lunedì 1 ottobre 2012

Mercoledì riunione di gruppo

Mercoledì 3 settembre presso la sede del Circolo del PD di Merate in via Trento 26 (prendere la prima rampa di scale sulla destra, salire fino in cima, imboccare la porta in alto) si riunisce il gruppo di Insieme per Merate per trattate i seguenti punti all'ordine del giorno:
  • valutazione aliquote IMU
  • interrogazione marciapiede Sartirana
  • bandi Casa albergo "Enrico Leoni" di Sartirana"
La riunione come sempre è aperta a tutti gli interessati

Insieme per Merate

domenica 30 settembre 2012

No alla cava del Meratese: ecco perchè

Proponiamo le osservazioni al "Piano Cave Provinciale" depositate in Provincia dal nostro Gruppo consiliare di Insieme per Merate per chiedere lo stralcio della previsione di una cava anche tra Merate e Robbiate. Il documento, oltre che dai nostri Consiglieri, è stato sottoscritto anche da 318 cittadini.

Alla c.a. del Presidente della Provincia di Lecco
Daniele Nava

Suggerimenti e Proposte relativi alla procedura per la formazione del Nuovo Piano Cave Provinciale e relativa procedura di valutazione Ambientale Strategica 

1.0 Premessa
Il Nuovo Piano Cave Provinciale individua l’ubicazione di un ambito estrattivo per ghiaia e sabbia in località Brugarolo, nel Comune di Merate, con estensione nel Comune di Robbiate. In prima istanza, dopo la prima Valutazione Ambientale Strategica, (scheda g.5) si definì “inammissibile l’attività estrattiva in tale ambito”. In seconda istanza, dopo la seconda Valutazione Ambientale Strategica (scheda Gg. 6a) si afferma essere “l’insediamento di un ambito estrattivo, compatibile con lo stato dei luoghi”.

2.0 Considerazioni ambientali e paesistici
L’ambito fa parte della fascia pedemontana denominata “alta pianura asciutta” che, nella fattispecie, congiunge Casatenovo a Merate, sino a Paderno sull’Adda. Tale ambito è fortemente antropizzato ed urbanizzato, tanto che il Piano Territoriale Regionale vede una forte criticità in un’ulteriore urbanizzazione, raccomandando la salvaguardia di residui corridoi ecologici o, nel nostro caso il mantenimento della residua ecopermeabilità che si sostanzia nella pur precaria continuità fra gli spazi verdi dei Comuni limitrofi di Cernusco, Merate, Robbiate e Paderno.

3.0 Infrastrutture stradali e viabilità
Il comparto è situato nel quadrilatero viario (quasi una centuriazione) fra la SR 342 Dir. ad ovest, la S.P. 56 ad est, la S.P. 54 a nord e la S.P. 55 a sud. In fregio a tali strade si ha un’intensa urbanizzazione, sia residenziale, sia industriale che commerciale con la conseguenza di una fortissima intensità di traffico, anche pesante, evidenziato dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, quantificato dal Piano Generale del Traffico Urbano di Merate e dalla Provincia in relazione all’annoso problema del nodo di Cernusco, incrocio fra la S.R. 342 Dir e la S.P.54. Il comparto, quindi, costituisce un polmone verde indispensabile soprattutto alla Frazione di Brugarolo con forte intensità di insediamenti produttivi.

4.0 Altri insediamenti produttivi previsti nel comparto
Il comparto è interessato da un’aliquota di 46.500 mq del Polo Industriale del Meratese da prevedersi come Ambito Produttivo Ecologicamente Attrezzato. Ciò determina un’ulteriore erosione di terreno agricolo ed un appesantimento di traffico pesante.

