sabato 19 dicembre 2009

A Brugarolo tre occasioni perse in un solo colpo

La precedente Amministrazione, la "nostra", quella di Giovanni Battista Albani, aveva intenzione, una volta trasferito il Cse - Centro socio educativo - di via Enrico Fermi a Brugarolo, di ristrutturare l'immobile e di dare alla frazione nuovi servizio, come l'asilo nido, un ambulatorio medico degno di tale nome e una sala riunioni per assemblee pubbliche ma anche momenti di festa o incontro privati. L'opera sarebbe stata parzialmente finanziata dalla "Fomas" come risarcimento per i lavori di ampliamento dell'attività produttiva. Il costo stimato dai funzionari dell'Ufficio tecnico comunale si aggirava sui 330 mila euro, due terzi dei quali appunto a carico della Fomas.
Peccato che i nuovi inquilini verde-azzurri di Palazzo Tettamanti hanno buttato nel cestino tutti i progetti. Ai vertici della Fomas è stata infatti imposta una variante del percorso del cavidotto di alimentazione dei nuovi impianti con un allungamento del percorso di circa 500 metri che comporta un aumento di spesa per l'infrastruttura di fra i 100.000 e i 200.000 euro. Non si comprendono le ragione della scelta visto che l'elettrodotto sarebbe stato completamente interrato e quindi senza alcuna conseguenza sotto il profilo della sicurezza e della tutela della salute umana. Magari le vere ragioni della scelta si comprenderanno quando verrà presentato in nuovo Piano di governo del territorio e qualche terreno sotto cui avrebbe dovuto passare il cavidotto da agricolo diventerà magari residenziale. In ogni modo da Fomas hanno annunciato che a fronte dell'aumento della spesa non verrà più finanziata la ristrutturazione della struttura di via Fermi, che anzi sarà messa all'asta e venduta.
Evidentemente all'Amministrazione non interessa dotare Brugarolo di luoghi pubblici di incontro né le esigenze delle giovani famiglie che devono fare i conti con liste d'attesa sempre più lunghe per un posto al nido per i figli, tenendo conto pure che sono in fase di completamento diverse abitazioni che nei prossimi anni nella frazione ci saranno presumibilmente parecchi bambini piccoli. Brugarolo insomma in un solo colpo ha perso tre importanti opportunità: l'asilo, l'ambulatorio e la sala civica.

Il gruppo di
Insieme per Merate

giovedì 17 dicembre 2009

Arnaboldi "avenue" e la magia dei dossi che diventano attraversamenti pedonali

Narrano le cronache medioevali che, di venerdì, qualche prelato, per tacitare i morsi della fame e quelli più crudi della coscienza, usasse la formula "Ego te baptizo piscem" per trasformare la carne in pesce. Analogamente i cinque dossi, in rigoroso verde padano, di Arnaboldi avenue, non essendo a norma in quanto tali, sono stati trasformati in altrettanti attraversamenti pedonali con dovizia di segnaletica verticale ed orizzontale. In effetti è necessario che la gran folla di pedoni che si aggira per il luogo possa utilizzare i cinque passaggi pedonali, distanziati di cento metri l'uno dall'altro, per passare dal prato di Vizzago alle abitazioni e viceversa.

Esiste la seguente nota del Ministero dei Lavori Pubblici/Ispettorato Generale per la Circolazione e la Sicurezza Stradale, con rifermimento di protocollo 2867/2001 ed oggetto "Attraversamenti pedonali rialzati":

Si comunica che gli attraversamenti pedonali rialzati non possono essere classificati come dossi di rallentamento della velocità ai sensi dell'articolo 179 del Regolamento di esecuzione ed attuazione del C.d.S., perché la loro geometria è diversa da quanto previsto dalla norma richiamata e non possono essere segnalati come rallentatori di velocità.
Le stesse opere si configurano quale modifica al profilo longitudinale di una strada e, per esse, non occorrono particolari autorizzazioni di questo ufficio, quanto piuttosto motivazioni tecniche di opportunità o necessità che lo stesso Ente (il Comune) può e deve valutare.
Tali opere possono essere eseguite dall' Ente proprietario della strada, utilizzando esclusivamente materiali previsti dalla vigente normativa e, garantendo, comunque, la percorribilità della strada, assumendosi la responsabilità di eventuali inconvenienti o danneggiamenti di veicoli che abbiano a verificarsi per effetto di tali modifiche.

