lunedì 11 gennaio 2010

Consiglieri di serie B

Secondo la legge ma anche lo Statuto del nostro Comune gli amministratori pubblici hanno pari dignità, non importa se di maggioranza o di opposizione. A Merate però la situazione è diversa e i nostri consiglieri non sono tenuti molto in considerazione. Lo dimostra il fatto che a differenza degli assessori non è stata prevista per loro una casella di posta elettronica certificata e sul sito internet dell'Amministrazione non sono riportati neppure i recapiti e-mail privati che pure potrebbero essere pubblicati per dar modo ai cittadini di contattarli. Non dispongono inoltre dei badge per poter accedere a Palazzo Tettamanti quando gli uffici sono chiusi al pubblico. Capita così che quando si riuniscono le diverse Commissioni se arrivano qualche minuto in ritardo non possono entrare e partecipare agli incontri perchè non c'è nessuno che apre la porta. Anche molti inviti istituzionali non vengono estesi a tutti i rappresentanti. Ad esempio in occasione della seduta di Consiglio provinciale che si è tenuta in città i componenti dell'opposizione non sono stati avvisati dell'appuntamento.

domenica 10 gennaio 2010

La Regione abbandona gli ospiti delle Case di riposo

Entro il 20 gennaiol'Asl di Lecco dovrà presentare ai Comuni il Piano di programmazione sanitaria e sociosanitaria del 2010. I Comuni avranno solo qualche giorno per fare osservazioni e dire il loro parere.
Vorrei focalizzare questo intervento su un aspetto dell’attività sociosanitaria e cioè quello relativo ai non autosufficienti ed, in particolare, alle Rsa (le case di riposo per anziani). La qualità della vita (sia economica che di relazione sociale) cambia bruscamente se uno dei membri della famiglia perde la propria autonomia. Oggi con il progressivo allungamento della vita e l’espansione delle malattie croniche (diabete, cerebro-cardiopatie, tumori, ad esempio) le probabilità che accada è di gran lunga più grande rispetto a dieci anni fa. La Regione Lombardia ha dichiarato che la spesa complessiva, solo nel settore sociosanitario, escludendo quindi quella strettamente sanitaria, è stata per il 2008 di 1.332.278.000 di euro. La spesa in Provincia di Lecco ammonta a 45.606.823,39 di euro. Da queste cifre sono escluse tutte le spese delle famiglie e dei Comuni. Le cifre non sono indifferenti. Per le Rsa, ad esempio, i fondi regionali nella nostra provincia nel 2008 (quasi 26 milioni di euro) hanno coperto mediamente circa il 46% del costo effettivo del servizio. A livello lombardo il contributo regionale ammonta 780 milioni di euro. Secondo L’Anco Lombardia (l’Associazione dei Comuni) rappresenta circa il 50% del costo effettivo della retta e dovrebbe rappresentare la spesa sanitaria che la struttura eroga. Ma, sempre secondo l’Anci, la spesa sanitaria effettiva sarebbe il 70% dell’intero costo della retta (lettera ANCI del 15 dicembre 2009). Proviamo a fare qualche esempio.

Distretto di Bellano
RSA di Mandello: costo retta giornaliera minima 53 euro. Contributo regionale giornaliero per posto letto: 39, 27 euro medio. Percentuale intervento regionale: poco più del 42%. Se si dovesse coprire integralmente la quota sanitaria dovrebbero essere stanziati giornalmente 64,54 euro per posto letto. I risparmi per famiglie e Comuni sarebbe di 27,66 euro giornalieri. In un anno risparmierebbero oltre 10 mila euro! Attualmente la retta minima annua si aggira ad oltre 19 mila euro.

Distretto di Lecco
RSA Airoldi e Muzzi: costo retta giornaliera minima 52 euro. Contributo regionale giornaliero per posto letto: 39,90 euro medio. Percentuale intervento regionale: 42,43%. Se si dovesse coprire integralmente la quota sanitaria dovrebbero essere stanziati giornalmente 64,33 euro per posto letto. I risparmi per famiglie e Comuni sarebbe di 27,57 euro giornalieri. In un anno risparmierebbero oltre 10 mila euro! Attualmente la retta minima annua si aggira ad oltre 19 mila euro.