5.0 Effetti sull’agricoltura locale
Il comparto è interessato a coltivazione di granaglie, soprattutto mais ed a prato per le esigenze dell’allevamento animale. A Merate non c’è sicuramente il pericolo dell’abbandono dei campi, anzi, gli agricoltori lamentano la carenza di terreni, soprattutto per il foraggio ed il tranciato. L’ulteriore erosione di terreno determinata dall’iniziativa in oggetto aumenterebbe la criticità del problema evidenziato.

6.0 Inquinamento atmosferico
Il Meratese è caratterizzato da un altissimo inquinamento atmosferico, causato dal traffico, dalle industrie e dal riscaldamento residenziale. Alcuni parametri ed in particolare le polveri sottili superano i limiti massimi per un numero di giorni tale da violare le normative nazionali ed europee. Inoltre le misure campione effettuate da ARPA, sia ridosso delle strada più trafficata (S.R. 342 Dir) che in aree aperte lontane dalle strade principali indicano una significativa costanza della concentrazione di polveri, che si diffondono in orizzontale. L’attività di escavazione di ghiaia e sabbia, la loro movimentazione, accumulo e trasporto induce la formazione di polveri sottili (PM 10 e 2,5 in particolare) che aggraverebbero la situazione sopra descritta. ( vedi “Linee Guida per la valutazione delle emissioni di polveri provenienti da attività di produzione, manipolazione, trasporto, carico e stoccaggio di materiali polverulenti” ARPA Toscana).

7.0 Inquinamento acustico
L’attività di cui all’oggetto è caratterizzata da notevole rumorosità per cui dovranno essere realizzate opere fonoassorbenti al fine di garantire i parametri previsti dal Piano Acustico Comunale per gli insediamenti limitrofi. Tali opere costituirebbero un ulteriore appesantimento dell’ impatto della cava.

8.0 Aspetti geologici ed idrogeologici
La scheda Gg.6a riporta: “L’assetto geologico ed idrogeologico determina una vulnerabilità dell’acquifero superficiale di grado elevato…” anche se si afferma che ciò non pregiudicherebbe il possibile sfruttamento del giacimento.

9.0 Conclusione
Per le considerazioni sopra riportate chiediamo che venga stralciato, dalla Relazione sul Nuovo Piano Cave Provinciale, l’insediamento dell’ambito estrattivo Gg. 6a - Merate (loc. Brugarolo) e Robbiate

Merate, 17 Settembre 2012

Il Gruppo Consiliare “Insieme per Merate”
Cesare Perego - Capogruppo,
Gabriella Mauri, Achille Panzeri, Ernesto Passoni, Roberto Riva