Il Dirigente Tecnico Ing. Francesco Mazziotta

In buona sostanza, a causa della carenza di precisa normativa, il Ministero non dà autorizzazioni demandando all' Ente proprietario della strada di individuare le motivazioni ed assumendosene le responsabilità (sic!). Ci permettiamo di rilevare che eventuali inconvenienti potrebbero verificarsi soprattutto alle persone e non solo ai veicoli.

Ernesto Passoni

mercoledì 16 dicembre 2009

Lettera aperta del Comitato No-Elettrosmog

Pubblichiamo la lettera scritta dal Comitato No-Elettrosmog di Sartirana inerente la stazione radio base per la telefonia mobile installata in via Fontane. Come ben si comprende, nonosante le ripetute rassicurazioni, almeno aparole, dell'attuale Amministrazione, che si è rifiutata di ricorrere al Consiglio di Stata per bloccare l'iniziativa, la situazione è tutt'altro che sotto controllo e i residenti sono abbandonati a loro stessi.

Spett. le Comune di Merate

Att. ne Sindaco Andrea Robbiani
Piazza Eroi, 3
23807 Merate (LC)

Spett. le Nokia-Siemens Networks Italia SPA
Via Roma, 108
20060 Cassina de Pecchi (MI)
Fax 02.95263569

Spett. le ARPA
Via I Maggio, 21/B
23848 Oggiono (LC)
Fax 0341.266853

OGGETTO: GRUPPO ELETTROGENO PER FUNZIONAMENTO DELL’ANTENNA SITA IN VIA FONTANE

Con riferimento alla comunicazione dell’ARPA in data 24 novembre 2009, il Comitato No-Elettrosmog di Sartirana vuole comunicare quanto segue:
  • Il gruppo elettrogeno, che nel periodo dal 16 novembre al 10 dicembre, veniva disattivato dalle ore 22.30 alle ore 7.00; in data 11 dicembre ha ripreso a funzionare anche durante le ore notturne, nonostante le ripetute richieste del Comitato e dell’amministrazione comunale.
  • Vogliamo altresì comunicare che questa ripresa coincide con l’inizio dei lavori di installazione della seconda serie di antenne da parte di Vodafone - Omnitel, di cui il Comitato non era a conoscenza.
  • Vorremmo, inoltre conoscere la data prevista per l’allacciamento alla rete elettrica da parte dell’Enel. Ribadiamo che il gruppo elettrogeno dovrebbe essere usato solo per una verifica di funzionamento o in casi di emergenza e non la normalità come è accaduto dal 7 settembre ad oggi.
  • Visto il preoccupante prolificare di antenne che verranno installate, chiediamo fermamente l’avvio delle procedure per la misurazione del campo elettromagnetico nelle zone abitate circostanti, come promesso verbalmente dall’amministrazione stessa negli incontri avvenuti in frazione.
Distinti saluti

