahinoi, Distretto dei Monti e dei Laghi Briantei – che mette insieme cultura, territorio, turismo e industria e crea meccanismi virtuosi di crescita?
Se il suo progetto è il primo, ci dispiace: non ci siamo. E' uno sviluppo di pochi a dispetto del ben vivere di molti. Nel secondo caso, invece, ci avrà dalla sua parte e smetteremo di chiederci dove sia finito il pragmatismo liberista che sfoggiava in campagna elettorale e dove siano i risultati a favore del territorio e dei suoi abitanti.

Alessandro Pozzi,
Capogruppo Sinistra e Libertà Provincia di Lecco
e Chiara Bonfanti,
Consigliera Partito Democratico Provincia di Lecco