domenica 23 settembre 2012

Una Provincia che non ascolta i cittadini

Al Presidente della Provincia di Lecco
Daniele Nava

Le scriviamo da suoi coetanei, che come Lei hanno maturato un’esperienza decennale nelle amministrazioni locali, e da Consiglieri Provinciali che - nonostante siedano nei banchi della minoranza - tengono molto all'immagine che la Provincia dà di sé. Un’immagine che viene di giorno in giorno costruita sia tramite gli atti e le pratiche di governo, sia attraverso le parole, le dichiarazioni e le prese di posizioni pubbliche del Presidente e della sua Giunta.
Abbiamo voluto far trascorrere qualche giorno dalla sua intervista rilasciata domenica scorsa ad un giornale locale, nel corso della quale se la prende con le opposizioni, che accusa di avere un atteggiamento “fuori di testa” e barricadero nei confronti del redigendo Piano Cave, ed anche con i Comitati, che si oppongono alle cave tout court senza capire - da pregiudizialmente rivoltosi quali sono - che al primo posto Lei mette lo sviluppo del territorio e dell'economia locale.
Ci scusi per la sintesi irrispettosa ma, stringi stringi, è questa l'accusa che Lei muove ai Comitati e all’opposizione, senza rendersi conto che dietro queste categorie risiedono opinioni trasversali e condivise anche da persone che l'hanno votata 3 anni fa e che mai avrebbero pensato di essere definiti “superficiali” e prevenuti solo per la scelta di difendere il territorio in cui vivono e la propria qualità della vita. E non si rende, forse, nemmeno conto che con i suoi strali colpisce anche decine di amministratori, di destra e di sinistra, che si sono schierati a fianco di questi cittadini a difesa delle proprie comunità. Le notizie degli ultimi giorni ci dicono addirittura che componenti autorevoli della Sua maggioranza, alcuni dei quali da Lei incaricati a gestire e governare la Provincia al suo fianco, farebbero parte di questi gruppi ignorantemente sovversivi.
Per queste ragioni Le suggeriamo ora di fermarsi un attimo a riflettere, di tirare un lungo respiro e di rileggere bene le dichiarazioni espresse dalle minoranze e i documenti redatti dai Comitati e dai Sindaci (sia del meratese e del casatese, sia dell'area del Cornizzolo). Lì dentro troverà le ragioni che hanno mosso centinaia e centinaia di persone a guardare con molta preoccupazione l'azione della Provincia in materia di cave. Una preoccupazione che deriva dall'impressione che vi stiate muovendo senza aver ben chiaro quale debba essere il percorso, mettendo a rischio un territorio non con il senso di responsabilità e la cautela che derivano dall'approfondimento e dal confronto, ma in modo casuale e - se ci permette - un po' arrogante, di chi crede di sapere e di avere le risposte pronte per tutto.
Capiamo - anche se non lo condividiamo affatto - che nel momento in cui avete deciso a tutti i costi di redigere un nuovo Piano Cave (che, è bene ricordarlo, è costato ai contribuenti oltre 85mila euro di consulenze), non fosse per voi più possibile non “portare a casa” risultati, nonostante il fatto che una legge regionale ormai prossima all’approvazione potrebbe radicalmente cambiare le carte in tavola e nonostante sarebbe forse potuta bastare una semplice revisione del “vecchio” Piano Cave, peraltro non ancora esaurito e con ingenti quantità di materiali non ancora estratti. Riteniamo però, che questo non lo si possa fare contro tutto e tutti, senza riguardi nei confronti del territorio che si va a ferire e senza portare rispetto agli amministratori che lo sovrintendono.
E invece di essere grato a chi Le sta dicendo, quasi a voce sola, che la direzione che avete preso non è quella giusta, che è necessario vi fermiate e analizziate seriamente e coralmente la situazione (anche a costo di tornare sui vostri passi), Lei usa parole forti, minacciose e a tratti offensive che mirano a zittire. Senza pensare che l'ascolto, la disponibilità a capire le ragioni e il rispetto nei loro (e nei nostri) confronti sarebbe sintomo di buona amministrazione, di chiarezza di idee e di competenza.
Ad oggi l'immagine che ne emerge è invece quella di un'amministrazione provinciale che non ascolta i propri territori, che disprezza le forme democratiche di espressione e di partecipazione e che non riconosce ai cittadini la capacità di discernere e di scegliere da che parte stare. Non è, questo, un atteggiamento che manifesta forza e sicurezza, bensì lascia intendere che vogliate guardare il dito perchè non siete abbastanza sicuri di voi per guardare il cielo e la luna.
E questo non ci pare un modo corretto di fare e, anzi, riteniamo che rischia di lasciar trasparire - ancora una volta - la Sua poca adeguatezza al ruolo che sta ricoprendo.
Ci dimostri il contrario: ci dica quale è la Sua idea - almeno una - di sviluppo per questa Provincia. Pensa che lo sviluppo sul lungo periodo passi attraverso la possibilità per le aziende di espandersi come e dove vogliono e per gli escavatori di cavare in qualsiasi luogo ci sia disponibilità di materia prima, così come appare leggendo le Sue dichiarazioni attorno al nuovo piano cave e le linee guida per il nuovo PTCP?
O, magari, è uno sviluppo che si basa sulla creazione di nuovi modelli di utilizzo e di promozione del territorio, che passano attraverso l'impegno a realizzare Poli Produttivi ecologicamente attrezzati e sostenibili; a favorire la produzione di materia prima per l'edilizia attraverso il riuso di materiali di recupero; a promuovere Distretti Culturali Evoluti – come l'ormai affossato, ahinoi, Distretto dei Monti e dei Laghi Briantei – che mette insieme cultura, territorio, turismo e industria e crea meccanismi virtuosi di crescita?
Se il suo progetto è il primo, ci dispiace: non ci siamo. E' uno sviluppo di pochi a dispetto del ben vivere di molti. Nel secondo caso, invece, ci avrà dalla sua parte e smetteremo di chiederci dove sia finito il pragmatismo liberista che sfoggiava in campagna elettorale e dove siano i risultati a favore del territorio e dei suoi abitanti.