Per il Comitato No-Elettrosmog
Piero Mazzoli

lunedì 14 dicembre 2009

Il raddoppio incompleto

Il lavori del raddoppio ferroviario della tratta Carnate - Airuno che hanno interessato e stanno interessando tutt'ora Merate, specialmente Pagnano, avrebbero dovuto concludersi entro il 31 dicembre 2009 e quindi per la fine di quest'anno. Eppure all'appello mancano ancora molte opere che difficilmente potranno essere eseguite in appena due settimane, tenendo anche conto delle festività natalizie. Riportiamo di seguito una breve sintesi di quanto avrebbe dovuto essere realizzato e invece ancora manca all'appello.
  1. Il ponte è funzionale alla pista ciclopedonale per il collegamento Pagnano (rotonda vie Promessi Sposi e della Molgora/sottovia ferroviario del Nibbio) - Stazione di Cernusco. Mancano le rampe di salita/discesa.
  2. Costruzione di un ponte ciclopedonale (come sopra) sul torrente Molgora al km 18 circa (sotto il ristorante "Il Caminun") funzionale al ripristino del collegamento pedonale fra Pagnano (via Lunga) e Pianezzo. In tale ottica realizzazione di un sottopassaggio al km 18 + 294 m e di un cunicolo, a latere, per sottoservizi (fogna). Realizzazione di tratto fognario (D=30 cm) dal ponte alla ferrovia ed al pozzetto del collettore fognario intercomunale. Al ponte mancano le rampe di salita/discesa. Il sottopassaggio va sistemato quanto alla pedonabilità. Le opere fognarie non sono state realizzate.
  3. Le Ferrovie (RFI) hanno assunto in carico, come da loro regole, l’illuminazione delle sole sottovie (nella fattispecie il sottovia del Nibbio sopracitato); la realizzazione è stata effettuata dal Comune di Merate che ha richiesto, a fronte delle fatture, il rimborso. Per le sopravie, a sud e nord della Roncaglia, (vie Monte Rosa e Calendone) RFI ha solo predisposto i sottoservizi propedeutici all’ eventuale illuminazione, a carico del Comune.
Sono previste pure opere di mitigazione paesaggistica mediante piantumazioni di mascheramento delle barriere fonoassorbenti ed il ripristino delle aree a lato della ferrovia, già utilizzate per i cantieri. Da non sottovalutare neppure la questione degli indennizzi e degli espropri che devono ancora essere saldati.

Il gruppo di
Insieme per Merate

giovedì 10 dicembre 2009

Arnaboldi "avenue" in deroga al Codice della Strada

L’ Articolo 179, Comma 6, del Regolamento di attuazione del Codice della Strada (DPR 495/92, come modificato dal DPR 610/96) riporta le seguenti prescrizioni. I dossi artificiali sono costituiti da elementi in rilievo prefabbricati o da ondulazioni della pavimentazione a profilo convesso verso l’alto. In funzione dei limiti di velocità hanno le seguenti dimensioni:
  • larghezza non inferiore a 60 cm ed altezza non superiore a 3 cm, per limite di velocità non superiori a 50 km/h
  • larghezza non inferiore a 90 cm ed altezza non superiore a 5 cm, per limite di velocità non superiore a 40 km/h
  • larghezza non inferiore a 120 cm ed altezza non superiore a 7 cm, per limite di velocità non superiore a 30 km/h;
I primi due tipi devono essere realizzati in elementi modulari in gomma o plastica; il terso può essere realizzato anche in conglomerato.

Peccato che in via don Arnaboldi a Pagnano, dove vive il Sindaco, nonostante il limite di velocità sia di 30 km/h, siano stati realizzati 5 dossi in conglomerato per un tratto di 400 metri ed aventi l’altezza di più di 10 centimetri, il tutto in netto contrasto quindi con le norme sopra riportate.