Distretto di Merate
RSA di Brivio: costo retta giornaliera minima 46,36. Contributo regionale giornaliero per posto letto: 34,32 medio. Percentuale intervento regionale: 42,54%. Se si dovesse coprire integralmente la quota sanitaria dovrebbero essere stanziati giornalmente 56,48 euro per posto letto. I risparmi per famiglie e Comuni sarebbe di 24,21 euro giornalieri. In un anno risparmierebbero oltre 8 mila e 800 euro! Attualmente la retta minima annua si aggira ai 17 mila euro.

Come ben si comprende se capita un ictus o evento similare, con le pensioni intorno agli 800 euro al mese, l’impoverimento familiare è certo. In mezzo a queste situazioni i fondi dell’Assessorato alla Famiglia passano da 1.569,81 euro del 2009 a 1.569,68 euro per il 2010. Quindi si stanziano meno fondi in un anno in cui il disagio per la crisi economica colpirà maggiormente e nonostante che la spesa per le Rsa sia cresciuta negli anni precedenti intorno al 4-5% annuo (dai 30 ai 40 mila euro all’anno). Queste cifre sono prese da statistiche regionali e dagli atti del Consiglio Regionale. Un’ultima domanda: lo Stato ha assegnato alla Lombardia relativamente all’anno 2008 oltre 44 milioni per il fondo non autosufficienti; la Regione ne ha distribuito la metà (22 milioni) alle Asl. Sarebbe utile che tutti capissimo come sono stati spesi da parte regionale e da parte delle Asl.

Ambrogio Sala
Assessore ai Servizi alla persona
di Olgiate Molgora

Di seguito proponiamo la lettera inviata dall'Anci Lombardia all'assessore alla Famiglia e alla Solidarietà sociale della Regione Lombardia, il lecchese Giulio Boscagli. Ecco il testo:
Egregio Assessore,
Sempre di più i Comuni sono chiamati a fronteggiare situazioni di difficoltà che colpiscono le famiglie. In particolare ci riferiamo alla pesante situazione sia affettiva sia economica che molte famiglie si trovano ad affrontare quando hanno in carico familiari non-autosuffcienti, a partire dal pagamento delle rette in Rsa superiori rispetto alle disponibilità singole e familiari. Questa situazione è tanto più grave in questi mesi in conseguenza della crisi economica che ha ridotto sensibilmente le disponibilità economiche delle famiglie. Di fronte a questa situazione i Comuni intervengono sempre di più per integrare le rette con impegni economici sempre più gravosi di fronte a entrate che si contraggono ogni anno in conseguenza delle manovre finanziarie nazionali, dei tagli ai trasferimenti e ai fondi per le politiche sociali. Il Dipartimento welfare e sanità di Aci Lombardia ha affrontato più volte il problema e si è confrontato con i diversi soggetti coinvolti: dalle aziende alle associazioni di familiari, alle forze sociali. Tutti questi soggetti hanno sottolineato la grave difficoltà che si incontra quotidianamente sia nella gestione dei servizi sia nelle possibilità delle famiglie di affrontare il problema. Il dato che più preoccupa è e che la parte di retta relativa all’assistenza socio-sanitaria è rimasta ferma nel tempo e non copre più i costi attuali. Attualmente, infatti, Regione Lombardia copre con un contributo circa il 50% della retta mentre il costo reale della parte socio-sanitaria è ormai il 70% del costo di ricovero. Oggi le Rsa svolgono un ruolo anche di supplenza all’ospedale perché con la dimissione precoce sempre più sono le richieste di ricovero in RSA per la riabilitazione e per l’assistenza socio-sanitaria. Chiediamo, quindi, di trovare le forme con cui assicurare la copertura integrale del costo socio-sanitario della retta individuando le risorse necessarie per arrivare alla copertura del 70% del costo del ricovero. Ricordo, infine, che ANCI e Conferenza delle Autonomie Locali della Lombardia, nei pareri espressi sulla proposta di finanziaria regionale per il 2010, hanno chiesto un aumento dei fondi per la non autosufficienza destinati ai ricoveri in Rsa. Proponiamo, inoltre,che si avvii da subito un tavolo di confronto dedicato al tema della non-autosuffcienza per l’individuazione di problemi e possibili soluzioni.
Siamo ovviamente disponibili ad ogni confronto si riterrà utile.