Alessandro Pozzi,
Capogruppo Sinistra e Libertà Provincia di Lecco
e Chiara Bonfanti,
Consigliera Partito Democratico Provincia di Lecco

sabato 22 settembre 2012

La necessità dei tagli. Anche a Merate

La questione che la maggioranza di centrodestra ha completamente trascurata in questa vicenda riguardava se le spese del Comune di Merate andassero riviste o meno, nello scenario di aumento della pressione fiscale sui cittadini. In pratica tutte le tasse e tariffe stanno crescendo, per portare il prelievo fiscale al record del 45% .
Le opposizioni di solito si sbizzarriscono nel sostituire voci di spesa con altre , per sostenere che le spese di un certo tipo sono meglio di altre (a chi piace la cultura, a chi lo sport,a chi piace la città più bella, chi vuole esperti di comunicazione, portavoce, ect ect). Il nostro gruppo di Insieme per Merate ha proposto una strada diversa, ma che crediamo fortemente condivisa dai cittadini: tagliamo le spese, facciamo una revisione puntuale delle spese, perché il compito dei Comuni oggi è quello per primissima cosa di alleggerire il carico fiscale.
Le proposte dei nostri emendamenti chiedevano di ridurre il prelievo IMU di 350.000 euro, con alcune ipotesi di tagli che hanno generato animata reazione contraria della maggioranza. Non ha più senso presentarsi ai cittadini dicendo che si intendono mantenere i livelli dei servizi, quando si apre dal lato delle uscite delle famiglie una voragine. E’ una illusione che lo status quo delle spese si possa ancora difendere senza che siano necessarie riforme drastiche.
Le nostre richieste fatte attraverso gli emendamenti erano di intervenire sul lato delle spese per far scendere il prelievo dovuto all’IMU. L’ipotesi di abbattere del 15% i 180.000 euro di compensi per gli amministratori ha sollevato un vespaio. Pensiamo che 7 assessori a Merate siano troppi, si può benissimo accorpare alcune funzioni, senza svilire nessuna area, ma assessori dedicati con compensi dedicati quali un assessore per Ambiente, uno per lo Sport e Commercio ed uno per la Cultura sono troppi se stipendiati.
Il Sindaco mantenga il suo compenso, il suo ruolo è da valorizzare. In tre anni 2009-2010-2011 sono stati poi spesi annualmente 25.000 euro per le luminarie natalizie. In consiglio la nostra critica a questa voce di spesa è stata commentata con sarcasmo dal Sindaco “ le toglieremo, così l’opposizione sarà contenta”.

Cesare Perego
Capogruppo Consiliare di Insieme per Merate

venerdì 21 settembre 2012

Imu, patrimoniale o tassa sul risparmio?