Ernesto Passoni

martedì 8 dicembre 2009

Oro Verde

Finalmente è stato pubblicato l'atteso libro "Oro Verde - Cronistoria di petrolieri e gelsi nel parco di Montevecchia", il volume che ripercorre la storia del comitato "No al pozzo" e l'importante vittoria che ha permesso di scongiurare il pericolo che l'ultima oasi della Brianza venisse colonizzata dai cercatori di oro nero. Lo scritto, oltre che raccogliere l'importante eredità dei sostenitori del gruppo civico, vuole essere un monito per le future generazioni. L'opera è in vendita anche nelle librerie del territorio. Costa appena 10 euro, un contributo per coprire le spese dell'iniziativa. Venerdì prossimo, il 18 dicembre, sarà presentata per la prima volta pubblicamente. L'incontro è fissato alle 21 in Villa Confalonieri a Merate. E' importante esserci, perchè la nostra lista, quando eravamo al governo della città, è stata determinante e ha contribuito a respingere gli assalti di chi voleva svendere il nostro territorio. Durante la serata si parlerà anche di come ogni famiglia può da subito risparmiare fino a 1.100 euro al mese a costo zero attraverso semplici regole. Interverranno oltre al sindaco, il presidente del Parco regionale di Montevecchia e della Valle del Curone Eugenio Mascheroni, il vicesindaco di Cernusco Lombardone Giovanni Zardoni, l'energy manager del comitato Renato Oranghi, la curatrice del libro Paola Lazzarotto e naturalmente il portavoce Alberto Saccardi a cui tutta la popolazione deve molto per il gravoso impegno che si è assunto e per l'intelligenza con cui ha affrontato la delicata vicenda. Mi raccomando: partecipiamo numerosi e passiamo parola anche per impedire che un risultato raggiunto soprattutto grazie alla nostra mobilitazione venga strumentalizzato dal Centrodestra.

sabato 5 dicembre 2009

Mercoledì sera pre-Consiglio comunale

Mercoledì 9 dicembre presso la sede di via Trento 36 ci riuniremo in vista della prossima seduta di Consiglio comunale convocata per la mattina di sabato, il 12 dicembre alle 10. All'ordinde del giorno le Linee programmatiche di mandato 2009-2014 e la Presentazione dells schima di Bilancio di previsione per l'esercizio finanziario 2010 e relativi allegati. Al nostro incontro ci sarà anche l'ex assessore al Bilancio Luigi Mantegazza. Vi aspettiamo numerosi.

Gabriella Mauri

venerdì 4 dicembre 2009

Acqua, un bene comune e diritto inviolabile

Proponiamo una delibera del Consiglio comunale di Carugate con cui l'Amministrazione dichiara l'acqua un bene comune. Anche il nostro gruppo potrebbe farsi portavoce di una mozione analoga perchè oure a Merate si sancisca che le risorse idriche sono un valore universale

RICONOSCIMENTO DELL'ACQUA COME BENE COMUNE E DEL SERVIZIO IDRICO INTEGRATO COME SERVIZIO PRIVO DI RILEVANZA ECONOMICA

PREMESSO CHE

L'acqua rappresenta fonte di vita insostituibile per gli ecosistemi, dalla cui disponibilità dipende il futuro degli esseri viventi. L'acqua costituisce un bene comune dell'umanità, un bene comune universale, un bene comune pubblico, quindi indisponibile, che appartiene a tutti. Il diritto all'acqua e un diritto inalienabile: l'acqua non può essere proprietà di nessuno, bensì bene condiviso equamente da tutti, l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come un servizio pubblico. L'accesso all'acqua, già alla luce dell’attuale nuovo quadro legislativo, e sempre più in prospettiva, se non affrontato democraticamente, secondo principi di equità, giustizia e rispetto per l'ambiente, rappresenta:

  • una causa scatenante di tensione e conflitti all'interno della comunità internazionale;
  • una vera emergenza democratica e un terreno obbligato per autentici percorsi di pace sia a livello territoriale sia a livello nazionale e internazionale.

SOTTOLINEATO CHE

Su questa base condivide e aderisce alla proposta di legge d’iniziativa popolare “Principi per la tutela, il governo e la gestione pubblica delle acque e disposizioni per la ripubblicizzazione del servizio idrico”, e quindi ritiene necessario che il Parlamento proceda celermente alla sua discussione e approvazione.

SI IMPEGNA

1. a costituzionalizzare il diritto all'acqua, attraverso le seguenti azioni:

  • riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale il Diritto Umano all'acqua, ossia l’accesso all’acqua come diritto umano, universale, indivisibile, inalienabile e lo status dell’acqua come bene comune pubblico;
  • confermare il principio della proprietà e del servizio idrico integrato e che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà;
  • riconoscere anche nel proprio Statuto Comunale che la gestione del servizio idrico integrato e un servizio pubblico locale privo di rilevanza economica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.

