domenica 11 aprile 2010

Il coraggio di dire cancro: serata con "Faresalute"


(Clicca sull'immagine per leggere la locandina)

Come forse è noto, "Faresalute" è una associazione di volontariato costituita da poche settimane che, terminate le pratiche amministrative costitutive, è ormai entrata pienamente in attività. Già da questo mese è stato attivato il Servizio di Psicologia territoriale e sono iniziati gli incontri dei gruppi di auto – mutuo – aiuto rivolti al sostegno delle pazienti affette da neoplasia mammaria. Nel corso di una manifestazione pubblica che si terrà il prossimo 19 aprile 2010 alle ore 20.30 presso Palazzo Prinetti di Merate, verrà presentata al pubblico sia l’Associazione, con i relativi progetti e finalità, che il citato Servizio di Psicologia territoriale e verrà dato inizio anche alla campagna di tesseramento. Alla serata interverrà anche la dott.ssa Sylvie Menard, Direttrice della Struttura complessa di Oncologia sperimentale presso l’Istituto Tumori di Milano e autrice del libro “Si può curare”, la quale racconterà la propria esperienza di paziente.

dottoressa Carla Magni
Presidente di Faresalute

sabato 10 aprile 2010

Merate Musica, il sintomo di un problema

Partendo dal dato di fatto che "Merate Musica" rappresenta una manifestazione culturale di elevato livello artistico, imprescindibile nel panorama degli eventi meratese, dobbiamo rilevare come la sua organizzazione e programmazione ha messo in evidenza ponderose problematiche di finanziamento dell'iniziativa. Ha posto in primo piano, quindi, un problema peculiare dell'attivismo cittadino: quello della raccolta fondi. Il problema, in sintesi, è quello di gestire e programmare il cosiddetto fund rising piuttosto che inseguirlo ad ogni evento!
In un periodo di crisi, per di più, sono venuti a mancare anche i sostegni regolarmente offerti da primarie realtà produttive locali, andando quindi ad aggravare una situazione già di per sè difficile per il venir meno culturale del mecenatismo spontaneo. Come può la biblioteca cittadina organizzare un qualche progetto di rilievo senza soldi? Come può la Prolcoo produrre cultura, come giustamente le si richiede, senza finanziamenti stabili? Come possiamo pensare ad un cartellone di eventi senza che questo sia del tutto coperto dai capitali raccolti?
La questione, che si pone seria e delicata per un Comune che vuole riconosciuto il proprio ruolo di polo di attrazione, è risolvibile affrontandola alla radice. Le soluzioni che presentiamo sono due, alternative o complementari tra loro, e già in parte condivise ed avanzate da illustri esponenti della vita sociale cittadina.
1) Un Comitato scientifico sulla scorta di quanto messo in atto dal Politecnico di Milano - Polo di Lecco nel progetto Campus Point: individuare un gruppo di cittadini, interessati al bene della Città, disposti a garantire, secondo contratti di durata triennale, finanziamenti stabili alle attività culturali di Merate;
2) Una Fondazione per la Città di Merate: creare una Fondazione pubblico-privata, con maggioranza in mano pubblica, per la formazione di un capitale, da incrementare gradualmente nel tempo, tale da generare un flusso costante di interessi da reinvestire nel benessere comune.
Entrambe tali soluzioni, consentirebbero di organizzare e programmare un calendario completo di eventi degni di un territorio che si voglia porre come polo di attrazione rispetto al circondario. Siamo fiduciosi, pertanto, che tali idee vedranno la luce con il concorso di tutte le personalità cittadine.