Per la funzione che svolge, l’assessore al Bilancio Andrea Massironi ha un unico obiettivo, quello di avere entrate le più sicure possibili, con la difficoltà di dover fare questo in un contesto normativo di grande incertezza. Non è certo il valore del trasferimento del fondo di riequilibrio, non è certo il conteggio del numero degli immobili, la normativa IMU è soggetta a continue modifiche che potrebbero far scomparire voci di entrate. Però il bilancio che è stato votato da un'intera maggioranza Lega Nonrd -PdL non ha guardato oltre questo obiettivo tecnico, non ha guardato cioè oltre le mura della sala consigliare.
Facciamo un esempio di cosa intendiamo nel dire “guardare oltre le mura della sala consigliare”. Nella normativa ICI , ora non più in vigore, un padre che cede in uso gratuito ai figli un immobile come prima casa per la residenza del figlio, vedeva questo immobile “assimilato alla prima casa”. Cioè era chiamato a pagare una ICI non di seconda casa. Vediamo cosa succede se si cancella questa agevolazione. Quattro vani e mezzo di immobile di categoria A2 (tipico immobile delle case a due piani realizzate con questo scopo) hanno rendite catastali di circa 450 euro. Moltiplicando per 160, come richiede l'IMU, la rendita di questo immobile diventa 72.000 euro. L’aliquota della prima casa a Merate è dello 0,48%, quindi si deve pagare 345 euro. Se è invece considerata seconda casa del genitore deve pagare 655 euro, senza alcuna detrazione. Senza alcuna considerazione dei decenni di risparmi che hanno portato questo lavoratore dipendente a costruire una casa per sé e per i propri figli, un applicazione “centralista” del decreto 201 porterebbe a questi risultati.
Quindi l’IMU fatta passare per tassa sul patrimonio, si trasforma in tassa del risparmio dei cittadini. Ci sarebbe una attenuazione di questa palese ingiustizia; portare l’aliquota per questo tipo di immobili concessi in uso gratuito allo 0,76 % (imposta dal decreto legge) invece che allo 0,91% (scelta dal Comune di Merate). Il Decreto di dicembre considera lo 0,76% essere la aliquota che caratterizza gli immobili che non sono prima casa. Quindi applicare questa aliquota significa che non la si assimila alla prima casa, perché altrimenti questi immobili avrebbero aliquota a merate dello 0,48%. Alcuni Comuni lo hanno fatto, Merate respinge questo alleggerimento per una lettura del dettato del decreto restrittiva e prudenziale. Non è detto che a livello nazionale  questa ipotesi non venga accolta (esiste una proposta di emendamento in tal senso), ma il dato è che nonostante l’autonomia del Comune sia sbandierata, oggi un messaggio di questo tipo una Giunta a guida leghista a Merate non lo ha voluto dare.
Invece noi crediamo che il Comune di Merate poteva votare in questo senso, volendo in tal modo sostenere: “Attenzione caro Governo tecnico, io ti garantisco il gettito che tu mi hai richiesto, ma io decido come agevolare i soggetti passivi della imposta IMU” . Esiste anche giurisprudenza che ha riconosciuto la capacità impositiva del livello locale di governo, non solo il decreto DL201!!! Qui non si tratta di ribellione fiscale, a cui la Lega aveva inneggiato alla comparsa dell’IMU, facendo dire ad alcuni sindaci "io non la applicherò nel mio Comune”. Si tratta di ristabilire di fronte allo Stato centrale che la prima e propria funzione del Comune, che lo Stato gli ha assegnato, è quella di dare lettura dei bisogni dei cittadini e fornire adeguate risposte. In questo consiste la vera natura dell’autonomia, questo particolare del meccanismo IMU, che impedirebbe di prevedere agevolazioni in favore dei propri cittadini è aver calpestato questo principio. Ne sarebbe uscito un forte messaggio politico, ancora più importante se sostenuto da una condivisione di tutti i Comuni del Meratese, facendo una scelta che non danneggiasse il livello centrale e conservasse ai Comuni la loro dignità di soggetti solidali con lo Stato centrale, ma liberi si fare scelte di maggiore equità.
A meno che questa impostazione sia temporanea (triennale) necessaria per superare il rischio baratro, l'IMU fatta in questo modo, porterà ad una frattura insanabile tra il Governo centrale con il Paese.