Il Presidente del
Dipartimento Welfare - Sanità

Giacomo Bazzoni
da Anci Lombardia

sabato 9 gennaio 2010

Comitati di frazione da... bar

In campagna elettorale gran parte dei candidati della lista "Robbiani Sindaco" posero come priorità l'istituzione di "consigli di frazione". Una delle prime mosse dell'attuale maggioranza fu la convocazione di assemblee nelle frazioni, riunioni nelle quali propose d costituire consigli/comitati di rappresentanza delle frazioni stesse. In seguito venni a sapere quale fosse l'idea in testa al Sindaco e ai suoi: un comitato spontaneo, composto da volontari che raccogliesse istanze e proposte dagli abitanti dei rioni, che un consigliere comunale appositamente delegato coordinasse così da elaborae un "bilancio preventivo partecipativo". E per Merate centro, nulla fu previsto (neanche una assemblea).
Ma come può un gruppo spontaneo, magari di parte, a rappresentare universalmente gli abitanti di una frazione? La questione va istituzionalizzata per avere credito!
Intanto il bilancio preventivo è stato approvato e che contributo hanno avuto i cittadini? Oggi sul sito del comune trovo che i consigli/comitati di frazione risultano costituiti, con tanto di presidente e vice-presidente, nomi dei compenenti e singola reperibilità!!?? Una breve presentazione ne ribadisce compiti e doveri... Chi ha ufficializzato l'istituzione di tali consigli/comitati? Non c'é ombra di atto, deliberfa, determina...
Che forse si siano sbagliati, pubblicando tali elenchi sul sito del comune anziché su siti amici?

Paolo Panzeri

Vogliamo un distributore di metano anche in provincia

Vi chiedo se non sia possibile attivare una campagna di sensibilizzazione finalizzata a fare pressione sulle istituzioni affinchè si provveda alla collocazione di un distributore di metano nel Meratese. Non capisco le ragioni per cui la provincia di Lecco, con una densità di traffico e inquinamento che è in testa alle classifiche mondiali, non sia dotata della distribuzione di questo carburante ecologico. La mancanza di distributori, tra l'altro, rende impraticabile l'acquisto di auto che nel caso del metano usufruirebbero del massimo degli incentivi per l'acquisto.
Cordiali saluti