Stefano Valagussa

venerdì 9 aprile 2010

Più spazio all'arte in Palazzo Tettamanti

Le vacanze di Pasqua sono state contrassegnate dal cattivo tempo ovunque, anche al mare. E allora che c’è di meglio che dedicarsi alla visita dei musei della cittadina ospitante? Salendo le imponenti scale di antiche costruzioni completamente ristrutturate, passando negli stretti corridoi dalle volte smisurate e inoltrandomi nelle sale scure alla ricerca di un opera d’arte con la quale dialogare, non ho potuto non pensare quanto la struttura assomigliasse a quella dell’edificio del nuovo comune. E allora perché non adibire un piano del vetusto palazzo ormai completamente ammodernato per mostre ed eventi culturali? Lo spazio a disposizione è troppo per gli impiegati e gli amministratori? Il mantenimento dell’edificio è troppo oneroso per le casse del Comune e allora cerchiamo di far rendere quanto si è speso. Tolti alcuni pannelli si avrebbe uno spazio espositivo sufficiente per piccole mostre. Questo in campo culturale non è un problema, che conta è la qualità delle opere esposte. E poi perché non mettere a disposizione i suddetti locali alle aziende del territorio per esporre i propri prodotti? L’edificio e la cornice che lo circonda sono di tutto riguardo e non potrebbero che dare lustro a quanto proposto. Tornata a casa ho pensato alla questione politica. I cittadini hanno votato cinque anni fa il programma di Albani in cui una delle proposte principali era quella di portare il Comune in Piazza degli Eroi. E’ così è stato fatto. Oltre tutto la Villa Confalonieri non era più in sicurezza e meno male che il trasloco è stato fatto in fretta. Non credo proprio che ora gli stessi cittadini si risentirebbero se per fare cassa gli Amministratori si raccogliessero in uno spazio più ristretto!

Luciana Vidili

giovedì 8 aprile 2010

Nuovi Ministeri e Provinvce, ma i Comuni sono ridotti alla fame

Ho partecipato stamattina insieme a tantissimi sindaci del meratese e della nostra provincia alla manifestazione di Milano organizzata dall’Anci Lombardia, Associazione che riunisce i sindaci della nostra regione. Ci siamo recati in corteo dal Prefetto per riconsegnare simbolicamente la fascia tricolore come espressione dell'impossibilità di continuare il nostro compito nell’attuale situazione.
Siamo coscienti che le finanze pubbliche non sono floride però non possiamo continuare a vedere che – mentre ai Comuni vengono chiesti sacrifici – in altri settori della Pubblica Amministrazione le spese aumentano: i Comuni italiani risparmiano 1,2 miliardi di euro l’anno (400 milioni nella sola Lombardia: tutti i Comuni del meratese chiudono il bilancio in attivo) mentre Ministeri e Regioni aumentano la spesa..
Si creano nuovi ministeri, ultimo il Ministero del Turismo affidato alla lecchese Micaela Brambilla meno di un anno fa: ovviamente al di là dello stipendio del Ministro questo significa spese per le sedi, per i dirigenti ed i consulenti e così via. La crescita del numero delle Province – molte delle quali senza alcuna giustificazione seria – continua: vicino a noi è nata recentemente la Provincia di Monza e Brianza, di cui è in costruzione la nuova sede.
Nel frattempo i Comuni subiscono tagli nei trasferimenti dallo Stato. Non si tratta di pochi soldi: il solo meratese dal 2003 al 2009 ha subito tagli per quasi 3 milioni di €uro (precisamente 2.998.168,11 €).
L’abolizione dell’Ici sulla prima casa ha ulteriormente messo in difficoltà i Comuni che hanno ricevuto sinora un parziale rimborso dallo Stato sul mancato introito 2008, mentre per il 2009 e il 2010 non si sa ancora nulla: non sappiamo né quanto riceveremo né quando verrà accreditata la somma. Insomma lo Stato risparmia soldi sulla nostra pelle e quando paga il dovuto lo fa in ritardo.
In media ogni cittadino lombardo paga 7mila € l’anno di tasse, di cui solo 200 tornano ai Comuni (si tratta di una media, una città come Milano riceve per abitante ben di più dei piccoli comuni come i nostri). I Comuni però effettuano la maggior parte della spesa di investimenti della Pubblica Amministrazione. Nell’attuale situazione di crisi economica quando servirebbe che la spesa pubblica agisse come stimolo per rilanciare l’economia i Comuni sopra i 5mila abitanti sono soggetti al Patto di Stabilità che impone loro rigidi limiti di spesa, nonostante la disponibilità di soldi in cassa. Si parla di grandi opere per rilanciare l’economia, ma tante piccole opere che i Comuni potrebbero mettere in campo in pochi mesi creerebbero più posti di lavoro di una grande opera come il ponte sullo stretto di Messina, con soldi diffusi sul territorio (e non concentrati nelle mani delle poche aziende).
Si parla da anni di federalismo, ma i Comuni subiscono sempre di più un centralismo che non ha più solo il volto di Roma capitale ma anche quello di Milano capoluogo di Regione. Ci vengono delegati sempre più compiti per gestire soldi le cui regole sono decise a Milano: ad esempio la dote scuola viene erogata dalla Regione ma i cittadini si interfacciano con il Comune per gli adempimenti burocratici. Di questi esempi se ne potrebbero fare decine.
In questi giorni alcuni colleghi si lamentavano che ora per asfaltare una strada – oltre ai normali passaggi burocratici, già lunghi – occorre ottenere l’assenso (o il mancato diniego entro 90 giorni) della Sopraintendenza per i Beni Architettonici: insomma anziché diminuire la burocrazia aumenta.
Io mi sono trovato nell’assurda situazione di non poter sostituire un’impiegata in maternità perché dobbiamo rispettare rigidi parametri di spesa per il personale, che ci impongono tagli progressivi ogni anno: ci si arrangia con i lavoratori socialmente utili, l’aiuto dei volontari, l’opera prestata dagli amministratori.
Si cercano sponsorizzazioni per mantenere il livello delle attività ricreative e culturali, si è costretti spesso a tagliare i fondi alle associazioni di volontariato che mantengono vitali i nostri paesi.
In questa fase di crisi economica aumentano le richieste di aiuto di chi è in difficoltà, per cui i Comuni dovrebbero avere a disposizione più fondi per gestire questa emergenza. Non chiediamo però elemosine allo Stato ma che si introduca un vero federalismo fiscale che consenta ai comuni di mantenere – in un’ottica solidaristica tra le diverse parti della nazione – una maggiore quota del reddito prodotto sul proprio territorio. Chiediamo che si introducano regole che premino gli Enti Locali virtuosi così che i cittadini possano premiare gli amministratori migliori.
La protesta di oggi dimostra che la misura è colma. In mancanza di provvedimenti da parte del Governo assisteremo nei prossimi anni ad un progressivo impoverimento della capacità dei Comuni di fornire servizi adeguati ai cittadini.