Cesare Perego
Capogrippo Consiliare di Insieme per Merate

giovedì 13 settembre 2012

Facciamo i conti con l'amianto

Pubblichiamo l'interrogazione presentata dai nostri Consiglieri di di "Insieme per Merate" circa il censimento sull'Amianto

Alla c.a. del Sindaco del Comune di Merate
Sig. Andrea Ambrogio Robbiani

Oggetto: Interrogazione,- a norma degli Art. 51, 52 e 53 del “Regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni Consiliari” del Comune di Merate – relativa al censimento dell'amianto

Premesso che:
  • la Legge Regionale 17 del 20.09.2003 e la successiva Delibera della Giunta Regionale 8/1526 del 22.12.2005 hanno approvato il Piano Regionale Amianto Lombardia che prevede il censimento e la mappatura dell'amianto esistente nel territorio lombardo
  • la Direzione Generale Sanità della Regione Lombardia, con Decreto 13.237 del 18.11.2008, ha stabilito un “Protocollo per la valutazione dello stato di conservazione delle coperture in cemento-amianto” che permette al proprietario del manufatto in oggetto di valutare l'Indice di Degrado sulla cui base è stabilita l'azione conseguente
Considerato che:
  • in alternativa al punto precedente il proprietario della copertura in cemento-amianto, ponendosi nella condizione più cautelativa, dichiara che rimuoverà il manufatto, entro un anno, conferendolo in appositi siti ai sensi della Legge Nazionale 257/ 1992
Preso atto che:
  • in un incontro di Frazione il Vice Sindaco ha affermato essere il Comune di Merate in ritardo nell'espletamento di detto censimento
Gli interroganti chiedono:
  • di sapere con quali modalità il Comune sta operando in ordine agli adempimenti sopra indicati
In particolare di sapere:
  • se esista o meno un censimento dei manufatti in cemento amianto di immobili comunali
  • se quanto al punto precedente esista per immobili pubblici insistenti sul territorio comunale
  • quali azioni ha intrapreso ed intenda intraprendere l’Amministrazione Comunale per estendere il censimento e la mappatura agli immobili dei Privati
  • se è intenzione dell’Amministrazione Comunale di commissionare ad ARPA misure campione per determinare il contenuto di fibre di amianto all'interno di edifici comunali interessati da tamponature o coperture in cemento-amianto.
Per la presente non è richiesta risposta scritta.
Ringraziando, salutiamo distintamente

I Consigliere Comunali del Gruppo “Insieme per Merate”
Ernesto Passoni, Roberto Riva, Cesare Perego,
Achille Panzeri e Gabriella Mauri

martedì 11 settembre 2012

In Lombardia si perdono 13 ettari di verde al giorno

Legambiente: «Po, Monte Genesio, Brughiera brianzola e Disgrazia potrebbero essere future zone di salvaguardia».