2. a promuovere nel proprio territorio una Cultura di salvaguardia della risorsa idrica e di iniziativa per la ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato attraverso le seguenti azioni:

  • informazione della cittadinanza sui vari aspetti che riguardano l'acqua sul nostro territorio, sia ambientali che gestionali;
  • contrasto al crescente uso delle acque minerali e promozione dell'uso dell'acqua dell'acquedotto per usi idropotabili, a cominciare dagli uffici, dapromozione di una campagna di informazione/sensibilizzazione sul risparmio idrico, con incentivazione dell'uso dei riduttori di flusso, nonché studi per l'introduzione dell'impianto idrico duale;
  • promozione, attraverso l'informazione, incentivi e la modulazione delle tariffe, della riduzione dei consumi in eccesso;
  • informazione puntuale della cittadinanza sulla qualità dell’acqua con pubblicazione delle analisi chimiche e biologiche;
  • promozione di tutte le iniziative finalizzate alla ripubblicizzazione del Servizio Idrico Integrato nel territorio di propria pertinenza.

3. ad aderire e sostenere le iniziative del Coordinamento Nazionale “Enti Locali per l’Acqua Bene Comune e per la ripubblicizzazione del servizio idrico integrato” costituitosi di recente nell’ambito della Campagna Acqua Bene Comune che il Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua sta portando avanti da circa tre anni;

4. a sottoporre all’Assemblea dell’Ambito Territoriale Ottimale l’approvazione delle proposte e degli impegni sopra richiamati oltre ai seguenti:

  • sensibilizzazione all’importanza della riduzione dei consumi di acqua in eccesso attraverso informazione, incentivi, nonché attraverso una modulazione della tariffa tale da garantire la gratuita di almeno 50 litri per persona al giorno;
  • propone inoltre di destinare un centesimo al metro cubo di acqua consumata per interventi di costruzione di strutture di captazione e distribuzione di impianti idrici attraverso la cooperazione internazionale.

IL CONSIGLIO COMUNALE DELIBERA

DI DICHIARARE l'acqu un bene comune, essenziale ed insostituibile per la vita di ogni essere vivente e un diritto inviolabile, universale, inalienabile ed indivisibile dell’uomo, che si può annoverare fra quelli di riferimento previsti dall’art. 2 della Costituzione della Repubblica Italiana.

DI DICHIARARE il Servizio Idrico Integrato un servizio pubblico locale privo di rilevanza conomica, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini.

martedì 1 dicembre 2009

Mille luci

Pubblichiamo una nota dell'Amministrazione comunale di Cassinetta di Lugagnano, dove hanno deciso di non investire in luminarie come segno di sobrietà e di rispetto per quanti, e sono molti e per svariati motivi, quest'anno vivranno un Natale "buio".

Quest’anno Cassinetta di Lugagnano vivrà un Natale sobrio e solidale. Operai licenziati, i terremotati d’Abruzzo ancora nelle tende, il bilancio comunale in sofferenza, anche a causa della politica di salvaguardia del territorio. Nell’ultima Giunta Comunale, quella in cui si sono definite le ultime variazioni di bilancio, ci siamo soffermati su una voce di spesa che davvero appariva stridente, stonata, fuori luogo: le luminarie natalizie. Ci siamo guardati in faccia. Ed un unico ed unanime pensiero ha attraversato le nostre teste: questo Natale a Cassinetta di Lugagnano le luci non si accenderanno. Abbiamo immaginato un nostro cittadino in cassa integrazione con il morale sotto i tacchi, al quale non abbiamo potuto dare nulla di più che la solidarietà umana e personale. L’abbiamo immaginato a spasso per la via principale del paese alle quattro del pomeriggio di giovedì 24 dicembre. A spasso non perchè la ditta ha concesso mezza giornata di ferie per la vigilia di natale. A spasso perchè non sopporta più le mura di casa e si sente vuoto e inutile. L’abbiamo immaginato camminare sconsolato e, ad un certo punto, alzare gli occhi davanti al municipio e guardare una bella scritta luminosa: “Buon Natale”. Abbiamo immaginato i terremotati di L’Aquila. La disperazione e la rassegnazione che li accompagna da mesi. Abbiamo pensato ai bambini di una casa di accolgienza ancora senza un tetto. E non abbiamo avuto nessuna esitazione. Niente luminarie.Ai cittadini di Cassinetta di Lugagnano, in alternativa, proponiamo un gesto più sobrio e coinvolgente per illuminare la notte di Natale. Mille candele. Mille piccole luci. Mille pensieri di solidarietà per chi attende e cerca una speranza. Mille gesti di solidarietà per chi ha bisogno di una mano amica.