Franco Maggioni

Rispondiamo alla sua sollecitazione con un intervento del Consigliere regionale Carlo Spreafico che risale ormai all'aprile scorso, ma che bene rende l'idea sulla politica inerente la rete distrubizione dei carburanti in Lombardia. Ecco di seguito la nota.
“Nel quadriennio 2004/2007 Lecco ha ridotto da 164 a 150 il numero di distributori di carburante, ma secondo i parametri della legge ne dovrà chiudere altri 41, nonostante il numero di litri annuo erogato sia di gran lunga superiore a quello di province più grandi. Ciò significa che i parametri sono sbagliati e vanno rivisti”, lo fa sapere Carlo Spreafico, consigliere regionale del Pd e componente della Commissione Attività produttive, dove si è discusso di qualificazione e ammodernamento della rete di distribuzione dei carburanti in attuazione alla legge 24 del 2004. “Quello che ci è stato presentato – dice ancora Spreafico – è un progetto debole, di stampo gestionale, che non contiene una strategia della mobilità, perché la rete distributiva condiziona la tipologia del mezzo da utilizzare e quindi ha un impatto sul parco veicoli e sul livello d’inquinamento. Inoltre, c’è una scelta semplicemente commerciale e di rispetto formale delle regole che non recepiscono le diverse realtà locali, cioè il tipo di economia, di strade e di montuosità”. Non solo: “La carta sconto benzina, riservata alle zone di confine, oggi costa circa 20 milioni l’anno, pagati da tutti, cioè quanto gli aiuti previsti dalla legge regionale per la montagna – prosegue il consigliere del Pd –, mentre non c’è una politica per le zone svantaggiate e di montagna, anzi chi sta in montagna paga due volte, anche per chi usa la carta sconto”. E infine, conclude Spreafico “il metano per autotrazione non è una scelta sostenuta, anzi è burocraticamente sotto ricatto, non viene prevista la diffusione dei ricaricatori domestici, come stanno sperimentando Francia e Alto Adige. Inoltre Gpl e metano continuano ad avere limitazioni nei parcheggi coperti. La Lombardia dovrebbe essere in prima fila a promuovere una nuova strategia della rete distributiva”.

venerdì 8 gennaio 2010

I soldi per gli straordinari dei dipendenti li avevamo lasciati

I dipendenti municipali non hanno ancora ricevuto i soldi che spettano loro per aver collaborato al trasferimento degli uffici pubblici dalla vecchia sede di Villa Confalonieri a quella nuova di Palazzo Tettamanti. Il sindaco Andrea Robbiani sostiene che dei soldi promessi agli impiegati dalla precedente Amministrazione non c’è alcuna traccia e quindi accusa i suoi predecessori di non aver lasciato le risorse necessarie per onorare l’impegno preso. Gli consigliamo però di riguardare bene il Bilancio 2009. Nel capitolato 2.160 relativo alle spese sono stati stanziati 130 mila euro per il fondo incentivante. La cifra comprende anche i 17 mila euro circa riservati per il trasloco. Il problema semmai è che non è ancora stato firmato il contratto decentrato. A quanto pare il neo direttore generale sostiene che gli accordi presi erano illegittimi. Non siamo degli esperti ma fatichiamo a crederlo perché non nutriamo dubbi sulla bontà e la correttezza dell’operato dell’ex segretario comunale, il dottor Francesco Motolese né su quello dell’assessore alle Finanze Luigi Mantegazza. Se l’attuale Giunta intende utilizzare i soldi lasciati in altra maniera o si rifiuta di pagare i collaboratori per il lavoro che hanno svolto si assuma le proprie responsabilità e lo dica chiaramente, senza accampare scuse o scaricare la colpa ad altri.