Adesso che sono al loro posto nuovi presidenti e consiglieri, tocca ai direttori: come prevede la legge regionale lombarda sui parchi dell'anno scorso, saranno indicati da un albo che sta prendendo forma e nel quale saranno iscritti i circa 200 curricula al vaglio della commissione insediata dall'assessore Alessandro Colucci. «Da questo elenco - spiega - i presidenti potranno scegliere: con l'obiettivo di rendere sempre più fruibili le aree protette tenendo d'occhio anche l'appuntamento del 2015». Al ruolo più politico del presidente sarà così affiancato entro l'autunno quello più tecnico, senza le scosse e le polemiche che hanno accompagnato, nel 2011, la nascita della nuova legge regionale e, all'inizio di quest'anno, le elezioni del Ticino, il «padre» dei parchi lombardi.
Sullo Stelvio - dopo la vicenda dello stambecco «prelevato» da un presidente senza licenza di sparare e perciò chiamato a risponderne alla magistratura - si parlerà di macroregione delle Alpi: l'appuntamento proposto dal Pd («progetto concreto di nascita della macroregione alpina voluta da Bruxelles» dice il consigliere regionale Carlo Spreafico, «non l'irrealizzabile macroregione ipotizzata da Formigoni») tocca solo di striscio la gestione delle 24 aree protette regionali, ma trova un terreno comune nella questione del consumo di suolo e della necessità di conservare il territorio ancora integro.
Su questo stesso tema («spariscono 13 ettari al giorno»), torna anche Marzio Marzorati, responsabile Parchi di Legambiente: «La nuova legge ha razionalizzato l'organizzazione degli enti. Neanche la questione dell'album dei direttori ci preoccupa. Piuttosto è da sottolineare che, appunto mentre le grandi opere continuano a mangiare territorio, in Lombardia mancano almeno quattro parchi: del Po (quelli di Ticino, Adda, Serio, Oglio e Mincio sembrano le verticali di un cruciverba senza orizzontali), del Monte Genesio, della Brughiera briantea, del Disgrazia con il Bernina». «Un passo avanti rispetto agli altri anche con il sistema delle aree protette»: così vede la Lombardia Eleonora Frigerio, coordinatrice regionale di Federparchi e presidente del Parco Valle del Lambro. «Ma in Italia abbiamo tanti parchi che funzionano bene, tanti presìdi importanti dei quali forse non si parla abbastanza».

Laura Guardini

domenica 9 settembre 2012

Osservazioni sul Piano Cave della Provincia di Lecco


La Provincia di Lecco ha avviato la procedura per l'elaborazione di un Nuovo Piano Cave che interessa anche il territorio di Merate, a Brugarolo, nella fascia agricola attorno al canile ed alla piattaforma ecologica. Tale comparto è già interessato da una porzione del cosiddetto Polo Industriale del Meratese, come previsto dal Piano Territoriale di Coordina-
mento Provinciale (PTCP); lo stesso Piano prevede che l'area residua rimanga a destinazione agricola e costituisca un ambito di “ecopermeabilità”, cioè un “continuum” verde fra analoghi ambiti di Cernusco, Robbiate, Paderno e Verderio.
Il Piano di Gestione del Territorio (PGT) di Merate ha recepito le indicazioni del PTCP codificando la destinazione agricola del sito. L'Assessore all'Urbanistica Andrea Valli ha confermato quanto sopra, ma leggendo i documenti relativi sul sito della Provincia non sono riportati suggerimenti e proposte avanzati dal Comune di Merate.
In prima istanza dopo la prima Conferenza di Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del  22 settembre 2011, si è definita inammissibile (scheda g.5) la possibilità di istituire cave, nella fattispecie di ghiaia e sabbia.
In seconda istanza  nella seconda Conferenza VAS del 31 luglio 2012 è stata presentata un’Analisi preliminare che ripropone la potenzialità della cava nella scheda Gg.6a.
Non è chiaro quindi, il perché di tale riproposta a fronte della inammissibilità di cui sopra.
In ogni caso è doveroso che il Comune di Merate, di concerto con i Comuni limitrofi interessati, presenti, per iscritto, suggerimenti e proposte per ribadire l’inammissibilità dell’ipotesi, anche a causa delle motivazioni già fatte proprie dagli strumenti urbanistici provinciale e comunale. 