Paolo Strina
Sindaco di Osnago

domenica 4 aprile 2010

L'8 aprile centinaia di Sindaci lombardi dal Prefetto per restituire la fascia tricolore

Sono già 400 le adesioni dei Primi cittadini della Lombardia. Appuntamento giovedì 8 aprile alle 10 in piazza San Babila con la fascia tricolore.

Il Patto di Stabilità e i tagli ai trasferimenti da più di 10 anni mettono in difficoltà i sindaci: non si riducono i veri sprechi, ma si tagliano le risorse ai comuni e in alcuni casi si impedisce di investire i soldi ancora a disposizione. Manca un vero federalismo fiscale.
Ora i sindaci non possono garantire il rispetto dei servizi alla comunità e manifestano restituendo la fascia al Prefetto di Milano. I primi cittadini marceranno lungo corso Monforte e saliranno dal Prefetto Gian Valerio Lombardi, cui verrà consegnata una fascia tricolore simbolica, a testimonianza dell'estrema difficoltà in cui versano i Comuni della Lombardia.

sabato 3 aprile 2010

Pgt e mobilità a Merate: un grande sogno

Ritorniamo a trattare del Pgt in corso di stesura relativamente al territorio comunale di Merate e, precisamente, parliamo di mobilità urbana. Voglio proporre, in questo mio intervento, un grande progetto di ristrutturazione dei sistemi di trasporto pubblico e di traffico cittadino che, con lo studio del Pgt, si potrebbe avviare sul nostro territorio.
La viabilità di Merate è, ovviamente, condizionata dalla presenza ingombrante della ex statale 36, oggi provinciale 342 dir, il cui flusso veicolare inevitabilmente apporta inquinamento e disagio. Tale nodo, purtroppo, può essere sciolto solo con l'intervento di enti amministrativi di ordine superiore, quali Provincia e Regione, che dovranno porsi l'obiettivo di disegnare un tracciato di variante in grado di delocalizzare il traffico di passaggio rispetto al centro cittadino. Per quanto riguarda, invece, il traffico diretto verso la città ed i suoi servizi scuole, ospedale, negozi, agenzia delle entrate sarebbe un progetto affascinante studiare ed attuare una mobilità di tipo cittadino, realizzando una rete di parcheggi di prossimità presso i quali posteggiare la propria auto e successivamente proseguire a piedi oppure attraverso veicoli elettrici a due o quattro ruote a ridotto ingombro ed impatto ambientale zero. Ragionando si potrebbe mantenere il parcheggio delle Piazze e quello della piscina a sud, individuando a nord delle situazioni speculari; ovviamente i parcheggi andrebbero attrezzati adeguatamente sullo stile dei silos milanesi dell'Atm. Presso le frazioni, presso le stazioni vicine, presso i punti di interesse territoriale si dovrebbe collocare batterie di tali veicoli elettrici, noleggiabili tramite la carta regionale dei servizi, per garantire un collegamento urbano di adeguato livello. Il centro cittadino diverrebbe una zona pedonale completa di vasta dimensione da ristudiare quale grande outlet a cielo aperto, come grande centro aggregativo, una piazza che sostituisce e migliora il concetto di centro commerciale. Nei punti più impegnativi della città, quali salite e dislivelli, per agevolare i pedoni, si potrebbe pensare inoltre all'installazione di scale mobili e nastri trasportatori ad energia fotovoltaica sull'esempio esistente di molte città. Si potrebbe pensare, inoltre, di incentivare imprese ed associazioni a promuovere tale tipo di mobilità presso i propri dipendenti in modo tale da indurre la grande parte dei cittadini che ruotano attorno a Merate a beneficiare dei vantaggi di una mobilità flessibile ed ecocompatibile.