Il gruppo di
Insieme per Merate

La "legge mancia" e il lago di Sartirana

Da Roma, grazie all’interessamento del Presidente della Camera Maurizio Lupi e alla mediazione del suo segretario Nicola Orsi e del consigliere di maggioranza Francesco Sangiorgio, sono arrivati all’Assessorato all’Ecologia di Merate 80 mila euro per la Riserva regionale del lago di Sartirana.
Premettiamo subito a scanso equivoci e per onestà che anche la precedente Amministrazione, la “nostra”, ha beneficiato della cosiddetta “legge mancia”, perché l’ex sindaco Giovanni Battista Albani ha ottenuto, grazie all’interessamento dell’onorevole Antonio Rusconi e del presidente della Commissione Bilancio della Camera Lino Duilio un contributo di 30 mila euro per la realizzazione del micro-nido della Scuola dell’infanzia di Pagano. I meccanismi burocratici e normativi non erano esattamente gli stessi, ma la sostanza non cambia.
Nonostante ciò siano nettamente contrari a questa metodologia, di cui ha goduto pure la Giunta di Dario Perego, sempre grazie all‘intervento di Lupi, per l‘allargamento di via San Vicenzo. La “legge mancia” è una sorta di lotteria truccata, che si vince solo in base alle conoscenze e alle amicizie politiche. Lo dimostra il fatto che i soldi sono piovuti anche su Barzanò, guarda caso amministrata sempre dal Centrodestra. Il meccanismo inoltre disperde importanti risorse che potrebbero essere utilizzate meglio e per interventi più importanti. Se c'è un fondo statale disponibile, derivante da contributi mai utilizzati e che quest‘anno ammontano a circa 100 milioni di euro, esso dovrebbe essere erogato mediante indizione di bando ed a fronte della presentazione di progetti specifici. Si dovrebbe stilare una graduatoria, così come per le altre richieste di finanziamento, nella massima trasparenza.
Tra l’altro nel caso specifico di Merate non sappiamo ancora a quale titolo sono stati “regalati” gli 80 mila euro per il lago di Sartirana: forse per la struttura di accoglienza turistica da ubicare alla foce e prevista dall'Amministrazione Albani per un importo di circa 50 mila euro. L’opera non inciderebbe sulla salvaguardia dell’oasi protetta che, purtroppo, sta diventando un parco giochi. Il lago è ciò che rimane di un invaso morenico che copriva tutta Cassina e Sartirana, ad eccezione della collinetta Lomeda. Come tale è quindi naturalmente destinato alla sparizione. Lo studio idrogeologico effettuato anni fa dall’idrobiologo dottor Negri, indicò due possibilità per cercare di "rallentare" il processo: lo sfangamento e/o l’immissione di acqua pulita, possibilmente di pozzo e, quindi, non clorata, al fine di aumentare il ricambio ed eliminare le sostanze organiche nocive. Lo sfangamento è stimato costare più di un milione di euro con tutti i problemi collaterali: effetti sulla fauna e la flora, la rimozione e lo stoccaggio dei fanghi per l’essiccamento, gli odori, eventuali depositi di inquinanti… La fleboclisi, invece, comporta lo scavare un pozzo nelle vicinanze del lago, installare una pompa di grande portata che succhi dalla falda ed immetta acqua nel lago; certamente 80 mila euro per l’intervento non sarebbero sufficienti. Massima attenzione deve essere posta al tema, perchè ogni modifica ad un ecosistema così fragile e delicato potrebbe dar luogo ad effetti non desiderati. Ci permettiamo di suggerire di utilizzare parte del finanziamento per uno studio di fattibilità degli interventi indicati. Per questo dall’Assessore all’Ecologia Massimiliano Vivenzio attendiamo di conoscere a cosa sono destinati i soldi.

Ernesto Passoni

mercoledì 6 gennaio 2010

Anno nuovo tariffe nuove, ma nessuno ha avvisato gli utenti

Anno nuovo tariffe nuove. Da gennaio sono scattati i rincari dei buoni pasto per il servizio di refezione scolastica. Gli aumenti variano a seconda della fascia Isee di appartenenza, l’indicatore della situazione economica equivalente, ma sono nell’ordine del 20% in più. Chi prima pagava 1,06 euro adesso ne scuce 1,28, chi 2,12 ora 2,56, chi 3,18 passa a 3,84 e quanti infine ne sborsavano 4,12 devono saldare 4,70 euro. Agli alunni non residenti tocca la quota massima di 5,12. Indicativamente pertanto l’aumento è di oltre 50 centesimi che per una famiglia con due figli fanno 20 euro al mese, 160 durante l’intero corso di un anno scolastico. Non pochi in periodi di crisi economica per tanta gente. Apprezziamo gli sforzi dell’assessore all’Istruzione Emilio Zanmarchi e della responsabile dei Servizi alla persona Rita Gaeni che hanno deciso di venire incontro ai residenti con il reddito più alto coprendo parzialmente, nella misura dell’8%, la spesa per evitare che pagassero la quota massima. Rileviamo però che la suddivisione degli scaglioni Isee andrebbe adeguata perché svantaggiosa per la popolazione. Veramente in pochi riescono a entrare nelle fasce più basse. Ci spiace poi che ai genitori degli scolari non sia stata fornita alcuna comunicazione ufficiale e molti hanno scoperto dell’adeguamento delle tariffe solo al momento di effettuare le ricariche. I mass media locali lo hanno scritto e lo ha riportato anche il sito web dell’Amministrazione comunale, ma nessuno è obbligato a comperare i giornali o navigare in internet. Chiedere al dirigente scolastico o alle insegnanti di diramare una circolare in fondo non sarebbe stato difficile e avrebbe denotato maggiore attenzione ai contribuenti. Lo stesso dicasi per le altre tariffe. Non sono aumentati infatti solo i ticket per la mensa ma parecchi altri servizi, come ad esempio il trasporto dei disabili o il ricovero nella casa albergo “Enrico Leoni” di Sartirana.