Ernesto Passoni

lunedì 18 giugno 2012

Mancano soldi per i servizi, ma la Regione investe nel mattone

Sulla Cittadella della Salute di Merate e sugli interventi edilizi dell’Asl di Lecco si continuano a scrivere fiumi di parole. Da quanto capisco io, ci sono tre fatti:
  • La Regione Lombardia non paga ai Comuni alcuni milioni di servizi sociali già effettuati da almeno due anni, costringendo i Comuni a fare da soggetti anticipatori. Il Comune di Olgiate Molgora lo fa per circa 150 mila euro!
  • La Regione Lombardia dice che non ha soldi da investire in una risonanza magnetica al San Leopoldo Mandic. I pazienti sono costretti ad utilizzare un camion attrezzato come avviene nelle città africane!
  • La Regione Lombardia non istituisce il fondo per la non autosufficienza per disabili ed anziani perché non ha soldi. Istituisce, però, vaucher di pochi euro rispetto alle spese per le famiglie numerose che cambiano continuamente tipologia di sussidio ogni anno (un anno gli anziani in RSA, un per le attività sportive dei figli, ecc) non tenendo conto che chi ha tre o quattro figli deve costantemente sopravvivere!
 Improvvisamente, poi, la Regione trova i soldi per intervenire con lavori edilizi laddove esisterebbe già un progetto del Comune di Merate per la Cittadella della Salute. Si sarebbero trovati i soldi per tacitare l’Azienda Ospedaliera e si autorizzerebbe l’Asl di Lecco a spendere “risparmi” per più di un milione di euro!
Io spero che questi soldi non vengano dai tagli dei servizi che avvengono continuamente in nome dello spendere meno (prima le vaccinazioni ed adesso i consultori)!
In una intervista al sito Lombardiasociale, l’Assessore regionale Giulio Boscagli ha dichiarato che i Comuni sono liberi (!!!) di scegliere: o privatizzano i servizi, possibilmente al potente monopolio delle cooperative, oppure non riceveranno soldi. Bene, sappia Giulio Boscagli ed accoliti che, sull’utilizzo della palazzina di Novate per fare il Distretto sanitario di Merate, è libero di scegliere: o paga l’affitto, non simbolico, previsto dalle tabelle dell’Agenzia delle Entrate oppure, meglio ancora, lo compri a valori di mercato.
Se c’è qualche Comune che è talmente ricco da fare un regalo alla Regione, magari non pagando le quote di solidarietà a Retesalute, lo dica apertamente ed i suoi cittadini sapranno giudicare anche alla luce delle tariffe dei Tributi Locali. Poiché, con la legge regionale 31/97 il ruolo dei Comuni in campo socio sanitario è ridotto a qualche documento sistematicamente ignorato, occorre non regalare nulla a chi dice che non ha soldi e poi, magicamente, li trova per investire nel mattone od in appalti di attrezzature.


Ambrogio Sala
Assessore ai Servizia alla Persona di Olgiate Molgora

venerdì 15 giugno 2012

In suffragio di Oscar Luigi Scalfaro

Lo scorso 29 gennaio moriva a Roma il senatore a vita Oscar Luigi Scalfaro, già Presidente della Repubblica dal 1992 al 1999 e convinto assertore dell’impegno dei cattolici in politica. Anche dopo aver ultimato il settennato di presidenza, nonostante l’età, si dedicò all’impegno politico attivo ed assunse con convinzione l’incarico di Presidente del Comitato “Salviamo la Costituzione”, minacciata da continui tentativi di modifica e di stravolgimenti. I Popolari lecchesi vogliono ricordarne la figura e il grande impegno profuso nella difesa delle istituzioni democratiche, promuovendo la celebrazione di una Santa Messa di suffragio e hanno chiesto al Vescovo Emerito di Novara S.E. Mons. Renato Corti di presiedere la celebrazione. Come noto, il sen. Oscar Luigi Scalfaro, fu eletto parlamentare a Novara, sua città natale, nella quale tornava spesso e dove ha conosciuto Mons. Renato Corti, titolare per lunghi anni della cattedra vescovile. A lui va il nostro commosso ricordo e la nostra riconoscenza per la dedizione sempre dimostrata nella difesa della Costituzione. La S. Messa verrà celebrata a Lecco, venerdì 22 giugno 2012 alle ore 18.00 presso la cappella del Collegio Volta (ingresso con parcheggio da Via Marco D’Oggiono).
Ringraziamo tutti coloro che vorranno intervenire.

Bruno Manzini
Presidente dell'Associazione I Popolari