Stefano Valagussa

giovedì 1 aprile 2010

Il diavolo e l'acquasanta

Si legge sulle cronache locali che il parroco don Luigi Conti ha assurto a novelli apostoli il capitano dei carabinieri, il tenente delle fiamme gialle, l'assessore all'istruzione e il sindaco ai quali ha lavato i piedi durante la messa in cena domini. Pensavo fosse un pesce d'aprile dato il giorno invece è tutto vero. Sull'opportunità di trasformare una funzione religiosa in una parata di autorità civili e militari ognuno la pensi come vuole. In fondo chi ricopre incarichi pubblici dovrebbe farlo per spirito di servizio, come ha indicato Gesù con il gesto del pulire i piedi ai suoi seguaci. Fa specie però che il signor curato tra i tanti abbia proprio scelto uno come il nostro borgomastro che ogni martedì mattina indossa la divisa da sceriffo per dare la caccia ai vucumprà, ai clandestini e poveri cristi, "cristi" appunto, che hanno la sola colpa di vendere al mercato cianfrusaglie da quattro soldi per avere qualcosa da mettere sotto i denti o di essere scappati dalla miseria. Uno che appartiene a un partito che predica l'odio, il razzismo, l'integralismo occidentale. Forse che basti spendere ventimila euro di denaro pubblico per le luminarie natalizie o scrivere una lettera ai presidi di non togliere i crocifissi, simbolo di fede non di tradizione, per ottenere l'indulgenza? Chissà cosa vorrebbe dire se potesse a sul confratello quel cattocomunista di don Giorgio De Capitani da Monte di Rovagnate che da anni lancia anatemi contro la Lega e le camice verdi e sferza la chiesa a riscoprire i veri valori dell'accoglienza e della radicalità del vangelo... Vorrei poi capire quale discepolo abbia interpretato il nostro sindaco. Nella parte di Pietro, che non ha esitato a impugnare una spada e mozzare l'orecchio al serve del sommo sacerdote per difendere il suo signore, vedrei bene il comandante della bemerita. Matteo, che prima di convertirsi riscuoteva i tributi per conto di Roma ladrona, probabilmente è toccato al capo dei finanzieri. A uno che si occupa di scuola e cultura calza bene la figura di Giovanni, il prediletto diventato evangelista. Avanza Giuda. Taddeo naturalmente, non l'Iscariota. Speriamo almeno...

Teo A.

P.S.: Spero vogliate pubblicare questo mio e che nessuno si offenda o l'abbia a male se mi permetto di criticare l'ordine costituito.

N.d.R.: Egregio A. Teo (???), come vede non censuriamo nulla nei limiti dell'educazione e del rispetto. Questo blog ha lo scopo di favorire il dibattito sulle vicende della città e la questione che ha sollevato è certamente d'interesse, sebbene non necessariamente rispecchia le opinioni dei Consiglieri e dei sostenitori del nostro gruppo di Insieme per Merate.

mercoledì 31 marzo 2010

Approvata all'unanimità la mozione sul distributore di metano per veicoli

Il Consiglio comunale ha approvato all’unanimità la mozione presentata dal nostro gruppo per chiedere al Sindaco e alla Giunta di adoperarsi per la realizzazione di un distributore di metano per veicoli nel Meratese, visto che la provincia di Lecco è l’unica in Lombardia a non essere dotata di tali impianti. Siamo soddisfatti non solo perché è stata accettata la nostra proposta, ma perché una volta tanto maggioranza e opposizione hanno collaborato per un obiettivo a favore di tutta la popolazione. Il Consigliere di maggioranza Massimo Adobati ha inoltre preannunciato che durante la prossima riunione proporrà un documento per migliorare ulteriormente il nostro suggerimento, mirando ad una stazione di servizio che eroga una miscela gas-idrogeno, ritenuta dagli esperti ancora meno inquinante del metano. Il punto prescelto dovrebbe essere Osnago, la cui Amministrazione comunale è già in trattativa con alcuni operatori.