Il gruppo di
Insieme per Merate

"Legge mancia": il magna magna della casta

Alla chetichella, come di solito fanno i ladruncoli, e nell’ultimo giorno di attività parlamentare, per di più in una giornata nella quale il maltempo ha impedito a molti di essere presenti,
la Commissione Bilancio della Camera, senza i rappresentanti di Idv, che non hanno voluto essere coinvolti nella porcheria, ha approvato la spartizione di 100 milioni di euro, frazionati in oltre 700 microinterventi , di dubbio contenuto e che certamente poco incideranno sulla vita dei cittadini. Le formule degli interventi sono le più diverse, ma sempre molto generiche, in modo poi di poter utilizzare il denaro come meglio si crede: riqualificazione impianti e risanamento ambientale, miglioramento ambientale( anche da 20.000 euro) , contributi per interventi finalizzati allo sviluppo, restauri, parrocchie e conventi, costituzione di osservatori , promozione di prodotti tipici (50.000 euro), contributi ad associazioni, verde pubblico (anche 10.000 euro), persino ricostruzione di dune. Si sfiora poi il ridicolo quando si giustificano gli interventi come investimenti: ristrutturazioni di municipi (da 35.000 euro), interventi su infrastrutture o strade (da 22.000 euro), contrasto all’inquinamento di acqua marina, realizzazione di circonvallazioni, realizzazione di centri pediatrici, persino azioni di cooperazione internazionale, bonifiche ambientali (da 20.000 euro), parcheggi(da 22.000 euro), impianti sportivi, realizzazione di centri di ricerca(50.000 euro), interventi per il rilancio del turismo, costruzione di poli di sicurezza, riordino idraulico di corsi d’acqua(20.000 euro), realizzazione di laboratori educativi (50.000 euro), progetto salvaguardia via Appia (30.000 euro), ammodernamento sala convegni(30.000 euro). E’ appena il caso di dire che con gli spiccioli dati in molti casi non si aprirà neppure il fascicolo della pratica. Ma sicuramente di accontenterà qualche amico che riceverà l’incarico di aprirlo. Insomma il solito scandalo di micro interventi clientelari votato da maggioranza e opposizione compiacente, che Italia dei Valori era riuscita a bloccare durante il governo Prodi, facendo abrogare la legge “mancia”. Il governo Berlusconi l’ha immediatamente ripristinata, con l’intento forse di dare le briciole ai deputati affamati della sua maggioranza, in modo da poter agire indisturbato per fare i “veri affari” che gli interessano, quelli da miliardi di euro.

lunedì 4 gennaio 2010

Merate si tinge di verde

I colori tradizionali della Città di Merate sono il blu e il giallo. Lo sanno quanti hanno avuto occasione di vedere il gonfalone comunale esposto in municipio, ma anche i tifosi dell'As Merate le cui divise richiamano le stesse sfumature cromatiche. Da quando al governo siede l'armata del Carroccio con gli alleati del Popolo della libertà il nuovo colore sembra però diventato il verde. Non ci credete? Fatevi un giro in via don Arnaboldi "avenue" a Pagnano dove gli attraversamenti pedonali protetti, o presunti tali perchè altro non sono che dossi irregolari, sono stati colorati con la stessa tonalità dello stemma della Lega. Oppure guardate la nuova veste grafica del sito internet dell'Amministrazione comunale. L'azzurro, prima predominante, è sparito a favore di un bel verdone padano... Di questo passo anche le luci dell'illuminazione pubblica diventeranno verdi, gli alunni dovranno sfoggiare grembiuli dello stesso colore al posto del nero e magari riusciranno a dipingere la neve... Se questi sono i cambiamenti promessi per rendere il Comune più trasparente e accessibile e favorire l'impiego della tecnologia contro la burocrazia... Banalità forse, ma che denotano scarso rispetto della forma e delle regole istituzionali.

