Dovevano rivoluzionare la “macchina comunale”, ma a distanza di sei mesi non è cambiato nulla, almeno all’atto pratico e del miglioramento dei servizi offerti alla cittadinanza. Pare infatti, e ne siamo veramente lieti, che i cinque funzionari siano stati infatti tutti riconfermati: Dario Ronchi a capo dell’Ufficio tecnico, Rita Gaeni dei Servizi alla persona, Luca Da Ros del settore Finanziario, Annalena Codara degli Affari generali e Donato Alfiniti della Polizia locale. Pare appunto, perché i diretti interessati, nonostante la delega scada a fine 2009, il 31 dicembre, ad oggi non hanno ricevuto ufficialmente notizie per il 2010. Sembra inoltre che il mandato sia nuovamente a termine, sino a giugno. Sarebbe la quarta proroga nel giro di appena sei mesi. Nulla è stato modificato neppure a livello del corpo di vigilanza urbana, nonostante il signor Andrea Robbiani, subito dopo le elezioni, abbia assicurato che entro breve avrebbe sostituito il responsabile e istituito il turno serale. A distanza di sei mesi dal suo insediamento dei pattugliamenti notturni non c’è traccia. a dispetto dei roboanti annunci, rivelatisi per l‘ennesima volta vuota propaganda elettorale. Quello che ci dispiace è il trattamento ingiusto riservato ai dipendenti, tenuti costantemente sotto pressione. Vale per i vertici ai quali non viene accordata fiducia sul lungo periodo, come a dire che restano al loro posto solo perché non si sono trovati sostituti. E vale per gli impiegati, sulle teste dei quali gli esponenti dell’attuale Amministrazione continuano a parlare di spostamenti e riorganizzazione, dimenticandosi che di persone si tratta, con una propria dignità e professionalità, che hanno sempre dimostrato attaccamento e passione al ruolo che svolgono e che spesso hanno dato più del dovuto. Eppure per ringraziamento ad alcuni sotto Natale sono state recapitate lettere di richiamo formale di provvedimenti disciplinari. La storica segretaria del sindaco invece, a pochi anni dalla pensione e dopo una carriera impeccabile, è stata trasferita d’imperio in un altro ufficio, il che suona quasi come una “bocciatura“ o sostenere che sin qui ha ricoperto una mansione inutile. Niente si sa neppure dell’approvazione del contratto decentrato e del pagamento degli incentivi per il trasloco dalla vecchia alla nuova sede municipale, che pure la precedente Giunta aveva previsto. Un ente pubblico non è un’azienda privata: ha fini e metodi di gestione diversi. E' ora di finirla con il "giustizialismo" e atteggiamenti demagogici contro i dipendenti statali, almeno in realtà laboriose ed efficienti come quella di Merate. A chi è chiamato a governare la nostra città chiediamo rispetto e valorizzazione del personale pubblico e di quelli che sono i suoi collaboratori, altrimenti non si capisce come possa nutrire sensibilità verso la popolazione che rappresenta. E si ricordi che anche lui in fondo non è altro che un dipendente assunto e scelto dai meratesi, allo stesso modo di quegli impiegati per i quali dimostra tanta avversione.
Il gruppo di
Insieme per Merate
Insieme per Merate