Dal sito www.domenicofiniguerra.it

mercoledì 25 novembre 2009

Le nostre proposte per il Pgt

La realtà di un Comune come Merate, secondo per popolazione in Provincia di Lecco ed Ente di riferimento per la Brianza Lecchese, dovrebbe indirizzare la VAS su considerazioni che travalichino i meri confini comunali, arrivando a considerare, quindi, una città diffusa di circa 60.000 abitanti, quelli dei diciassette Comuni della Conferenza dei Sindaci, che a Merate fanno riferimento per i servizi sovracomunali offerti. Fatte salve, ovviamente, le compatibilità poste dai Piani Territoriali degli Enti Superiori, la cerchia dei Comuni confinanti è da considerarsi il primo livello di riferimento, essendo la conurbazione, in alcuni casi, tale da non consentire di individuare una discontinuità urbanistica con Comuni vicini: vedi, ad esempio, Calco, Cernusco, Osnago e Robbiate.La Brianza è un ambito pedemontano densamente popolato ed industrializzato; Merate raggiunge il valore di circa 1300 ab/kmq, fra i più alti in Provincia. Anche riguardo agli aspetti ambientali è opportuno che Merate sia Comune trainante in seno agli ambiti sovracomunali preposti (i tredici Comuni di Agenda 21). La VAS e gli altri argomenti che concorrono alla formazione del Piano di Governo del Territorio dovranno essere ampiamente pubblicizzati e prevedere momenti partecipativi al fine di ottemperare allo spirito ed alla lettera della Legge Regionale 12/2005.

Sistema insediativo
Dopo una stasi decennale la popolazione, dal 2001, ha ripreso a crescere ad un ritmo di circa un centinaio di persone all’anno, arrivando, alla fine del decennio attuale a sfiorare i 15.000 abitanti. Nel frattempo la costruzione di alloggi è continuata, cosicché la dotazione media volumetrica pro capite ha superato i 200 mc/abitante, a fronte del parametro obiettivo regionale di 150 mc/abitante. Alla luce di queste e di altre considerazioni (aliquota di territorio comunale destinato al residenziale e traffico indotto) la VAS in oggetto dovrebbe indicare una cessazione del consumo di suolo, limitandosi all'esaurimento di quanto già previsto dal vigente PRG, in ottemperanza ai diritti acquisiti dai cittadini. E’ presumibile ipotizzare che, in tale prospettiva, la popolazione si assesterebbe sui 15.500 abitanti. Si deve puntare sul recupero di vecchi edifici anche nell’ottica del risparmio energetico, individuando facilitazioni ed incentivi che ne rendano conveniente l'attuazione. E’ bene sottolineare che, in ogni caso, si devono escludere dall'urbanizzazione le aree golenali attorno al Molgora e quelle già sedimi di antichi laghi, così come evidenziato dalla carta idrogeologica comunale. Il comparto economico primario (agricoltura), costituito da una decina di aziende e pur abbastanza marginale, mantiene valenze soprattutto riguardo al foraggio per allevamento ed al florovivaistico, caratteristico di questa parte della Brianza. Va, quindi, salvaguardato anche per la sua valenza paesaggistica. Tale salvaguardia sarà automaticamente mantenuta nella parte nord qualora venisse codificato dalla Regione l’ampliamento del Parco Adda Nord. Degno di particolare salvaguardia è pure il polmone agricolo a nord est di Brugarolo, come evidenziato anche dal PTCP. Il comparto industriale presenta il fenomeno della promiscuità con il residenziale, soprattutto a Brugarolo; eventuali espansioni andranno localizzate, dove previsto dal Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale, a sud di via Bergamo. Merate è caratterizzata da un notevole terziario, sia pubblico (Ospedale, Scuole Superiori, Uffici finanziari, ecc.), che privato (banche, supermercati, uffici, ecc.) fornendo, così, servizi ai Comuni del circondario ed anche a quelli di Province limitrofe. Particolare attenzione va posta all’ ipotesi di accorpamento dei servizi ASL, ora dispersi nel territorio, in una struttura da affiancare all’Ospedale al fine di creare un unico Polo Sanitario. Criticità ci sono nella carenza di negozi di prossimità, soprattutto nelle Frazioni.