sabato 2 gennaio 2010

Una buona partenza

L’intervento di Stefano Valagussa ed il successivo commento anonimo mi spingono a partecipare al dialogo/confronto, perché affrontano diversi temi che mi sono sempre apparsi come i principali della vita politico-amministrativa a livello locale. I due autori mettono in luce due anime (due culture politiche) di cui la lista “Insieme per Merate” ambiva a poter essere interlocutore. La sconfitta elettorale è stata dovuta anche a questa incapacità di aggregare le due. La “cultura Valagussa” infatti ha optato principalmente per il centrodestra, non grazie all’opposizione dura del candidato Robbiani, ma perchè i settori della città che maggiormente avevano una richiesta di dialogo inascoltata si sono riconosciuti in essa, mentre la “cultura militante del lettore anonimo” desiderando una lista marcata centrosinistra , pensando che la cifra dello scontro destra sinistra ci avrebbe fatto vincere, non ha fatto campagna elettorale.
Robbiani ha vinto con un programma elettorale inesistente. Il popolo che ha votato "Merate Futura" poi ha poi giocato la sua parte. Ma andiamo oltre la sconfitta.
I due scritti testimoniano che nessuno delle due ha ancora capito le ragioni dell’altra , né che sono consapevoli che entrambe sono necessarie per combattere il centrodestra. Credo che la richiesta di Valagussa vada tenuta in considerazione come prioritaria non per migliorare il clima di dialogo (cosa che sembrerebbe dare origine alla sua riflessione) ,ma perché dietro ad essa si legge una richiesta: tirate fuori un idea di futuro della città che tenga conto dell’ interesse della comunità . Questa strada è l’unica che la sinistra deve intraprendere se vuole uscire dagli scogli del suo (per giunta litigioso) 35%. Per questo non condivido l’ averla liquidata come “riflessioni semplicistiche” né condivido la fretta di seppellire il progetto delle liste civiche "che a Merate non hanno futuro”. Il lettore anonimo quando scrive ciò sottoscrive il ritornello che ripete la vincente (oggi) accoppiata Lega-PDL venduta anche a Merate; con una differenza, che loro intercettano lo spirito culturale oggi maggioritario nel paese (Robbiani è stato imposto a Merate da Lecco, avrebbe vinto anche Sellito o altri) mentre il centrosinistra non può permetterselo. Deve fare le sue proposte e poi, nel breve, per forza fare alleanze. Chi non lo capisce sta provocando il disastro del candidato alle regionali in Puglia. Anche Valagussa deve però fare un pezzo di strada. Come crede di poter attivare la partecipazione dei cittadini se non attraverso i partiti? Certo i partiti che non parlino di sé stessi o del loro avversario,ma chi può animare il confronto di idee se non libere associazioni di cittadini che pubblicamente si confrontino?
Infine una nota personale: avrei preferito non leggere la chiusura del tipo “leggendo certe banalità si comprende perché avete perso”. Modificare la realtà è difficile, studiare lo stato delle cose richiede impegno, produrre il consenso a volte è quasi impossibile, ma “il genere di libertà davvero importante richiede attenzione, consapevolezza, disciplina, impegno e la capacità di tenere davvero agli altri e di sacrificarsi costantemente per loro,in una miriade di piccoli modi".

Cesare Perego
Consigliere comunale del gruppo di
Insieme per Merate