Antenna di Sartirana: la precedente Amministrazione ha fatto il possibile

Nel corso del Consiglio comunale di ieri sera, martedì 30 marzo, è stata discussa la nostra interrogazione sulla stazione radio base per la telefonia mobile di Sartirana. I nostri Consiglieri si sono dichiarati soddisfatti delle spiegazioni rese, ma riteniamo opportuno precisare qualche inesattezza del Sindaco, che ha rimproverato la precedente Amministrazione di non essersi adoperata nel modo giusto per cercare di evitare l'installazione del ripetitore.
La precedente Amministrazione o, più esattamente, lo Sportello unico per le Attività produttive dell' Ufficio tecnico, non ha approvato il progetto "Nokia-Siemens" e tanto meno concesso il relativo Permesso di costruire, perchè la sentenza del Tar, giunse alla fine della legislatura. lasciando due possibilità: o l'appello al Consiglio di Stato o l'accettazione della sentenza e conseguenti rilasci dei Permessi ambientale e di costruire. La nuova Amministrazione ha optato per la seconda alternativa.
Nel caso di Merate, che è soggetta al vincolo ambientale, non vige l'istituto del silenzio/assenso, allo scadere dei 90 giorni dalla presentazione della domanda di permesso; vige l'istituto contrario allorquando non è concesso il nulla osta ambientale. Vige, cioè, il silenzio/dissenso, tanto che il Tar, cui ricorse il richiedente, diede ragione al Comune non concedendo la sospensiva rispetto al diniego, posto dallo stesso Comune, al non inizio dei lavori. In buona sostanza lo Sportello Unico ha seguito la corretta procedura. Non è vero che la precedente Amministrazione non propose una diversa allocazione; la propose in via Limito, vicino all'acquedotto ex Ciab, in posizione più defilata e lontana dalle abitazioni, ma il Tar fu di parere contrario.
Tornando a tempi più recenti ed andando nel concreto del fare, riteniamo assurdo che, a sette mesi di distanza dall'inizio del funzionamento del ripetitore, non sia stata effettuata alcuna misura di campo elettrico per verificarne la corrispondenza con i dati progettuali. Già nella Commissione Ambiente e Territorio dello scorso gennaio l' Amministrazione annunciò l' assegnazione di un ordine ad una società privata per il monitoraggio continuo e triennale del campo elettrico ma, dopo tre mesi, l' ordine non è stato ancora assegnato. Non si capisce perché, nel frattempo non si è chiesto, ufficialmente, all' Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpèa) di effettuare misure, ancorché spot. L'Arpa è un ente regionale, quindi pubblico che, su richiesta del Comune effettua, gratuitamente, le misure. Non si capisce, inoltre, perché rivolgersi a società private che comportano un esborso di denaro pubblico (13,500 € in tre anni).