Risparmio energetico
Curare l’osservanza delle norme nazionali, regionali, e di quelle previste dal Regolamento Edilizio comunale, che indirizzano ad un’edilizia basata sul risparmio energetico sia nella fase di realizzazione che di gestione. Il Comune dovrà dare buon esempio completando la metanizzazione dei suoi impianti di riscaldamento ancora a gasolio e riprendendo, preferibilmente in consorzio con gli altri Comuni di Agenda 21, la cosiddetta “Gestione Calore” volta ad interventi atti a minimizzare il consumo di energia negli edifici pubblici. Verificare, sempre nell’ ambito di Agenda 21, l’ opportunità di istituire uno “Sportello energia” sovracomunale gestito, a costo zero per il Comune, da Associazioni di Categoria.

Mobilità
I problemi sono ben noti, individuati ed indirizzati a soluzione con il Piano Generale del Traffico Urbano (PGTU). Le strade più congestionate sono la SR 342dir e la SP 54 che, per i tempi lunghi di percorrenza, inducono a cercare percorsi alternativi, creando traffico di infiltrazione nei centri abitati (principalmente Brugarolo, Novate, Pagnano) e causando inquinamento atmosferico. Per attenuare il problema si deve agire su più direttrici:
- Desemaforizzazione dell’incrocio di Cernusco Lombardone, contestuale circonvallazione e riqualificazione di via Bergamo
- Razionalizzazione - eventualmente adottando sistemi innovativi, quali pulmini a chiamata - del trasporto pubblico su gomma. Ciò va fatto in collaborazione con la Provincia, che ne ha la competenza, al fine di migliorare il collegamento Merate Centro, Frazioni, stazioni F.S.di Cernusco e Paderno. Problematico sta diventando il raggiungimento, con il mezzo privato, della Stazione di Cernusco a causa della saturazione dell’attiguo parcheggio, già potenziato. Nell’ottica di rendere più confortevole il trasporto pubblico completare la realizzazione di pensiline alle fermate
- Completare la realizzazione dei parcheggi di via Cazzaniga e piazza degli Eroi ed approntare un Piano Gestione Parcheggi.
- Sperimentare un servizio di biciclette pubbliche da condividere (bike sharing)

Sicurezza degli utenti della strada
Dare attuazione al PGTU, ad esempio mediante le seguenti azioni:
- Messa in sicurezza dei pedoni realizzando ulteriori marciapiedi, dove mancanti e compatibilmente con il calibro delle strade (alla peggio con segnaletica orizzontale)
- Completare l’eliminazione delle barriere architettoniche per facilitare la mobilità dei disabili
- Messa in sicurezza dei ciclisti completando la rete di piste ciclabili con priorità per i collegamenti Merate Centro, Frazioni, Stazioni ferroviarie e complessi pubblici
- Attuazione delle zone a 30 km/h e realizzazione delle piattaforme moderatrici della velocità

Mobilità turistica
- Proseguire, in collaborazione con il CAI, l' individuazione e la messa in ripristino di vecchi sentieri pedonabili
- Collaborare con la Provincia ed i Comuni interessati per trasformare in piste ciclabili i sedimi ferroviari dismessi a seguito del raddoppio ferroviario

Inquinamento atmosferico
L’inquinamento atmosferico specialmente nella componente PM 10 (ma anche ozono ed ossidi di azoto) è diffuso su tutto il territorio: le azioni conseguenti devono considerare quanto riportato nei punti precedenti sul traffico congestionato e sul residuo riscaldamento a gasolio. Nell’ambito di Agenda 21 porre il problema di individuare un ambito, nel Meratese, ove ubicare un distributore di metano.

Inquinamento acustico
Maggiore sorveglianza relativa al rumore, specie notturno, affinchè rimanga nei limiti previsti dalle Norme, dai Regolamenti comunali e dal Piano di Zonizzazione Acustica.

Inquinamento elettromagnetico
Criticità della linea ad alta tensione Verderio-Cernusco che occorre monitorare periodicamente specialmente nelle vicinanze delle abitazioni. Monitoraggi spot andrebbero effettuati nelle vicinanze delle stazioni radio base per telefonia mobile.

Inquinamento luminoso
Va completato l'adeguamento dell' illuminazione pubblica al Piano Regolatore dell'Illuminazione Comunale anche in considerazione della presenza dell’Osservatorio Astronomico.

Inquinamento delle acque
Riguardo ai corsi d’acqua si verificano episodi di inquinamento del Molgora, dovuti principalmente a sversamenti impropri che si verificano nei Comuni a monte e che sono monitorati dalla centralina di Carnate: è opportuno concertare con detti Comuni le opportune azioni preventive e conseguenti.

Vulnerabilità dovute a piogge intense
Vi sono zone critiche riguardo al mancato assorbimento della pioggia in momenti di particolare intensità. E’ opportuno commissionare uno studio di fattibilità per la risoluzione del problema.

Rete fognaria
La ricognizione dei sottoservizi, prevista dal PGT, darà un quadro cognitivo atto a porre in atto le azioni conseguenti. Va rivista l'attuale suddivisione territoriale in zone servite o meno da fognatura per aggiornarla in ragione dell'urbanizzazione intervenuta.

Paesaggio
Mettere in campo le azioni volte a migliorare il paesaggio sia urbanizzato che agricolo o naturale, eliminando quei manufatti realizzati o concessi dal Comune che lo deturpano. A titolo di esempio rivedere i regolamenti relativi al fine di non concedere più la possibilità di apporre cartelloni pubblicitari lungo la SR 342dir e la SP 54 e non rinnovando le concessioni esistenti; riconsiderare la posizione di qualche segnaletica stradale verticale che rovina la visuale di manufatti di pregio artistico, storico e religioso.

Ecosistemi fragili
Dare seguito agli studi effettuati sul Lago di Sartirana, verificando la fattibilità ed il costo degli interventi prefigurati dagli studi esistenti considerando, in particolare, l’estrema fragilità dell’ecosistema in relazione al quale qualsiasi intervento dell’uomo deve essere ben valutato riguardo ad eventuali effetti indesiderati. Particolare attenzione va posta alla salvaguardia, di concerto con le proprietà, degli alberi monumentali e di pregio. I boschi devono essere salvaguardati, anche in relazione alla recente normativa regionale.

Rifiuti
Proseguire ed incrementare la raccolta differenziata anche con il porta a porta per il vetro.
Riproporre una campagna di informazione verso i cittadini, che preveda anche azioni educative nelle Scuole. Sensibilizzare i negozi nella scelta di imballaggi ecocompatibili.

Gruppo Consiliare Insieme per Merate
G.B. Albani - G. Mauri - A. Panzeri - R. Riva