NOTE A MARGINE

In sintesi i fatti si sono così succeduti:
  • 2004: richiesta Siemens (per conto Wind) di installazione di palo antenna alto 35 m + stazione a terra su area 10x10 mq in via Fontane.
  • Effettuate più riunioni in Commissione Edilizia e parere negativo per impatto ambientale (corridoio ecologico in procinto di entrata nel parco Adda Nord).
  • 2005: contestuale parere negativo dalla Sovrintendenza di Milano (Ministero dei Beni Ambientali) nella persona dell'architetto De Stefani
  • Parere positivo Arpa per quanto di competenza: campo elettrico nelle zone abitate <>
  • 2006. per l'aspetto ambientale, simulazione (Siemens e Comune) con pallone vincolato ad un filo ed ulteriore parere negativo della Commissione Edilizia
  • Inizio procedura legge telecomunicazioni (Gasparri) con il secondo passo (il primo è la Commissione Edilizia), cioè la Conferenza dei Servizi cui partecipano gli attori interessati (richiedente, comune, sovrintendenza, Arpa): a maggioranza degli Enti (Comune e Sovrintendenza) viene ribadito il diniego
  • 2008: terzo passo previsto dalla Legge con riunione presso il Ministero (partecipò il responsabile dell'Ufficio tecnico comunale architetto Ronchi) e decisione salomonica: da una parte il servizio di telefonia mobile deve essere garantito, dall' altra il Comune può individuare un posto meno invasivo, ma pur sempre idoneo allo scopo.
Nel frattempo (2007) ed in parallelo con l'iter legislativo, "Siemens" ritiene il comune inadempiente per cui invia una Dichiarazione di inizio attività (Dia), accingendosi alla installazione; il Comune si oppone, perché non è stata concessa l'autorizzazione ambientale. "Siemens" ricorre al Tar chiedendo una sospensiva del diniego comunale, sospensiva che non viene concessa, perché il Tar ritiene che il Comune, di concerto con la Sovrintendenza, abbia agito correttamente, in quanto il suo territorio è vincolato ai sensi della Legge 1497/1939 riguardo alla salvaguardia paesaggistica. In sostanza il Tar dà ragione al Comune per la negazione all' inizio dei lavori.
Il Comune individua, con sopralluogo del Sovraintendente, un posto alternativo in via Limito (al confine con Calco) presso l'acquedotto ex CIAB ed ora Idrolario (più defilato e meno invasivo ambientalmente), segnalando al TAR detta possibilità.
Il Tar entra nel merito della questione ed, in sostanza, ritiene prevalente l'esigenza di pubblico servizio (Legge Gasparri e successive modifiche) rispetto alla valenza ambientale; ribalta la sentenza precedente e dà ragione a Siemens che ha facoltà di iniziare i lavori nel posto dalla stessa indicato (via Fontane).

Quando l'invidia e il complesso di inferiorità hanno il sopravvento

Il nostro Consigliere Gabriella Mauri è il nuovo rappresentante delle minoranze in seno al Consiglio direttivo della Pro Merate. Prende il posto della dimissionaria Pinuccia Maternini. L’hanno proposta unitariamente, durante la seduta di Consiglio comunale di ieri, sia il nostro gruppo di Insieme per Merate sia quello di Merate Futura. La candidatura, votata a scrutinio segreto, è stata approvata con dieci schede favorevoli e nove bianche. Significa che, essendo assenti due dei sette esponenti delle opposizioni, si sono espressi favorevolmente oltre ai cinque membri delle minoranze solamente altrettanti della maggioranza, mentre gli altri hanno preferito non esprimersi. Sin qui nulla di strano; è nelle loro facoltà. Quello che fa più specie è che l’argomento, se vogliamo marginale e banale, sarebbe stato oggetto di un acceso dibattito tra le fila della Centrodestra. L’attuale Assessore alla Cultura Giuseppina Spezzaferri avrebbe infatti chiesto, spalleggiata dal suo capogruppo Ernesto Sellitto, di non avvallare in alcun modo la scelta del suo predecessore, la Mauri appunto. Avrebbe riferito che la Mauri vrebbe in qualche modo partecipato alla precedente gestione fallimentare della Pro loco, che la maggioranza doveva mostrare la propria superiorità politica e altre amenità del genere. Noi riteniamo che soffra semplicemente di complesso di inferiorità e che tema il confronto. Tanta gente, indipendentemente dai colori degli schieramenti, ha riconosciuto che Gabriella Mauri ha svolto il suo ruolo con competenza, passione ed efficacia. In molti tra le Associazioni lo hanno ribadito anche durante le riunioni della Consulta. Questo evidentemente infastidisce la Spezzaferri. La posizione però non è stata condivisa da tutta la maggioranza, come dimostrato dall’esito della votazione. Potremmo anche azzardare qualche nome perché chi si è astenuto non ha fatto nulla per nasconderlo. Queste persone non dovrebbero poi meravigliarsi se la Lega Nord ha superato il Popolo della Libertà: prove di forza su ruoli di garanzia che spettano di diritto alle minoranze non giovano al dialogo. Alla Spezzaferri suggeriamo che, se vuole far dimenticare chi ha lavorato prima di lei, non ha che da fare meglio, tralasciando invidia e rancori personali ingiustificati. Magari può cominciare ad arrivare in orario quando, come successo martedì sera, si svolge la cerimonia di consegna delle borse di studio agli studenti meritevoli. E’ vero che l’Assessore all’Istruzione è Emilio Zanmarchi, ma è altresì vero che la scuola rientra pur sempre nell’ambito della cultura. La presenza puntuale anche dell’Assessore Spezzaferri sarebbe stata pertanto quanto mai opportuna.

Un semplice cittadino